venerdì 26 luglio 2013
cinque mesi da.....
oggi, 26 luglio, ricorrono i 5 mesi da un avvenimento che riguarda il blog (anche ieri, 25 luglio, ricorreva un analogo mesiversario)... Quale?
PS chi indovina non vince nulla
giovedì 29 novembre 2012
Commenti in ordine sparso sulle primarie
- Prima di tutto, non ho ancora capito se sono state primarie di coalizione o primarie del PD: la coalizione di centro-sinistra non è ancora stata definita (ci sarà anche l'UDC? l'IDV?) eppure c'erano candidati da tre partiti (Tabacci, Vendola e i tre del PD);
- queste primarie non sono state un successo: hanno votato circa 3.100.000 elettori, tanti quanti quelli delle primarie del 2009 (quelle di Bersani, Franceschini e Marino), e nel 2009 non c'era né il bacino di voti di SEL né i presunti elettori di destra accorsi a votare Renzi;
- Bersani ha stravinto le primarie: rispetto al 2009 ha perso il 9% dei consensi, ma gli sfidanti erano ben più agguerriti e popolari. Renzi e Vendola hanno preso pochi voti in più di Franceschini e Marino;
- Vendola si è schierato a favore di Bersani per il ballottaggio, quindi prevedo una vittoria piuttosto netta di Bersani;
- questo risultato a favore di Bersani rende abbastanza idea della scarsa voglia di rinnovamento che c'è in Italia: davanti alla possibilità di avere un Presidente del Consiglio giovane, mai parlamentare né ministro, si è preferito affidarsi ad uno già del "sistema";
- secondo me tra i tre candidati (escludiamo Puppato e Tabacci) Bersani è quello che rischierà maggiormente di perdere le elezioni l'anno prossimo: un po' per mancanza di carisma e un po' per il suo atteggiamento pacato, secondo me perderà qualcosa davanti ai vari Grillo, Montezemolo (?), Berlusconi (??), ecc;
- per le primarie è stato costruito un sito internet in cui sostanzialmente si spiega come votare, ma sono riusciti a spiegarlo male;
- per il ballottaggio non si sapeva se far votare o no chi non ha votato domenica scorsa; alla fine hanno optato per il si, e hanno fatto un altro sito internet in cui bisogna spiegare per quali motivi non si è votato (influenza, motivi familiari, viaggio all'estero, ecc);
- il signor Nico Stumpo, che da quanto ho capito si è occupato dell'organizzazione delle primarie, è diventato una celebrità (e anche uno zimbello) in una settimana;
- spero che l'autore del fotomontaggio dei "Fantastici 5" sia stato licenziato;
- queste primarie sono ancora ben lontane da quelle americane (vedi l'arbritarietà delle regole o i casini nel conteggio delle schede di lunedì), ma sono il meglio che la politica italiana riesce ad esprimere in questi anni. E stanno prendendo sempre più piede: le abbiamo appena fatte per le amministrative, e anche il pdl si sta muovendo per le sue, Berlusconi permettendo (speriamo si facciano, sarebbero divertentissime!). Alcuni giovani del PD genovesi le stanno proponendo per eleggere anche i parlamentari; visto che cambiano i governi ma non la legge elettorale, questa è un'ottima proposta da prendere in considerazione;
- nonostante le critiche e la sua fama da "sfigato", nonostante D'Alema e Veltroni, nonostante l'UDC e papa Giovanni, Il PD è per distacco il miglior partito italiano, anzi è quasi l'unico, visto che tutti gli altri sono movimenti o partiti che si basano sugli alti e bassi del loro segretario/capopopolo.
mercoledì 27 giugno 2012
Il giorno italotedesco
Ci sarà un vertice europeo che tutti indicano come decisivo per il futuro della nostra moneta unica: Monti e Merkel insieme a Hollande avranno un ruolo di primo piano.
E ci sarà la semifinale degli Europei 2012, che per forza di cose sarà decisiva in quanto decreterà chi fra Italia e Germania disputerà la finale.
Il Post.it dedica due articoli a questo proposito.
Uno è una galleria di foto dal titolo "Com’è fatta la Germania" (da cui ho preso la foto pubblicata della Faber-Castel).
L'altro è un post di Adriano Bacconi che ci racconta con quali investimenti di risorse umane e monetarie le due nazioni arrivano a giocare la partita di domani.
Ma la vera notizia devo ancora darla: io sto seguendo gli europei. Io!
Guardo le partite, soffro, esulto, eccetera eccetera. Cosa mi sta succedendo?
sabato 2 giugno 2012
Contro l'uomo qualunque
Luca Sofri qualche giorno fa ha scritto un post che in breve dice che in Italia va molto di moda paragonarsi "agli altri" quando si combina qualcosa di sbagliato. Frasi del tipo: lo fanno tutti oppure il suo comportamento rispecchia quello della società, si sentono tutti i giorni.
Sofri cita ad esempio l'onorevole Crosetto che per difendere la classe politica dice che come per le altre categorie professionali ci sono quelli per bene e quelli pessimi, oppure Abete che in risposta alle affermazioni di Monti di pochi giorni fa dice che lo sport non è peggiore della società.
Sofri conclude dicendo che l'atteggiamento è sbagliato, in quanto i politici e gli altri personaggi che dovrebbero rappresentare un esempio per la società non possono paragonarsi al "popolo":
perché poi se tutti i modelli che dovrebbero alzare la media prendono a modello la media, la media si abbassa, e così via. E quindi rifugiarsi nel “è la società che è così” non è solo un alibi vile, ma è esattamente il meccanismo che peggiora a sua volta la società. Non avete il fisico per essere straordinari, per sentire la responsabilità di quel che i vostri comportamenti trasmettono e alimentano?Fate altro.In una società ideale, un politico (un amministratore, un dirigente, un professore, un capitano di una nazionale, ecc ecc) dovrebbe essere scelto perché migliore degli altri, perché esempio per gli altri; dovrebbe essere scelto perché prenda decisioni importanti al nostro posto. In Italia ormai i nostri modelli si comportano da nostri pari, di conseguenza la società non rispetta più "l'autorità", e l'autorità stessa si livella ancor più con la media.
La conseguenza finale è che l'uomo qualunque può ergersi ad autorità, spesso senza le competenze necessarie. Ad esempio, un comune cittadino che in cinque mesi da impiegato in banca diventa sindaco di Parma.
Stiamo andando nella direzione giusta?
venerdì 10 febbraio 2012
Yes we can
Ieri è uscito su Repubblica un articolo che può interessare i (numerosi?) matematici che ci seguono: Obama, ospitando una fiera delle scienze alla Casa Bianca, ha detto che farà ingenti investimenti (80 milioni di dollari) per l'assunzione e la formazione di centomila nuovi professori di matematica e per aumentare gli stipendi a chi già insegna materie scientifiche.
Infatti, secondo Obama "più scienza nel futuro dei giovani è la chiave per avere una marcia in più, aumentare le chance di successo sul mercato del lavoro".
Ai finanziamenti statali si sono anche aggiunti finanziamenti e supporto da parte dei privati (Google è sempre in prima linea per il supporto allo sviluppo della formazione scientifica e tecnologica, come dimostrano i finanziamenti di Google Foundation e Google Science Fair) e il supporto dal mondo accademico.
Sembrerebbe che anche gli Stati Uniti (India e Cina l'avevano già capito da tempo) si siano resi conto che le materie scientifiche sono alla base dello sviluppo di una nazione, speriamo che ieri Obama abbia consigliato qualcosa a riguardo a Monti!
La cosa in Italia ha già avuto un effetto inaspettato: Odifreddi ha scritto un post senza di complimenti e non di critica.
Io invece ho apprezzato molto ciò che ha detto Priya Natarajan, docente di astrofisica a Yale ed editorialista del Washington Post:
[...] La preoccupa il fatto che gli studenti nelle facoltà scientifiche americane arrivano con una discreta preparazione "astratta" di matematica, ma poco allenamento a "risolvere problemi". Dell'istruzione elementare che lei ricevette a Delhi, invece, ricorda che oltre all'algebra fin dall'inizio c'era un costante addestramento ad applicare i concetti matematici a situazioni concrete.Questo è in linea con il mio pensiero di intendere la didattica della matematica e più in generale la didattica a scuola, che come avevo già detto in un vecchio post è ferma a 100 anni fa mentre tutto il resto corre.
Curiosità: su Repubblica sembra che Priya Natarajan sia un maschio, neanche su Wikipedia riescono a controllare!
sabato 21 gennaio 2012
I want you
Come ogni inizio anno, iniziano i tesseramenti per ai nostri partiti politici, e quindi anche le "chiamate alle armi". Il Partito Democratico è pronto a convincere i suoi elettori: ecco il video pro-tesseramento, con Bersani nel ruolo di trascinatore di popoli.
Che ne pensate? Raccontatemelo, perché io dopo venti secondi mi sono addormentato.
P.S. Un video in cui deve raccogliere persone, consensi e tessere senza mai sorridere, in 84 secondi.
domenica 8 gennaio 2012
Paul Scholes
Ieri durante il derby di Manchester è tornato in campo Paul Scholes, sette mesi dopo il suo ritiro, che aveva annunciato dopo la finale di Champions League persa 3 a 1 contro il Barcellona. In questi mesi era andato ad allenare le giovanili del Manchester United, unica squadra in cui abbia mai giocato. Ultimamente, a causa di diversi infortuni che hanno colpito i giocatori della prima squadra, ma soprattutto a causa della mancanza dei campi da calcio, ha detto a Ferguson di essere di nuovo disponibile e a sorpresa è stato convocato per la partita di ieri di FA Cup contro il Manchester City. È entrato nel secondo tempo, al posto di Nani ed è andato a giocare a fianco a Giggs, 18 anni insieme al Manchester United.
Scholes ha 37 anni, ed è stato uno dei migliori centrocampisti negli ultimi 20 anni. Centrocampista completo, bravo a difendere, bravo a segnare, tecnico e bravo anche di testa nonostante l'altezza. Con il Manchester United ha vinto tutto quello che poteva vincere: 28 trofei (VENTOTTO), tra cui dieci campionati inglesi e due Champions League.
È stato (anzi è) uno dei miei calciatori preferiti, nel grande Manchester che ha vinto la Champions League nel 1999 contro il Bayern Monaco (sotto di un gol, ne hanno segnati due negli ultimi tre minuti della partita), quello di Schmeichel, i gemelli Neville, Stam, Keane, Giggs, Beckham, Cole e Yorke (che tral'altro era un calciatore di Trinidad e Tobago!).
sabato 31 dicembre 2011
Buon 2012
Per augurare un buon 2012 a tutti i lettori del blog, ho scelto questo video, che in dieci minuti racchiude tutti gli avvenimenti importanti degli ultimi 100 anni. Un piccolo ripasso di ciò che abbiamo fatto, ma soprattutto di ciò che non dobbiamo più fare.
Il 2011 che si chiude è stato l'anno della crisi economica, della fine del governo Berlusconi, del referendum, del terremoto in Giappone e soprattutto delle rivolte in tutto il mondo, della fine di grandi dittature e della morte di terroristi e governanti.
A questo riguardo, la frase dell'anno a mio parere è questa:
I popoli delle rivoluzioni non sempre hanno ragione. Ma i dittatori non ce l'hanno mai.
(Giovanni Fontana).
Buon anno a tutti!
Due anni
Si sta per chiudere il secondo anno di Quinto Postulato, che ultimamente è stato un po' trascurato ma non è mai rimasto inattivo, anche grazie a chi nella prima parte di quest'anno ha scritto meno (grazie Doson e Bolo).
Nonostante tutto, ormai abbiamo un buon numero di visitatori fissi, e pur scrivendo poco abbiamo fatto quasi 800 visite. In tutto l'anno, abbiamo superato le 13000 visite, più del doppio dell'anno scorso, direi un ottimo risultato!
Abbiamo scritto una quarantina di post in più rispetto all'anno scorso, abbiamo creato nuove rubriche e abbiamo avuto tanti commenti, anche se i post che hanno creato accese discussioni si possono contare sulla punta delle dita.
I post più letti del 2011 sono stati "Il partito del...", "Meglio un vecchio porco" e "Zero Gas". I più commentati invece sono stati "Ragazzi... ma siamo pazzi??", "iPhone: rivoluzione culturale?", "CL e Silvio" e nuovamente "Zero Gas".
Le città che ci hanno più visitato (Genova e La Spezia escluse) sono state Roma, Milano e Parma, i paesi che ci hanno più visitato (Italia esclusa) sono stati l'Inghilterra (grazie a Lore), la Francia, gli Stati Uniti e la Svizzera.
Le chiavi di ricerca più usate per arrivare al nostro sito (escluse "Quinto Postulato" e simili) sono state "Monica Fontanelli", "Sara Tommasi bancomat" e "Mattia Calise gay".
Da domani si inizia con il 2012 (ho un arretrato di decine di link, più la rubrica Designati), con la speranza di colmare le due cose che più sono mancate quest'anno: costanza e discussioni. Spero che gli altri blogger del Quinto Postulato concordino con me che questo blog debba crescere ogni anno di più, diventando un punto di riferimento per i nostri lettori e anche per noi.
Auguri al Quinto Postulato!
sabato 19 novembre 2011
Su Monti e sul nuovo governo
Ciò che ho visto e sentito al Parlamento in questi giorni mi lascia molto stranito: PDL e PD che votano compatti la fiducia per il nuovo governo, proponendo coesione e collaborazioni, Casini e Rutelli, innamorati folli di Monti, che parlano da statisti e credono di essere tornati alla Prima Repubblica, l'IDV che non sa da che parte stare e che fa di tutto per perdere voti e credibilità, la Lega che è tornata ai primi anni novanta, contro Roma ladrona e contro i poteri forti e chi in questi anni ha rovinato l'Italia (??), Scillipoti che fa interventi folli con grandi risate di molti deputati, dei benemeriti sconosciuti che dichiarano la fiducia al governo da parte di un partitino rappresentato da loro stessi, i vari Berlusconi, Brambilla, Maroni, Brunetta, Rotondi seduti insieme agli altri dei loro partiti e non nei banchi del governo.
In mezzo a tutto questo, Mario Monti e quella quindicina di sconosciuti che sono i suoi ministri, sembrano degli alieni. Il primo giorno al Senato si guardavano intorno, spaesati, quasi fuori luogo. Non che non si siano mai sentiti nominare (ad esmpio Profumo è il presidente del CNR, e quindi in teoria il mio capo), ma di sicuro se li incontri per strada non li riconosci. Gira anche la notizia che Monti domenica scorsa sia andato in un museo a Roma senza scorta, facendo la fila per il biglietto, senza essere riconosciuto e fermato da tutti. Insomma, in una settimana è cambiato tutto: più sobrietà, più istituzionalità, meno volgarità, e sopratutto più credibilità.
Diciamo che dopo Berlusconi e i suoi ministri, anche noi del Quinto Postulato al governo avremmo fatto la nostra bella figura.
Questo è il punto: dopo questi anni di Berlusconi e Carfagne varie, in un periodo di crisi seria come quella che sta colpendo l'Italia, il governo Monti sembra la cosa più figa di tutti: gente laureata, piena di esperienza e di cultura, messe nei posti giusti (economista all'economia, docente universitario all'istruzione, ammiraglio alla difesa e così via), che parla con toni pacati, che non deve inventarsi scuse per rovinare il consenso, che propone manovre economiche degne di questo nome, e se propone le stesse cose degli altri (tagli ai costi della politica, lotta all'evasione fiscale) poi però lo fa veramente.
Anche lo stile di Monti è perfetto: pacato ma mai noioso, ironico ma non volgare, parla a braccia, fa pause e si blocca per pensare alla parola giusta da usare. Si permette di richiamare i senatori, dicendogli di applaudire di meno e ascoltare di più, ringrazia il predecessore Berlusconi ma non per il suo operato, ma perché si è fatto da parte in tempo.
Lo se che sono tutti "tecnici", ma Monti e il suo governo rappresentano quello che per me sarebbe il partito conservatore ideale: serio, rispettabile, cattolico, anziano e vicino alle banche, contrapposto ad un partito riformista, moderno, laico e giovane.
Io voterei per il secondo.
Quindi, ora che abbiamo un serio governo (tecnico) coservatore, voglio che nasca anche un partito davvero di sinistra, perché 17 anni di Berlusconi mi possono bastare, e perché anche l'Italia di cui mi sento di far parte si merita dei rappresentanti degni di questo nome.
(Astenersi bersaniani, dipietristi, dalemiani e veltroniani, grazie)
martedì 6 settembre 2011
Un manifesto per un nuovo sistema educativo
Sul numero di settembre di Wired c'è una sezione dedicata alla scuola e in particolare alla necessità di una riforma radicale di un sistema scolastico vaccaio e superato. Tra gli articoli, mi è piaciuto particolarmente quello di Sir Ken Robinson, docente in educazione, creatività e innovazione. È un po' lungo ma molto interessante, anche per chi come me non è molto esperto del settore.
Da notare che in questo articolo si parla di istruzione a livello globale (o almeno, a livello di paesi occidentali), non solo a livello italiano.
Ogni singolo paese del mondo, in questo momento storico, è alle prese con la riforma del sistema educativo. Per due ragioni principali. La prima è di ordine economico. Come facciamo ad aiutare i nostri figli a trovare il loro posto nell'economia del Ventunesimo secolo? Ma come possiamo riuscirci se, come hanno dimostrato i recenti disastri, non siamo neanche in grado di prevedere lo scenario economico da qui a una settimana? La seconda ragione, invece, è di tipo culturale. Come possiamo educare i nostri studenti in modo che riescano a costruirsi un senso di identità, necessario per mantenere viva la comunità e trasmettere un patrimonio culturale mentre siamo parte di un processo di globalizzazione?
Il problema è che si sta cercando di rispondere a questi due quesiti ripetendo quello che si faceva in passato. Così però consolidiamo il senso di alienazione di milioni di bambini e ragazzi che non vedono nessun motivo valido per andare a scuola. A noi raccontavano la storia che se avessimo studiato tanto, e avessimo avuto dei bei voti, saremmo andati all'università e avremmo trovato un bel lavoro. E questo bastava a trattenerci sui banchi. I nostri figli non ci cascano e, in effetti, non hanno tutti i torti. Certo, è sempre meglio avere una laurea, ma questo non garantisce più la possibilità di trovare un lavoro, specialmente se il percorso per raggiungerla ti porta a trascurare aspetti della tua personalità che ritieni importanti. Si parla così di alzare gli standard. Del resto, perché bisognerebbe abbassarli? Ma il vero punto è che l'attuale sistema scolastico è stato progettato, ideato e strutturato per un'altra epoca.
È stato concepito nel clima culturale e intellettuale dell'Illuminismo e nelle circostanze economiche della prima rivoluzione industriale. Prima del 1850 non esistevano istituzioni scolastiche pubbliche (al massimo si poteva essere educati dai Gesuiti che accoglievano chiunque fosse disposto a pagare profumatamente). Ma l'istruzione pubblica finanziata dalle tasse dei cittadini, obbligatoria per tutti ed erogata gratuitamente, è stata un'idea rivoluzionaria. Tanto rivoluzionaria che molti si opposero: "I ragazzai di strada, i figli degli operai, che se ne fanno dell'istruzione? Non impareranno mai a leggere e a scrivere, quindi perché perdere tempo?". Secondo i pregiudizi dell'epoca, le facoltà mentali erano direttamente proporzionali al ceto sociale di appartenenza.
La rivoluzione scolastica è stata imposta da un imperativo economico di quel momento storico, ma era pervasa da un modello intellettuale derivato essenzialmente dalla visione illuministica dell'intelligenza. Secondo questa concezione, la vera intelligenza consisteva nella predisposizione a un certo tipo di ragionamento deduttivo e nella conoscenza dei classici, sviluppando così un'abilità di tipo accademico. Queste convinzioni sono profondamente radicate nel corredo genetico dei nostri sistemi di istruzione pubblica, che dividono le persone in due tipi. Studiosi e svogliati. Intelligenti e stupidi. E la conseguenza è che molte persone brillanti pensano di non esserlo affatto, perché sono state giudicate secondo questa specifica visione della mente e dell'intelligenza. Il nostro modello scolastico poggia su due pilastri: uno economico e uno intellettuale, e a mio avviso questa architettura ha contribuito a creare confusione nella vita di molte persone. Alcuni ne hanno tratto enormi vantaggi, ma non si può dire lo stesso della maggioranza, che ne ha risentito pesantemente.
Prendiamo, per esempio, un'assurda quanto fittizia epidemia della modernità: la sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Non fraintendetemi, non è mia intenzione negarne l'esistenza. Non possiedo le qualifiche necessarie per determinarne l'esistenza o meno. So che la stragrande maggioranza degli psicologi e dei pediatri è convinta che sia una realtà; ma è ancora tutto da vedere. Quello che so per certoè che non si tratta di un'epidemia. Abbiamo cominciato a imbottire i bambini di medicinali con la stessa facilità con cui ai miei tempi si toglievano le tonsille. Ma i nostri figli stanno vivendo nel periodo più stimolante in assoluto nella storia del pianeta. Sono bombardati da informazioni da tutte le parti e la loro attenzione deve costantemente diramarsi in direzioni diverse: computer, iPhone, pubblicità di centinaia di canali televisivi. E noi li penalizziamo perché si distraggono. Da cosa? Roba noiosa, principalmente a scuola. E cosi gli facciamo buttare giù Ritalin e Adderall e chissà cos'altro. Pensiamo un attimo all'arte, la vittima principale di questa mentalità. Le arti si focalizzano su quella che viene definita un'esperienza estetica. Un'esperienza estetica è quella in cui tutti i tuoi sensi stanno operando al massimo. Sei totalmente vivo. "Anestetico" è quando invece spegni i tuoi sensi e perdi il contatto con ciò che sta succedendo, e molti farmaci producono questo risultato. Stiamo istruendo i nostri figli anestetizzandoli. E credo che dovremmo fare esattamente il contrario. Non dovremmo farli addormentare, ma risvegliarli al suono di quello che racchiudono dentro di loro.
Tuttavia, il modello di cui disponiamo ce lo impedisce, perché è plasmato sugli interessi dell'industrializzazione e dell'immagine che si ha di essa. Vi faccio un paio di esempi. Le scuole sono ancora organizzate sul modello della linea di produzione, come in fabbrica. Ci sono le campanelle, delle strutture separate, gli alunni si specializzano in materie diverse. Educhiamo ancora i bambini per annate: li inseriamo nel sistema raggruppandoli per età. Perché mai? Perché si crede ancora che la cosa più importante che i bambini hanno in comune sia la loro età? È come affermare che la loro caratteristica fondamentale sia la data di produzione. Ebbene, io conosco bambini che sono molto più avanti dei loro coetanei in certe discipline, oppure che rendono di più in momenti diversi della giornata, o che fanno meglio in piccoli gruppi piuttosto che in classi numerose e addirittura bambini che a volte vogliono starsene per conto loro.
Un interesse reale per i modelli di apprendimento non parte da questa mentalità da catena di montaggio. Anche con il fiorire dei test e curricula standardizzati si sta incentivando un sistema basato sul conformismo, mentre dovremmo andare esattamente nella direzione opposta. È questo che intendo quando parlo di nuovi paradigmi.
Di recente è stato fatto un validissimo studio sul "pensiero divergente". Non bisogna confondere il pensiero divergente con la creatività. Definisco la creatività come il processo che porta ad avere idee originali di valore. Il pensiero divergente non è un sinonimo, ma una capacità essenziale per essere creativi. È l'abilità di vedere molte possibili risposte a una domanda, e soprattutto molti possibili modi di interpretare quella domanda; è la capacità di pensare non solo in modo lineare ma "lateralmente", per usare la definizione di Edward De Bono, e di vedere molte risposte, non solo una. Esistono test per misurare questa abilità. Per farvi un esempio molto banale, si potrebbe chiedere alla gente: "Quanti modi ti vengono in mente per usare una graffetta?". La maggior parte di noi ne trova 10 o 15. Quelli più bravi ne trovano anche 200. E li trovano facendo domande del tipo: "La graffetta potrebbe essere alta 60 metri e fatta di gommapiuma? Deve essere per forza una graffetta come conosciamo?". Questo tipo di test è stato fatto a 1500 persone e i risultati sono riportati in un libro intitolato 'Breakpoint and Beyond'. Chi otteneva risultati sopra un certo punteggio poteva considerarsi un genio del pensiero divergente. Sapete quale percentuale ha raggiunto il livello 'genio'? Ah, dovete sapere un'altra cosa: erano tutti bambini dell'asilo. Ve lo dico io: il 98%. Essendo uno studio a lungo termine, hanno ritestato gli stessi bambini cinque anni dopo, all'età di 8-10 anni. La percentuale? Si era dimezzata. Li hanno riesaminati ancora dopo lo stesso intervallo di tempo, all'età di 13-15 anni: un tracollo. È un esempio davvero rivelatore. A rigor di logica avrebbe dovuto essere l'opposto. All'inizio non sei tanto bravo, ma man mano che cresci lo diventi sempre di più.
L'aneddoto, comunque, ci mostra due cose: la prima è che abbiamo tutti la capacità innata del pensiero divergente; la seconda è che essa si deteriora col tempo. Sono successe un sacco di cose a questi bambini mentre crescevano. Ma una delle cose più importante è che nel frattempo hanno ricevuto un'istruzione: sono convinto che il motivo sia questo. Per dieci anni a scuola si sentono dire che c'è solo una risposta giusta, che si trova alla fine del libro, "ma mi raccomando non sbirciate! E non copiate, che è da imbroglioni!". Anche se fuori da scuola la chiameremmo 'collaborazione'… Non è colpa degli insegnanti. Purtroppo è parte del dna del sistema scolastico. Dobbiamo cominciare a vedere le capacità umane sotto un'altra luce. Per prima cosa, dobbiamo sbarazzarci di questi concetti antiquati come scolastico, non scolastico, astratto, teorico, pratico e vederli per quello che sono: dei miti. E poi dobbiamo riconoscere che un apprendimento efficace avviene principalmente in gruppo, e che la collaborazione è il fondamento stesso della crescita. Se atomizziamo le persone, le dividiamo e le giudichiamo separatamente, formiamo una specia di barriera tra loro e il loro ambiente naturale di apprendimento. Infine, posso affermare che il problema cruciale risiede nella cultura delle nostre istituzioni, nel clima che vi si respira e nelle abitudini che hanno consolidato.
giovedì 1 settembre 2011
Ero dal dentista
Volevo scrivere subito prima
Quindi, non solo il colpo di stato è fallito per brogli (siete peggio di Formigoni), ma dovrete subire una dura repressione.
Lore dovrà convincere entro una settimana gli altri autori del blog a scrivere almeno un post a testa, pena l'esclusione.
A Bolo invece verranno cancellati tutti i post inutili che scriverà da qui al 2012. Quindi, a Bolo verranno cancellati tutti i post che scriverà da qui al 2012. Bolo non vale patirci.
Per ricordarvi che il capo del blog sono sempre io, agirò in questo modo:
- ho tolto l'ultimo post fregnaccia di Bolo (che riporto qui sotto in piccolo, molto piccolo). Bolo, di nuovo, non vale patirci;
- ricomincio a scrivere, e metterò i miei seguitissimi link;
- in breve raggiungerò e supererò di nuovo Lore;
- entro stasera, farò fare al blog più visite rispetto alle ultime mie settimane di assenza.
Ok, dopo la goliardia, torno serio.
Sono stato assente per lavoro, vacanze, altri impegni e perché ero poco ispirato a scrivere.
Sono stato assente anche perché Blogo, il programma che uso io per scrivere sul blog, non funziona più e sto aspettando l'aggiornamento (questa volevo usarla come scusa ufficiale).
Vorrei trovare il tempo per scrivere post interessanti e non solo "divulgativi" (nel senso che pubblico commenti di altri), mi prometto sempre di prendermi più tempo per farlo ma poi le infinite vie del web mi distraggono dai miei impegni.
Nel frattempo però il blog non è morto, ha continuato a postare e a ricevere visite grazie a Bolo e soprattutto a Lore, socio fondatore nel blog.
Nel frattempo siamo arrivati a 15000 visite, 8500 visite su Paperblog (lì siamo in continua ascesa), 216 fan su Facebook (pubblicizzate ai vostri amici!), 20 lettori fissi su Google Reader.
Nel frattempo il post di Bolo "C'era una volta il West" è stato pubblicato nella prima pagina di Paperblog, non ho lo screenshot della homepage ma ho quello della mail che mi è arrivata.
Quindi dopo il normale rilassamento estivo si riinizia l'anno (accademico) carichi come delle molle, con l'impegno di aumentare le discussioni, pubblicare con costanza e soprattutto essere interessanti e ambiziosi. Anche se siamo rimasti in tre a postare.
Altro impegno che propongo per il prossimo anno, è quello di diminuire e usare con attenzione i tag. Usiamo sempre gli stessi e solo i più importanti, in modo da creare delle sezioni del blog in maniera semplice. Tentiamo di "rubricare" i nostri post, come io uso "link" e "commenti inutili" o Bolo usa "opera".
Visto che in qualche post precedente (o in qualche commento) si è parlato di quali fossero le linee guida di questo blog, vorrei dire la mia.
Mi piace il blog come diffusore di notizie, come avrete intuito dai link, o dalle schermate delle prime pagine dei giornali. Notizie di interesse generale (politica, attualità, società) ma anche diffusore di cose belle: bei post, libri, film, foto, video. Ma è anche bello il commento personale su un fatto di cronaca, sulla vita politica, sulla propria nazione o su sport e lirica.
Non mi piace il blog come sfogo dei propri sentimenti, come racconto di fatti personali, come propaganda politica o come pubblicità per raccolte di firme.
Mi piace mettere un'immagine grande all'inizio, e impaginare bene il post, con font e formato corretti e ordinati. Per questo, tento di usare il meno possibile l'orrido editor di Blogger.
Non mi piace Bolo che si firma alla fine del post (perché il tuo nome c'è già prima!) e Lore che nei suoi post ha sempre 10 fonts diversi!
I miei blog di riferimento (per il Quinto Postulato) sono quelli di Francesco Costa, Luca Sofri, Giovanni Fontana e Massimo Mantellini. Anche Matteo Bordone, ma lui è un fuori categoria. E poi ilPost, il miglior sito internet di informazione, un blog di blog e molto altro. Complimenti al direttore Luca Sofri e a tutti i ragazzi che lo gestiscono.
Ora posso riiniziare a postare, scusate per l'assenza.
------------
Il post di Bolo cancellato:
lunedì 11 luglio 2011
I grandi problemi irrisolti della scienza
Scusandomi per il periodo di attività, voglio ricominciare a scrivere sul blog presentandovi il problema definitivo per tutti gli ingegneri di ogni ordine e grado.
Mettetevi al lavoro, aspettiamo fiduciosi una risoluzione!
(grazie a Bruno per la segnalazione)
mercoledì 27 aprile 2011
Nuovo look
![]()
Cari lettori del Quinto Postulato, come avrete potuto notare ci siamo rifatti il look!
Vi piace? Era da tempo che volevamo cambiare la grafica, che era rimasta quella iniziale senza mai aver subito modifiche o personalizzazioni.
Adesso siamo più belli, e anche più rossi e meno verdi, visti i tempi che corrono...
Spero che la grafica piaccia anche agli altri blogger del Quinto Postulato (abbiamo democraticamente fatto questo cambio io e Lore questa notte), aspettiamo commenti!
venerdì 22 aprile 2011
Io ti vedo
![]()
Da qualche giorno è scoppiato uno scandalo perché due ricercatori inglesi hanno scoperto che l'iPhone mentre si sincronizza col proprio computer aggiorna un file "segreto" con tutti i movimenti che l'iPhone ha fatto. C'è anche un programmino creato dagli stessi ricercatori. Io l'ho usato e ho visto che funziona abbastanza bene, ho anche scoperto che in Francia non funziona (o almeno non ha segnato il mio passaggio in Francia, ma in Spagna e Italia si), che il mio iPhone è stato nell'isola d'Elba e in Emilia prima che io l'acquistassi, e che non sempre i dati sono corretti perché segna passaggi in posti in cui io non sono stato (ad esempio parti del Piemonte o della Lombardia).
Non capisco però perché debba scoppiare uno scandalo: il file viene creato sul computer con cui si gestisce l'iPhone, quindi presumibilmente il proprio computer. Non si passano informazioni alla Apple o ad altre aziende, ed è noto che gli oggetti tecnologici registrano tutto ciò che fanno senza avvisarci (password, cronologia, chiamate, interessi personali, ecc). Al massimo si può discutere del fatto che siano o no accessibili questi files. E poi ci si preoccupa di aver la cartina dei propri spostamenti quando ogni cosa che facciamo sui social network o sui motori di ricerca è studiata e spiata per conoscere meglio i nostri gusti e proporci le pubblicità migliori.
Che ne pensate?
Piesse: condivido in pieno ciò che dice Mattia.
domenica 10 aprile 2011
Scusate il ritardo
Lo so che pochi se ne saranno accorti, ma è quasi un mese che non scrivo sul blog! Prometto che non succederà più...
Nel frattempo sono successe tante cose:
- Abbiamo festeggiato tutti l'Unità d'Italia (tranne la Lega), ci siamo abbracciati tutti (tranne i leghisti) e poi siamo tornati ad insultarci;
- è scoppiata una guerra in Libia, ci sono state dirette dalla zona di guerra, edizioni speciali di telegiornali, e poi non si sa bene come sia finita ma non ne parla più nessuno;
- anche del pericolo atomico se ne parla a giorni alterni, stavamo per essere tutti contaminati ma poi basta;
- in parlamento succede di tutto e di più, ma niente che sia normale: risse, urla, insulti. E poi, la normalità è diventata fare ostruzionismo in ogni modo, andare avanti a decreti, fare la conta dei deputati e votare qualsiasi panzana propongono i propri capi senza remore;
- Scillipoti è diventato uno dei personaggi più in vista del parlamento, e ha anche copiato parti del manifesto del suo gruppo parlamentare dal manifesto degli intellettuali fascisti, il che fa molto pensare (soprattutto per quanto riguarda la parte degli intellettuali);
- a Barbareschi hanno finalmente accettato il suo programma sulla Rai, era da mesi che ci provava senza successo, ma finalmente il CDA Rai l'ha approvato.
- Barbareschi da Fli è ritornato al Pdl;
- è iniziato il programma di Ferrara su Raiuno, non so se sta avendo successo o no ma per fortuna nessuno ne parla;
- è iniziato il processo a Berlusconi, lui (ovviamente) non c'era e la seduta è durata meno di un quarto d'ora. Però in compenso un trailer del processo ha spopolato su facebook;
- stanno succedendo un sacco di casini attorno a questa storia degli immigrati: litigi tra Bossi e Berlusconi, litigi con l'Unione Europea, la Germania, la Francia, visite a Lampedusa col presidente che è sempre attento a voi, fughe di immigrati e totale incapacità del governo di gestire questa situazione. Sono anche morti 200 clandestini, ma non fa notizia e quindi chissenefrega;
- Frattini ormai è sputtanato a destra e a manca, ha così poca credibilità che nessuno se lo caga più, e lui si offende;
- il Partito Democratico è come Frattini, non se lo caga più nessuno, però non si offende neanche;
- Bondi si è dimesso da ministro della cultura, dopo tre anni in cui fondamentalmente non ha fatto niente (di positivo, di danni ne ha fatti tantissimi). Ora si è fatto silenziosamente da parte, attendiamo un suo inutile ritorno;
- la Sampdoria perde tutte le partite o quasi da due mesi a sta parte, non segna mai, è quasi in zona retrocessione senza speranze di risalire e ha un allenatore così insignificante che neanche mi ricordo il nome;
- Biabany non è più valutato 9 milioni di euro;
- il blog ha raggiunto le diecimila visite;
- Lorenzo è il blogger più attivo, c'è stata una comparsata di Iacopo e di One, Bolo e Doson non pervenuti. In compenso ci sono state grandi discussioni sul nucleare, e Tommi si candida seriamente ad una "poltrona" qui sul nostro blog (ministro del nucleare, ovviamente!);
- mi sono laureato.
giovedì 17 marzo 2011
Link - 17 Marzo (Edizione Speciale sul Giappone)
In questi giorni non sono più riuscito né a scrivere né a commentare i post, ma ho letto molte cose sul disastro in Giappone e sul nucleare, che condivido con voi.
- Inizio con le numerose raccolte di foto che ha fatto Big Picture sul disastro: prima parte, seconda parte, terza parte e quarta parte;
- altre foto, questa volta interattive, di com'era prima e di com'è ora dopo lo tsunami, da ABC News;
- raccolta di video dello tsunami, qui c'è il primo e di seguito gli altri. Alcuni sono davvero impressionanti;
- già da prima del terremoto seguivo due blog di due ragazzi che sono in Giappone a lavorare, il primo si chiama Flavio e lavora a Tokio. Ha vissuto in prima persona il terremoto, lo tsunami e la paura della centrale nucleare, e ha raccontato questi giorni attraverso il suo blog. Tra tutti i post ne consiglio due sui giapponesi e su come reagiscono alla catastrofe;
- il secondo è Mattia, che lavora al sud e non ha vissuto in prima persona il terremoto, ma fornisce notizie interessanti e soprattutto ce l'ha col catastrofismo italiano;
- a proposito di catastrofisti, la Repubblica in questi giorni sta dando il meglio, con titoloni sempre più drammatici (quello di oggi è "Giappone, la centrale fuori controllo"), ed è arrivata la meritata presa per il culo;
- sempre a tema di prese per il culo, Matteo Bordone commenta un editoriale sul nucleare scritto da uno scienziato per il Corriere della Sera: Adriano Celentano;
- l'immancabile post di Spinoza;
- e l'altrettanto immancabile indecenza del Giornale e di Libero, che in prima pagina parlano di Fini e non del terremoto;
- e nel frattempo, con gli occhi del mondo girati verso il Giappone, nessuno si caga più Gheddafi, che ha ripreso il controllo di quasi tutta la Libia. Quest'immagine di Makkox e il commento di Adriano Sofri riassumono la questione;
- infine, il link per fare donazioni pro-Giappone attraverso iTunes, e una pagina con altri siti per la raccolta di fondi.
venerdì 4 marzo 2011
Festa della Lega
![]()
Meno di un mese fa la Lega si strappava i capelli per evitare di festeggiare il 17 marzo i 150 anni dell'unità d'Italia. Il problema non era l'unità d'Italia, ma il danno che un giorno in più di festa avrebbe portato al PIL italiano, in questo difficile periodo di crisi.
Ecco, ho scoperto che la Lega ha chiesto al consiglio regionale della Lombardia di rendere festa regionale (con tanto di scuole e fabbriche chiuse, e vessillo della Padania innalzato dalle istituzioni) il 29 maggio, giorno della battaglia di Legnano.
Grandi.
Citando Antonello Caporale, chi comanda impone i suoi eroi.
mercoledì 9 febbraio 2011
La Versione di Barney
Rifacendomi sfacciatamente allo stile di Matteo Bordone (si, è il mio blogger-mito) nella sua rubrica "Il bacio della pantera", tenterò di commentare i film che vedo, anche perché One dopo il successo iniziale di Hereafter è sparito... Inizio parlando del film visto ieri sera, La Versione di Barney.
Com'è È un film incentrato sul protagonista e sulla sua vita, e soprattutto sulla storia d'amore con Miriam (Rosamund Pike), intensa e anomala, che mette in risalto le asprezze e le indecisioni di lui, e la semplicità e la fiducia di lei. In più di due ore di film si va a conoscere sempre più profondamente Barney, apprezzandone i pregi e la sua umanità. L'interpretazione di Giamatti è splendida, ma anche i personaggi di Miriam e del padre di Barney (Dustin Hoffman) meritano una citazione. Non ho letto il libro, ma da quanto ho capito lo segue fedelmente, e chi l'ha letto ha apprezzato anche il film.
Perché vederlo Perché la vita di Barney è vissuta pienamente ed è allo stesso tempo normale e unica, perché Paul Giamatti è bravissimo, perché è girato anche a Roma, perché Miriam è bella e affascinante e perché è un film di amore non sdolcinato. E perché nonostante la diffidenza iniziale, alla fine gli si vuole un gran bene a Barney.
Perché non vederlo Perché dura venti minuti di troppo, perché non c'è azione e scorre senza troppi colpi di scena, perché il ruolo della seconda moglie è un po' troppo stereotipato. Perché Barney fuma il sigaro per tutto il film.
Una battuta "La vita è reale, è fatta di piccole cose: minuti, ore, sonnellini, fare la spesa, routine".
martedì 18 gennaio 2011
Le perle del giorno
![]()
Nicole Minetti sceglie il giorno giusto per parlare di pari opportunità...
E la sua compagna di partito Gelmini dice invece la perla del giorno sulle spese della procura di Milano.
Il problema per l'Italia è che anche se Silvio si dimettesse, i cretini che ha portato in politica rimarranno....










