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venerdì 21 febbraio 2014

Con rassegnazione, vediamo

Tra poche ore conosceremo la composizione del nuovo governo Renzi, dopo appena una settimana dalla sfiducia extraparlamentare a danno di Letta e dopo neanche un anno dalle elezioni in cui vinse di misura la coalizione guidata da un PD pesantemente diverso.
All'epoca Bersani si candidava a premier di un governo di centro sinistra dove la presenza di SeL dava un certo peso alla parola sinistra: un film che è durato fino al giorno successivo alle elezioni. Poi cento e uno parlamentari democratici hanno mandato un chiaro segnale di sfiducia a Bersani (con conseguente impallinamento di Marini e Prodi al Quirinale), il quale ha tirato i remi in barca. La palla è passata in mano ad un ottuagenario rieletto Napolitano, che ha affidato un incarico tecnico e a tempo al giovane ma ben navigato Letta. E dopo Monti, ecco arrivare un secondo governo tecnico, che in nove mesi è sopravvissuto a numerosi scandali e crisi: Alfano-Shalabayeva, Idem, Cancellieri, spaccatura Pdl.
E gli italiani? Sono rimasti a guardare, rassegnati, in attesa che i nuovi tecnici risollevassero la sorte della penisola, dopo il disincanto del governo Monti.
Oggi Renzi chiede a Napolitano di sciogliere la riserva per un governo non più tecnico e a tempo, ma politico e a pieno mandato: questa è la realtà. Chi si illude che il Ncd di Alfano possa essere diverso da un governo con Berlusconi ha la memoria corta, e poi basta il nome di un alfaniano su tutti per cambiare idea: Giovanardi Carlo.

Le abbiamo provate tutte, le Unioni, la vocazione maggioritaria, il partito liquido, i governi tecnici, di transizione, di cambiamento, le liste di intellettuali della società civile, vogliamo non provare anche la furbizia e l'ambizione del giovane politico fiorentino?? Io dico, vediamo, può essere che abbiamo sempre sbagliato noi, che le riforme si ottengono così, che dal marcio ristagnamento italiano si riesca a sollevarci così. Non mi convincerei della bontà delle scelte, ma almeno potrei dare atto del merito.

Vediamo.

venerdì 14 febbraio 2014

Italia stai serena

Io dico che non ci siamo, non ci siamo.

Settimane di stallo, di dichiarazioni pubbliche in politichese, di dico non dico ma poi ritratto per non aver mai detto quello che avete capito, manovre di palazzo, incredibili giravolte per finire con un bel .... Renzi che si inerpica sulla poltrona di palazzo Chigi!

1994-2014: Berlusconi, Dini, Prodi, D'Alema, Amato, Monti, Letta, Renzi: otto persone diverse diventano presidente del consiglio, solo due elette. E' la novità che avanza?

martedì 4 febbraio 2014

Posti nuovi e altri

Metti caso che nei vicoli di Genova ci sia qualcuno che ama il palcoscenico.
Metti caso che questo qualcuno vi abbia dedicato la vita intera, anima voce e corpo.
E metti caso che questa persona non abbia perso negli anni la passione per le arti sceniche. Insegnando alle nuove generazioni la tecnica e l'arte.

Il posto è una chiesetta sconsacrata e soppalcata in vico Tana, centro storico, uno spazio suggestivo dove riportare vita.
Lo chiamano Studio d'Arti Sceniche, al suo interno bambini, ragazzi e adulti trovano spazio e tempo per immergersi nella magia del teatro.

L'attore sa recitare ovunque, nelle stradine di paese come nei grandi palcoscenici delle metropoli, ma ha bisogno di un posto da dove partire e dove ritornare a posare la sua valigia...
Da dieci anni lo studio d'arti sceniche rappresenta tutto questo per un manipolo di attori e amanti del teatro a Genova.

Questa non è pubblicità per promuovere la nostra residenza artistica, è un tributo ad un luogo che presto non sarà più nelle disponibilità di noi attori e delle nostre valigie.
Percorreremo altre strade, calcheremo altri palcoscenici, ma al nostro rientro non avremo quel posto dove ricaricarci e preparare nuovi spettacoli.


Per salutare lo studio d'arti sceniche, appuntamento sabato sera, 8 febbraio 2014, alle ore 20:30 per lo spettacolo “Max at work – operazione trasloco”. 

mercoledì 9 ottobre 2013

La bellezza e i suoi limiti

[Chiedo venia per l'autopromozione ma qualche volta bisogna pure parlare di sé]

Per il Festival della Scienza 2013 ho curato uno spettacolo teatrale sulla matematica dal titolo "La bellezza e i suoi limiti".


Ma insomma: a tutto c'è un limite! … o forse non è proprio così? Probabilmente non tutti sanno che questa parola, in matematica, ha un significato preciso: il limite è uno strumento utile per indagare il comportamento di fenomeni d’interesse nell’infinitamente grande (l’infinito!) e nell’infinitamente piccolo (l’infinitesimo!). Sul concetto di limite si basa la teoria del Calcolo Infinitesimale, che nel corso di oltre venti secoli ha impegnato la mente di decine e decine di pensatori. Uno scapestrato fool shakespeariano coinvolge gli spettatori in un viaggio attraverso la storia del calcolo infinitesimale, dai pitagorici ai giorni nostri, tra verità matematiche, speculazioni filosofiche e aneddoti vari. Fino a scoprire che questi concetti, incubo di generazioni di studenti, appartengono alle nostre quotidianità e possiedono un fascino a cui è difficile resistere.


Gli spettacoli si svolgeranno dal 25 ottobre al 3 novembre coi seguenti orari:
venerdì e sabato 9:00, 10:30, 12:00, 21:00
domenica 18:00

Bisogna prenotare, con una e-mail o un sms o una telefonata a me, perché il numero dei posti è limitato!

Il luogo è sempre lo stesso che molti di voi già conoscono: 
lo "Studio d'arti sceniche" di vico Tana 16r, sede della "Pinguicola sulle Vigne", la nostra 
associazione culturale. 
Da via Balbi, prendete salita Santa Brigida e prima della porta sulla scalinata trovate sulla sinistra una piazzetta, che è proprio vico Tana!

Qui trovate il programma ufficiale del Festival!

giovedì 19 settembre 2013

Gramellini: "Non video più"


La prima volta che lo sentii gridare Forza Italia al riparo di una siepe di finti libri rilegati in pelle, ero preoccupato ma incuriosito. Ancora non sapevo che il set era stato montato in un cantiere: se la telecamera avesse allargato l’inquadratura, avremmo scoperto che la scrivania si affacciava su un cumulo profetico di macerie. Quell’uomo d’affari uscito da un telefilm degli Anni Ottanta rappresentava la novità, la sorpresa, per molti la speranza. Ma quando di lì a qualche mese lo rividi arringare il popolo da una videocassetta, lo stupore aveva già ceduto alla delusione. Il terzo filmato produsse sconforto, il quarto fastidio. Non ricordo quando il fastidio si sia trasformato in noia. Io e i suoi video siamo invecchiati insieme: a me cadevano i capelli che crescevano a lui, nella mia libreria i volumi cambiavano mentre nella sua erano sempre gli stessi, miracolosamente intonsi. Logore, invece, le parole: promesse e minacce, sempre più vaghe. Sempre meno riusciva a farmi sorridere e spaventare, alternando la maschera tragica con quella comica sullo sfondo di arredamenti barocchi e bandieroni pomposi.   Ora è tornato a Forza Italia, ma i suoi proclami mi rimbalzano addosso come palline di pongo scagliate da una fionda sfibrata. Vedo le rughe infittirsi, le labbra spezzarsi al pari della voce. Sento parole d’amore che sprizzano livore. Dovrebbe farmi paura e invece non mi fa neanche pena. Solo tanta tristezza: per lui, per me, per noi che da vent’anni scandiamo il tempo delle nostre vite con i videomessaggi di un tizio che ha sostituito la politica con l’epica dei fatti suoi. 
["Buongiorno" di M. Gramellini, 19 settembre 2013] 

domenica 15 settembre 2013

Dato il posto in cui ci troviamo

Un suggerimento per la serata di martedì.
Claudio Bagnasco, il mio maestro di scrittura creativa, ha scritto un nuovo libro, da cui prende il titolo questo post. Si tratta di una raccolta di racconti raccolti al carcere di Marassi. E martedì 17 settembre alle 17.45 lo presenterà al palazzo della Meridiana di Genova.

Concludo il breve post con il trailer del libro (non sapevo che esistessero!!!), a martedì!

martedì 10 settembre 2013

Ghigliolo terre libere!

Dopo qualche settimana di assenza dal VP (chiedo venia!), torno a parlare di mafie e antimafie raccontando di beni sequestrati e confiscati e del loro riutilizzo sociale.

A dispetto della sua immagine di tranquilla provincia sul mar Ligure, lo spezzino "vanta" un cospicuo numero di aziende, case e terreni confiscati alla criminalità organizzata: come si può leggere sul sito dell'agenzia nazionale che li gestisce (ANBSC), in tutta la Liguria i beni confiscati sono 58, di cui 22 in provincia di Spezia e 25 nel genovese, mentre sono solo sei nell'imperiese e cinque nel savonese.
Lo scopo dell'agenzia nazionale è quello di garantire una rapida riassegnazione del bene confiscato in via definitiva ad enti ed associazioni per un riutilizzo sociale dello stesso: in questo modo oltre all'aiuto concreto ad associazioni di volontariato il bene diventa simbolo di riscatto davanti a tutta la popolazione.

Questo è quello che la politica ha legiferato per contrastare le mafie. Poi c'è la società civile, il cosiddetto volontariato: Libera, l'associazione fondata da don Luigi Ciotti che da quindici anni si batte per mantenere alta l'attenzione sui fenomeni mafiosi, promuovendo una cultura di legalità e giustizia e raccontando le storie delle tante vittime delle mafie. Una delle principali caratteristiche di Libera è quella di essere associazione di associazioni, favorendo così il dialogo e la collaborazione fra le più diverse realtà associative del territorio in cui opera.

Il coordinamento provinciale spezzino di Libera si è fatto carico dell'urgenza di assegnare i beni confiscati della nostra zona ed ha avviato un serie di incontri mirati per individuare soggetti interessati. Così "Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII" e "Consorzio Cometa", due realtà che da anni si occupano di accoglienza e recupero nei confronti di persone con disagio sociale, hanno messo insieme le loro peculiarità ed avanzato una "manifestazione d'interesse" per una villa con piscina e annessi terreni per più di 2 ettari sulle colline sarzanesi.


Il progetto si chiama "Ghigliolo Terre Libere" e prevede la costruzione di una realtà che possa dare risposte concrete a forme conclamate di disagio, creando attività, percorsi di apprendimento, conoscenza e condivisione.
In particolare la proposta prevede l’inserimento di una famiglia delle comunità che si occupi dell'accoglienza e della coltivazione dei terreni intorno alla struttura.
A lungo termine, poi, potrebbe nascere una vera e propria cooperativa sociale che si occupi di commercializzare i prodotti sotto il marchio di LiberaTerra, che danni vende prodotti da terre confiscate alle mafie.
A margine, ma non meno importante, la villa dovrebbe diventare punto di accoglienza di pellegrini della via Francigena o di gruppi giovanili di passaggio, luogo di ritrovo per associazioni locali, in generale una struttura aperta al territorio in cui avviare progetti formativi con le scuole o altri enti.

La palla passa ora in mano all'agenzia nazionale, che dovrà esprimersi sull'assegnazione: inutile dire che mi auguro non ci siano intoppi e che si possa presto vedere messo in pratica il progetto Ghigliolo Terre Libere!

venerdì 2 agosto 2013

E' finita?

Io penso che la sentenza di ieri segni inevitabilmente la fine di un'epoca in cui tutta la politica italiana si misurava con la figura di Silvio Berlusconi: egli era presidente carismatico e leader indiscusso del principale partito di centrodestra e ora per forza di cose dovrà ridimensionare drasticamente il suo ruolo.


Come tanti facevano notare, non esiste un solo indizio che faccia dubitare dell'imparzialità dei giudici di cassazione che ieri hanno emesso la sentenza, nessuna vicinanza a Magistratura Democratica, nessuna tinta rossa di capelli, nessun calzino turchese, niente, semplici magistrati che hanno compiuto il loro dovere. Non hanno riscontrato irregolarità nei due gradi precedenti di giudizio, quindi nessuna persecuzioni a danno di B, e non si sono fatti intimorire dalle importanti conseguenze del loro pronunciamento. Ergo, i cittadini italiani trovano confermata una fondamentale verità costituzionale:
la legge è uguale per tutti.

Non festeggio per un condannato in più, mi rattristo per il fatto che quel condannato abbia governato per NOVE anni l'Italia.


Ma non è finita qui, se n'è parlato tante volte: l'eredità culturale di questo ventennio ci è entrata nel sangue, quasi nel Dna, e bisognerà lottare duramente per cancellarla. Lo si vede nell'atteggiamento sfrontato di certa politica, nel comportamento impunito di certi dirigenti pubblici, nel fanatismo verso la sua persona da parte di fan e sostenitori ma anche nell'odio e nella perversione di certi suoi avversari che hanno impostato la carriera sulla distruzione sistematica della sua persona.

L'Italia è stanca, lacerata, disillusa. Non c'è niente da festeggiare.

mercoledì 17 luglio 2013

Riparte il futuro #2

A febbraio avevo raccontato di un'iniziativa per elezioni politiche 2013 chiamata "Riparte il futuro".

Avendo a suo tempo sottoscritto l'appello mi arrivano periodicamente gli aggiornamenti via email sul destino di questa iniziativa, che aveva al primo punto la modifica della norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416ter), ovvero "l'estensione della perseguibilità dello scambio elettorale politico mafioso non solo alla dazione di denaro ma anche all’altra utilità (incarichi, appalti, informazioni)".


Nel frattempo si è costituito un intergruppo parlamentare che ha elaborato una proposta di legge in questo senso: ieri, 16 luglio, la Camera ha votato all'unanimità (503 favorevoli e 127 assenti) questa riforma. Mi piace riportare le parole di don Ciotti, da vent'anni impegnato nell'avventura di Libera contro le mafie e la corruzione:
«L’approvazione del nuovo 416ter sullo scambio elettorale politico-mafioso è, sotto tre diversi aspetti, un piccolo ma significativo passo avanti.L’aspetto tecnico: la norma finalmente estende la perseguibilità del reato, oltre che allo scambio di denaro, ad altre “utilità”.L’aspetto culturale: viene implicitamente riconosciuto che la corruzione è un problema di democrazia, di vuoto di diritti colmati con la sottocultura della raccomandazione, del favore, del privilegio, dell’abuso.L’aspetto sociale e politico: è il frutto di una collaborazione fra la società responsabile – gli oltre 270mila cittadini che hanno firmato la petizione della Campagna Riparte il Futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele per un più serio contrasto alla corruzione – e quella parte di politica seria che ne ha accolto e promosso l’appello.Si tratta ora di procedere su questa strada, perché i passi da fare sono ancora molti. Con una certezza: che quando si uniscono le forze – e ciascuno, nel suo ambito, fa la sua parte – si costruisce cambiamento. È sempre il ‘noi’ che vince».

Ora manca il passaggio del voto al Senato, per questo viene promossa una nuova raccolta firme per chiedere al presidente Grasso di mettere in calendario la votazione prima della fine estate, visto il clima politico di "leggera" instabilità. Se vi va, leggete e firmate!

giovedì 23 maggio 2013

... una goccia di splendore, di umanità, di verità...

Una volta incontrai sul treno un avvocato. 
Eravamo soli nel vagone e cominciò a parlare: "Premetto che io sono ateo".
"Lo premetto anch'io" risposi.
"Scusi?".
"Se lei è ateo, lo sono anch'io".
"Mi spieghi" si incuriosì.
"Come fa essere sicuro che Dio non esiste? E come faccio io a convincerla che esiste? San Tommaso ha dovuto percorrere cinque vie per capire. Lei ha la libertà di indagare, ma deve avere cautela nelle conclusioni. Lei ha speranza in un mondo nuovo?".
"Sì".
"Allora per me è un credente".
da "Così in terra, come in cielo",
don Andrea Gallo
prete degli ultimi

mercoledì 15 maggio 2013

La Cina secondo Lore...

Certo Tommi, i tuoi racconti dell'esperienza cinese sono validissimi, per carità, ma dopo aver visto questo video di Repubblica non riesco a fare a meno di pensare alla Cina in questi termini:

venerdì 19 aprile 2013

Monumentale Makkox

Nessun discorso esprime meglio il mio pensiero dell'ultima vignetta di Makkox.

Post Scriptum: nn riferimento al mio appello"Bersani non deluderci" del post di ieri, mi autorispondo:
MI HAI DELUSO, ma tanto...

giovedì 18 aprile 2013

Marini no!

Io mi rifiuto di credere che alla fine Bersani non stia bluffando, che non abbia espresso il nome di Marini come parafulmine per togliersi dalle scatole il vincolo della maggioranza dei due terzi e poi, al quinto scrutinio, sparigliare le carte.

Marini è persona assolutamente rispettabile ma la sua candidatura esce come espressione di un accordo con la vergogna-Pdl e questo per me è IRRICEVIBILE.
Questo al di là del fatto che Marini non è quel cambiamento che la gente comune richiede, bensì politico navigato di luungo corso. Ad esempio oggi il post ricorda la seguente dichiarazione dell'ex presidente del Senato:
«È vero, io e D’Alema complottammo contro Prodi. Solo che io non mi sono mai pentito, Massimo sì.»

Ci vuole ben altro, caro segretario Bersani, bel altro per portare avanti il rinnovamento. Non deluderci.


mercoledì 3 aprile 2013

Come uscirne?


Lo so che è una cagata, ma questa immagine mi fa molto ridere:
è sulla prima pagina del PD e indica l'unica via d'uscita per il governo... già, a destra!!

mercoledì 13 marzo 2013

Il coraggio di scelte impopolari


Sì, Pierlu, schiena dritta: non firmare il documento di Grillo sulla rinuncia ai finanziamenti pubblici ai partiti, non firmare questa nuova versione grillina del contratto con gli italiani siglato a suo tempo da un altro popolarissimo leader di partito.
Sì, Pierlu, lo so bene che non avete fatto quasi nulla per meritarvi la fiducia del vostro popolo sulla buona gestione dei finanziamenti -Lusi docet- ma forse questa è la vostra occasione per riscattarvi!
Sì, Pierlu, sono d'accordo con te: il principio dei finanziamenti pubblici ai partiti serve a garantire che anche chi non dispone di ingenti quantità di denaro possa fare politica, quindi bisogna cercare di preservarlo regolandolo con tutti i controlli del caso.
Sì, Pierlu, mi rendo conto che in questi tempi difficili -tempi in cui il vincitore politico delle elezioni è uno che è nato gridando "Vaffanculo" ed è cresciuto sancendo che "sono tutti uguali"- non è facile portare avanti un ragionamento che sia ponderato: bisogna trovare il coraggio delle scelte impopolari e non semplicistiche.
Sì Pierlu, sono d'accordo con Francesco Costa: potevamo immolarci per qualcosa di meglio, nel senso che sono anni che stiamo aspettando che il Pd punti i piedi e imponga la sua linea, invece di rispondere su tutto "bisogna vedere, ne dovremo parlare". Pazienza: ci accontenteremo di partire da questo tema per vedervi cazzuti sulla vostra linea!

Grillo sta rovinando il movimento dei grillini, i suoi diktat ne stanno impoverendo le istanze rivoluzionarie: Pierlu non cadere nel suo trappolone, non dare l'idea di un Pd che rincorre l'imperatore della rete.

Pierlu schiena dritta e affrontalo in parlamento, con forza e serietà: io ti sostengo!!

mercoledì 6 marzo 2013

Sotto la cenere

Incendio Città della Scienza - Napoli
Foto LaPresse/Cantile dal post.it
Da giorni ormai si parla solo di politica nazionale: parlamento in attesa di insediarsi: cosa farà Grillo, come reagirà il PD, chi sarà incaricato da Napolitano, chi saranno i presidenti di camera e senato, chi il presidente della repubblica, perché il Pdl se ne sta zitto zitto.

Ieri però è successo un fatto di una gravità eccezionale che rischia di essere derubricato ad evento di cronaca regionale mentre dal mio punto di vista ha un valore simbolico ben più ampio. 
Città della Scienza di Napoli è stata distrutta quasi completamente da un incendio devastante.
Chiunque sia stato e per qualsiasi motivo l'abbia fatto, non ha solo provocato venti milioni di euro di danni alla struttura fisica, ma ha anche sottratto un altro motivo di speranza ai tanti napoletani che lottano quotidianamente contro il degrado della loro città.
Ne scrive Roberto Saviano su Repubblica:

Bagnoli, Italsider, Città della scienza: territorio chiave per capire il Mezzogiorno.
L'Italsider era stato il sogno di riscatto, l'idea che attraverso l'industrializzazione si potesse rilanciare il sud Italia, emanciparlo, costruire una classe operaia che acquisisse consapevolezza politica. Così un luogo meraviglioso venne trasformato in un'immensa fabbrica.
Ma Bagnoli per le nuove generazioni non è l'Italsider: è il contrario. È un'area da salvare anche dai fallimenti di una sinistra finita sotto le macerie del muro di Berlino. Il sogno della Città della scienza sembrava essere stato realizzato perché la sua costruzione aveva sottratto quell'area alla speculazione edilizia.

martedì 26 febbraio 2013

Nonostante tutto

Elezioni 2013
Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.
Il voto a B è sconcertante, l'ennesima puntata di un incubo che sembra non finire mai.
Può darsi che sia stato troppo ottimista a pensare che il Pd avrebbe rimesso a posto le cose, può darsi che abbia ragione chi ha riposto la fiducia in Grillo e compagnia bella. Non posso che augurarmelo.

Per chi ne avesse bisogno come me, affido a De Gregori il compito della leccata di ferite: nonostante tutto, io ci credo ancora.


sabato 23 febbraio 2013

Sono tutti uguali?

Trovo mille e più motivi per dissentire con chi dice che "sono tutti uguali".

Alla vigilia delle elezioni ne propongo uno, l'ennesimo esempio di politica trash: certi livelli secondo me si raggiungono solo dalla bande di "Pdl & friends".
Possiamo discutere quando vogliamo sul fatto che il PD non è di sinistra, asseconda i cattolici, è pronto ad allinearsi all'agenda Monti, ma dire che sono uguali ai figuri del Premiato Popolo delle Libertà, questo no!

Video del Fatto Quotidiano.

Meno uno: chi voto?

Sono schifato da questa campagna elettorale, e con questo so di non dire nulla di originale.
In questi giorni, perciò, ho evitato le prime notizie dei quotidiani ("X ha offeso Y", "Y ha detto male di Z", "Z corteggia X", "X chiude la porta in faccia a Z", "Y propone la grande coalizione", "Y smentisce la grande coalizione", "Z candida nonna Papera alla presidenza della Repubblica", "Intervista shock di Z: io sono nonna Papera!", ecc ecc ecc).


Quello che invece ho fatto è dare un'occhiata ai programmi dei partiti che mi interessano di più. Zzzzzzzzz.
Quando mi sono risvegliato ho tratto alcune conclusioni che mi aiuteranno a decidere per domenica e lunedì e ho pensato di condividerle col Vpostulato.
L'unico programma che ho letto integralmente è quello di Rivoluzione Civile, il nuovo scintillante partito del (forse ex) magistrato Ingroia. Ho scelto proprio quello perché idealmente è l'area politica in cui mi riconosco di più. Idealmente, appunto.
Poi ho letto un documento del PD molto generico che io avevo capito fosse il programma vero e proprio, invece ho poi scoperto essere "il programma dei democratici e progressisti", una sorta di linea guida più dettagliata della carte degli intenti ma meno di un programma politico. E notare bene che sulla copertina c'è scritto grande: "programma". Le proposte in dettaglio sono invece contenute in qualche infografica (che vanno tanto di moda oggi....) e in una serie di articoli aggiornati di volta in volta sui diversi argomenti. Il risultato di questa scelta è una gran fatica per chi, come me, vorrebbe farsi un'idea degli obiettivi in poco tempo.
Infine ho scoperto con grande sorpresa che nel programma di Grillo manca tutta quell'inutile sbrodolata di parole tipo "l'Italia sta attraversando un periodo..", "il nostro partito è impegnato da anni su..": va dritto dritto alla sostanza, cioè argomento per argomento snocciola gli obiettivi e tanti saluti. E' inutile, sarei un grillino sfegatato se non ci fosse di mezzo Grillo: non ho letto il documento in quanto sono sicuro che non lo voterò.


E' stata un'attività molto impegnativa, ho preso appunti e sono arrivato alle seguenti conclusioni:

  1. quasi tutti dimenticano spesso di indicare dove troveranno i fondi per realizzare le promesse; nello specifico direi che il PD promette meno, comunque;
  2. mi sono concentrato sul tema del lavoro, che mi sembra centrale in questo momento storico:
    • L'unica proposta comune a PD e Rivoluzione Civile (largamente condivisibile) è la riforma per la rappresentanza dei lavoratori nelle aziende.
    • Del PD mi piace il contrasto alla precarietà perseguito detassando le aziende che assumono a tempo indeterminato e una riforma del sistema fiscale per le imprese attingendo i fondi dai grandi patrimoni finanziari.
    • Non condivido con RC il ripristino di articolo 18 e abolizione dell'articolo 8: so di dire una bestemmia per gli ambienti sindacali, ma secondo me tornare alle vecchie logiche di tutela degli indeterminati non è la strada giusta. Il mondo è cambiato, è giusto che anche le contrattazioni lavoratori-imprenditori cambino. RC parla anche di stabilizzazione di tutti i precari della scuola, cancellazione precarietà e redditi minimi per giovani e assegni di maternità: bello, ma con quali soldi?
    • Entrambi i partiti promettono generici investimenti nella ricerca...
  3. trovo ingenuo il capitolo Europa del PD: integrazione fra i popoli verso la costituzione economica e politica degli stati uniti d'Europa. Con lo stesso obiettivo RC ci va giù ben più pesante: Tobin tax, BCE compratore di ultima istanza per gli stati in difficoltà, separazione fra banche di credito e di investimento, audit europeo sul debito pubblico, rinegoziazione del fiscal compact, creazione di un indicatore di benessere sociale e ambientale da alternare ad altri indicatori economici come PIL, ecc. Insomma tanta bella roba contro il liberismo che ci ha portato fino all'orlo del baratro. L'aspetto che più mi preoccupa del governo PD (o peggio, PD-Monti) è questo: cosa avrà il coraggio di cambiare in un settore marcio che però tiene ancora in mano le sorti del mondo?
  4. tra gli altri punti metto in risalto:
    • superamento della legge 40 su fecondazione assistita (il PD ci va più cauto chiaramente)
    • cittadinanza italiana a figli di immigrati nati in Italia (PD e RC)
    • legge contro l'omofobia e riconoscimento coppie di fatto (RC chiede anche matrimonio e adozione per coppie gay)
  5. quello che di grave manca secondo me al PD è un capitolo sulla politica estera: non si parla di guerre, non si parla di cooperazione internazionale, niente di niente. Anche qui, cosa hanno intenzione di combinarci i nostri democratici una volta (si spera) al governo??

Bene -per modo di dire-: dopo queste letture l'ago della mia bilancia penderebbe in direzione RC, più incisiva, più radicale, più di sinistra. Ma non dimentico che RC è il partito cartonato di Ingroia, ottimo magistrato che ha deciso di scendere/salire/passare in politica con nobilissime intenzioni ma con una forma davvero poco convincente. Dichiarare che se non venisse eletto se ne tornerebbe a fare il magistrato è come dire “se non mi fate giocare me ne vado”: cosa fa, aspetta cinque anni e riprende aspettativa? La politica è una cosa seria, non si può farla ad intermittenza per quattro mesi ogni cinque anni. E poi non dimentico da chi è composto questo fantomatico partito: Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Verdi. E questo sarebbe rinnovamento?!? E come pensano di andare d’accordo essendosi messi insieme a due mesi dal voto senza uno statuto chiaro, senza assemblee programmatiche, con un leader che ha già dichiarato che se ne tornerà da dove era venuto? Questa operazione l’abbiamo già vista: si chiamava Sinistra Arcobaleno. No no no, non ci siamo, per me tanto basta per negargli il voto.

Allora PD? Boh, ognuno tragga le proprie conclusioni, io mi riservo ancora di andare a leggere i curricula dei candidati in lista in Liguria, spero di trovare conferme. Voi, mi raccomando, votate bene!

martedì 19 febbraio 2013

Un Oscar o un master?

Visto che Doson non ne parla... ne parlo io attraverso il Buongiorno di Gramellini di oggi: geniale!
Mi rendo conto che queste siano piccole cose in confronto ai temi importanti, ma ho in serbo un post molto carico sui programmi elettorali: aspettate e vedrete [spero].

Scrivere per criticare Giannino essere troppo facile. Uno che fondare un partito che parlare come la Mamie di «Via col vento» («Fare per fermare il declino») avere bisogno di tanto affetto e comprensione. Perciò io non capire perché, a una settimana dal voto, l’economista Luigi Zingales fare cagnara per fermare il Giannino, dopo avere scoperto che lui millantare un master di economia all’università di Chicago. 
Giannino avere fatto l’incauta affermazione in tv, non per truffare il destino ma per titillare il suo ego smisuratino: nelle immagini essere possibile vedere come lui abbassare la voce e storcere gli occhi e la bocca mentre pronunciare le parole «master all’università di Chicago». In realtà Giannino essere andato a Chicago in vacanza per imparare rudimenti della lingua inglese: to make to stop the decline. (In inglese non usare il doppio infinito, ma questo imparare solo nel secondo master). 
Come milioni di altri italiani davanti alla moglie o a Equitalia, Giannino non inventare completamente la realtà: solo un po’ migliorare. Per lui il master di Chicago essere come fiore all’occhiello delle sue giacche color formigoni: un apostrofo rosa fra le parole «me amare». Certo, in Germania due ministri essersi dimessi per laurea taroccata. Ma io dire: con tutti i guai e i cialtroni che noi avere, essere questo il problema? Bugie assomigliare a omeopatia: in piccole dosi aiutare a difendersi dalle grandi. Ieri il primo a dare del bugiardo a Giannino essere stato uno che per fermare il proprio declino avere fatto votare dal Parlamento che Ruby essere la nipote di Mubarak.