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domenica 2 febbraio 2014

"Mi sento destrizzato!"-"PD?"-"No, no, proprio destrizzato!"

Pensavo che tutti coloro che parlano con me (grillini, ex berluschini e quelli che avrebbero votato Civati ma non ci sono andati, quelli del, quando Bersani perse, "se ci fosse stato Renzi...", per i quali ora che c'è non va bene... Del resto le vegane col cane a cui puntano loro li prendono per molli se dicono di votare PD. Quello che vota PD non può darlo bene, è teorema...) mi guardano e mi dicono, in merito a Renzi e al PD: "Beh, questi non saranno mica di sinistra?! Che ne pensi di Renzi?" (sorrisino da "uomo di sinistra come sei dovresti essere irritato da questa degenerazione del tuo PD...") Questo post vuole essere la risposta definitiva a queste futilità.

Queste persone pensano di ferire la mia sensibilità politica con queste inutili provocazioni. La sinistra che ho in mente io (cioè niente comunisti [specie se figli di papà], niente arcobalenini spruzzanti lubrificante, niente problematiche contro i preti, niente battaglie appassionate contro lo Stato, niente difese della Palestina a caso, niente commoventi storie di migranti perché lo eravamo anche noi, niente animali, niente abbracci agli alberi) non è probabilmente mai esistita né mai esisterà. Qualcuno cioè che rappresenti il lavoratore in modo serio e competente senza diventare una macchietta alla Peppone. Uno stato di diritto ma anche di DOVERE. Un mondo dove le persone dei ceti più bassi vengano riconosciute come esistenti e tutelate da logiche sotterranee oramai consolidate ("Fattura?" "Sì, grazie" "Allora sono cento in più"), dai soprusi, dalle difficoltà economiche. Un mondo dove chi ha paga e chi evade perde ciò che ha. Un mondo dove esistano sufficienti risorse e competenze per dare assistenza sociale, pensioni, cultura, dove si cementifichino ulteriormente diritti ormai fragili (ferie, permessi, mutua, numero di ore di lavoro, riconoscimento dello straordinario, sciopero, norme di sicurezza, contratti equi, garanzia del posto di lavoro), un mondo scevro da ogni logica esclusivamente capitalistica ma che prenda coscienza del capitalismo come di un dato oramai di fatto, come condizione necessaria per l'esistenza della democrazia.

Avrete, io credo, notato una punta di eccesso in alcune righe precedenti. Ebbene sto proponendo una "sinistra destrizzata"? Troppa decisione? Troppa fermezza? Troppo ordine? Allora forse ci siamo capiti male, tutti male. Forse NON sono un uomo di sinistra. Esticazzi? Guardate che non ho più vent'anni... E allora posso votare PD senza complessi, non trovate? Del resto se oggigiorno la sinistra è rappresentata dallo squadrismo grillino io sono orgogliosamente NON di sinistra.

Quanta crema depilatoria è più corretto utilizzare per non sembrare un Hobbit? Votiamolo online! Siamo trentamila, ma questa è la volontà del popolo italiano.

Ho scoperto di essere intollerante. Forse voi lo sapevate già. Ma sì, lo sapevo pure io. Intollerante da morire. Ho rinunciato ad un partito che rappresenti esattamente le mie istanze più profonde, perché irrealizzabili senza un rinnovamento culturale. Mi dovrò accontentare di contrastare cosa decisamente NON voglio.

In particolare auspico una cancellazione totale di tutte le istanze frammentarie che dilaniano il nostro Paese. Le "minoranze". Per rappresentare le istanze di coloro che odiano gli elefanti rosa saranno sufficienti piccole associazioni locali e nazionali fuori dal Parlamento. Richiederei all'elettore di scegliere: A oppure B. Fai tu. Se vuoi puoi anche stare a casa, ma poi te ne stai da chi esce vincitore in ogni caso. E magari la volta dopo ci pensi. Nel nostro Paese esisterebbero comunque falangi di diverso orientamento all'interno sia di A che di B, assicurando la varietà politica necessaria. Ma se vuoi fare politica devi scegliere: o A o B. Fuori tutti i movimenti antiparlamentaristi, di tutti i generi, colorati e non. Richiederei in particolare un controllo estensivo sulla Rete (va oramai di moda scriverla con l'iniziale maiuscola) che consenta la libertà di espressione (quindi anche il circolare di informazioni scomode), ma non consenta più, perché sono comodamente seduto a casa, di esprimere le istanze più basse della mia natura ("troia", "puttana", "la stupro io", "Augias servo del potere"). Con un opportuno controllo nemmeno questo post, forse, sarebbe scrivibile. Ma siamo in tempi in cui il popolo è bene che si esprima. Lo faccio anche io.

Coloro che per stuzzicarmi mi chiedono "Ma cosa ne pensi di Renzi nel tuo PD?", con tanto di "Ma tu non eri il proletario? Sei solo un servo. E il PD è peggio del PDL" (con quell'eco, in alcuni casi, di un "Io ho votato Berlusconi e ho sbagliato, ma il PD proprio no, piuttosto Grillo!") mi fanno salire la voglia di piantarla una volta per tutte con questa storia della sinistra. Guardate, non ne posso più. E' in atto una mutazione in drago sputafuoco. Chi mi conosce SA che cosa significa.

L'espressione "sinistra destrizzata" inizia a piacermi. Dove quel "destrizzata" denota semplicemente quella fermezza e quella necessità di senso dello Stato che stiamo dimenticando per strada nel fare le cose e, soprattutto, la mia preoccupante tendenza ad essere intollerante. Ma proprio qui arriva il punto: SAREBBE SBAGLIATO se un uomo come me portasse le sue idee in Parlamento. Io non sono NESSUNO. Non è che solo perché posso scrivere in Rete allora posso scrivere quel che mi pare. La Rete non è espressione di libertà, consente solo all'uomo comune di sentirsi importante e di sperare che le sue opinioni possano essere condivise da altri.

Ed ecco perché Tommi ha ragione: io tutto volevo tranne che sentirmi dire "Legge elettorale comunista, non ci ha consultato!" Che la faccia B., che è così bravo in tutto. Se vince io non so cosa farci. Ma non sarà stato un PD "poco giovane", "legato a valori morti", "di sinistra", a perdere o a regalargli la vittoria. Sarà stata una destrina indecisa a perdere e saranno stati milioni di capre a votarlo, non io. Che ci posso fare io? Facciamola con lui la legge elettorale e vinca chi vinca. Ma di nuovo sentirmi dare del PM comunista NO.

Quindi Renzi non è il nuovo B. E' un uomo di sinistra? No. Realizzerà il mondo che ho in mente io? No. E' un uomo che esprimerà le esigenze della mia classe sociale? No. Ma non è un nuovo B. Inoltre se dovessi tentare di rispondere alle stesse domande con il grillismo sarebbero sempre tre no. E visto che a me piace servire, probabilmente voterò PD, DI NUOVO. Senza orgoglio, beninteso.

Il vostro servo della Kasta




giovedì 12 dicembre 2013

Scatolette di tonno ruggenti

Carissimi
giusto due pensieri, maturati in questi mesi di latitanza, alle fermate degli autubus, nei supermercati, agli sportelli, nei bar, nelle peggiori bettole di Genova, nelle università, nelle strade, nei taxi (tutti grillini i tassisti, lo sapevate?).

Vi capita mai di fare sogni ad occhi aperti? A me capita spesso. Nei pensieri più scontati di delirio di onnipotenza mi immagino come Napoleone, con una corona di alloro, durante una processione in Piazza della Vittoria, su un palco sotto l'Arco di Trionfo. Nei momenti più originali mi immagino invece il mio nome su una targhetta in una piazza qualunque della città, tra 50 anni, perché sarò uno dei primi martiri dello squadrismo grillino.

Il popolo non ha quasi mai ragione. Anzi ha quasi sempre torto. Le piccole menti di tutte quelle personcine striscianti nella massa sono troppo deboli e troppo prive di cervello. E difatti leggono post di facile fruizione pieni di bold.

Io ho capito bene chi sono questi qui: amanti del chaos, menefreghisti, giovani idealisti con i soldi, giovani idealisti senza soldi, sognatori rivoluzionari, tipici qualunquisti all'italiana, complottisti, antieuropeisti, persone piene di livore perché, poiché non l'hanno potuto mettere nel culo a qualcuno, si sono convinti che qualcuno lo stia mettendo in culo a loro, i lamentini, per i quali se il bus non arriva, se nevica, se c'è coda alla cassa, allo sportello o al tabacchino, è certamente colpa del fatto che l'Italia è retta da incompetenti. D'altronde sarà ben colpa di qualcuno se non ho lavoro o se quello che ho mi fa cagare? Mia? NOOOOOOOOOOOOO!!! Colpa dei politici, cazzo! Colpa di quegli sporchi ladri accattoni che stanno a Roma!

Se Berlusconi è decaduto è merito loro. Se in Parlamento per sbaglio si fa qualcosa di buono è merito loro oppure, alternativamente, se qualcosa di buono esce da altri, allora si poteva fare meglio, o è solo un cumulo di bugie, o esiste sempre qualcosa da ribattere, correggere, emendare. Se oggi c'è il sole è merito loro.

Io ragazzi sto maturando molta, molta, MOLTA più insofferenza per questi qui che per i berlusconiani. Del resto il mio non è mai stato un odio verso coloro che votavano Berlusconi. Il mio era un odio generalizzato verso questi virus della democrazia, verso i voti manipolabili, la stupidità e la credulità. Per caso beccavo anche coloro che votavano Berlusconi. E ora mi ritrovo ad avercela con il M5S, chissà come mai. Sarà perché ora che il berlusconismo è terminato non sapevo più, come i grillini, con chi prendermela.

Parlano di lotta per l'esistenza e altre romantiche cazzate appassionate che piacciono tanto al pubblico. Non sono i primi e non saranno gli ultimi a parlare di queste cose. Mi conforta sapere che tutti coloro che lo hanno fatto prima sono stati sconfitti dalla Storia.

Non mi stancherò mai di ripeterlo. Io sono per lo STATO. Lo vorrei meno bugiardo, truffaldino ed inefficiente. Ma MAI MAI MAI MAI penserò che la soluzione sarebbe che a reggere le redini dello Stato ci andassi io, che è il sogno segreto di questi qui.

Dostoevsky scrisse che se avesse scoperto che la verità era lontana dal Cristo, egli avrebbe scelto Cristo lo stesso. Ebbene se io scoprissi che la verità è con il M5S, continuerei comunque ad avversarlo, perché se questi sono i modi, i luoghi e i laghi attraverso cui si esprime io non ci sto. Che prendano il potere e che mi chiudano la bocca, avrò una piazza a mio nome. Sempre grande è il piacere di usare il loro mezzo di comunicazione prediletto, veicolo di verità divina, per contrastarli. Per fortuna non ho che quattro lettori, diventerebbero grillini seduta stante.

QUARANTAMILA in Piazza della Vittoria qualche giorno fa. Che esercito! Duecentocinquantamila ne aspettavano. Mah. I numeri sono sempre stati un pò un'opinione. FLOP. Ecco che cosa è stato. Un FLOP. Flop, flop, flop, flop. Mentre tre milioni erano gli ingenui che andavano alle primarie del PD domenica, su cui attendo ad esprimermi.

Non ho mai dimenticato e mai dimenticherò la scatoletta di tonno pinne gialle che doveva essere profanata in modi indicibili. E' ancora lì, piena di olio, di tonno grasso che continua a colare. Dovevate dirlo se vi serviva l'apriscatole. Ce ne sono di economici, anche su Internet.

Per chi non lo avesse capito, questo era un modo per mostrare come sia facile scrivere un post pieno di rabbia a caso.

L'ultima volta che ho scritto un post mi sono beccato del serpente velenoso. Ora vediamo che cosa esce.


lunedì 12 agosto 2013

L'ultima parola sul signoraggio bancario: cazzate antisemite

Carissimi
Vi racconterò una storia vera, cercando di mostrare quali siano i mali che si annidano in una Rete usata male e quanti pericoli ancora ci siano in un'epoca così priva di ordine, consapevolezza e buonsenso.

Sabato a pranzo io e altri otto amici abbiamo avuto il piacere di fare un pranzo a sud della nostra provincia, in un ristorantino molto carino che apre solo se chiami. I gestori, una coppia gioviale di sessantenni, sono genovesi e fanno dell'ottima cucina ligure per essere in terra emiliana. Il tutto ad un prezzo giusto. Io e la mia piccola brigata abbiamo avuto modo, dopo pranzo, di gustare un'ottima grappa mentre discutevamo animatamente di politica. Io ho dato prova della mia solita irruenza nel presentare le mie idee, tanto da attirare l'attenzione degli altri astanti, di età avanzata e, a quanto pare, anche del gestore. Andando a banco per ordinare due gelati e qualche birra io ed un mio amico che ha votato M5S siamo stati abbordati da lui in una discussione scioccante. I corsivi sono parole udite personalmente.

Di punto in bianco. "Ma voi lo sapete a chi appartiene la banca d'Italia? Essa appartiene allo Stato solo per il 4%. Il resto sono privati." Io ho pensato: "Eccoci. Il solito che ha letto due cagate su Internet e ora crede di rivelarci cose mai udite prima, perché la televisione non le dice. Divertiamoci..." Il punto era essenzialmente questo: un pezzo di carta vale 30 centesimi, molto meno di ciò che viene dichiarato valere alla gente. La differenza me la tengo io privato alle spese di noi poveri idioti. Devo riconoscere di essere stato avvinto dai modi mellifui di questo individuo, che d'ora in poi sarà semplicemente G. Fin qui nulla di drammatico, ma "questi qui modificano il corso della Storia per fare in modo che le cose possano continuare ad andare avanti così, privando gli stati della loro indipendenza monetaria". Allo scopo, addusse due esempi: Saddam Hussein e Gheddafi stavano pensando di iniziare a vendere e comprare oro in euro. Che fine hanno fatto? Qui ci fu il primo di molti sguardi di intesa, accompagnati da un sorrisino, come a dire "Lo vedi? Tutto torna! E ti sto rivelando una cosa che non sapevi, dì la verità...", quell'atteggiamento tipico di quei segaioli di Internet che oramai ben conosciamo, quel modo da complotto, quel senso di "Io e te ci capiamo..." A questo punto ho ribattuto con un "Beh, che le guerre si facciano per ragioni economiche oramai ben lo sappiamo insomma... Nulla di nuovo. E' il materialismo storico di Marx..." Negli occhi di G. un lampo. Essi scintillarono in un modo che non so riportare.

La mia osservazione venne presa come un "La pensiamo allo stesso modo", quando intendevo solo dire con modi civili che non mi stava rivelando un cazzo e che il suo sorrisino poteva farlo tornare sotto la gonna di sua moglie. E' iniziata l'esposizione di un'accozzaglia di cose trite e ritrite. Ho volutamente tirato la corda lasciandolo parlare. Dopotutto ero nel suo locale.

"Vogliamo parlare di Kennedy? Egli volle iniziare a stampar moneta per conto suo. Ma accadde quel che accadde a Dallas quel giorno per caso, no?" "Non parliamo dei simboli massonici impressi sul dollaro, sono solo stupidaggini no?" "Beh, se fosse così capisce bene che sarebbe difficile uscirne fuori..." "Dura così da migliaia di anni. Hai presente l'episodio di Cristo che entra nel tempio e se la prende con quelli del Sinedrio? Non se la prese con i sacerdoti. Se la prese con i cambiavalute ebrei. Da lì la famosa frase date a Cesare quel che è di Cesare..." Campanellino d'allarme. Lontano. Inizio lentamente a capire. "Lo sai quando sono nate le banche?" "Nel Seicento" "Esatto. Guglielmo d'Orange combatteva una guerra. Fu portato da tre ebrei in uno scantinato. Essi gli proposero questo nuovo modo per iniziare ad armarsi meglio e più degli altri... Credo fossero i Rothschild..." Secondo campanello. Ma che cosa mi ricordavano questi discorsi? "Una volta Honoré de Balzac disse che se gli uomini sapessero cosa si cela dietro alle manovre dei potenti troverebbero delle cose terribili." "Lincoln dichiarò che nulla gli importava degli schiavi. Ammise che la guerra di Secessione rispondeva ad una precisa esigenza di far tornare certi conti..." A questo punto G. si accese una sigaretta nel suo locale, incurante degli altri clienti. Terzo campanello: lo Stato, questo stronzo. Passai automaticamente al tu. "Scusami... Ma abbiamo fatto casino prima a parlare di politica? Per questo hai ritenuto potessero interessarci queste cose? Ma quali sono le tue fonti? Le cose vanno dimostrate..." "Ne parlo con voi perché se non interessano a voi giovani queste cose a chi? Noi qui, ora, parlando, è come stessimo facendo una piccola rivoluzione. Il professor Auriti ha cambiato la mia vita. Io voglio solo riportare la mia esperienza." "E sapete che cos'è il gruppo Bilderberg? Se non lo sapete chiedetelo al nostro Presidente del Consiglio Enrico Letta..."

A questo punto autentico coup de theatre. Dovete sapere che sul bancone erano presenti due di quei campanelli che sono di solito nelle reception degli alberghi per richiamare il personale. Un caro amico, convinto che dovesse liberarmi dalla situazione, complice qualche grappa di troppo, ha iniziato ad usarlo davanti a G. in modo singolare, dapprima suonandolo ripetutamente come a tentare di arginare il fiume di parole, poi giocandoci nel seguente modo: lui si poneva ad alta voce una domanda, poi suonava il campanello come fosse stato ad un telequiz e rispondeva da sé alla domanda. "Chi è il più grande nazista di tutti i tempi?" (occhiolino) Drin. "Adolf Hitler." "Chi è il più grande esperto di nazismo di tutti i tempi?" Drin. "Bolo!" G. lo ha ignorato sino a questo punto. Al che ho colto prontamente l'occasione. "Scusalo, è che sto leggendo una Storia del Terzo Reich..." "Anche Hitler stampò moneta senza chiedere nulla a nessuno." "Questo è vero..." Sorrisino finale. "Anche lui ha fatto la fine che ha fatto..." 

Era troppo. Sono sbottato e gli ho detto: "Hai votato M5S!!! Lo sapevo..." Sono stato stupido. Stupido perché a quel punto gli avrei dovuto gridare "Sei un fascista!!!"; ma l'impressione che mi aveva dato sino a quel momento ha condizionato la mia lingua semibrilla nel momento decisivo. "Questo oppio della destra e della sinistra dei partiti è stata inventato per continuare a distogliere la gente dal vero problema... No, io e Gr siamo stati educati dal professor Auriti su come vanno le cose. Io ho partecipo ai convegni di Forza Nuova. Ho sempre detto ai sindacalisti che le cose che avevo da dire sarebbero interessate anche a loro, ma questi qui non capiscono un cazzo". Tutta la forza d'animo di cui dispongo si è concentrata in quel momento nel mio corpo, sono arretrato di due passi, non spiccicando più una sola parola. Mentre il mio amico, che a inizio conversazione aveva intervallato come me lo sproloquio con qualche commento interessato, continuava ad interloquire con lui, io mi sono mangiato le mani per tacere. G. ha poi mostrato una banconota di una ipotetica nuova moneta "che sarebbe una valida alternativa per emanciparci". Osservo al volo che il mio amico grillino ha poi dichiarato che quello "era un coglione. Ma sono tutte cose vere."

Non meritava la mia attenzione. Mi aveva ingannato con delle puttanate pseudoculturali prima di rivelarsi per quello che era: un fascista antisemita. Prima di uscire (ricordo ora, senza aver visto uno straccio di scontrino) con un altezzoso "arrivederci", che sapeva di "non mi vedrai mai più", l'ho udito dire che tre erano i libri sul suo comodino: "Il Capitale di Marx, il Vangelo di Matteo e un testo del professor Auriti." 

Qui inizia la mia analisi. Non ho bisogno di smontare le panzane storiche di questo tipo. Le connessioni sono talmente audaci e prive di senso che possono solo far ridere. Dan Brown gli fa una sega a questo bonario gestore panzone che crede di essere il rappresentante di una razza superiore. Mi ha enormemente interessato di più la sconcertante confusione delle idee che vive in queste persone che si credono informate, avendo letto solo una riga di un pò di tutto. Fascisti con Marx sul comodino?! E' pericolosa questa gente, perché si è evoluta, si è emancipata dal manicheismo "destra vs sinistra", si è "raffinata" strada facendo. E ho finalmente compreso quali fossero le sottili implicazioni, ignote ai tempi in questo blog, sottese alla teoria del signoraggio bancario. Le implicazioni sono che le teorie del complotto di questo genere affondano le radici in un terreno antisemita di vecchia data, fondato sul falso storico dei Protocolli dei Savi di Sion, un documento la cui produzione fu volta a dimostrare che il mondo è in mano all'economia ebraica, una ipotetica enorme cospirazione internazionale in atto da sempre. Una porcata. E di questi tempi coloro che più si scagliano in Italia contro le banche e le sue logiche (sbagliate quanto volete) sono i grillini, il cui terreno ideologico in questa materia non può più essere messo in discussione.

Signori miei io sono tornato a casa turbato. Arrabbiato con me stesso per non aver urlato come avrei voluto. Arrabbiato per aver lasciato parlare uno le cui idee costituiscono oggi reato, "apologia del fascismo". Arrabbiato all'idea che, come questo, ce ne possano essere moltissimi altri. Arrabbiato all'idea che possa anche aver solo lontanamente pensato di avermi influenzato in qualche modo. Sconcertato all'idea che esista, di sottofondo, un humus di sentimenti che, inconsapevolmente, hanno relazioni pericolose con idee pericolose. Sotto sotto, in merito a certe idee, c'è un comune modus pensandi di matrice inconsapevolmente fascista. La maggior parte della gente sfoga questo pensiero votando semplicemente a destra o in generale chi urla di averlo più duro degli altri. Ultimamente parte (chiunque ribatta "non fare di tutta l'erba un fascio" dimostri di aver letto questo bold. Grazie.) di questa generazione più evoluta, quella "informata", si è messa a votare M5S. I quali stanno adottando un meccanismo prodigioso: rendere la gente sfrontatamente sensibile ai complotti, portandola a vederne dappertutto e rassicurarla sul fatto che le informazioni che vengono fornite dal blog del partito sono attendibili, mentre tutte le altre non lo sono. Questo senso di sicurezza è la vera carta vincente del M5S, molto più di tutte le altre stronzate a cui oramai ci hanno abituato.

Mio fratello mi ha rassicurato che questi nostalgici se la cantano e se la suonano da soli, in questi tristi ritrovi tra quattro gatti. Penso che sia vero. Ma penso che sarebbe importante non lasciar penetrare neanche una sola idea derivata da queste follie fasciste in altri movimenti. Il fatto che abbia confuso un fascista antisemita con le teorie di moda presso certi ambienti grillini dovrebbe far riflettere. La loro base ideologica è essenzialmente la stessa. Perlomeno parlando di economia.

Concludo. Mi spingo oltre. Da qui alla fine del post suppongo che sia tutto vero. Se fosse tutto vero, a me misero profano fottuto da qualche banchiere, converrebbe vivere in uno Stato che segue le regole o farmi piombare addosso tutti i mali del mondo, dopo aver pestato i piedi a questi potentissimi cattivoni? Preso atto della situazione che cosa succede? Soluzioni? Proposte? Se è un piano in piedi da centinaia di anni, speriamo davvero di scalzare via questi mostri dai loro troni, mostri che reggono i destini di dittature, re, regine, parlamenti? Mi metto a frodare più che posso perché dopotutto il mondo governato da merde? E' una squallida scusa per giustificarmi tutto? Sotto sotto vorrei prendere il loro posto? Ci sono delle soluzioni reali per uscire da questo ginepraio di complotti, senza magari essere fatti fuori? Insomma qual'è LO SCOPO di informare la gente di questo stato delle cose se poi di soluzioni concrete non se ne propongono? Uscire dall'Europa? E poi?

Ecco il punto. Sotto sotto vorrei prendere il loro posto e mi ritrovo ad assumere gli stessi atteggiamenti di coloro che ritengo di combattere: senso di elezione e linguaggio ben definito e proprio degli aderenti alla nuova ideologia che devono potersi riconoscere e distinguere bene (nomignoli per i nemici politici, ironia a fiumi, simboli, letture sì e letture no, teoremi decisi che non possono essere messi in discussione, scelta di un leader carismatico le cui parole valgono oro). Musica già sentita.

No signori. Il punto è sempre lì. Qui si sta fomentando la gente senza scopo, dandole da mangiare aria e accumulando voti in modo intelligente basandosi sul vecchio gioco di inventarsi un nemico comune: i partiti, le banche e i potenti in generale per coloro che non ci vanno troppo per il sottile.

Spero che in questo blog, dopo questo post, non ci si ponga più dubbi sulla non attendibilità delle teorie del signoraggio bancario. Esse sono inattendibili perché sono nate in un terreno ideologico di un certo genere con i suoi scopi precisi e le sue motivazioni definite: antisemitismo classico. Lasciamo per favore queste elucubrazioni ai nostalgici e agli appassionati di libri di fantapolitica.

mercoledì 7 agosto 2013

The Rise and Fall of the Third Reich (III)

Carissimi
se potessi dare un sottotitolo a questo post lo intitolerei Costituzionale un cazzo.

Ricorderete come, dopo anni di riflessioni, Hitler giunse alla conclusione che il potere non si sarebbe mai potuto ottenere senza l'appoggio di almeno due dei tre poteri forti della Germania del tempo: il presidente, i grandi finanziatori e l'esercito. Per garantirsi la certezza della riuscita, organizzò un autentico coup de theatre che di fatto fu la sua chiave per diventare dittatore istituzionalmente, in un momento peraltro in cui i suoi consensi erano in calo. Quindi "costituzionale un cazzo", perché forzare gli eventi a proprio uso e consumo è barare.

Il fatto di cui parlo è stato immortalato in foto: l'incendio del Reichstag, il Parlamento tedesco. Con la panzana che i comunisti volevano tentare un colpo di stato e che avevano incendiato loro il Reichstag, il presidente Hindenburg si vide costretto a rendere effettivo un decreto di emergenza, secondo il quale era possibile sospendere i diritti civili, una sorta di perenne stato marziale ("per la protezione del popolo e dello Stato, una misura difensiva contro gli atti di violenza commessi dai comunisti..."). Decreto che rimase attivo sino alla fine della guerra.

"...restrizioni della libertà personale, del diritto di libera espressione delle opinioni, compresa la libertà di stampa, del diritto di riunione ed associazione, violazioni del segreto nelle comunicazioni postali, telegrafiche e telefoniche private, mandati di perquisizione, ordini di confisca e restrizioni della proprietà sono permessi anche al di là dei limiti legali in vigore."

Del resto mi si potrebbe dire che, da un certo punto in poi, costituzionale o meno poco importa. Hitler e i nazionalsocialisti controllavano tutto, il Parlamento era una farsa, la figura del cancelliere (il nostro presidente del Consiglio) e del presidente erano state unite nella nuova carica del "Fuhrer" (la "guida", una parola tedesca simile al nostro "duce"), le elezioni erano una mera formalità retta dal terrore, con punte di consensi oltre il 99%.

Collateralmente, lezione che tutti i potenti furbi del dopoguerra hanno imparato, faccio anche un cenno al modo in cui, perlomeno inizialmente, Hitler poté accumulare così tanti consensi. La parola socialismo, presente nella parola "nazionalsocialismo", fu uno specchietto per le allodole per raccogliere tutti i delusi dalla sinistra. Qualcuno che credeva fermamente nella componente "sociale" del movimento c'era, anche tra i dirigenti del partito (penso in particolare a Gregor Strasser, il quale fu ucciso durante la purga della notte del 30 giugno 1934). Componente presto dimenticata per svelare il vero piano di Hitler, vagheggiato nelle pagine di "Mein Kampf" ed evidente a tutti almeno dal 1936: la guerra.

Questa puttanata del "socialismo" è propria anche di taluni che, ancora oggi, ti guardano e ti dicono che "Mussolini all'inizio era un socialista!" Come se il nome di un partito o le idee fintamente professate da un suo leader possano cambiare lo stato reale delle cose: assassini, briganti, avventurieri e psicopatici.

giovedì 25 luglio 2013

...

"Evasione per sopravvivere". Qui rischio di essere querelato se scrivo tutto ciò che mi passa per la testa. Vi lascio immaginare quanto sia scandalizzato dalle dichiarazioni di un noto esponente del PD, che oramai si abbassa a perpetrare la storica demagogia del PDL.

Le tasse sono giuste. Chi non le paga meriterebbe la galera. Il fatto che se così facessi in questo istante svuoterei le strade, i pub, città intere non mi turba. NON EVADE CHI DEVE SOPRAVVIVERE, PERCHE' CHI DEVE SOPRAVVIVERE PROBABILMENTE HA LA BUSTA PAGA QUINDI NON EVADE. Avrei voglia di bestemmiare. Cazzoooooooooooooooooooooooooooooooooooooo, come mi arrabbiooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!

Pensa te se mi devo ridurre a scrivere ovvietà.

mercoledì 24 luglio 2013

The Rise and Fall of the Third Reich (II)

Carissimi
leggendo sistematicamente il libro di cui vi ho parlato l'altra volta, sono incappato in un episodio che non ricordavo, terrificante: il rogo dei libri (in tedesco Bücherverbrennungen), operato in molte città tedesche, dopo l'avvento al potere di Hitler nel gennaio del 1933.

Di striscio osservo che praticamente tutte le misure di nazificazione della Germania potevano dirsi concluse alla fine del 1933. Non meno importanti di altri furono gli interventi nella cultura, nel sistema educativo e nell'istruzione, di ogni ordine e grado. Emblema di questa prostituzione della cultura, il rogo di tutti i libri ritenuti pericolosi per il mantenimento della purezza della mentalità e della cultura tedesche. Al di là dei soliti Marx, Lukacs, Lenin e via dicendo (esponenti di quel "bolscevismo" odiato in egual misura dai nazisti e dalle democrazie occidentali di inglesi e francesi), mi sono sorpreso di trovare testi anche di autori non ebrei e non "bolscevichi", a rimarcare la degenerazione culturale di cui la Germania fu preda in quei giorni.

Le teorie fisiche di Einstein erano ritenute in tutte le università tedesche espressione di una cospirazione ebraica mondiale, con scopo il declino delle scienze naturali germaniche. Proust fu bruciato (questa però è un'opinione mia) perché nel suo capolavoro espone delle vite sessuali e sentimentali decisamente libere da schemi, con delle riflessioni sull'arte non gradite (è ironico che Proust fosse, come Hitler, grande estimatore della musica di Wagner). André Gide (omosessuale), James Joyce (emblema di un'arte "degenerata a puro esercizio intellettuale"), Sigmund Freud, Thomas Mann, Bertold Brecht, Hermann Hesse, Ernest Hemingway (per citare solo quelli di cui so qualcosa).

Il rogo dei libri (più in generale la distruzione di materiale culturalmente scomodo) non è unicamente ascrivibile al nazismo. Passate alla storia certamente la distruzione della biblioteca di Alessandria e il rogo di opere d'arte perpetrato da Savonarola a Firenze nel Quattrocento. Ma capite bene che di immagini reali di questi atti non ce ne sono pervenute, rimangono un pò mitiche, lontane, facenti parte di un mondo "precedente", che nella nostra mente è pure inconsciamente un pò "indietro". Invece qui meno di cento anni fa ci si ritrovava pubblicamente in piazza a bruciare libri, ci sono testimonianze fotografiche del fatto. E' in un certo senso più disturbante.

La cultura in uno stato totalitario coincide con il punto di vista del partito che, sotto molti aspetti, é lo Stato. Non è ammissibile alcun confronto. E' ironico pure il fatto che la Germania, in fondo all'abisso culturale in cui cadde dopo aver donato al mondo il meglio del meglio, trovò proprio una delle molte ragioni della sconfitta del nazismo: le teorie "ebraiche" di Einstein potevano essere utili nella corsa all'armamento atomico, raggiunto prima dagli Alleati. Esse furono bandite e gettate via, recuperate solo troppo tardi. Per fortuna.

Il fatto è che uno stato privo di cultura si atrofizza, si fiacca, si blocca in una visione prestampata e definitiva. La vita è movimento, mutamento. Non ci si può fermare in un punto. Lo scopo è sempre cercare di guardare oltre. Solo un folle molto intelligente ha potuto dare a bere ad un popolo intero che il Terzo Reich sarebbe durato "per mille anni". La cosa che turba un poco è che basta cambiare l'istruzione e l'informazione e il mondo lo modelli a immagine della tua mente di dittatore, anche se malata e perversa. Dimostrerò con il tempo che si è trattato di questo, anche nella nostra Italia recente. Con tutte le sfaccettature di responsabilità della sinistra, che in Germania pagò a carissimo prezzo la sua idealistica difficoltà a concludere nei fatti. Ma delle responsabilità interne ed esterne all'avvento del nazismo parlerò a tempo debito.

Ci sembra di poter concludere che uno stato, anche uno stato totalitario, non possa sopravvivere senza cultura. D'altronde uno stato totalitario esclude per definizione la cultura, che è scambio, confronto, differenti strumenti di lettura del mondo e di noi stessi. In uno stato totalitario esiste solo il partito che ha il 100% del Parlamento, che controlla ogni aspetto della tua vita, del tuo corpo e della tua mente. Più in generale il potere senza cultura determina l'inefficienza del potere stesso. Del resto ho scoperto l'acqua calda: questo è essenzialmente il messaggio di Platone, al di là delle stupidaggini vecchie di duemilaquattrocento anni. TEOREMA: uno stato totalitario non può durare. Nel frattempo può magari portare il mondo sull'orlo della fine, ma non può durare.


lunedì 15 luglio 2013

The Rise and Fall of the Third Reich (I)

Carissimi
dopo aver finito il libro di Dostoevskij sono passato alla saggistica. Dopo simili livelli di letteratura bisogna necessariamente staccare un pò. Nel farlo sono tornato ad un mio antico interesse, espresso peraltro da un mio post di anni fa: il nazismo.

Anni fa ho letto due testi in merito, uno alquanto divulgativo "Storia della Germania Nazista" di cui non ricordo l'autore, l'altro la a quanto pare celebre biografia di Hitler di Joachim Fest. Ma scuriosando nella fornitissima biblioteca di Castelnuovo mi sono imbattuto in un libro, "Storia del Terzo Reich", di tal Shirer, americano, che ha subito catturato il mio interesse. Oltre a costituire una mole di informazioni incredibili (oltre 1200 pagine), si tratta un'analisi "a caldo", essendo la prima edizione del libro del 1959, con tutti i limiti intrinseci dovuti a questo fatto. L'autore ha avuto modo di visionare personalmente documenti e materiale di prima mano, conversazioni private, interviste a coloro che hanno vissuto quegli anni; inoltre visse in Germania per un certo periodo negli anni Trenta.

La conferma di avere a che fare con un libro "storico" mi venne da mia madre che, appena lo vide, mi disse che quando lavorava a fine anni Sessanta in una libreria di via Porta degli Archi a Genova, ora scomparsa, lo vendeva moltissimo. Malgrado i limiti ovvi che un'opera simile ha, vista la mentalità retrò di chi scrive e il fatto che si parla di un libro apparso appena a dieci anni di distanza dai fatti, esso è assolutamente godibile. Ho divorato le prime 150 pagine in un baleno.

Come scrissi in quel post, non bisogna mai smettere di indagare e cercare di capire meglio. Shirer, in queste prime pagine, come fosse un ottimo didatta, stressa pesantemente un aspetto, citando fonti e riportando fatti, che non mi era mai capitato di vedere in modo così netto. Dovete sapere che Hitler tentò un primo colpo di Stato in Baviera nel 1923, una comica, se penso a come fu organizzato, passato alla storia come "il putsch della birreria", in seguito al quale Hitler fu imprigionato per sei mesi. Dopo questo flop e memore delle sue riflessioni risalenti a quando vagabondava a Vienna, il futuro dittatore concentrò tutte le sue forze a conquistare il potere in modo rigorosamente costituzionale. Non fu un caso, intendiamoci. Fu una manovra assolutamente calcolata, come dimostrano la condotta relativamente tranquilla che tenne nei dieci anni dopo il colpo di Stato fallito e molte sue dichiarazioni successive. Gli attacchi politici e fisici verso gli avversari e le imperdonabili negligenze dei governanti di allora sono nulla in confronto ai dati: su trentuno milioni di elettori, nel 1928 i nazisti ottennero solo 810.000 voti; nel 1930 i voti salirono a 6.409.600, rendendo il partito nazista il secondo partito del paese.

Importante sottolineare che la crisi del '29 contribuì certamente a mostrare il nuovo partito nazista come il salvatore della patria. Impossibile poi non ricordare la leggenda, che Hitler seppe sempre usare a proprio vantaggio, dei "criminali di novembre": la Grande Guerra era stata perduta nel novembre del '18 a causa di coloro che, dall'interno, pugnalarono alle spalle la Germania (?!). Inutile dire che per Hitler questi responsabili erano i marxisti, i socialisti e gli ebrei. Il tedesco medio visse sempre con una certa stizza questa faccenda di aver perduto la prima guerra mondiale. Unendo a questo il fatto che il '29 mise in ginocchio il paese, generando milioni di disoccupati, forse non dovrebbe sorprendere il dato sopra riportato.

Concludo. Sono particolarmente interessanti le seguenti righe di Hitler sul problema economico. Qui si esprimono insieme il suo antimarxismo e il suo anticapitalismo, una dicotomia davvero originale se giudicata con i metri odierni. Qui, in definitiva, si stabilisce un'alternativa sia al capitalismo democratico sia al marxismo, entrambi caratterizzati dall'ossessione del problema economico. Alternativa sconfitta durante la seconda guerra mondiale.

"Lo Stato non ha proprio nulla a che vedere con determinate teorie economiche o con determinati sviluppi commerciali. Lo Stato è un organismo razziale, non economico. La forza intima di uno Stato coincide rarissimamente con i cosiddetti apogei economici. Non sono le qualità materiali, ma le virtù ideali a contribuire alla formazione di uno Stato. Solo su queste premesse l'economia può fiorire. Ogni qualvolta l'economia diventò l'unico contenuto dell'esistenza del nostro popolo e soffocò le virtù ideali, lo Stato precipitò in rovina..."

mercoledì 10 luglio 2013

Бесы (I DEMONI)

Carissimi
due sere fa ho terminato questo splendido ennesimo capolavoro di Dostoevskij. Ancora una volta scrivo per difendere con forza una tesi: un grande classico non è automaticamente "per pochi", "pesante", "illeggibile". Questa è letteratura universale, quindi per tutti.

Ma è letteratura universale anche perché non rimane confinata nell'epoca in cui è stata prodotta. Essa è portatrice di piacere squisitamente narrativo, perciò senza tempo. Chi poi può e vuole leggere tra le righe lo faccia. Chi vuole invece leggere semplicemente una bella storia può farlo, esattamente come se leggesse un qualunque altro libro.

Questa volta il grande autore russo ci ha messo un pò a conquistarmi. Di oltre settecento pagine fitte, le prime trecentocinquanta sembrano un'eterna attesa, uno spietato senso di angoscia per qualcosa che deve accadere. La cosa interessante è che poi effettivamente succede di tutto. 

I demoni viene pubblicato tra il 1871 e il 1873. Posteriore a tutti gli altri ben noti capolavori di Dostoevskij, eccetto I fratelli Karamazov, è stato per me una piacevole scoperta. In esso vengono ripresi tutti i grandi temi cari allo scrittore russo (il libero arbitrio, l'esistenza di Dio, le ragioni del male, il nichilismo, il senso di colpa), ma in una compagine narrativa decisamente più movimentata di altre volte (almeno da un certo punto in poi diventa assolutamente mozzafiato). Una foresta di personaggi, ciascuno portatore, come sempre, di una visione della vita e di una morale, contribuisce a rendere un paesaggio variegato, saporito, pieno di colpi di scena e di rivelazioni. Al solito la linea tra bene e male, tra redenzione e perdizione, tra giusto e sbagliato, viene sottilizzata, quasi annullata, ma sempre filtrata da una precisa visione sull'assoluta dignità della persona e della vita umana, come tratto decisivo del creato, con tutte le sue ombre, le sue bassezze, le sue contraddizioni.

Chi sono i demoni? I demoni di Dostoevskij sono anzitutto i demoni interiori. Il peccato più grave di tutti è imbruttire la propria natura umana consapevolmente, facendo del male a sé e agli altri. E poi ci sono i demoni reali, il pretesto narrativo per scatenare gli avvenimenti. In questo romanzo Dostoevskij vuole prendere le distanze, non senza ironia, da tutti quei filoni filorivoluzionari e nichilisti che attanagliavano la cultura borghese del tempo, dando uno spaccato dell'evolversi di una piccola cellula terroristica in una piccola cittadina di provincia. Filoni che prendevano tutti le mosse da un annullamento della morale, dove per morale non si intende quella predicata nei salotti, ma quella pura, pulita, essenzialmente cristiana, che pone al centro l'uomo e la sua salvezza, in questa vita e nell'altra. Lo scopo di questi rivoluzionari quasi maldestri è minare il tessuto della società per poterne sconfessare i principi e le sicurezze. In alcuni casi si è mossi da un autentico spirito di compassione per le classi più povere ed emarginate, in altri da una cieca volontà di potenza quasi senza scopo, in altri ancora da una noia mortale che porta all'indifferenza per il mondo.

Non volendo e non potendo svelare troppo, lasciatemi solo tratteggiare per sommi capi i personaggi principali, nella speranza di invogliarvi a leggere questo libro. Stepan Trofimovic è la caricatura, il russo accademico, che intervalla nei suoi discorsi frasi in francese, che si fa portatore (ad un livello esclusivamente intellettuale) dei valori rivoluzionari. Quando si tratta di agire questo personaggio cade preda di deliri, febbri, nevrosi. Intimamente non abbandona mai la visione conservatrice della sua classe.  In me questo personaggio ha scatenato una tenerezza senza fine. Il figlio, invece, Piotr Stepanovic, è un personaggio privo di scrupoli, che architetta tutte i disastri ai danni della "ridente" cittadina. Portatore di una visione folle e priva di morale, è convinto che l'umanità debba dividersi in due: gli intelligenti e le capre su cui i primi possano cavalcare. La vita umana (rigorosamente degli altri) può essere sacrificata per un'idea. Impossibile elencare qui tutti i demoni. Particolare menzione meritano però Kirillov, Sciatov e Lebdiakin. Il primo è certo che Dio non esista e si balocca per tutto il libro di suicidarsi per questo. Il secondo è un ex-demone alla ricerca di una fede rinnovata che ha compreso che la rivoluzione non può essere fatta da uomini della risma di Piotr Stepanovic, e per questo dissente con i maneggi della piccola organizzazione. Lebdiakin invece è un demone come ce ne sono tanti nei libri di Dostoevskij: bevitore, attaccato al denaro, ciarliero, imbarazzante. Uno dei tanti "del sottosuolo".

Tre figure femminili. Varvara Petrovna è la "compagna di vita" di Stepan Trofimovic, donna pratica e saldamente ancorata ai valori del passato, ma con intelligenza. Julia Michailovna è invece la moglie del governatore locale, che collabora senza saperlo allo svilupparsi della catastrofe, solo perché è "di moda" avere idee progressiste. Sopra tutte Lizaveta Nikolaievna, tipica figura femminile passionale dostoevskiana, di una negatività agghiacciante, tutta intenta ad autodistruggersi consapevolmente, incapace di resistere all'attrazione esercitata su di lei dal figlio della Petrovna, Nikolai Stavroghin.

La vera invenzione di questo libro, forse una delle personalità meglio riuscite allo scrittore russo, è proprio il personaggio di Nikolai Stavroghin. Egli è il punto comune tra tutti i personaggi, motore ideale della vicenda e demone per eccellenza. Sadico, incomprensibile, bestiale, sembra privo di una motivazione nell'esercizio del male. Si dimostra relativamente estraneo agli intrighi del piccolo gruppo di rivoluzionari, ma è visto da tutti come l'ispiratore, l'anima, il midollo dell'organizzazione. Le ultime pagine del romanzo sono fitte delle parole assolutamente scioccanti di Stavroghin.

Dostoevskij è un grande perché se ne frega di costruire personaggini costruiti, appartenenti  al bene o al male, secondo l'abitudine di certi scrittori mediocri del suo tempo. Dostoevskij racconta di personaggi reali, pieni di contraddizioni, difficili da interpretare, difficili da giudicare, che semplicemente, tra le pagine che stiamo leggendo, vivono.




lunedì 10 giugno 2013

CARNAGE

Bellissimo questo film del 2011, Carnage, diretto da Roman Polanski. Tratto da una piece di successo del 2007 di Yasmina Resa, Le Dieu du Carnage, scrittrice francese. Il plot è trasportato nella New York americana, senza perdere la sua forza espressiva.

Io adoro questi film di impostazione teatrale (ricordo in particolare Delitto perfetto di Hitchcock). Ambientato per tutta la sua ora e venti in una stanza, scorre veloce e divertente. Gli espedienti per mantenere l'unità di luogo sono tutti squisitamente teatrali e, in parte, la resa cinematografica e il realismo ne risentono. Ma il tutto è talmente godibile che diventano parte del gioco.

La trama è semplice. Due coppie di coniugi si ritrovano nella casa di una delle due per discutere posatamente del fatto che il figlio dodicenne degli ospiti ha colpito con un bastone il figlio dei padroni di casa per futili motivi. I tentativi di mantenere la calma sulla faccenda piano piano si sfilacciano, rivelando ansie, geometrie dei rispettivi rapporti, nevrosi e cinismo. Da un certo punto in poi si dimentica completamente la ragione per cui si discute, svelando il fatto che tutti e quattro hanno preso l'episodio dei figli come un pretesto per scatenare gli istinti meno nobili e meno buonisti della loro natura. Quando sopraggiunge l'alcol la situazione degenera.

Interessante il fatto che le contrapposizioni non sono statiche, ma cambiano di volta in volta, in un carnevale via via sempre più grottesco che vede essenzialmente tutti contro tutti.

Oramai siamo abituati a colpi di scena scioccanti, cinematografici, plateali ad effetti speciali, che nulla hanno a che fare con le saporitissime discussioni su fatti insignificanti, che celano ben altro, proprie degli allestimenti teatrali. In questo si perde tutta la parte dell'interazione con lo spazio e la centralità dell'attore. Tutte cose assolutamente banali, prive di interesse nei film drammatici di grande respiro, acquistano un significato particolare: dei fiori, un criceto, un libro e così via, perché su un palco vero non ho gli effetti speciali. Si rende insomma agli oggetti presenti la loro plasticità, non sono un semplice ornamento da sfondo.

In film come questi (quattro personaggi) tantissimo deve valere la performance degli attori. Tutto questo crollerebbe di fronte ad una interpretazione difettosa. In un certo senso questi sono esercizi di stile e di classe per quelli davvero bravi, al di là del fatto che si ha a che fare con delle riprese.

La coppia dei padroni di casa è interpretata da John C. Reilly (lo ricordavo solo per essere stato il marito di Julianne Moore in The Hours) e Jodie Foster (vista in milioni di film, Oscar per un film in sé decisamente scadente come Il silenzio degli innocenti). Il primo ha la parte a mio avviso più facile delle quattro, quella del bontempone un pò insipido, specchio di un'ignoranza non priva di sadismo. La seconda è la tipica radical chic impegnata politicamente, appassionata di arte, scrittrice di un saggio sull'Africa martoriata dalla guerra, colei che sa come allevare i figli. Al secondo posto nella mia classifica e, in un certo qual modo, il personaggio più coerente di tutti. Abbiamo al terzo posto Christoph Waltz (il bravissimo e cattivissimo generale nazista di Bastardi senza gloria), per il quale recitare la parte dello stronzo cinico deve essere stata una passeggiata. Il suo personaggio è il più banale di tutti, ma ha la caratteristica di passare moltissimo tempo al cellulare, dovendo rendere efficaci il cambio di espressioni di atteggiamento in situazioni differenti.

Seppur la sceneggiatura lasci ampio spazio a tutti per esprimersi, complice la fortuna di aver ottenuto il personaggio più bello dei quattro, Kate Winslet si dimostra ancora una volta come una delle mie attrici preferite e una spanna sopra agli altri tre. Ci siamo da tempo oramai lasciati alle spalle la Rose di Titanic.   Io l'ho amata in Revolutionary Road e in The Reader. Il suo è il personaggio che più di tutti deve cambiare la sua mimica facciale, perché in principio è il più posato e alla fine avrà visitato gli abissi più sconvenienti.

Alla fine del film ho pensato a quante volte la morale sociale comune ci tiene lontani dal dire ciò che ci passa per la testa, ci preserva dal compiere gesti inconsulti, ci invita a risolvere le controversie con la diplomazia. Ho poi anche pensato a quando invece lo sfogo è stato possibile e a quanto bene possa fare urlare e distruggere oggetti. Il blocco ci deriva dal fatto che questi sono atteggiamenti che ci imbruttiscono o semplicemente dal fatto che se tutti dessimo in escandescenze non sarebbe possibile vivere tutti insieme?

domenica 19 maggio 2013

Brava Milena!

Carissimi
monumentale Milena Gabanelli questa sera. Non ha perso la sua consueta capacità di giornalista attenta all'unica cosa che conta nella determinazione della verità: i fatti. Ognuno li interpreti secondo coscienza e capacità.

Il punto di gran parte della puntata di stasera era il finanziamento pubblico e privato ai partiti. Il giochino è facile da capire, perché dopotutto siamo italiani anche noi: io privato ti finanzio aspettandomi qualcosa da te, garanzie, promesse, influenzando magari il tuo operato politico. Inoltre una mole enorme di denaro pubblico fluisce nelle casse dei partiti e sparisce chissà dove. Ben congegnato anche il meccanismo delle fondazioni private: non devono rendere conto a nessuno dei loro movimenti finanziari. Ci sono anche casi di finanziamenti bipartisan da parte dello stesso soggetto, giusto per non sbagliare. Il fulcro che mi ha preso bene della puntata era il seguente: non si fa politica con l'aria, ma almeno dimmi da dove vengono i soldi e dove vanno. Nel caso in cui provengano da qualcuno che non ritengo affidabile io non ti voto. Quindi, badate bene, il punto non è "facciamo politica con l'aria", il punto è la trasparenza maggiore possibile, perché altrimenti la faccenda diventa un rompicapo non banale. Non parliamo poi degli esagerati patrimoni immobiliari di alcuni partiti, specie di sinistra, che rimangono chissà dove per poi affondare chissà dove quando il partito si scioglie o cambia nome. I prefetti di Milano cercano di fare controlli regolari su questa storia delle fondazioni, ma in caso di anomalie non hanno strumenti per agire: chi punire? chi occulta cosa? da dove vengono questi soldi? Boh.

Dopo una serie di imbarazzanti rivelazioni per me, sciocco elettore PD che non si informa, sui patrimoni immobiliari, anche e soprattutto emiliani, degli ex DS, ancora vivi come entità economica ma scomparsi dalla scena politica, i quali erano la garanzia data alle banche per coprire il debito dell'Unità che probabilmente sarà coperto (ingiustamente) dallo Stato, si è finalmente passati a parlare del mito, i finanziamenti del M5S. Temevo, a torto, che Milena sarebbe scaduta nella vanità di strizzare l'occhio a coloro che la volevano al Quirinale. Così non è stato.

Il blog di Casaleggio è una macchina sfornasoldi spaventosa. Questo, per me, ci sta di brutto. Insomma tu sei un imprenditore. Come Berlusconi. E' naturale che tu agisca per incrementare il tuo patrimonio, su questo non si discute. Contesto l'aura da libro "Cuore" del "Grazie a voi non spendiamo un centesimo! Si può fare politica senza soldi! Ci date anche da mangiare!", una caramellina per le menti del popolino, ingravidate a dovere da tutte queste cazzate, con tanto di nazifilm-propaganda intitolato "Tsunami Tour", in cui si vedono cieli al tramonto dopo una giornata di impegno politico e questo camper del MoVimento nella neve, incurante del pericolo (con carburante pagato dalla gente comune, per fortuna). Tant'è che alla domanda fatale sugli introiti del blog, il messia sognatore di Gaia non risponde e un certo senatore 5S inizia a sbraitare contro la giornalista: "So chi la manda! So la ragione per cui state facendo questo servizio! Generare ILLAZIONI!" "Ma io ho fatto una domanda..." "ILLAZIONI! Me ne vado!".

Gadgets, pubblicità, gasolio, manifesti, palchi, musica, organizzazione, carta, penne io non so quante cose ci siano dietro ad una campagna elettorale. Io so che con i soli euro della gente non si può fisicamente fare tutto. Grazie a Milena che ha messo l'accento su questo punto: trasparenza. Io elettore me ne dovrei fregare dei tuoi scontrini della diaria. Ma che cazzo me ne frega? Si tratta di capire da dove vengono i soldi per tutto il resto. Perché i soldi ci sono. Io non ne contesto la presenza, come in molte altre occasioni su questo blog. Non contesto nemmeno lo scopo centrale di tutta la baracchina, vale a dire, come sempre, il denaro (sperando peraltro che non si tratti di un altro caso di megalomania, ne abbiamo le palle piene di megalomani). Ne contesto l'occultamento, in nome di una copertina patinata che nasconde pagine piene di sgommate.

Lo so anche io che prenderesti meno voti se mi dicessi proprio tutto. Un mito si fonda proprio sul vago, sul cenno, sull'uso delle formule magiche. Pubblicate dati meno vaghi, fatemi assistere in streaming alle vostre riunioni private! Dagli altri non le pretendo, perché continuano a raccattare i voti alla vecchia maniera, cioè con le ideologie di destra e sinistra (oggi stesso Grillo ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte; peccato che non un solo giornalista di questo paese lo abbia capito e si siano tutti attaccati all'accenno al papa). Dal M5S invece sì, lo pretendo, perché è la sua bandiera, la trasparenza. E' ironico come il metro di critica che si applica a tutti i partiti non venga applicato MAI al MoVimento 5 Stelle.

Sono tre mesi che abbiamo votato e io mi sento ancora in campagna elettorale.

Anche la Gabanelli è pagata dai partiti perché ha posto qualche dubbio sulla storia del Nuovo Partito? Ma fino a ieri era la vostra paladina del diritto all'informazione! Attendo con curiosità commenti. Al solito sarete stati fraintesi, i dati saranno stati manipolati e al solito qualcuno ce la sta avendo con voi perché siete "i nuovi partigiani".

Vi prego di notare che ho imparato anche io come si scrive un post di propaganda. Un pò di corsivi a caso, qualche bold... Facciamo progressi...

giovedì 9 maggio 2013

Sondaggi casual

Consentitemi un richiamo ad un post di quasi un anno fa. Alla fine le cose sono andate un pò diversamente... Qui non mi scaglio a caso contro tutto e contro tutti coloro che non la pensano come me.

Insomma ragazzi la mia solfa l'è sempre cal lì! Vi invito a rileggere il mio commento di allora. Ormai ho la quasi certezza di avervelo fatto capire.

venerdì 3 maggio 2013

Nella speranza di andare in televisione

Carissimi
da ieri fare affermazioni solosimpatizzantiperchéiononrappresentonessunovelogiuro da bar porta in televisione. Mi faranno parlare come fossi un uomo dotato di senno. Boh, ma io ci provo.

STO SCHERZANDO. Tutto ciò che sto per scrivere è sottomesso alle precedenti due parole scritte in maiuscolo.

Non capisco perché coloro che hanno fatto della rete il loro regno di indottrinamento di schiavi pseudopensanti non se ne stanno di tutti i rischi che la rete comporta. C'è qualcuno che è abbastanza bravo da penetrare negli archivi segreti delle mail di alcuni grillini? Ma perché SORPRENDERSI?! Perché INDIGNARSI? Tutto giustificabile!!! Voglio dire... Se sono un servo della casta che magari ha pure partecipato al Bildeberg ho tutto il diritto di sentirmi minacciato da questi rivoluzionari che vogliono venire ad aprirmi come una scatoletta di tonno. Con ogni mezzo ho il diritto di spezzare questo grissino che minaccia di tagliarmi! Sono tenero GIURO! E a me i grissini fanno paura.

Dov'é la tanto acclamata trasparenza? Il mondo è pieno di gente che cospira, che si fotte l'una con l'altra da vent'anni nelle alcove di palazzo durante la notte, che complotta chissà cosa. Me lo avete insegnato voi!!! Io ho il sacrosanto diritto di chiedermi se voi non state facendo lo stesso. Anche se indagare in certe alcove notturne potrebbe diventare quantomeno disturbante. D'altronde nelle mie c'era tanto di quello sporco, tanta di quella incrostazione sedimentata che nemmeno il Cif mi avrebbe dato una mano. Sapete che vi dico? E' vero. C'è stato qualcosa là dentro. Rapporti completi. Consensuali. Spesso. Devo rivelarvi che non sempre essi si sono rivelati soddisfacenti. Capite bene che doveva essere tutto estremamente fugace... 

Ma lo sapete che siete proprio bravi a recitare la parte dei perseguitati? Quelli che nessuno ascolta, quelli che non vengono nominati, riconosciuti, rispettati? Nei vostri lupanari telematici non si può entrare? Cospirano solo coloro che decidete voi?

Scusatemi ho perso il controllo. E' illegale e anticostituzionale leggere la posta della gente, di chiunque si tratti, qualunque cosa stia cospirando. Ma se scrivevo che è illegale leggere la posta della gente in televisione di certo non mi ci facevano andare...

giovedì 2 maggio 2013

Contro l'abolizione dell'IMU

Esticazzi?

Insomma signori miei capiamoci un pò. Un pò di teoria facile facile. In uno stato democratico le tasse vanno pagate. Troppi film ambientati in stati medioevali hanno fatto percepire alla gente il significato della parola "tassa" come una cosa iniqua, una cosa sbagliata, una cosa dittatoriale. In Italia la moda è non pagarle. Per questo viene percepito come ladrocinio tutto ciò che non può essere furbescamente aggirato, come l'IMU.

Chi ha deve pagare, chi non ha non deve pagare. Semplice no? Se hai dieci case è giusto che paghi più di colui che ne ha una o che non ne ha nessuna. Corretto? Suppongo di sì, visto che probabilmente se hai dieci case la tassa che ti sto chiedendo è irrisoria rispetto ai tuoi guadagni.

Qui si sta parlando di IMU come se la gente dovesse rinunciare a fare la spesa per poterla pagare. Se ne parla come del vero rilancio dell'economia, perché con tutti quei soldi la gente vivrà meglio e di più. Scherziamo? Chiunque di voi paghi l'IMU sa che non stiamo parlando di una tassa esagerata. Al solito in questi casi si presenta il solito drammone da libro "Cuore": e supponiamo che io, con duro lavoro, sia andato avanti a pane ed acqua, povero me, per pagare il mutuo sulla casa e ora ci devo ancora pagare sopra?! Non ci sto! Rivoluzione! Vaffanculo! Governo ladro di mangioni di merda!

Colui che non vuole pagare l'IMU e le tasse in generale si sente legittimato dalla malversazione e dalla corruzione della politica: "Pensa un pò a loro! Ma cosa sto facendo di male io? Sto solo evadendo un pò! Mamma mia, ma quante palle... Un occhio non si può chiudere?" Una scusa bella e buona. Indipendentemente da questo questa gente l'IMU non lo vorrebbe pagare comunque. Perché per male che il denaro venga speso, il principio del pagamento delle tasse è giusto. Il lavoratore dipendente vede il 52% della propria busta lorda trattenuta. Non può farci niente e non si lamenta. Magari si rende conto che la pressione fiscale è un pò troppo altina, ma tanto le cose stanno in quel modo. Amen. Vuole solo che il suo lavoro non gli venga tolto. Colui che ha una stracazzo di casa, ottenuta in chissà quale modo, non vuole pagare l'IMU??? Ah no. Sono io che non ci sto.

Va poi anche detto che colui che non vorrebbe pagare l'IMU si lamenta poi del fatto che la strada comunale sotto casa è piena di buche. Ora MI INCAZZO. Ma perché all'italiano gliene viene sempre? La RESPONSABILITA' sta sempre altrove? No. Tu hai la casa e l'IMU la paghi. Se hai solo la prima casa potrei anche pensare una forma di morbidezza. Ma se ne hai anche solo due no. Tu l'IMU la devi pagare.

Quindi per me c'è una questione di principio opposta. Perché coloro che pagano l'IMU ne stanno facendo una questione di principio. Io difendo la necessità che le tasse ci siano. E' l'ultimo modo che mi è rimasto a me Stato per tirar su qualcosa in vista di oltre 180 MILIARDI ANNUI EVASI NEL NOSTRO PAESE. E poi capiamoci. Se anche tolgo l'IMU per far contento il popolino i soldi li prendo da qualche altra parte, ne puoi star certo. Per poi sentirmi dire che non dovrei aumentare le tasse altrove. Cazzo ma mi ci porti! Tu popolo mi evadi. Non mi paghi l'IMU. E te ne viene ancora? Ma fottiti.

Quindi secondo voi in questo paese il problema più grave è la presenza dell'IMU? MA ANDIAMO!

Se paghi migliaia di euro di IMU all'anno tu gli immobili CE LI HAI. Non vedo perché non dovresti pagarla, visto che li sto vistosamente togliendo a chi può permettersi di perderne qualcuno per il bene comune.

Anzi no avete ragione voi. Togliamo l'IMU. A tutti. Perché é iniquo che la gente paghi su un suo possesso immobile. Poi chiudiamo le scuole. Perché tanto di professorini servi delle banche ne abbiamo anche troppi. Poi andiamo in un magico mondo dove mancano le cose (perché il mondo è proprio stronzo) e la colpa è comunque mia, come Stato. Non tua, povero cittadino onesto costretto a pagare le tasse che per fortuna si è ribellato e non me le ha pagate.

Tutta questa gente che gira con le maschere di V per Vendetta mi sta sul cazzo. I magici mondi idealisti crollano sotto il peso della realtà ragazzi: siete un branco di sfigati che non ha idea di che cosa sia una vera rivoluzione. Nemmeno io. Ma io almeno so che Heidi era una fattona che si faceva le canne. Vi ha mai salutato una capretta??? Quando ne vedete una fatemi un fischio.

La mia è una forma di materialismo. Il mondo capitalisco occidentale funziona così. Probabilmente funziona anche male, ma ho smesso di scrivere post impegnati filosoficamente.

Concludo e ribadisco il concetto. In Italia colui che non paga le tasse si permette di non pagarle e di sentirsi nel giusto per l'uso sbagliato che ritiene se ne faccia. In una democrazia pagare le tasse è giusto. Non le vorrebbe pagare comunque, state sereni.






venerdì 26 aprile 2013

Non PD non significa automaticamente M5S

In questo post vorrei dimostrare che, nonostante la legittima delusione provata dagli elettori del PD, me compreso, l'accaduto NON comporta immediatamente né che Grillo aveva ragione né che la volta prossima sarà necessario votare il M5S.

"La Resistenza siamo noi", "SOLO NOI possiamo discutere sul merito di X", "La democrazia parlamentare rappresentativa sarà tra qualche anno per noi ciò che oggi è la monarchia assoluta".

Il primo fatto che critico è la capacità di trascinare le masse. In un'intervista un romano della piazza urlava che l'elezione di Napolitano è antidemocratica perché il popolo voleva Rodotà. Al romano avrei risposto che, fino a prova contraria, il presidente della Repubblica l'ha sempre deciso qualcun'altro e che a lui probabilmente prima non gliene fotteva un cazzo. In secondo luogo gli avrei detto che la piazza, intesa come "uomo-massa", non come composta cioè da singole persone che vanno rispettate ed ascoltate, non ha quasi mai ragione e che è quasi sempre mossa da qualcun'altro. Con ogni probabilità mi avrebbe chiesto urlando chi mi pagava. Certo, perché non esiste alcuna possibilità se sono contro di loro: o sono disinformato o sono pagato o devo tacere perché ho sempre votato PD. Quindi contesto la capacità di trascinare le masse, dicevo, di sfruttare l'ingenuità del popolino, addestrarla a credere che ci sia in atto un qualche sopruso, esattamente come faceva B., a modo suo, qualche tempo fa. Anzi B. era MAESTRO nel generare o fomentare odi contro qualunque cosa: i pm, l'IMU, i comunisti, la sinistra, i rumeni, checazzosoio. La stessa tattica, che ha dimostrato essere vincente dal punto di vista elettorale, viene sfruttata ora, contro i partiti. Tutti. Tranne il loro.

D'altronde i grillini hanno scoperto l'acqua calda. Ho già avuto modo di osservare che l'italiano a priori un nemico ce l'ha sempre avuto: lo Stato. Lo Stato parassita, che non aiuta, lontano dai bisogni, che chiede addirittura di pagare le tasse; lo Stato che mangia, che manipola, che corrompe, che funziona male. Non tutto questo malessere è ingiustificato. Ma non per questo posso approvare un estremismo senza confini e senza soluzione. Perché i grillini forse ancora non sanno che se soddisfi l'italiano su qualcosa, probabilmente inizierà a lamentarsi per un'altra. L'italiano fa di un'indignazione generalizzata, un pò poco focalizzata, il suo modo di essere. Focalizzarla contro i partiti, secondo me, è pericoloso. Mi consento a questo punto però di spezzare una lancia a favore dei grillini stessi: avessimo avuto partiti seri, senza le contrapposizioni generate da B., senza tutte le malversazioni di tanti anni, i grillini non avrebbero avuto da criticare alcunché. Leggete bene. Lancia a favore dei grillini, NON di coloro che li hanno votati. Perché questi secondi sono gli stessi che hanno votato per lungo tempo gli stessi partiti che ora con tanto odio criticano. Soprattutto ex leghisti e delusi della sinistra, che vedono nella rivoluzione grillina una rivoluzione rossa. Inutili i primi e sciocchi i secondi. E poi c'è gente a cui dopotutto non gliene fotte un cazzo. Questi terzi sono il male della democrazia ma non possiamo mica farli fuori.

Un altro tratto che secondo la mia modesta opinione dovrebbe destare preoccupazione é il fatto che si è creato un conflitto generazionale, come se "giovane" volesse sempre dire "migliore". Con lo spauracchio di Internet, 1 ragazzo tra i 18 e i 25 su due ha votato M5S. Allevare i giovani nell'assenza di un'idea politica (sì, perché destra e sinistra sono morte, Uno vale Uno e via dicendo), ma solo alla voglia di rivalsa, vorrà dire avere futuri quarantenni molto più pericolosi degli attuali. "Ma che cazzo sono queste puttanate dei partigiani" leggevo quando ancora mi sottoponevo alla tortura quotidiana di Facebook. Una gioventù che si ritiene priva di passato politico e storico, detenente da sola la Verità suprema, che fa di un vanto poter sputare su ogni cosa che ritiene vecchiume, non dà un senso di profanazione? Si lavora insomma a donare gratis ai giovani la consapevolezza politica di un criceto. Un mio giovane cugino diciottenne era indeciso se votare SEL o M5S. Ne ha parlato con un coetaneo grillino. Si è sentito rispondere con un "Ma tu non sei mica frocio!" e con una lunga sequela di misfatti partitici che avrebbero fatto arrossire il marchese de Sade. Credo che abbia votato M5S.

Non è poi così difficile convincere i ragazzini e a montare le piazze. Sono turbato dall'oggettiva incapacità che avranno di soddisfarle.

Concludo. Sono andati bene vent'anni di B. alla gente. Temo che, con il fatto che il M5S ha "rinnovato la politica", "ha cambiato le cose", "li ha mandati tutti a casa" si sentirà legittimato a fare qualunque cosa forte del consenso popolare, che perseguirà la sua scelta fino al prossimo salvatore della patria. La rivolta contro i partiti, priva di colore politico, per il semplice fatto che essa non è diretta da nessuna parte, esiste e basta, è la base di tutti gli stravolgimenti antidemocratici. Sarà tutto consentito perché "Loro avevano ragione".

Siate al mio fianco nel poter dire che non li avete mai votati, non macchiate più di quanto non la abbiate già macchiata votando PD la vostra storia politica con una pagina di cui vi vergognerete!

sabato 20 aprile 2013

BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOM!!!

In questi giorni ho visto il PD spazzarsi via da solo. Verrà il tempo delle mie analisi accorate, ora sono troppo depresso.

Un appello a coloro che aprono le scatolette di tonno: bravi, non mi ero sbagliato a non sottovalutarvi. Avete usato il giochino delle finte aperture verso altri ben sapendo che gli altri non possono o non vogliono aprirsi per poter poi recriminare. Un pò come voleva fare il PD con voi, salvo poi mancare di intelligenza politica e non chiudere la partita. Noto con piacere che avete imparato presto e bene come si fa la vera politica. Il mio appello è il seguente: adottate lo stesso metro e la stessa acredine verso il Caimano e la vostra guerra acquisterà un senso ai miei occhi. Se lo scopo era invece passare per una novità, prendere il posto di una vecchia nonsinistra e sedersi in un'opposizione sterile potevate anche stare a casa. Prendete il Parlamento per favore, fate un governo vostro, distruggete tutto, punite questo popolo infame che non merita altro che soffrire. Pensateci voi. E poi andate a rispondere della vostra incompetenza nelle piazze che avrete contribuito a riempire. Io non sono il popolo italiano. Io ho la memoria lunga. Il PD si prenda il 99% della responsabilità per la sua rovina. L'1% è vostro. Sottilmente vostro, in un modo che agli occhi del più non comparirà come compare ai miei, come avrò modo di argomentare. Lasciatemi quindi dire che il mio voto non lo avrete mai. Ma sono certo che ne potrete fare anche a meno.

Essere contro la sinistra è di moda qui, c'è poco da fare. Presso coloro che di sinistra non sono, presso coloro che di sinistra pensano di essere, presso coloro che SONO di sinistra. Perché a sinistra si è idealisti. Sciocchi luridi ingenui idealisti. E quindi c'è SEMPRE qualcosa che poteva essere fatto meglio, in modo diverso, in modo più "di sinistra". Mi avete rotto il cazzo. Tutti. 

La mia guerra antigrillina è una guerra iniziata MOLTO prima che esistesse il M5S. E' la guerra contro coloro che magari votavano come me ma che non PENSAVANO come me. Essi sono in gran parte confluiti nel M5S e perciò almeno ora me li ritrovo in uno schieramento diverso. Assorbiteli tutti questi qui. Preferisco avere un mio partito al 5% di gente convinta che gente al mio fianco contro Berlusconi scontenta del partito che ha votato. Sono dieci anni da quando voto che è così. Non ne posso davvero più. Io, fossi un dirigente PD, la smetterei di cercare di convincere (MALE) gente non convinta. Che governi chi le masse le sa davvero trascinare, con mitizzazioni da rivoluzione borghese o con il denaro, la corruzione ed il potere.

Basta, ora esco.

lunedì 18 marzo 2013

Coerenza

Io ho una memoria spaventosamente efficiente. Ci ho messo un pò ma ho ritrovato questo. Al di là del mio intervento e delle mie profezie notoriamente sbagliate, ciò che è interessante è la sezione dei commenti. Alla luce del mio post di allora e della mia linea degli ultimi giorni, qui si prova come io certe cose le pensi e le scriva da tempo, indipendentemente dagli ultimi accadimenti. I semi lontani erano qui. Novembre 2011.


Marco più violento di me (?!)

A coloro che pensano che alle volte io sia un pò troppo colorato nelle mie invettive. Leggete questo giustissimo sfogo di Marco Travaglio contro certo popolo del web. In molti casi la brutalità è usata a fini espressivi.

Marco per me è come avessi risposto ad un mio appello di tempo fa.

La gente su Internet non sempre è caratterizzata dal buonsenso. Non facciamole credere di avere sempre ragione.

Quella è la porta.

Se potessi, con un fermo immagine, mostrarvi il mio spirito in questo istante vedreste una copia di me, un pò sfumata, piegata in due, con un braccio intorno alla pancia per contenere il dolore per il ridere, e l'altro teso al massimo in avanti, con un indice volto ad additare gli elettori del M5S.

Indico coloro che credevano sul serio che entrare in Parlamento fosse una passeggiata, che le sue regole potessero essere piegate con una serie di referendum su Internet. Indico anche coloro che pensavano di aver fatto una scelta di protesta, magari pensando che il PD avrebbe vinto in carrozza. Ora si ritrovano tra quegli otto milioni che secondo Grillo pretendevano che gli eletti del MoVimento fossero una espressione della volontà di un singolo, le cui decisioni non possono essere messe in discussione, pena l'espulsione o la gogna da parte del popolo degli eletti del web. Si ritrovano ad essere visti come coloro per cui tra Grasso e Schifani dopotutto non c'è differenza (anche Grasso, ci scommetto, per loro ha un passato torbido; solo loro sono puliti e profumati come un neonato). Pare inoltre che alcuni commenti critici verso il MoVimento sul suo blog siano sistematicamente cancellati (non guardate la televisione che VI MANIPOLA...)

Io ho sbagliato a prendermela tanto, tempo fa. La struttura monolitica intrinseca del M5S è inadatta alla concretezza e alla realtà. Quando cozza con essa si sfalda, mostrando il suo volto essenzialmente alieno dal mondo delle istituzioni. Un consiglio ai grillini convinti: imbracciate le armi e fate una rivoluzione come si deve se ne avete le palle, ma non venite a sporcarvi con il mondo di noi della "casta", perché esso esprime il risultato di un percorso lungo secoli. La democrazia parlamentare rappresentativa funziona così: forze politiche che dialogano alla ricerca di soluzioni condivise da una maggioranza. Se non vi va bene quella è la porta. Se continuerete a credere che solo perché avete avuto un risultato superiore alle vostre stesse aspettative il Parlamento è vostro, quella è la porta. Se pensate che il mondo dei partiti è una merda non mi capacito del perché avete voluto mescolarvi a loro, quella è la porta. Se cederete alle lusinghe del potere, la porta non ve la indicherò io, ma i vostri elettori. Se invece non prenderete accordi (come ogni forza politica entrata in Parlamento prima della vostra) coloro che pensavano che aveste come priorità il vostro programma invece che queste piroette da circo, volte a mascherare la vostra incompetenza, vi mostreranno la porta loro.

Insomma ragazzi. Quelli circondati, alla fine, siete voi. Avevate fatto una cosa straordinaria. Avevate portato i giovani in Parlamento, ridato speranza a quel falso milione di San Giovanni, potevamo sconfiggere insieme il Caimano e poi ritrovarci eventualmente avversari la volta successiva, senza assenza di coerenza. Ora siete prigionieri del non poter non scontentare qualcuno. Ecco quello che accade a tirar su rusco e brusco. Ecco che cosa accade a non avere un'idea precisa, un minimo orientata politicamente.

Stima massima a coloro che hanno disertato le direttive dall'alto, indipendentemente da colui che hanno votato. Grillo non ha nemmeno potuto urlare alla compravendita di voti. In quel caso anche i suoi eletti avrebbero perso quella patina di puritanesimo che si sono costruiti.

Se potessi, con un fermo immagine, mostrarvi il mio spirito in questo istante vedreste una copia di me, un pò sfumata, sdraiata a terra ormai, in preda a convulsioni dal ridere. Rotolo.

mercoledì 6 marzo 2013

Terrore Telematico 2

"è una settimana che chiunque diffonda sui social qualcosa di anche solo vagamente critico gli arriva l'olio di ricino per direttissima"

Queste sono le parole di una ragazza che ha postato qualcosa di critico nei confronti del M5S su un noto social network. Devo considerarmi fortunato se qui non arriva nessuno a leggermi. Nei siti, nei blog, nelle piattaforme per il popolino c'è una autentica inibizione. E lo scrivo per coloro che magari, come alcuni di voi, sul social network non ci sono. Perché uno bene o male cosa fa, scrive una cagata sul social network poi vive la sua vita. Questi no. Questi vivono lì e ti aspettano al varco. Magari ne hai lette di cose su cui non sei d'accordo, ma hai preferito passarci sopra, andare oltre. Loro no. Ti attaccano subito. In una maniera eccessivamente standardizzata, quasi facessero copia e incolla dal blog di Grillo.

Non me ne sto di non dare loro l'importanza. Sono otto milioni e mezzo di voti ragazzi. Non posso far finta che non esistano. Io sarà che mi sto fissando. Ma vedrete se delle mie tante paure in fatto di politica questa non era la più fondata.

Internet: veicolo di Verità Suprema?

Lo so ragazzi, lo so che ormai citare un articolo di Repubblica è fuori moda e poco da alternativi. Ci pensate voi per le cose alternative. Io rimango nelle mie grigie lande di un quotidiano al soldo del democristiano PD. Leggetelo con molta attenzione. Ci vuole un pò di pazienza, il contenuto è ottimo secondo me.

Internet. Come se non potessero esistere forme sottili di manipolazione tramite di esso. E' molto diversa dalla televisione, che ormai nessuno di noi praticamente guarda più. Ma attenzione a farlo passare come l'unico veicolo tramite cui si trasmette la Verità Suprema. Risparmiatevi la lettura dei commenti per il vostro bene.