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domenica 9 settembre 2012

Varie: Grillo e Cisl, criminalità nel chiavarese, Simone Farina e il calcio scommesse

Visto che a quanto pare è diventata una rubrica e che non scrivo da un po', provo a mettere un po' di cose assieme anche questa volta..

Cominciamo da una vicenda legata a Grillo - ce n'è una nuova ogni giorno ma a me ne interessa una di qualche settimana fa. Benigni parla alla festa dell'Unità, Grillo attacca: "Quanto lo pagano?". A quel punto, tutti in coro a dire che lo stesso Grillo aveva fatto altrettanto (cioè parlare su compenso a feste di partito) e che quindi non ha titolo per fare accuse di nessun genere. E qui nasce l'aneddoto: puntata della Zanzara (programma radiofonico di Radio 24 da me molto seguito), chiama Giovanni Guerisoli - segretario confederale Cisl fino al 2002 - e, per aggravare la posizione di Grillo, dice "Nel '99, a Numana in provincia di Ancona, abbiamo invitato Grillo alla nostra assemblea organizzativa e ha voluto 10 milioni cash e tutti in nero e noi glieli abbiamo dati". Il divertente è che, mentre lo dice, sembra non rendersi conto del fatto che sta sì sputtanando Grillo ma anche se stesso e tutta la Cisl (minuto 01:11:10). E si parla di Cisl non di uno dei soliti negozianti cortinesi! Ovviamente, il giorno dopo chiama Bonanni (leader Cisl) per smentire, e dice: "Non è vero, non c'è stato alcun pagamento in nero e posso dimostrarlo. Guerisoli è stato molto impreciso: era il '96 (e non il '99) e non era Numana ma Rimini per l'assemblea organizzativa della Cisl, ho la fattura." (minuto 39). Ora, non si può escludere che Guerisoli si sia effettivamente sbagliato (ma è quantomeno improbabile), ma la spiegazione che viene data da Bonanni, secondo me, è l'ennesimo esempio di come politicanti di ogni genere non tengano in minima considerazione l'intelligenza dei cittadini. Il fatto che ci sia stato un evento (fatturato) nel '99 non esclude certo che ve ne sia stato un altro (non fatturato) nel '96! E' come per la vicenda dell'appartamento di Scajola: piuttosto che ammettere qualcosa, meglio smentire adducendo scuse strampalate, tanto l'entourage accondiscendente che si ha intorno farà sì che la vicenda passi in cavalleria.

La mia lettera di qualche settimana fa che ho inviato al secolo (avevo scritto un post in proposito). E' stata pubblicata pochi giorni dopo (a destra la foto della pagina di giornale - grazie Secolo!). Naturalmente, non ho avuto risposta da nessuno dei due sindaci a cui l'avevo inviata (si spera di avere risposte nei fatti, che è la cosa che conta, ma non ci credo molto). Intanto, purtroppo, sono stato profetico: due settimane dopo la lettera, linciaggio nel chiavarese di un marocchino ladro recidivo (e sempre impunito) da parte di tre cittadini esasperati dai continui furti. Grandi polemiche: molti "hanno fatto bene", gente che si indigna, forza nuova che usa l'episodio per dar contro agli immigrati. Era meglio muoversi prima.

Simone Farina disoccupato. Calciatore in forza al Gubbio l'anno scorso (serie B, retrocesso), per ora non ha una squadra. Si era molto parlato di lui mesi fa perchè fu quello che aveva dato il via - con la sua confessione - all'inchiesta sul calcio scommesse. L'aver avuto il coraggio e l'onestà di parlare gli era valsa, ufficialmente, la stima di tutto il mondo del calcio. Prime pagine, tante parole e addirittura un invito ad allenarsi con la nazionale a Coverciano e uno come ospite d'onore alla cerimonia per la consegna del pallone d'oro. Grandi onori per uno che è sempre stato da serie cadetta. Adesso però - meno di un anno dopo - è senza squadra: solo un caso? 

Infine, brevemente tutto ciò di cui volevo scrivere in questi mesi e per cui non ho avuto tempo: Scilipoti e la fusione fredda (altri link: I, II, III); sindaco di Taranto in giro con la pistola nella fondina, e la tiritera di Vendola in proposito; Finocchiaro che fa la spesa con la scorta in parallelo con le polemiche che c'erano state sulla scorta a Saviano; Mussolini che firma foto zio; Dino Zoff che tiene una rubrica di formula uno; scandalo scommesse: prima tutti dentro, ora tutti fuori.

mercoledì 27 giugno 2012

Il giorno italotedesco

Tra domani e dopodomani molte delle notizie che leggeremo riguarderanno due stati europei e le loro relazioni: Italia e Germania.
Ci sarà un vertice europeo che tutti indicano come decisivo per il futuro della nostra moneta unica: Monti e Merkel insieme a Hollande avranno un ruolo di primo piano.
E ci sarà la semifinale degli Europei 2012, che per forza di cose sarà decisiva in quanto decreterà chi fra Italia e Germania disputerà la finale.


Il Post.it dedica due articoli a questo proposito.
Uno è una galleria di foto dal titolo "Com’è fatta la Germania" (da cui ho preso la foto pubblicata della Faber-Castel).
L'altro è un post di Adriano Bacconi che ci racconta con quali investimenti di risorse umane e monetarie le due nazioni arrivano a giocare la partita di domani.

Ma la vera notizia devo ancora darla: io sto seguendo gli europei. Io!
Guardo le partite, soffro, esulto, eccetera eccetera. Cosa mi sta succedendo?

mercoledì 25 aprile 2012

Varie: calcio e violenza, specializzandi, Breivik, 883

Solita carrellata di argomenti scorrelati.

Nonostante cerchi di non esagerare scrivendo di calcio, ogni settimana ce n’è una nuova e non riesco a non scriverne. Domenica, durante Genoa - Siena, nuovo episodio di violenza all’interno di uno stadio. Il Genoa perdeva 4 a 0 e i suoi tifosi più caldi hanno invaso il settore distinti portandosi sopra il tunnel che porta agli spogliatoi, bloccandone l’accesso; poi, hanno cominciato a lanciare fumogeni in campo interrompendo la partita per arrivare a chiedere che i giocatori del Genoa consegnassero le maglie ai tifosi in quanto giudicati indegni di portarle. E questi, depressi dal risultato, impauriti ma, soprattutto, pavidi, si sono incredibilmente sottomessi al volere degli ultras (la polizia, neanche a dirlo, non ha mosso un dito). Se ne è parlato tanto e non ho gran che da aggiungere alla vicenda, ma mi volevo soffermare sulla figura di uno dei calciatori del Genoa, Beppe Sculli. Sculli è stato l’unico dei genoani che abbia rifiutato di levarsi la maglietta: coraggioso e forse consapevole della perdita di dignità che il cedere ad un simile ricatto avrebbe provocato a tutto il calcio. Insomma, a me è sembrato quello con il maggior senso di civiltà di quelli presenti a Marassi. La cosa è curiosa perché Sculli ha una storia particolare dietro di sé: non calcistica, perché come calciatore ha dimostrato in questi anni di essere né più né meno di un dignitoso calciatore da A, ma personale e familiare. Sculli è nipote del boss dell’Ndrangheta Giuseppe Morabito, ex latitante e ora in carcere, accusato di nefandezze di ogni genere. Gramellini vede nel parlottio tra Sculli e gli ultras genoani un deprecabile dialogo tra “compari”. La mia impressione era stata diversa e, a tutti gli effetti, Sculli resta l’unico che abbia avuto il coraggio di ribellarsi all’arroganza tifosa. A margine di tutto ciò, cito il seguente articolo di Panorama che si schiera dalla parte degli ultras: che si parli di stadi, ferrovie e autostrade, di Genoa o di TAV, la mia opinione è che si ricada sempre nel problema (già discusso sul quinto postulato qui) per cui, in Italia, chiunque ritenga di avere delle valide ragioni, si reputa in diritto di sequestrare beni pubblici creando danno a tutti gli altri. A fondo pagina le immagini di Marassi.

Qualche giorno fa c’è stata la protesta degli specializzandi in medicina contro la tassazione delle loro borse di studio. Le richieste dei giovani medici sono state accolte e il progetto di tassazione cancellato. Qui, le ragioni della protesta sono ben spiegate assieme alla situazione retributiva degli interessati. Per quanto penso che la protesta fosse legittima e che quei soldi siano meritati, non riesco a non considerare il fatto che i medici sono una tra le categorie di neo laureati più fortunate e meglio retribuite in assoluto. Ovvero, protesta sempre chi è abbastanza forte da poterlo fare. Dai ferrovieri agli autisti dei bus, fino ai medici specializzandi.

Processo Breivik. Rapportata alla gravità dei fatti, avevo come l’impressione che si fosse parlato persino troppo poco di ciò che era accaduto, quando è accaduto. Uno che uccide 77 persone nel modo in cui l’ha fatto ha di fatto trovato spazio sui giornali solo per una settimana o poco più, poi silenzio fino al processo. Adesso, invece, c’è un po’ il problema opposto: le telecamere in aula danno spazio alle farneticazioni del norvegese e suscitano curiosità intorno. Chissà poi come andrà nei prossimi anni: già mi vedo Signorini a fare la grande intervista tra qualche anno! Domanda: ogni tanto non sarebbe meglio schermare un poco la luce che illumina la modernità e la civiltà dei nostri tempi tornando all’ombra di qualche processo sotterraneo che sfoci in una gattabuia isolata e scura quanto lo stesso sostantivo lascia presagire? (Anche se si esagera, si veda qui).

Ne scrivo perché, in tanti anni, l’argomento è ricorso spesso in conversazioni con amici. L’altro giorno mi è capitato di leggere un’intervista a Mauro Repetto, il biondo degli 883, il quale, dopo vent’anni di silenzio, è tornato a parlare e a raccontare alla Stampa perché e dove se ne fosse andato, quando il gruppo era all’apice del successo. Una storia curiosa e piuttosto insolita.























domenica 15 aprile 2012

Meglio la sagra dei buoni sentimenti di quella del cinismo

Ieri è morto un calciatore di 26 anni durante il primo tempo di Pescara-Livorno, campionato di serie B: Piermario Morosini. Arresto cardiaco, ambulanza che ritarda un paio di minuti causa auto dei vigili urbani “in divieto di sosta”, morte. Il calcio si ferma tutto il week end.

Siamo poco abituati a calciatori che muoiono in campo ma ancora meno alla cancellazione dell’intera domenica calcistica, tanto che qualche autorevole giornalista arriva a scrivere articoli tipo questo. Guerin Sportivo di ieri.

Il calcio non è un ufficio pubblico e se i calciatori sono dei professionisti al pari di muratori e impiegati di banca lo stesso non si può dire per la gente che lo guarda e il pubblico che va allo stadio. La domenica calcistica è una festa e, andare sugli spalti, un’occasione di divertimento prima di tutto. Morosini è morto a 26 anni, da sano, mentre rincorreva un pallone davanti a migliaia di persone. Se non si può morire così, allora non si può neanche giocare così.


venerdì 13 aprile 2012

Varie: banche e imu, consulenze, Cosimo Mele e Giorgi Chinaglia

Un po' di cose assieme. Intanto volevo sfatare un tabù del blog: citare un articolo de Il Giornale non per denigrarlo ma perchè latore di informazioni utili.. L'articolo è questo e contesta al governo Monti il fatto che le banche, in quanto fondazioni, siano IMU esenti. Insomma, dopo il caso esenzione immobili ecclesiastici ampiamente dibattuto ma non ancora del tutto dipanato (non è chiaro quanto sarà l'introito per le casse statali) un nuovo caso IMU: non si può certo dire che alle banche manchino i soldi (anche se in sto perodo si sente pure questa!) e - beneficenza o no - credo che a chiunque debba sembrare naturale che quella delle banche sia una categoria che non può sottrarsi alla tassa sugli immobili, soprattutto in questo periodo di vacche magre.. (Assieme alla beneficenza, negli stessi locali, faranno pure degli utili!). Fa un po' specie il silenzio da parte di molti organi di informazione sull'argomento (il Fatto ne parla qui).

Il secondo punto del post riguarda quello che mi ha più colpito dello scandalo leghista, cioè la consulenza che Rosy Mauro avrebbe fatto ottenere al Senato al suo compagno, Pier Mosca. Chi è costui? Un ex poliziotto, diplomato e laureato solo in tempi recenti (e con modalità sospette), con l'hobby della musica. Ha conosciuto Rosy perchè le faceva da bodyguard e, da allora, la sua carriera di musicista ha fatto passi da gigante fino ad arrivare a toccare discrete punte come l'incisione di un disco con Iacchetti e l'esibizione davanti alla platea di Pontida. Non voglio entrare nel merito del se una tale crescita professionale sia dovuta esclusivamente alla conoscienza di Rosy o se sia anche meritata - chissenefrega - quel che importa è il fatto che uno con un curriculum di questo tipo abbia fatto una consulenza al Senato.. Consulenza su cosa?! Ma soprattutto: possibile che finchè non arriva un magistrato ad aprire un'inchiesta nessuno degli onorevoli colleghi di Rosy abbia mai modo di accorgersi e di segnalare cose di questo tipo?! 

Terzo punto: l'abbandono (si spera) della carriera politica - premiata da vitalizio - di Cosimo Mele. Brevemente: arrestato nel 1999 quando era vicesindaco di Carovigno (per corruzione), diventa prima consigliere regionale in Puglia (2000) e poi parlamentare tra le fila dell'UDC. Nel 2007 sale alle cronache perchè coinvolto in un festino finito male: una delle due prostitute con cui era in compagnia va in overdose di cocaina e finisce all'ospedale. Cesa - capogruppo UDC di allora - nonostante fosse impegnato durante quelle settimane in campagne espressamente pro famiglia e contro droga, invece di silurare il collega arriva addirittura a proporre che lo stipendio dei parlamentari venga aumentato di un tot in quanto quel tot sarebbe necessario per permettere alle famiglie dei parlamentari frequenti viaggi a Roma, così da combattere la loro solitudine (e le tentazioni annesse). Per una volta, questo teatro della'ssurdo non ha seguito e il povero Cosimo rimane al palo anche se per farlo decadere bisogna aspettare la fine della legislatura in quanto lui, evidentemente, non ritiene di aver tradito l'elettorato UDC essendosi fatto beccare con troie e cocaina. Colpo di coda della carriera la candidatura alle provinciali di Brindisi preceduta da dichiarazioni (che adesso non riesco più a referenziare ma che mi ricordo) sul fatto che "la lotta alla dipendenza da droghe è importante e che i controlli per i parlamentari (di gran moda in quel periodo) sono sacrosanti". Speriamo sia finita qua.

Infine due parole su un personaggio ambiguo e discutibile ma anche coraggioso e trascinante, morto di recente. Uno da film, per un ruolo da anti-eroe: Giorgio Chinaglia. Questo articolo tratteggia bene il personaggio in tutte le sue sfumature: calciatore importante e decisivo nell'Italia degli anni '70, carismatico in campo quanto prepotente e attaccabrighe negli spogliatoi. Vinto uno scudetto con la Lazio (il primo della sua storia), prima dei trent'anni parte per gli USA dove diventa la stella dei Cosmos quando, nei Cosmos, giocavano nientemeno che Pelè e Beckembauer: 193 gol in 213 partite! Si ritira e qui cominciano i guai: troppo vicino ad ambienti malavitosi, è coinvolto in prima persona nell'acquisto e nel fallimento (fraudolento) del Foggia (2000) e della Lazio (1986) che poi tenterà di ricomprare in anni recenti, millantando di agire dietro copertura finanzairia di una holding Ungherese, alias la Camorra. In America conduceva negli ultimi anni una trasmissione sportiva e, della sua morte, si è parlato quasi più là che qua.

martedì 28 febbraio 2012

Il portiere e l'onesto

Attenzione attenzione: mi accingo a scrivere il mio primo post riguardante lo sport, e non solo: il calcio in particolare!

Il calcio mi annoia, il calcio tavolta mi fa anche venire la depressione, le poche volte che sono andato allo stadio mi ritrovavo ad osservare i tifosi e i loro buffi comportamenti, perdendomi le azioni principali. No, proprio non riesco a farmelo andare giù e ciò non può che rattristarmi perché immagino sia un bel modo di passare insieme un paio d'ore, scaricando tensioni e condividendo emozioni forti. E' un mio limite: se non c'è nessuno che conosco a giocarla, qualsiasi competizione sportiva mi lascia indifferente.

Per tutte queste ragioni è ovvio che del calcio mi rimangano impressi solo gli scandali e le polemiche: calciopoli, Moggi, ecc. E quando uno mi dice stadio, io non penso alla famiglia che la domenica va avedersi la partita, ma ai milioni di euro che ogni anno dobbiamo buttare nel cesso per pagare celerini che facciano servizio d'ordine. Certamente è una visione ridotta, la mia, ma almeno ve l'ho motivata!

E volete che un moralista sinistroide radical chic (vedi l'indimenticato post di Bolo) si lasciasse scappare una polemicona come quella nata intorno alle dichiarazioni del "nostro" portiere italiano, Buffon Gigi?? Giammai! E non ne scrivo perché penso di dire qualcosa di originale, ma perché spero di risvegliare gli animi di quei lettori/autori del Vpostulato che di calcio sono in grado di parlarne per ore ed ore, di seguito, senza posa, eternamente!


La faccenda la conoscete tutti: errori arbitrali piuttosto grossolani, il super portiere carrarino ha dichiarato in sostanza che anche se si fosse accorto che era gol non avrebbe mai aiutato l'arbitro. Personalmente un pensiero del genere non andrei tanto a sbandierarlo in giro, perché è squallido, è da furbetti perdenti, è il tipico "onore italiano" che ci rende fieri omertosi. Sono solo un bacchettone fuori dal mondo e magari pure ipocrita? Penso che sarebbe bello che certi valori come l'onestà fossero insegnati oltre che nelle noiosissime ore di catechismo o educazione civica anche nei campi di calcio di periferia, dove meglio rimarrebbero impressi al ragazzino che si appresta ad affrontare la vita.

Per carità, non mi straccio le vesti: la vicenda non ha che aumentato la mia percezione del calcio italiano come qualcosa di molto distante da un vero sport. La mentalità è talmente radicata che Buffon non ha fatto altro che dire la verità, ma qualcuno le battaglie culturali deve pur cominciarle, e Buffon poteva regalarci qualche emozione in questo senso!

Varie: Bartocci, gol/ non gol, Torino e Savona

Segnalo qua e là due o tre cose senza un particolare filo conduttore:

1) Questo articolo, il cui testo tale e quale ho letto su repubblica, in cui Odifreddi recensisce l'ultimo libro divulgativo di Bartocci.. E' divertente perchè, oltre a recensire l'opera recensisce anche un po' l'autore definendolo "uomo di multiforme ingegno" e "umanista rinascimentale".. Personalmente, al di là del piacere di leggere che il lavoro di divulgazione di qualcuno dei prof genovesi ha un'eco di scala nazionale, leggendo recensioni come queste scopro sempre quanto mi senta distante da tematiche e aneddoti trattati.. Non è un po' maniacale continuare a fare le pulci ai greci e alla loro geometria?

2) Gli strascichi di Milan - Juve che vanno ben al di là del calcio giocato. Un telecronista (Pellegatti) che insulta deliberatamente l'allenatore della Juve durante la sua telecronaca su Mediaset Premium. E le dichiarazioni di Buffon il quale, con infinita onestà, dice che se anche fosse stato sicuro che il gol di Muntari (palla respinta dalle mani del portiere abbondantemente oltre la linea) era effttivamente gol mai sarebbe andato dall'arbitro a confessarlo. Polverone di reazioni ipocrite, prima tra tutte quella del capo degli arbitri Nicchi che dice che uno può pensarlo ma non dirlo, in particolare se è capitano della nazionale.. Io sono per Buffon e condivido quello che dice De Rossi: salvare una palla oltre la riga non è segnare di mano o tuffarsi in area senza essere neppure sfiorati.. Sono due scorrettezze ben diverse: la prima fa parte delle dinamichde di gioco mentre nelle altre c'è dolo.. Considerazione finale: Buffon fa il giocatore e non l'arbitro. L'arbitro c'è apposta per fare l'arbitro.

3) Due cose che non sapevo e in cui mi sono imbattuto a Torino. Il teleriscaldamento che qui è parecchio diffuso e che pare essereuna buona idea se associato a termovalorizzatori. E i corsi tenuti dall'università di torino per studenti lavoratori: pare (non sono riuscito a trovare un sito che ne parlasse) che, oltre a dispense ben organizzate per ogni corso di studi, ti forniscano anche i filmati delle lezioni svolte e la possibilità di dare esami di sabato.

4) Il "fuorionda" relativo ad un consiglio comunale di Savona in cui in un dialogo tra consiglieri uno chiede esplicitamente all'altro più sedute "perchè se no qui non si guadagna un cazzo!".

lunedì 13 febbraio 2012

Un calcio al razzismo

I'm black. What's wrong with calling someone a black cunt? Yes it is rude, because of 'cunt' not 'black'. Since when has the word 'black' become a racial slur? Negro, nigger, yes but black?!

Also people say things when they are angry. Doesn't mean they are racist. When I was at school, in the football pitch I have called a white boy 'white trash' or 'pale skinned cunt' or Asians 'Paki' but it was in the moment due to anger but not because I think I am better than other races. Just get over it!

Qualche giorno fa Fabio Capello ha rassegnato le dimissioni da allenatore dell'Inghilterra. L'ha fatto perchè si è trovato a difendere il capitano della sua squadra John Terry al quale la federazione voleva togliere la fascia da capitano per punirlo di una frase razzista pronunciata durante una partita di premier league. Lo scandalo è nato da un'intervista rilasciata in italia in cui Capello aveva detto di non condividere la decisione della federazione.

Quello di sopra, il commento più apprezzato dagli utenti al video del labiale di Terry, che trovate qui sotto. Questo un articolo scritto da Repubblica in proposito, di opinione opposta. Quando si parla di razzismo bisogna sempre valutare con cautela ma personalmente, su episodi come questi, mi sento molto più dell'opinione dell'anonimo utente di youtube che di quella del giornalista di Repubblica.

Intanto, sempre in Inghilterra e sempre in tema, un altro fatto ha fatto parlare: Patrice Evra e Luis Suarez, giocatori di Manchester United e Liverpool non si sono stretti la mano ad inizio partita. O meglio, Suarez si è rifiutato di stringerla ad Evra. Era la prima volta che si reincontravano sul campo dopo una lite sfociata in insulti razzisti da parte di Suarez al colored Evra ad ottobre e per cui Suarez si era beccato una squalifica di otto giornate. Qui sotto i link ai video dei due episodi.



domenica 8 gennaio 2012

Paul Scholes


Ieri durante il derby di Manchester è tornato in campo Paul Scholes, sette mesi dopo il suo ritiro, che aveva annunciato dopo la finale di Champions League persa 3 a 1 contro il Barcellona. In questi mesi era andato ad allenare le giovanili del Manchester United, unica squadra in cui abbia mai giocato. Ultimamente, a causa di diversi infortuni che hanno colpito i giocatori della prima squadra, ma soprattutto a causa della mancanza dei campi da calcio, ha detto a Ferguson di essere di nuovo disponibile e a sorpresa è stato convocato per la partita di ieri di FA Cup contro il Manchester City. È entrato nel secondo tempo, al posto di Nani ed è andato a giocare a fianco a Giggs, 18 anni insieme al Manchester United.

Scholes ha 37 anni, ed è stato uno dei migliori centrocampisti negli ultimi 20 anni. Centrocampista completo, bravo a difendere, bravo a segnare, tecnico e bravo anche di testa nonostante l'altezza. Con il Manchester United ha vinto tutto quello che poteva vincere: 28 trofei (VENTOTTO), tra cui dieci campionati inglesi e due Champions League.

È stato (anzi è) uno dei miei calciatori preferiti, nel grande Manchester che ha vinto la Champions League nel 1999 contro il Bayern Monaco (sotto di un gol, ne hanno segnati due negli ultimi tre minuti della partita), quello di Schmeichel, i gemelli Neville, Stam, Keane, Giggs, Beckham, Cole e Yorke (che tral'altro era un calciatore di Trinidad e Tobago!).

sabato 31 dicembre 2011

L'ultima scommessa di Cristiano Doni

Dopo il periodo intenso dedicato alla prima parte del campionato dove quest’anno più di prima in cartello era presente letteralmente una partita al giorno, il periodo natalizio per un amante del calcio, d’abitudine, è scandito dalle notizie del mercato di riparazione. Quest’anno, però,il natale del calcio ha un suono diverso: sotto l’albero per ora niente giocatori di grido o bomber d’oltreconfine ma un’indagine sulle scommesse che coinvolge i volti di calciatori in attività di serie A e serie minori al pari di vecchie glorie persino della nazionale.

L’indagine farà il suo corso e probabilmente tutto l’insabbiabile verrà insabbiato come ultimamente accade in sede di giustizia sportiva (vedi inchieste su calcio scommesse precedenti, su doping e – in parte anche – l’inchiesta calciopoli). Quello su cui vorrei soffermarmi è la figura di Cristiano Doni giocatore, o più probabilmente ormai ex giocatore (ha 38 anni e un squalifica di tre anni sulle spalle con situazione aggravatasi negli ultimi giorni), di lunga militanza nelle fila dell’Atalanta e più breve in Samp, Modena Brescia, Bologna e Maiorca, coinvolto in prima persona nelle indagini.

Doni è stato uno dei migliori giocatori della serie A degli ultimi dieci anni anche se ha raccolto poco rispetto a quanto poteva promettere il suo talento. Tecnico, col fiuto del gol e bello da vedere, Doni avrebbe meritato grandi palcoscenici ed il 2002 sembrava l’anno del grande salto: dopo tre grandi stagioni all’Atalanta viene convocato – da titolare – in Nazionale per i mondiali di Corea e Giappone dove però non incide e la carriera non decolla. Un anno dopo va a Genova dove rimane due stagioni e poi a Maiorca per poi tornare a Bergamo. La seconda esperienza a Bergamo comincia a 33 anni: a svernare nell’unico posto dove abbia davvero inciso, come grande promessa non mantenuta, si penserebbe. Qui, però, qualcosa in lui si risveglia: torna il leader e l’uomo decisivo che era stato fino a quattro anni prima e inanella cinque stagioni per lui esaltanti. “Sono arrivato alla conclusione che per me questa è una maglia davvero speciale, quasi magica; forse la potrei scherzosamente avvicinare al costume che trasformava Clark Kent in Superman. Ogni volta che la indosso sento una forza e un’energia che mi permette di fare cose che altrimenti non riuscirei mai a fare”, dichiara, e l’amore è reciproco tanto che Bergamo lo fa cittadino onorario nel 2008 e lui diventa - da capitano – il miglior goleador della storia dell’Atalanta.

Doni venne inquisito già nell’agosto 2000 con l’accusa di essersi venduto una partita di coppa Italia. Viene assolto e da allora esulta ad ogni gol alzando la testa con una mano a sostegno, si dice per ribadire un concetto esternato attraverso una dichiarazione durante il burrascoso periodo del processo: “ne uscirò a testa alta”. Nel giugno 2011, nell’inchiesta “last bet” viene però di nuovo coinvolto in indagini legate alla compravendita di partite e viene squalificato per tre anni e sei mesi. Gli elementi a suo carico sono pesanti: l’unica attenuante umana ma non sportiva è che, a quanto sembra, lui le partite dell’Atalanta le comprava sempre per vincere e per andare in Serie A.

A questo punto accade l’impensabile: squalificato, indagato e sotto costante controllo, lui imperterrito continua a lavorare sottobanco alle losche trame della compravendita di partite. Sapendo di essere intercettato, sbeffeggia gli investigatori citando Fantozzi e “l’accento svedese”, scavandosi da solo una fossa non soltanto sportiva. Se nella carriera calcistica aveva forse raccolto poco, sotto il profilo del rapporto con i tifosi aveva avuto tutto: una piazza pronta a ricordarlo per decenni a venire e una città che ne aveva fatto uno dei suoi personaggi più rappresentativi. Di tutto ciò, quando Doni si sveglierà dall’incubo che sta vivendo, nessuno sa che cosa sarà rimasto.


lunedì 5 dicembre 2011

Io Ibra, tu Ibra, egli Ibra

Negli ultimi tempi, una buona fetta dei contenuti del blog ha riguardato aspetti culturali di vario genere: si è partiti da post riguardanti mostre o competizioni fotografiche per arrivare persino all'opera, passando da rubriche sulle novità in ambito di design ed architettura, al teatro e al cinema. (Insomma, il panorama completo per un vero finto-intellettuale: uno che però finge molto bene!).

Mi sentivo un po' da meno in tutto questo e pertanto ho deciso anch'io di cimentarmi in un qualcosa che mi avvicinasse alle tematiche culturali che ormai possono dirsi proprie di questo blog. Ho deciso, quindi, di intraprendere la recensione di un'opera letteraria moderna (non preoccupatevi, non apro un ciclo, è un eventio unico): il libro a cui ho dedicato buona parte del weekend e di cui voglio scrivere è il quasi best seller Io, Ibra. Autore Zlatan Ibrahimovic (ma in realtà l'ha scritto tal David Lagercrantz).

A meno che il lettore non sia un assoluto cultore della persona fisica di Ibra, l'interesse di un normale appassionato di calcio verso i contenuti di questo libro (come per i tanti altri scritti dai suoi colleghi prima di lui), si focalizza nella descrizione di quelle dinamiche presenti all'interno del mondo del calcio che normalmente sono celate agli occhi delle telecamere ed ai taccuini dei cronisti. Cioè di tutto quanto accade, come si suol dire, all'interno dello spogliatoio. In altre parole, la biografia di un calciatore deve servire da finestra su quella parte di mondo che normalmente è racchiusa dietro silenzi stampa e frasi di rito e, ciò che le si chiede, è di raccontare quanto accade dietro la facciata che club e giocatori quasi sempre riescono a mantenere..

Il libro, alla sua uscita, aveva fatto parlare di sé in quanto, già fin dalle prime pagine, Ibra si scaglia contro Guardiola, allenatore del Barcellona, descrivendolo testualmente come "coniglio", "senza palle", "codardo". La voce narrante del nostro eroe vichingo ci racconta di episodi in cui si è trovato, spinto da un'ira incontenibile, ad apostrofare in malo modo e davanti a tutti i suoi compagni il suo mister di Barcellona, senza che questi avesse il coraggio di reagire.

Le premesse quindi sono buone: Ibra ci offre racconti inediti e chiavi di lettura nuove su quello che è stato il fallimento della sua esperienza spagnola ed il peggior affare (in termini di milioni di euro ma non certo di gol) del Barcellona dell'ultimo ventennio. Purtroppo però, in poco tempo, la prosa di Ibra perde di incisività e le pagine scorrono senza che gran che si aggiunga a ciò che chiunque abbia seguito il calcio negli ultimi dieci anni già non sapesse.

Tutto è scritto in prima persona ed il principale elemento che emerge è la forte personalità del protagonista. Si direbbe quasi che tutto il mondo sia Ibra-centrico cosicchè anche i personaggi che si assecondano interagendo col protagonista hanno tratti sfumati perchè quello che conta è far passare il motto: Ibra è venuto dal Bronx di Malmoe ed è un vincente. Gli è sempre importato solo di se stesso e questo gli ha permesso di diventare il numero uno.

Quello che rimane, come ho detto, è qualche sfumatura: le liti con Mihajlovic e Vieira (ma quelle le abbiamo viste tutti in tv); quella con Onyewu (non c'erano le tv ma ce la siamo immaginati!); la grande amicizia con Maxwell; Messi che sembra uno scolaretto, come tutti al Barca; la stima per Cassano e Robino; le invidie di Van der Vaart ai tempi dell'Ajax; le notti in camera ad ascoltare i racconti orgiastici del Mutu post-Chelsea. Poi gli allenatori: di Guardiola già detto; Capello che fa gelare il sangue appena ti passa affianco ma che è un grande; Mourinho un amico; Mancini un fighetto; Van Gaal un rompipalle; Allegri: sembra bravo. E poi, ancora, Moggi che con il suo sigaro inonda la stanza e piange in piena crisi da calciopoli; Galliani artista della trattativa; Raiola ciccione, mafioso ed amico.

Mi aspettavo un po' di più da questo libro: a tratti si ha l'impressione che D.L. (il vero autore) abbia preso molto più spunto dalle immagini tv che da racconti del protagonista. 300 delle 400 pagine potevano essere scritte da chiunque di noi sulla base di quanto visto in tv e da quello che si trova su Wikipedia. Peccato, visto il personaggio, poteva essere divertente!

sabato 7 maggio 2011

Il personaggio: Mourinho

Ciao a tutti, finalmente ho deciso di fare un post su questo incredibile personaggio portoghese. Ero un pò bloccato dal fatto che potevo sembrare un pò monotono con un altro post di calcio, ma poi ho pensato che in realtà di calcio c'è ben poco, si va oltre... Lui divide il mondo, chi lo ama e chi lo odia, ("neanche Gesù piaceva a tutti, figurati io" dice sulla consegna di una laurea honoris causa dove un professore su venti non era d'accordo nell'attribuirgli tale premio), si parla sempre di lui, si discute sul suo valore tecnico, sul suo valore morale, sul valore di motivatore (indiscutibile)...nessun calciatore parla male di lui, anche quelli che non vedono il campo, ci sarà un motivo? Snejider dice che in un periodo giù gli ha detto "prenditi tre giorni, vai con la famiglia in vacanza", e al suo ritorno il giocatore era un suo soldatino..nel momento peggiore di Adriano, dove il calciatore strapagato non rendeva , arrivava ubriaco e faceva serate perchè depresso,il Mou commenta il fatto dicendo che deve recuperare l'uomo e ritrovare la felicità e che il calcio veniva dopo!!! E' un eterno combattente, sempre verso nuove sfide ("Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto, con una bellissima poltrona blu, una Champions in bacheca, Dio e dopo Dio il sottoscritto") ....la Champions all'Inter era una mission impossible, andare al Real con un Presidente che ti compra chi vuoi e con davanti il Barcellona,una delle squadre più forti di sempre, è una sfida in cui hai solo da perdere; non si ferma mai, e dove passa lascia il segno (Porto, Chelsea, Inter..) vince SEMPRE e crea con l'ambiente (squadra, staff e tifoseria) un'"empatia" (parole sue) che porta tutti a remare nella stessa direzione..raccomandato che allena solo squadre forti???? lui la gavetta l'ha fatta, vice di altri allenatori, miracolo con una squadretta in Portogallo, supermiracolo con il Porto, e poi ciclo vincente Chelsea e ciclo vincente Inter (triplete, mai fatto in Italia)...gioca male??? facile ricordare Barcellona-Inter o Real-Barcellona ma dove mettiamo Chelsea-Inter? e Inter Barca? e i derby milanesi?...fortunato??tutti i vincenti lo sono...
parla 5 lingue, dopo due mesi di studio usa un italiano incredibile, e poi nelle conferenze stampa e interviste dà il bianco, passano alla storia sue espressioni "non sono un pirla", "porquè", "prostituzione intellettuale" (non sapevo neanche io il significato), "zeru tituli"...i suoi gesti (vedi manette nella foto) diventano poster ed entrano nell'immaginario comune..nelle diatribe dialettiche vince sempre lui, chiedere ai vari Ancelotti, Ranieri, Ferguson, Benitez, Lo Monaco, battute pungenti, mirate, ironiche, preparato su tutti gli argomenti, cita La nausea di Sartre, i proverbi di sua nonna, numeri e statistiche (qualcuno lo prepara?)...è un onemanshow!!!! è irriverente, fuoriluogo, arrogante e vittimista quando perde..anche irresponsabile per il clima che crea e per le cose che dice avendo una certa responsabilità sociale, ma per lui è guerra e deve vincere...poi nel privato boh, chi lo sa? avete mai visto la moglie?gossip su di lui? tutto nella sfera privata che difende gelosamente come a far capire che c'è un altro mourinho, quello extra calcio, che probabilmente non approva totalmente l'alterego sbruffone che lotta contro tutto e tutti e che ha fame di tituli...
beh quindi che dire??? è veramente The SpecialOne..

domenica 20 febbraio 2011

Link - 20 Febbraio

  • Leggendo un post di Leonardo, sono finito a leggere questo interessante editoriale di Ricolfi, su Italia, sinistra e Berlusconi;
  • Il giorno dopo il rinvio a giudizio di Berlusconi, ecco le prime pagine di 60 giornali stranieri;
  • Spinoza sulle manifestazioni di domenica;
  • Osservazioni di Gilioli sui commenti alle manifestazioni di domenica scorsa;
  • Sempre Gilioli, riassume brevemente il contenuto dei nuovi dispacci di Wikileaks, non so se c'è da ridere o da piangere;
  • Bell'articolo su Xavi, probabilmente il miglior regista al mondo;
  • Come sempre, un po' di foto da Big Picture: la settimana della moda a New York e le foto vincitrici del concorso Word Press Photo.
  • E infine, visto che ho recensito "Il DIscorso del Re", ecco la storia di Giorgio VI su Wikipedia.


domenica 13 febbraio 2011

Bicycle Race


Ieri Rooney ha segnato il gol che tutti vorrebbero segnare, il gol della vittoria nel derby, in rovesciata. In un periodo piuttosto buio della sua (eccezionale) carriera, si è inventato il gol perfetto, che rimarrà nella storia. Ecco il video:


P.S. L'illustrazione è di Mattew Craven, bravissimo.


giovedì 13 gennaio 2011

Il personaggio : FANTANTONIO


Antonio Cassano nasce il 12 luglio 1982 a Bari, più precisamente nel quartiere povero di Bari Vecchia. E' un fantasista di talento che ha militato nelle seguenti squadre: Bari, Roma, Real Madrid, Sampdoria; attualmente gioca nel Milan (da inizio gennaio).
Questo bizzarro personaggio dimostra fin da giovane di essere il più forte e non fatica a dimostrarlo ovunque esso vada (a 17 anni alla seconda partita con il Bari in serie A realizza un gioiello contro l'Inter); il problema? è matto completo. Esuberante, intrattenitore, anche fastidioso, giocherellone, arrogante, sfasciaspogliatoi, maleducato, ignorante ( ultimamente il suo compagno Strasser al Milan dice "non capisco quello che dice, eppure io parlo tre lingue tra cui ovviamente l'Italiano"), irriconoscente: questo è Antonio Cassano. Non riesce a stare più di un mese senza fare casini, è un perenne instabile, un inquieto e irrequieto per natura, ingrassa e dimagrisce ogni mese (al Real è arrivato a pesare 86 Kg,è alto 175 cm!), non sta mai fermo; nei momenti di maggior forma (ma non si discute il calciatore) e dove sembra abbia trovato una serenità interiore ne combina sempre una.
Esempio recente: con la Samp giochicchia e con la giovane moglia in attesa di un figlio sembra sereno, sbandiera la maturità finalmente raggiunta (non ci ho mai creduto), tutti lo osannano per ciò che combina con la squadra di club e con la nazionale, lui se la tira da responsabile (in campo fa da paciere !?!?) e si crede un leader, cosa che non sarà mai. Risultato? contratto ridotto e poi venduto perchè insulta il presidente Garrone, unica persona che lo sopportava ancora alla Samp.
E' cosi e senza giustificazioni (quella del bambino povero cresciuto nel quartiere malfamato è un pò un alibi): litiga con TUTTI gli allenatori, sfotte i compagni che non lo possono più vedere sto sbruffoncello che non si allena, fa il burlone con il suo preparatore personale e poi cazzeggia anche con i massaggiatori mentre gli altri si spaccano.
Ma attenzione: il personaggio Antonio Cassano non è il male assoluto; anzi, alla fine sta anche simpatico, i tifosi sorridono, lo si prende cosi (nota bene:le sue cagate sono moralmente meno gravi di quelle che combinano mille altri giocatori,ricordate una vera rissa di Cassano?), è l'eterno bambino sbruffoncello che non vuole cambiare e crescere mai; non a caso il soprannome che gli han dato e che preferisce è PETER PAN. E in fondo perchè deve crescere, alla fine vince sempre lui, o meglio il suo talento ("vince" è una parola grossa, non ha mai portato a casa un , e dico UNO, trofeo importante). Lo scarica la Samp, unica società che gli ha dato una seconda vita calcistica dopo i casini al Real? Tac , nuovo contratto e più lungo con il Milan, e lui torna a incantare. Eh si perchè Antonio sa giocare al calcio; molti lo discutono, è un mezzo giocatore, nelle partite importanti scompare (non sono d'accordo), non ha un tiro fantastico (ni, e cmq vogliamo parlare del piattone vellutato, dei lanci, dello stop-colla e della visione di gioco?), non ha mai vinto niente. Ci si dimentica troppo in fretta di quello che combina questo folletto dal culo basso sul rettangolo verde; gol, finte e controfinte, tunnel, giocate di suola....e la specialità della casa: l'assist. Vede e fa cose che gli altri solo al rallentatore riuscirebbero a fare, fa passare la palla in corridoi che solo lui vede; "ma si, è un mezzo giocatore".
Arriva nel Milan di Ibra, di Robinho, di Pato, ma in due spezzoni di partita di 10 min uno e 20 min l'altro conquista già tutti: con quel culone di chi ha mangiato 3 panettoni a Natale e non gioca da due mesi risolve due partite con, manco a dirlo, tre assist.....è un tipo di giocatore unico...ma non mi vengano a dire che è maturato!!! alla prossima cassanata....



giovedì 2 dicembre 2010

Link – 2 Dicembre

  • Ivan Scalfarotto e Luca Sofri sul caso Wikileaks;
  • Interessante e criticabile post di Odifreddi sulla riforma Gelmini e sulle manifestazioni di questi giorni;
  • Una triste storia raccontata da Gilioli;
  • La morte di Monicelli: la riflessione di Giovanni Fontana, il post di Spinoza e una bella intervista al regista pubblicata da Matteo Bordone;
  • Video ben fatto e molto interessante sullo sviluppo del benessere in 200 nazioni negli ultimi 200 anni;
  • Gianni Mura parla del Barcellona come una delle migliori squadre di sempre, vista la mia non celata passione per questa squadre, non posso che condividere!
  • Infine, tre gallerie fotografiche da Big Picture: la guerra al narcotraffico in Brasile, i 50 anni dall’elezione di Kennedy in America (sono bellissime queste foto degli anni ‘60) e infine un calendario dell’Avvento con una foto al giorno del telescopio Hubble.

martedì 30 novembre 2010

La Manita del Barcelona al Real Madrid



Ieri sera oltre a Vieni via con me, c'è stata un'altra cosa meravigliosa, che consiglio di vedere a chi se lo fosse perso!
La vittoria del Barcelona è ancora più bella rileggendo ciò che aveva detto C. Ronaldo dopo l'ultima partita del Barcelona, vinta 8 a 0: "L'8-0 all'Almeria non mi dice niente, vediamo se ne segneranno otto lunedì".
Non ne hanno segnati 8, ma le facce di C. Ronaldo & C. a fine partita sono più eloquenti di ogni parola.
Altafini ieri durante la telecronaca ha detto: "ma questa squadra non è di questo pianeta...scendono ogni tanto in terra per giocare e far vedere come si gioca a calcio".

giovedì 21 ottobre 2010

Link – 21 Ottobre

  • Interessante rassegna dei deputati/senatori del PD con più di tre legislature alle spalle (in teoria nello statuto del partito, non sono permesse più di tre legislature, a meno di casi “speciali”), via Metilparaben;
  • Classifica della disparità tra uomo e donna nella società, l’Italia è in discesa rispetto allo scorso anno, e si attesta ad un ottimo 74esimo posto, tra Repubblica Dominicana e Gambia;
  • Bel commento di Gilioli sui fatti del Ferraris della scorsa settimana;
  • Foto da Big Picture: waveriders e marjuana;
  • Ancora foto: da Vanity Fair, foto del “making of” del primo episodio di Star Wars (bellissima la foto in cui si vedono tanti materassi per attenuare una possibile caduta!), e infine foto dai più bei musei del mondo.

venerdì 18 giugno 2010

Siamo tutti Coreani



Prima dell'inizio dei Mondiali di Calcio mi è capitato sott'occhio un articolo del Post sulla squadra della Corea del Nord, che ricordo è una nazione sotto il regime socialista/stalinista di Kim Yong Il, anche se si dichiara Repubblica Democratica Popolare di Corea. Ecco, l'articolo parlava di come questa squadra di una nazione sotto regime si presenta ai mondiali, riporto alcuni pezzi salienti:
Quello che in Corea del Nord arriverà, dei mondiali in Sudafrica, dipenderà molto dalle prestazioni della squadra. Il governo ha stabilito che nessuna partita sarà trasmessa in diretta, nel timore che la squadra subisca una goleada o qualche tifoso esponga cartelli e striscioni contro il regime. Le partite perse dalla Corea del Nord non saranno semplicemente menzionate: mai giocate. Se invece la squadra dovesse riuscire per qualche strano accidente a battere il Brasile, per dire, allora una sintesi della gara verrebbe mandata in onda due o tre giorni dopo.
La stella della nazionale è l’attaccante Jong Tae-se, nato in Giappone e naturalizzato nordcoreano. Viene soprannominato “il Rooney del popolo” e ha detto che sarebbe “onorato di fare felice Kim Jong-il”. Tae-se gioca nella serie A giapponese: ai giornalisti di Tokyo ha raccontato che quando torna in patria i suoi compagni di nazionale rimangono allibiti ogni volta che tira fuori il suo cellulare, e se lo passano di mano in mano con la bocca aperta.
I nordcoreani che possono permettersi una trasferta in Sudafrica sono pochissimi, meno ancora quelli che possono avere dal governo un permesso per l’espatrio. Per questa ragione il governo ha “affittato” mille tifosi cinesi, che saranno pagati per fare il tifo per la nazionale della Corea del Nord.
In generale, i calciatori non se la passano affatto bene. Fatta eccezione per i due o tre che giocano all’estero, la nazionale nordcoreana si allena ininterrottamente da sei mesi in un ritiro dalla ferrea disciplina militare. 
Dovessero giocare bene e magari vincere una partita, al loro ritorno in patria li aspetterebbe una casa migliore e forse uno stipendio leggermente più alto. Dovesse andar male, invece, potrebbe andare molto male. Nel 1966, dopo avere eliminato l’Italia, la Corea del Nord sprecò un vantaggio di tre reti contro il Portogallo, perdendo 5-3. Al loro ritorno in patria, i giocatori sono stati spediti nei famigerati campi di rieducazione, a compiere lavori forzati. Alcuni sarebbero stati uccisi, per anni si è detto che alcuni sarebbero addirittura scappati prima di tornare a casa, restando nascosti in Inghilterra.
Da quel momento sono diventato un tifoso della Corea del Nord, e sono molto felice per il primo risultato: perdere 2 a 1 dal Brasile è un'impresa che neanche l'Italia...
Della partita ricordo soprattutto la gioia dei coreani dopo il gol e le lacrime di uno di loro durante l'inno:



Oltre a questo si è aggiunta la notizia di quattro giocatori della Corea "scomparsi" (non presenti alla prima partita senza essere infortunati): la FIFA ha detto che si è trattato di un errore di trascrizione, ma a me piace credere che quattro di loro siano fuggiti per chiedere asilo politico in Sudafrica, un po' come in Fuga per la Vittoria.

E so che è impossibile, ma sarebbe bello vedere un pareggio o una vittoria di questa squadra contro Portogallo o Costa d'Avorio, se lo meriterebbero.

Forza Corea!!

venerdì 11 giugno 2010

Link - 11 Giugno

  • Post di Leonardo su palestinesi e coloni ebrei;
  • Visto che l'ho citato anche nel post sulla disinformazione, link al "racconto" di fantasia (speriamo) sull'Italia governata dalla tv;
  • Vignetta di Stefano Disegni dal Fatto Quotidiano di domenica, su mafia e tv;
  • La prima pagina bianca di Repubblica di oggi, e l'editoriale di Ezio Mauro;
  • Oggi sono iniziati i Mondiali di calcio: foto dal Sudafrica, e l'idea fantascientifica dei giapponesi per i mondiali del 2022.