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venerdì 31 maggio 2013

Un ottuagenario resuscitato dalla rete

Qualcuno che lo conosce, che gli vuole bene, dovrebbe prenderlo da parte e spiegargli che quello che ha tra le mani, un partito-movimento con idee rivoluzionarie, è l'ultima speranza a cui si sono aggrappati milioni di italiani delusi da una politica vecchia e distante che non cambia mai.

Stia ben attento a non sprecare questa enorme occasione di rinnovamento, per quanto mi riguarda già parzialmente persa. Dice bene Lorenzo Rocchi sul Post:
Grillo: lascia spiccare il volo ai tuoi eletti, ai tuoi simpatizzanti, alle personalità che non ti hanno giudicato un folle, un populista, ma che hanno visto in te qualcosa di buono.
Pdl, Pd-meno-elle, Monti, Sel, Napolitano, televisioni, quotidiani, giornalisti tutti, poi parlamentari grillini, poi ancora elettori grillini, ultimamente Gabanelli, ora pure Rodotà: la smetta di sognare un totalitarismo e cerchi di capire che politica è ricerca del bene comune, quindi dialogo e ascolto.

Grazie Makkox, sempre dalle pagine del Post.

lunedì 18 marzo 2013

Quella è la porta.

Se potessi, con un fermo immagine, mostrarvi il mio spirito in questo istante vedreste una copia di me, un pò sfumata, piegata in due, con un braccio intorno alla pancia per contenere il dolore per il ridere, e l'altro teso al massimo in avanti, con un indice volto ad additare gli elettori del M5S.

Indico coloro che credevano sul serio che entrare in Parlamento fosse una passeggiata, che le sue regole potessero essere piegate con una serie di referendum su Internet. Indico anche coloro che pensavano di aver fatto una scelta di protesta, magari pensando che il PD avrebbe vinto in carrozza. Ora si ritrovano tra quegli otto milioni che secondo Grillo pretendevano che gli eletti del MoVimento fossero una espressione della volontà di un singolo, le cui decisioni non possono essere messe in discussione, pena l'espulsione o la gogna da parte del popolo degli eletti del web. Si ritrovano ad essere visti come coloro per cui tra Grasso e Schifani dopotutto non c'è differenza (anche Grasso, ci scommetto, per loro ha un passato torbido; solo loro sono puliti e profumati come un neonato). Pare inoltre che alcuni commenti critici verso il MoVimento sul suo blog siano sistematicamente cancellati (non guardate la televisione che VI MANIPOLA...)

Io ho sbagliato a prendermela tanto, tempo fa. La struttura monolitica intrinseca del M5S è inadatta alla concretezza e alla realtà. Quando cozza con essa si sfalda, mostrando il suo volto essenzialmente alieno dal mondo delle istituzioni. Un consiglio ai grillini convinti: imbracciate le armi e fate una rivoluzione come si deve se ne avete le palle, ma non venite a sporcarvi con il mondo di noi della "casta", perché esso esprime il risultato di un percorso lungo secoli. La democrazia parlamentare rappresentativa funziona così: forze politiche che dialogano alla ricerca di soluzioni condivise da una maggioranza. Se non vi va bene quella è la porta. Se continuerete a credere che solo perché avete avuto un risultato superiore alle vostre stesse aspettative il Parlamento è vostro, quella è la porta. Se pensate che il mondo dei partiti è una merda non mi capacito del perché avete voluto mescolarvi a loro, quella è la porta. Se cederete alle lusinghe del potere, la porta non ve la indicherò io, ma i vostri elettori. Se invece non prenderete accordi (come ogni forza politica entrata in Parlamento prima della vostra) coloro che pensavano che aveste come priorità il vostro programma invece che queste piroette da circo, volte a mascherare la vostra incompetenza, vi mostreranno la porta loro.

Insomma ragazzi. Quelli circondati, alla fine, siete voi. Avevate fatto una cosa straordinaria. Avevate portato i giovani in Parlamento, ridato speranza a quel falso milione di San Giovanni, potevamo sconfiggere insieme il Caimano e poi ritrovarci eventualmente avversari la volta successiva, senza assenza di coerenza. Ora siete prigionieri del non poter non scontentare qualcuno. Ecco quello che accade a tirar su rusco e brusco. Ecco che cosa accade a non avere un'idea precisa, un minimo orientata politicamente.

Stima massima a coloro che hanno disertato le direttive dall'alto, indipendentemente da colui che hanno votato. Grillo non ha nemmeno potuto urlare alla compravendita di voti. In quel caso anche i suoi eletti avrebbero perso quella patina di puritanesimo che si sono costruiti.

Se potessi, con un fermo immagine, mostrarvi il mio spirito in questo istante vedreste una copia di me, un pò sfumata, sdraiata a terra ormai, in preda a convulsioni dal ridere. Rotolo.

mercoledì 13 marzo 2013

Il coraggio di scelte impopolari


Sì, Pierlu, schiena dritta: non firmare il documento di Grillo sulla rinuncia ai finanziamenti pubblici ai partiti, non firmare questa nuova versione grillina del contratto con gli italiani siglato a suo tempo da un altro popolarissimo leader di partito.
Sì, Pierlu, lo so bene che non avete fatto quasi nulla per meritarvi la fiducia del vostro popolo sulla buona gestione dei finanziamenti -Lusi docet- ma forse questa è la vostra occasione per riscattarvi!
Sì, Pierlu, sono d'accordo con te: il principio dei finanziamenti pubblici ai partiti serve a garantire che anche chi non dispone di ingenti quantità di denaro possa fare politica, quindi bisogna cercare di preservarlo regolandolo con tutti i controlli del caso.
Sì, Pierlu, mi rendo conto che in questi tempi difficili -tempi in cui il vincitore politico delle elezioni è uno che è nato gridando "Vaffanculo" ed è cresciuto sancendo che "sono tutti uguali"- non è facile portare avanti un ragionamento che sia ponderato: bisogna trovare il coraggio delle scelte impopolari e non semplicistiche.
Sì Pierlu, sono d'accordo con Francesco Costa: potevamo immolarci per qualcosa di meglio, nel senso che sono anni che stiamo aspettando che il Pd punti i piedi e imponga la sua linea, invece di rispondere su tutto "bisogna vedere, ne dovremo parlare". Pazienza: ci accontenteremo di partire da questo tema per vedervi cazzuti sulla vostra linea!

Grillo sta rovinando il movimento dei grillini, i suoi diktat ne stanno impoverendo le istanze rivoluzionarie: Pierlu non cadere nel suo trappolone, non dare l'idea di un Pd che rincorre l'imperatore della rete.

Pierlu schiena dritta e affrontalo in parlamento, con forza e serietà: io ti sostengo!!

lunedì 4 marzo 2013

Partita a scacchi


In questo blog ho trovato questo.
Immagina una partita a scacchi, in un bar.
-Cosa scegli, i bianchi o i neri?
-No.
-Cosa no?
-Deciderò il colore di volta in volta.
-Come sarebbe a dire? Guarda che qua uno usa i bianchi e l’altro i neri, non è che…
-Ma perché mi costringi a scegliere tra i bianchi e i neri?
-Vuoi che cominciamo a giocare o no?
-Io sono qua per parlare di cose serie, mica per stare ai vostri giochetti! Sono anni e anni che ci prendete in giro con le vostre noiosissime partite a scacchi…
-Vabbè senti tiriamo una moneta, testa uso io i bianchi e tu i neri, croce viceversa… ecco, croce. Hai tu i bianchi. Disponi i tuoi pezzi.
-Finora avete giocato sempre voialtri, non sapete fare altro che parlare di disporre i pezzi e spartire cariche a destra e a sinistra, siete tutti uguali…
-Ma sai giocare a scacchi? Piazza ‘sti pezzi!
-Eccolo qua, l’arrogante che pensa di sapere tutto sugli scacchi. Piazzerò i pezzi di volta in volta.
-Ma non è così che funziona!
-E chi sei tu per dirmi non è così che funziona? Ha sempre funzionato male, con il vostro sistema!
-Oh, insomma, ti piazzo io pezzi, va bene?
-Non toccare i miei pezzi!
-Piantala. Ecco.
-…
-Tocca a te, i bianchi muovono per primi!
-Muoverò i pezzi di volta in volta.
-Sì, ma tocca a te aprire!
-Lo vedi che sei in crisi? Non sai cosa fare, sei lì che brancoli nel buio, non hai visto lo tsunami che arrivava…
-Senti, hai voluto tu giocare a scacchi, adesso gioca.
-Giocherò in base alle mosse che mi proporrai.
-Forse non ci siamo capiti: io non posso muovere se non inizi tu la partita.
-Iniziare la partita con voi significa legittimare un vostro modo di giocare a scacchi che…
-Ma voi chi?! Che cazzo stai dicendo? Se non muovi, la partita non inizia!
-È questo che vi dicono i vostri giornali? Eh? Che la partita inizia se si muovono i bianchi?
-Non è che lo dicono i giornali, sono le regole del gioco.
-Ma quali regole, voi ve ne dovete andare!
-Senti, MUOVI una cosa qualsiasi, per favore, altrimenti facciamo notte.
-Ecco, to’. Ho fatto la mia mossa. Ma solo perché ho deciso io di muovere.
-Aspetta, scusa… quello è un alfiere.
-E quindi?
-Gli hai fatto scavalcare i pedoni, non si può.
-Come non si può? Dillo che sei spiazzato, dillo!
-Non è che sono spiazzato, è che solo i cavalli possono scavalcare gli altri pezzi!
-Appunto! È quello che avete sempre fatto voi! Non vi accorgete che vi stiamo travolgendo? Non vi accorgete che avete già perso? Arrendetevi!


Finale aperto: il giocatore dei neri continua a giocare da solo, mentre l’altro aspetta di avere il doppio dei pezzi. Nel frattempo, l’anziano proprietario del bar abbassa la serranda a metà. Fuori, un cartello: “cedesi attività”.

domenica 3 marzo 2013

"Non sono noccioline" (cit.)

Carissimi
poche parole. Pierluigi da Fazio è stato piuttosto chiaro, il video su Youtube non c'è ancora. Signori basta. Basta con questo odio generalizzato per un PD perdente, un PD che ha fatto sopravvivere il caimano, un PD che mi costringeva a votarlo solo per colpa di B, un PD democristiano non di sinistra, con Renzi sarebbe stato diverso, ma ha sbagliato questo......................... BASTA. Non ne posso più.

Fatti. Fatti. FATTI. Il fatto odierno adesso è uno solo, semplice. Il M5S ha preso otto milioni e mezzo di voti. Bravi, buoni, cattivi, non me ne frega un cazzo. Il fatto è questo. Deve prendersi le sue responsabilità e votare la fiducia. Altro che "dobbiamo pregarli". Ma stiamo giocando o cosa? Lo deve democraticamente ai suoi elettori e a tutto il Paese. E se non lo fa si prenda la responsabilità di non averlo fatto. Punto.

 Benvenuti nella politica vera, signori.

Hanno ragione gli elettori del M5S. Internet è davvero un mezzo espressivo senza eguali. Io lo sto usando per chiamarli alla realtà senza essere un servo della casta.

mercoledì 27 febbraio 2013

Una vita fa



‎"Siamo di gran lunga il primo partito, e questo vuol dire che siamo compresi. Perche' a differenza di quello li' che urla [Grillo, n.d.R.], noi ci guardiamo in faccia, noi facciamo le primarie, noi stiamo tra la gente."

Pierluigi Bersani, 22 febbraio 2013

[Grazie a Bruno per la segnalazione]

martedì 26 febbraio 2013

Nonostante tutto

Elezioni 2013
Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.
Il voto a B è sconcertante, l'ennesima puntata di un incubo che sembra non finire mai.
Può darsi che sia stato troppo ottimista a pensare che il Pd avrebbe rimesso a posto le cose, può darsi che abbia ragione chi ha riposto la fiducia in Grillo e compagnia bella. Non posso che augurarmelo.

Per chi ne avesse bisogno come me, affido a De Gregori il compito della leccata di ferite: nonostante tutto, io ci credo ancora.


sabato 23 febbraio 2013

Meno uno: chi voto?

Sono schifato da questa campagna elettorale, e con questo so di non dire nulla di originale.
In questi giorni, perciò, ho evitato le prime notizie dei quotidiani ("X ha offeso Y", "Y ha detto male di Z", "Z corteggia X", "X chiude la porta in faccia a Z", "Y propone la grande coalizione", "Y smentisce la grande coalizione", "Z candida nonna Papera alla presidenza della Repubblica", "Intervista shock di Z: io sono nonna Papera!", ecc ecc ecc).


Quello che invece ho fatto è dare un'occhiata ai programmi dei partiti che mi interessano di più. Zzzzzzzzz.
Quando mi sono risvegliato ho tratto alcune conclusioni che mi aiuteranno a decidere per domenica e lunedì e ho pensato di condividerle col Vpostulato.
L'unico programma che ho letto integralmente è quello di Rivoluzione Civile, il nuovo scintillante partito del (forse ex) magistrato Ingroia. Ho scelto proprio quello perché idealmente è l'area politica in cui mi riconosco di più. Idealmente, appunto.
Poi ho letto un documento del PD molto generico che io avevo capito fosse il programma vero e proprio, invece ho poi scoperto essere "il programma dei democratici e progressisti", una sorta di linea guida più dettagliata della carte degli intenti ma meno di un programma politico. E notare bene che sulla copertina c'è scritto grande: "programma". Le proposte in dettaglio sono invece contenute in qualche infografica (che vanno tanto di moda oggi....) e in una serie di articoli aggiornati di volta in volta sui diversi argomenti. Il risultato di questa scelta è una gran fatica per chi, come me, vorrebbe farsi un'idea degli obiettivi in poco tempo.
Infine ho scoperto con grande sorpresa che nel programma di Grillo manca tutta quell'inutile sbrodolata di parole tipo "l'Italia sta attraversando un periodo..", "il nostro partito è impegnato da anni su..": va dritto dritto alla sostanza, cioè argomento per argomento snocciola gli obiettivi e tanti saluti. E' inutile, sarei un grillino sfegatato se non ci fosse di mezzo Grillo: non ho letto il documento in quanto sono sicuro che non lo voterò.


E' stata un'attività molto impegnativa, ho preso appunti e sono arrivato alle seguenti conclusioni:

  1. quasi tutti dimenticano spesso di indicare dove troveranno i fondi per realizzare le promesse; nello specifico direi che il PD promette meno, comunque;
  2. mi sono concentrato sul tema del lavoro, che mi sembra centrale in questo momento storico:
    • L'unica proposta comune a PD e Rivoluzione Civile (largamente condivisibile) è la riforma per la rappresentanza dei lavoratori nelle aziende.
    • Del PD mi piace il contrasto alla precarietà perseguito detassando le aziende che assumono a tempo indeterminato e una riforma del sistema fiscale per le imprese attingendo i fondi dai grandi patrimoni finanziari.
    • Non condivido con RC il ripristino di articolo 18 e abolizione dell'articolo 8: so di dire una bestemmia per gli ambienti sindacali, ma secondo me tornare alle vecchie logiche di tutela degli indeterminati non è la strada giusta. Il mondo è cambiato, è giusto che anche le contrattazioni lavoratori-imprenditori cambino. RC parla anche di stabilizzazione di tutti i precari della scuola, cancellazione precarietà e redditi minimi per giovani e assegni di maternità: bello, ma con quali soldi?
    • Entrambi i partiti promettono generici investimenti nella ricerca...
  3. trovo ingenuo il capitolo Europa del PD: integrazione fra i popoli verso la costituzione economica e politica degli stati uniti d'Europa. Con lo stesso obiettivo RC ci va giù ben più pesante: Tobin tax, BCE compratore di ultima istanza per gli stati in difficoltà, separazione fra banche di credito e di investimento, audit europeo sul debito pubblico, rinegoziazione del fiscal compact, creazione di un indicatore di benessere sociale e ambientale da alternare ad altri indicatori economici come PIL, ecc. Insomma tanta bella roba contro il liberismo che ci ha portato fino all'orlo del baratro. L'aspetto che più mi preoccupa del governo PD (o peggio, PD-Monti) è questo: cosa avrà il coraggio di cambiare in un settore marcio che però tiene ancora in mano le sorti del mondo?
  4. tra gli altri punti metto in risalto:
    • superamento della legge 40 su fecondazione assistita (il PD ci va più cauto chiaramente)
    • cittadinanza italiana a figli di immigrati nati in Italia (PD e RC)
    • legge contro l'omofobia e riconoscimento coppie di fatto (RC chiede anche matrimonio e adozione per coppie gay)
  5. quello che di grave manca secondo me al PD è un capitolo sulla politica estera: non si parla di guerre, non si parla di cooperazione internazionale, niente di niente. Anche qui, cosa hanno intenzione di combinarci i nostri democratici una volta (si spera) al governo??

Bene -per modo di dire-: dopo queste letture l'ago della mia bilancia penderebbe in direzione RC, più incisiva, più radicale, più di sinistra. Ma non dimentico che RC è il partito cartonato di Ingroia, ottimo magistrato che ha deciso di scendere/salire/passare in politica con nobilissime intenzioni ma con una forma davvero poco convincente. Dichiarare che se non venisse eletto se ne tornerebbe a fare il magistrato è come dire “se non mi fate giocare me ne vado”: cosa fa, aspetta cinque anni e riprende aspettativa? La politica è una cosa seria, non si può farla ad intermittenza per quattro mesi ogni cinque anni. E poi non dimentico da chi è composto questo fantomatico partito: Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Verdi. E questo sarebbe rinnovamento?!? E come pensano di andare d’accordo essendosi messi insieme a due mesi dal voto senza uno statuto chiaro, senza assemblee programmatiche, con un leader che ha già dichiarato che se ne tornerà da dove era venuto? Questa operazione l’abbiamo già vista: si chiamava Sinistra Arcobaleno. No no no, non ci siamo, per me tanto basta per negargli il voto.

Allora PD? Boh, ognuno tragga le proprie conclusioni, io mi riservo ancora di andare a leggere i curricula dei candidati in lista in Liguria, spero di trovare conferme. Voi, mi raccomando, votate bene!

mercoledì 12 dicembre 2012

Déjà vu

   29 luglio 2010                                                  12 dicembre 2012



Per sdrammatizzare, vi propongo la lettura del Buongiorno di Gramellini, sempre molto saggio:

A parte il mondo, cos’altro vorreste che finisse il 21.12.12? Io qualche idea l’avrei: i cacciaballe, i corruttori, i dispregiatori del diritto, i terrorizzati dalla morte che frequentano giovinezze comprabili e mettono fard sulle rughe e capelli arancioni sulla pelata. I populisti che sanno parlare solo alla pancia e hanno l’impudenza di chiamarla cuore. Gli omini di burro che fanno la spola fra il Paese dei gonzi e quello dei balocchi, e se lo spread sale, dicono, chi se ne importa dello spread. I grilli sparlanti che furono comici e adesso affermano senza sorridere: sono così democratico ma così democratico che se qualcuno dei miei ha qualche dubbio in proposito vada pure fuori dalle palle (oh yeah). Vorrei che finissero anche quelli come me, che appena i cacciaballe corruttori dispregiatori terrorizzati populisti ritornano in scena ormai solo come maschere grottesche, gli ringhiano addosso, accampando la scusa che sono ancora pericolosi mentre sono soltanto funzionali al desiderio rassicurante di continuare a parlare e a indignarsi delle stesse cose. Però vorrei che finissero anche quelli tra di voi che hanno ricominciato a parlare indignandosi di Lui, a guardare i programmi dove si parla indignandosi di Lui, a cercare gli articoli dove si parla indignandosi di Lui, salvo indignarsi perché si parla di nuovo troppo di Lui.   Insomma, vorrei che il 21.12.12 Monti entrasse in politica e sfidasse Bersani, centrodestra europeo contro centrosinistra europeo, una campagna elettorale di progetti e non di insulti dove per una volta alla fine si potesse votare il migliore e non come sempre il meno peggio.  

lunedì 10 settembre 2012

Analisi di una puntata: Piazza pulita del 06/09/2012


L'altro giorno ho seguito Piazza pulita, tema: il Movimento 5 Stelle e la democrazia interna.

Tutti avrete sentito parlare del famoso fuorionda di Favia, riportato in quella trasmissione, ma non voglio parlare di questo.

Qui sotto il video dell'intera puntata



Da 1h 23m 11s a 1h 36m 45s, ci sono tre interventi che secondo me inquadrano piuttosto bene la faccenda.

Il primo è l'intervento del professor Carlo Galli:
Condivido in pieno quando dice che i cittadini che votano Grillo non sono antipolitici, anzi, sono interessati alla politica quanto quelli che votano i partiti tradizionali.
Ancora mi è piaciuto quando, analizzando il consenso ricevuto da movimenti populisti che indicano vie di uscita alle crisi in maniera demagogica, sopperendo così all'inettitudine dei partiti, dice "a volte le cose vanno bene a volte molto male". E' vero e va tenuto ben fermo in mente.

Successivamente è il turno di Francesco Boccia, deputato PD.
Mi ha un po' infastidito il modo col quale ha scansato e non ha risposto alla domanda di Formigli.
Gli ha chiesto se fosse d'accordo che se la politica attuasse alcune delle cose su cui fa leva Grillo, riduzione numero dei parlamentari, privilegi, numero massimo di legislature, probabilmente arginerebbe il potere del M5S (argomentazioni, comunque, già sostenute da Renzi)
Risposta: "si parla poco di ciò che vuole il Movimento 5 Stelle, ad esempio la fuoriuscita dall'Euro."
Chissà come mai ha svicolato.. E comunque anche questo è un tema da tenere in considerazione (cioè l'analisi delle proposte del m5s)

Segue l'intervento di Mentana.
Secondo me ha centrato il punto: da un lato abbiamo una politica classica, di stampo novecenteco, dall'altro un movimento che raccoglie consensi tra le persone che non parlano piu la lingua novecentesca.
Se da un lato il dibattito è sempre stato "destra o sinistra", "libertà o uguaglianza", dall'altro i temi sono "democrazia dal basso", "legalità", "finanziamenti in politica".
C'è una lingua nuova che la politica classica non riesce (o non vuole) parlare.

Infine Telese critica i modi grilleschi, i toni violenti, e distruttivi
Io credo che se da un lato è vero che per farti notare devi alzare la voce, è anche vero che una volta che ti sei fatto notare puoi anche abbassare il tiro e darti una calmata.

Insomma, un fenomeno complesso, quello del M5S, non ancora chiaro, un po' fumoso.
Da un lato potenzialmente pericoloso, dall'altro potenziale molla per un radicale cambiamento dello scenario politico, cosa alquanto auspicabile.



domenica 9 settembre 2012

Varie: Grillo e Cisl, criminalità nel chiavarese, Simone Farina e il calcio scommesse

Visto che a quanto pare è diventata una rubrica e che non scrivo da un po', provo a mettere un po' di cose assieme anche questa volta..

Cominciamo da una vicenda legata a Grillo - ce n'è una nuova ogni giorno ma a me ne interessa una di qualche settimana fa. Benigni parla alla festa dell'Unità, Grillo attacca: "Quanto lo pagano?". A quel punto, tutti in coro a dire che lo stesso Grillo aveva fatto altrettanto (cioè parlare su compenso a feste di partito) e che quindi non ha titolo per fare accuse di nessun genere. E qui nasce l'aneddoto: puntata della Zanzara (programma radiofonico di Radio 24 da me molto seguito), chiama Giovanni Guerisoli - segretario confederale Cisl fino al 2002 - e, per aggravare la posizione di Grillo, dice "Nel '99, a Numana in provincia di Ancona, abbiamo invitato Grillo alla nostra assemblea organizzativa e ha voluto 10 milioni cash e tutti in nero e noi glieli abbiamo dati". Il divertente è che, mentre lo dice, sembra non rendersi conto del fatto che sta sì sputtanando Grillo ma anche se stesso e tutta la Cisl (minuto 01:11:10). E si parla di Cisl non di uno dei soliti negozianti cortinesi! Ovviamente, il giorno dopo chiama Bonanni (leader Cisl) per smentire, e dice: "Non è vero, non c'è stato alcun pagamento in nero e posso dimostrarlo. Guerisoli è stato molto impreciso: era il '96 (e non il '99) e non era Numana ma Rimini per l'assemblea organizzativa della Cisl, ho la fattura." (minuto 39). Ora, non si può escludere che Guerisoli si sia effettivamente sbagliato (ma è quantomeno improbabile), ma la spiegazione che viene data da Bonanni, secondo me, è l'ennesimo esempio di come politicanti di ogni genere non tengano in minima considerazione l'intelligenza dei cittadini. Il fatto che ci sia stato un evento (fatturato) nel '99 non esclude certo che ve ne sia stato un altro (non fatturato) nel '96! E' come per la vicenda dell'appartamento di Scajola: piuttosto che ammettere qualcosa, meglio smentire adducendo scuse strampalate, tanto l'entourage accondiscendente che si ha intorno farà sì che la vicenda passi in cavalleria.

La mia lettera di qualche settimana fa che ho inviato al secolo (avevo scritto un post in proposito). E' stata pubblicata pochi giorni dopo (a destra la foto della pagina di giornale - grazie Secolo!). Naturalmente, non ho avuto risposta da nessuno dei due sindaci a cui l'avevo inviata (si spera di avere risposte nei fatti, che è la cosa che conta, ma non ci credo molto). Intanto, purtroppo, sono stato profetico: due settimane dopo la lettera, linciaggio nel chiavarese di un marocchino ladro recidivo (e sempre impunito) da parte di tre cittadini esasperati dai continui furti. Grandi polemiche: molti "hanno fatto bene", gente che si indigna, forza nuova che usa l'episodio per dar contro agli immigrati. Era meglio muoversi prima.

Simone Farina disoccupato. Calciatore in forza al Gubbio l'anno scorso (serie B, retrocesso), per ora non ha una squadra. Si era molto parlato di lui mesi fa perchè fu quello che aveva dato il via - con la sua confessione - all'inchiesta sul calcio scommesse. L'aver avuto il coraggio e l'onestà di parlare gli era valsa, ufficialmente, la stima di tutto il mondo del calcio. Prime pagine, tante parole e addirittura un invito ad allenarsi con la nazionale a Coverciano e uno come ospite d'onore alla cerimonia per la consegna del pallone d'oro. Grandi onori per uno che è sempre stato da serie cadetta. Adesso però - meno di un anno dopo - è senza squadra: solo un caso? 

Infine, brevemente tutto ciò di cui volevo scrivere in questi mesi e per cui non ho avuto tempo: Scilipoti e la fusione fredda (altri link: I, II, III); sindaco di Taranto in giro con la pistola nella fondina, e la tiritera di Vendola in proposito; Finocchiaro che fa la spesa con la scorta in parallelo con le polemiche che c'erano state sulla scorta a Saviano; Mussolini che firma foto zio; Dino Zoff che tiene una rubrica di formula uno; scandalo scommesse: prima tutti dentro, ora tutti fuori.

sabato 2 giugno 2012

Contro l'uomo qualunque


Luca Sofri qualche giorno fa ha scritto un post che in breve dice che in Italia va molto di moda paragonarsi "agli altri" quando si combina qualcosa di sbagliato. Frasi del tipo: lo fanno tutti oppure il suo comportamento rispecchia quello della società, si sentono tutti i giorni.
Sofri cita ad esempio l'onorevole Crosetto che per difendere la classe politica dice che come per le altre categorie professionali ci sono quelli per bene e quelli pessimi, oppure Abete che in risposta alle affermazioni di Monti di pochi giorni fa dice che lo sport non è peggiore della società.
Sofri conclude dicendo che l'atteggiamento è sbagliato, in quanto i politici e gli altri personaggi che dovrebbero rappresentare un esempio per la società non possono paragonarsi al "popolo":
perché poi se tutti i modelli che dovrebbero alzare la media prendono a modello la media, la media si abbassa, e così via. E quindi rifugiarsi nel “è la società che è così” non è solo un alibi vile, ma è esattamente il meccanismo che peggiora a sua volta la società. Non avete il fisico per essere straordinari, per sentire la responsabilità di quel che i vostri comportamenti trasmettono e alimentano?Fate altro.
In una società ideale, un politico (un amministratore, un dirigente, un professore, un capitano di una nazionale, ecc ecc) dovrebbe essere scelto perché migliore degli altri, perché esempio per gli altri; dovrebbe essere scelto perché prenda decisioni importanti al nostro posto. In Italia ormai i nostri modelli si comportano da nostri pari, di conseguenza la società non rispetta più "l'autorità", e l'autorità stessa si livella ancor più con la media.

La conseguenza finale è che l'uomo qualunque può ergersi ad autorità, spesso senza le competenze necessarie. Ad esempio, un comune cittadino che in cinque mesi da impiegato in banca diventa sindaco di Parma.

Stiamo andando nella direzione giusta?
 

giovedì 31 maggio 2012

Gramellini del 31 maggio



Il Buongiorno di Gramellini di oggi si chiama "Il Codice Grillo" ed è secondo me geniale e pienamente condivisibile da chiunque non voglia cadere politicamente dalla padella alla brace.
Quando saremo al potere, spiega Grillo in un’intervista a «Sette», i politici verranno giudicati da un tribunale di cittadini incensurati estratti a sorte, che li condannerà ai lavori socialmente utili e alla restituzione del malloppo. Vedo già formarsi una ola da Bolzano a Trapani. Sorprende la moderazione del gabibbo barbuto: se avesse proposto di mozzare le mani ai ladri e la lingua agli ospiti dei talk show sarebbe stato portato in trionfo da tutti i sondaggi che chiedono agli italiani se preferiscono l’aumento della benzina o quello dello stipendio. Le persone hanno fame di capri espiatori per calmare l’ansia. Fin troppo facile blandirle con il populismo. Perciò merita rispetto la presa di distanza di Enrico Strabotti Bon, militante del movimento 5 Stelle sezione adulti: «La crisi ha ragioni più complesse. Magari potessimo ridurla a una vicenda di guardie e ladri. Ciò detto, chi ha commesso dei reati non la passerà liscia. Ma guai se a giudicarlo fossero i tribunali del popolo. Erano già poco democratici nella democratica Atene, dominati dall’emotività e dall’odio che si porta dietro altro odio. Giacobini, nazisti, stalinisti, talebani: non c’è epuratore che non li abbia usati per epurare, salvo esserne epurato a sua volta. Prima o poi, Beppe, quel tribunale giudicherebbe anche te. Il peggior Stato di diritto è meglio della migliore giustizia popolare».

Condivido Enrico Strabotti Bon. Non foss’altro perché me lo sono dovuto inventare. Sempre in attesa che un seguace reale di Grillo trovi la forza di ricordargli che non ci siamo liberati di un contaballe per consegnarci a un ayatollah.

venerdì 18 marzo 2011

Mattia Calise sindaco?

Perdonate la lunga assenza...
Stasera vorrei parlare di Mattia Calise.
Chi è? Il candidato sindaco di Milano.
Di destra o di sinistra? Eh, sapete, sono concetti del passato, non più attuali, roba da dinosauri della politica...
Ah, ho capito, quindi fa parte dei Responsabili? No, è del Movimento 5 Stèlle (essendo milanese apre la e di stelle...).
Apparte questa parafrasi uscitami così, spontanea, Mattia Calise è il candidato sindaco di Milano per la lista civica che fa capo ai MeetUp di Beppe Grillo.

Perché ne voglio parlare? Perché forse non tutti sanno che il Mattia (è milanese...) ha vent'anni, due- zero.
Classe 1990, diploma scientifico, iscritto a Scienze Politiche, esperto di informatica, ecc. Qui la sua pagina web.
E' vero, la politica italiana ha bisogno di essere svecchiata, ma non c'è forse un limite?

Non nascondo la mia antipatia per Beppe Grillo, che ritengo una persona intollerante e supponente, capace solo di guardare ai suoi fantastici progetti di democrazia partecipata ma del tutto allergica a qualsiasi forma di confronto con chi la pensa diverso da lui. Aspetto di vederlo affrontare un contraddittorio anziché i lunghi monologhi a cui è abituato.
Quello che ha costruito però non è qualcosa su cui scherzare: come tutti i movimenti nati dal basso che si propongono di allargare la partecipazione della gente, sono sicuro che nei prossimi anni ci saranno numerosi esempi di esperienze positive. Staremo a vedere.

Allora, ho appreso la notizia tramite questo video del FattoQuotidiano, intanto commento questo. Al minuto 2:40 parte la performance di Grillo per presentare la candidatura: il comico che si dimena per ridicolizzare i vecchi arnesi della politica, il ragazzo alla sua destra che lo guarda ridendo delle battute. Ma non vi viene in mente la scena di una recita scolastica, la maestra che assicura ai genitori che i figli si sono comportati bene, hanno lavorato sodo, e ora è arrivato il momento della perfomance di fine anno: dai fate un bell'applauso di incoraggiamento, che carini che sono, ciao mamma!
Ripeto, non voglio deridere il movimento ma cercare di prenderlo sul serio e valutare le sue azioni: questa mi sembra una completa buffonata! C'era proprio bisogno di una provocazione del genere? E c'è bisogno che Grillo continui a ripetere che lui non si candiderà mai, ne resta fuori, salvo poi presentarsi ad ogni evento mediatico e fare il suo show? Dicono che sia solo per dare visibilità, ma a me sembra più che altro che strumentalizzi sti ragazzi dei MeetUp: guardate come sono intelligente, rivoluzionario, vi candido anche gente di vent'anni! Non so...

Qui trovate il commento di Dino Amenduni: più preciso ed organico, meno confusionario del mio. Lo sottoscrivo.
E vorrei sapere la vostra, anche di qualche grillino se possibile, per farmi cambiare idea, perché più che rivoluzionarie a me le uscite di Beppe Grillo sembrano molto autoreferenziali.

giovedì 9 dicembre 2010

Monica Fontanelli e il Movimento 5 Stelle rispondono sul Quinto Postulato


Scrivo un quarto post su Monica Fontanelli e il Movimento 5 Stelle (dopo i due miei e quello di Lore) per pubblicare i commenti che ci sono arrivati in questi giorni dai diretti interessati.
Dopo aver pubblicato la lettera, Monica ha risposto aggiungendo questo:
I fatti che ho denunciato nella mia lettera sono veri, tutti. Reagiscono solo con insulti e illazioni (http://www.meetup.com/grillibologna/messages/boards/thread/10091872/20#38755268)Questo dimostra la loro povertà culturale e politica. In tanti mi stanno scrivendo da tante città italiane. Persone che hanno avuto esperienze simili alle mie nel Movimento e si sono allontanate per questo o sono state cacciate.
Con ovunque le stesse modalità di reazione da parte del Movimento: bugie, fango addosso a chi ha "osato" criticare, a chi si è rifiutato di continuare a vedere il re vestito e l'ha invece visto nella sua nudità.
Monica Fontanelli
Prima di questa risposta un utente anonimo ha pubblicato un link in risposta alla lettera di Monica, che ho pubblicato in un altro post. Questo post ha avuto diversi commenti, per prima la risposta di Monica Fontanelli:
Nessuna ricerca di un "megafono politico" solo la necessità di far sapere cosa si nasconde dietro agli slogan del Movimento 5 Stelle. Solo l'amarezza di chi ci ha creduto, di chi ha dedicato energie e passione al Movimento. Sono una donna libera, con senso critico e senza alcuna concezione "fideistica", pertanto non potevo "far finta di niente", la mia coscienza me lo impediva. Andarmene "in punta di piedi" non sarebbe servito a nulla, i cittadini hanno il diritto di essere informati.
Confermo quanto denunciato nella mia nota "Lascio il Movimento 5 Stelle", confermo tutto e aggiungo che il "berlusconismo " è davvero dilagante: non potendo negare ciò che scrivo si grida al "complotto", si cerca di "gettare fango" sulla persona che ha "osato" criticare alla luce del sole, in modo civile. Continuate pure, le persone capiranno ciò che siete, state gettando la maschera e mostrando la scarsità dei vostri contenuti
Monica Fontanelli
Io ho risposto ringraziando per aver risposto nel nostro blog e chiedendo una risposta più nel merito delle accuse mosse dal Movimento 5 Stelle. Monica ha risposto, ma prima è arrivata la risposta di Renato, immagino un ragazzo del Movimento 5 Stelle (cliccando sul suo nome c’è un link al sito listabeppegrillo.it):
La nota di Monica si commenta da sola...
Per mesi ha tentato di imporre i suoi metodi da sezione comunista al MoVimento.
Non ha mai capito nè accettato la novità della nostra proposta, forse ormai inquadrata negli schemi mentali imposti dagli anni di precedente attivismo.
Le sue critiche trite e ritrite ripropongono le accuse che di solito ci arrivano da sinistra, quando ci danno dei Berlusconiani. La cosa fa sorridere, visto che da destra ci danno dei comunisti camuffati... Sarà mica vero che i nostri schemi stravolgono davvero sia quelli di destra che quelli di sinistra? Si è criticato Monica sul metodo che stava seguendo (due sole riunioni del suo gruppo fantasma, richieste di comunicati stampa (STAMPA?!?), non condivisione nella stesura del documento Scuola che pretendevano fosse votato senza discuterlo - lo avevano già discusso in tre per ben otto ore è stato detto!!!- ). Alle nostre richieste di apertura, condivisione, partecipazione, si è risposto "voi non criticate i miei metodi, ma i contenuti, siete a favore della Gelmini". Alla faccia del qualunquismo!
Come dire che due più due fa tre, ma anche cinque.
Leggete le 51 pagine che ha gestito Monica per mesi: sono una testimonianza diretta della buona fede del gruppo, e dell'ostilità di Monica nei confronti dei metodi partecipati.
http://www.meetup.com/grillibologna/boards/thread/9297223/0/
P.s. @ LUCA - se aspetti che Monica risponda alle domande stai fresco: c'ha la coda di paglia e poi, mica è del MoVimento lei! Risponderà solo se accompagnata dal suo avvocato! ;)
Come dicevo, Monica ha risposto in questo modo:
Confermo tutto ciò che ho scritto nella mia lettera.
Il diritto di replica non è negato a nessuno, chiunque lo può esercitare commentando le mie parole sui blog che l'hanno pubblicata. Non è possibile farlo su facebook perché ho bannato molti degli attivisti del Movimento? E allora? Da quando una pagina personale deve essere utilizzata per un "contraddittorio"? Cerchiamo di essere seri e di non cadere nel ridicolo. Nella mia lettera non vi è alcuna falsità, è un'esposizione argomentata, civile con conclusioni che si possono o meno condividere, ma i fatti sono quelli. Non sono iscritta ad alcun partito e qualsiasi allusione in tal senso è diffamatoria. Il "metodo Boffo" insegna e i "grillini" l'hanno appreso bene.
A ciò che scrivo reagiscono offendendo e cercando di screditarmi con ogni mezzo possibile. Su Micromega hanno addirittura linkato un articolo di giornale che riporta la notizia di una mia omonima condannata per truffa. Una dipendente comunale di Lugo. Chiunque mi conosca sa che insegno in una scuola statale di Bologna e che nulla ho a che fare con l'impiegata di Lugo. Qualcun altro di loro mi ha paragonata a Ruby e a Noemi, un altro ancora mi ha dipinta come una persona violenta con metodi simili a quelli delle Brigate Rosse...e potrei continuare. Questo è il loro livello, questo è il loro atteggiamento.
Evidentemente non sono in grado di replicare in modo civile, non sono in grado di confutare ciò che scrivo se non urlando slogan e ingiurie. Nonostante i ridondanti proclami nei loro post rivelano l'insofferenza per chiunque li critichi e la pochezza dei loro contenuti.
Monica Fontanelli
Il commento su Micromega a cui si riferisce Monica è questo.
Infine, è arrivato un altro commento anonimo, immagino sempre da parte di un ragazzo del M5S, che ripubblica il link già pubblicato nel primo post:
Interessantissimo questa risposta: http://www.meetup.com/grillibologna/messages/boards/thread/10113966 1 a 1 palla al centro... adesso chiunque può dire qualunque cosa! Risultato: solo chiacchiere!!! Sono i fatti che contano!!! Azioni concrete sul territorio, banchetti, battaglie, video, lotte, buon governo... FATTI! ...solo questi voglio... Le CHIACCHIERE saranno dimenticate tra 7 giorni...
Ringrazio tutti per aver partecipato a questa discussione sul nostro blog. Il post con la lettera di Monica l’ho pubblicato dopo aver letto la lettera su Facebook, trovata in modo casuale. Come ha già scritto Lorenzo, noi non siamo né di SeL né di estrema sinistra, e non conoscevamo Monica prima che leggessimo la sua lettera. Non penso proprio ci sia nessun complotto, essere in disaccordo con le idee di un movimento, criticarle e allontanarsi dal movimento stesso, non solo è lecito, ma è un diritto di tutti. Il metodo usato per criticare Monica non lo condivido, e non aiuta mettere in risalto le risposte (giuste o sbagliate che siano) a ciò che lei ha scritto.
Come il fondatore, anche il Movimento 5 Stelle unisce ottime proposte ad uno strano concetto di democrazia.

Spero che la discussione continui, anche e nuovamente con il contributo dei diretti interessati.

mercoledì 8 dicembre 2010

Beppe Grillo Uber Alles

Alla luce degli ultimi accesi post su Beppe Grillo e il suo movimento, ci tengo a pubblicare il link al famoso articolo sul blog di Gilioli (Piovono Rane) che racconta l'avventura di un giornalista con l'ambizione di intervistare il comico genovese.
Anche io, come scriveva Ballets, non conosco il movimento dall'interno, ma riporto qui sotto una frase -evidenziata dallo stesso Gilioli nel suo post- che chiarisce l'idea che mi sono fatto di questo fenomeno politico:

Dove ci sono certezze, là c’è la dittatura. Dove ci sono dubbi, là c’è la libertà

Non sopporto chi, di destra o di sinistra, giudica con disprezzo le persone e non i fatti compiuti dalle persone.
Non mi fido di chi, di destra o di sinistra, rifiuta il dialogo ed il confronto.
Non credo a chi, di destra o di sinistra, taccia di ignoranza o malafede chiunque non condivida le sue personali idee.

Come vedete, anche io talvolta sono superiore a destra e sinistra.

E ora torno a studiare.

venerdì 3 dicembre 2010

Gli Amici di Beppe Grillo rispondono a Monica Fontanelli



L’altro giorno ho pubblicato una lettera di una ex-grillina, Monica Fontanelli, che ha criticato pesantemente il Movimento 5 Stelle. Un utente anonimo ha commentato il post mandandomi un link con un diverso punto di vista. Ne metto qui una parte, il resto se volete e se resistete (è lunghissimo!) lo trovate qui. Tra l'altro, veniamo citati anche noi del Quinto Postulato in mezzo ad un elenco di blog più o meno famosi che hanno pubblicato la lettera della Fontanelli (e devo dire che abbiamo in assoluto il nome più figo di tutti).
Ecco la risposta degli amici di Grillo:
“Lascio il Movimento 5 stelle”, inizia così la nota con cui Monica Fontanelli rende pubbliche le presunte motivazioni che l’hanno spinta ad abbandonare il gruppo degli amici di Beppe Grillo nel quale era entrata per dare voce allo scandalo sulla circolare Limina sulla scuola.
In realta’ quello che Monica Fontanelli ha portato all’attenzione del pubblico è un attacco camuffato da critica in cui Monica non risparmia nemmeno il ricorso alla menzogna. Menzogne che qualunque attivo al M5S avrebbe potuto immediatamente sbugiardare e per questo Monica ha preventivamente bloccato i commenti alla nota a tutti gli attivi eliminandoli dai suoi contatti su Facebook. I pochi rimasti per dimenticanza hanno commentato e quindi sono stati a loro volta immediatamente bloccati.
Si può essere in disaccordo su molti aspetti quando si fa parte di un Movimento politico o partito che sia. Il dialogo è alla base del confronto e della risoluzione dei problemi.
Quando si vedono certe reazioni da una persona che si proclamava “grillina”, viene da pensare che di “grillina” non avesse proprio nulla. Nel corso di questi anni sono tante le persone che si sono avvicinate al movimento e anche quelle che per un motivo o per l’altro si sono allontanate.
Ma non è mai successo che un attivista del Movimento se ne andasse nei tempi e nei modi come Monica ha fatto.
Nessun attivista in buona fede ha mai deciso di andarsene senza prima spiegare in assemblea o sul forum, i motivi per i quali se ne stava andando. Questo non è il caso di una lite personale o di una divergenza politica. Questo è un attacco premeditato.

[…]
Lo scopo dell’attacco è semplice: far apparire il Movimento 5 stelle come ogni altro partito. Dipingerlo autoritario, antidemocratico, in cerca di poltrone e privo di contenuti.
Per eccesso di zelo, Monica va oltre e sostiene che il Movimento sia persino peggio di un partito. Per dare credibilita’ a una tesi del genere, la “critica” deve venire da un “attivista fedele e laborioso” come Monica dichiara di essere stata.
Per essere credibile, una tesi del genere deve venire da una persona interna ai meccanismi del Movimento, che si avvale di un’esperienza personale e che finalmente si libera da questo peso infinito di dover stare in mezzo ad un gruppo “più che partitico” fatto di slogan e ambizioni personali.
Forse Monica non ha sopportato il rifiuto del M5S dei rimborsi elettorali. Troppo forte come messaggio per gli elettori.
Oppure a Monica e’ infastidita dai bilanci che il Movimento 5 stelle per la prima volta ha reso pubblici: un movimento che gestisce i soldi degli stipendi dei suoi consiglieri, in un’assemblea pubblica.
Bisognava fare qualcosa!
Vuoi mai che gli elettori indecisi del PD o di IDV pendessero dalla parte del M5S invece che dall’ala post-comunista di Vendola, dove indubbiamente, anche per sua ammissione, la Fontanelli è ideologicamente più vicina? Sarà mica un caso che il giorno della pubblicazione della sua nota, fosse anche il giorno in cui Vendola lanciasse proprio a Bologna il suo candidato alle primarie di Sindaco del centro-sinistra? Per chi crede alle coincidenze non c’è più niente da dire. Per chi invece sa fare i conti, appare un po’ strano che una nota come quella di Monica sia stata scritta in 5 minuti senza pianificare nulla.

[…]
Il movimento non è la perfezione della politica compiuta, e tutti ne siamo coscienti. Siamo coscienti del dover migliorare e le critiche costruttive non posso che giovare a tutti.
Possiamo dedurre che Monica fosse alla ricerca di un megafono politico per le sue idee (a mio avviso più che giuste) e, non trovando nel M5S le soddisfazioni che cercava, ora sta cercando visibilità con facili proclami. Non è, come dice Monica, questione di gridare al “re nudo”. Chi si è spogliata di una maschera è stata proprio lei con la sua esternazione a mezzo Facebook spammata a giornali blog e ovunque fosse possibile per farsi pubblicità.
Io non credo alle coincidenze e ai raptus di rabbia. Tutto preparato, forse non dall’inizio o forse si. Ma sicuramente gli ultimi passi sono stati mossi con l’idea ben precisa di “come” e “quando” chiudere i rapporti col Movimento e di come tentare di danneggiarlo.
Ancora una volta, fortunatamente, il Movimento ha dimostrato di avere gli anticorpi per difendersi da persone in mala fede che, approfittandosi dell’apertura verso la cittadinanza, hanno cercato ancora una volta di infiltrarsi e di fare apparire il M5S come uno dei tanti partiti in cerca di potere e visibilità. Persone come Monica, prima di trovare voce e fiducia da un partito politico, avrebbero atteso anni!

lunedì 29 novembre 2010

Lascio il Movimento 5 Stelle di Grillo



Lettera di una ex-grillina, in cui spiega i motivi per cui lascia il Movimento. L'ho trovato su facebook, qui. Interessanti anche i commenti alla nota.

Alle scorse elezioni comunali di Bologna e alle regionali ho votato il Movimento 5 Stelle. Leggo i post di Grillo da anni, e ho visto nel Movimento una “speranza” per il nostro Paese. La scorsa primavera ho deciso di partecipare attivamente alle riunioni dello stesso. Avevo ovviamente letto il programma nazionale e ne condividevo i contenuti. Sono insegnante e mi interessano molto quelli inerenti alla scuola. Ci lavoro da quasi 30 anni e la demolizione della scuola pubblica portata avanti dalla Gelmini, la circolare Limina in Emilia Romagna che invitava i dirigenti scolastici ad assumere provvedimenti disciplinari nei confronti degli insegnanti che avessero preso posizioni pubbliche critiche nei confronti della Riforma, la situazione sempre più drammatica del nostro Paese con la crisi economica affrontata con i tagli allo Stato sociale, hanno suscitato in me la necessità di assumere un impegno civile diretto .

Entrata nel Movimento ho organizzato il gruppo scuola, ho partecipato alle manifestazioni di protesta contro la riforma, convinta che il Movimento ne condividesse i contenuti. Come gruppo scuola, del quale ero la coordinatrice, abbiamo presentato un documento nel quale è stata analizzata l’attuale situazione della scuola pubblica e si chiedeva al Movimento di assumere una posizione chiara rispetto alla politica scolastica del Governo. Pochi e chiari principi: difesa della Scuola pubblica e conseguente NO alla riforma, laicità dello Stato e conseguente richiesta di abolire i finanziamenti alla scuola privata. Abbiamo chiesto al Movimento di approvarlo. Non è stato possibile. La risposta del Movimento è stata l’ostracismo. Di scuola non se ne parla o, se si è costretti a farlo, comunque non si assume una posizione, perchè all’interno del Movimento le posizioni sono diverse, inconciliabili e, per non allontanare nessuno, meglio far “finta di niente”, meglio discutere di cose più semplici. Il Movimento nei fatti non assume alcuna posizione sulla riforma della scuola, come non ne assume su moltissimi argomenti che riguardano il “sociale” e le politiche economiche di chi ci governa. 

Poco per volta mi sono resa conto che il Movimento non è ciò che viene descritto da Beppe Grillo: il programma nazionale e lo stesso nome di Beppe servono solo come “specchietto per le allodole”, per attirare i voti di chi non ne può più dell’attuale classe politica, dei suoi privilegi e della sua incapacità di dare risposte credibili ai problemi del Paese. Il Movimento è eterogeneo, composto da persone che cavalcano la tigre della protesta e che affrontano solo argomenti “facili” sui quali convergere. Quando si parla di piste ciclabili, o di spazi verdi nella città, o di diminuzione dei costi della politica, di raccolta differenziata, di nucleare …. è facile trovare una convergenza di idee e di proposte. Diverso invece è assumere posizioni politiche rispetto alla riforma Gelmini, al finanziamento alla scuola privata, alla laicità dello Stato, ai diritti delle coppie di fatto, alla legge 194 sull’aborto, al problema ormai drammatico della casa, del precariato, all’accordo di Pomigliano, che non è un fatto isolato nel Paese, ma rappresenta il tentativo di togliere sempre più tutele ai lavoratori in tutto il Paese. Su queste e altre problematiche il Movimento non è in grado di prendere una posizione, perché al suo interno ci sono persone con idee spesso contrapposte: vi sono conservatori e “orfani della sinistra”, laici e cattolici integralisti, uniti nella “protesta”, nei facili luoghi comuni, ma incapaci di avere un progetto realistico e coerente di più ampio respiro. Uno dei loro motti preferiti è che non sono un partito, non sono una casta. A mio modo di vedere sono molto peggio: “uno vale uno” è in realtà solo uno slogan. Nelle assemblee si decidono solo alcuni aspetti, per lo più organizzativi, per il resto c’è un’oligarchia che decide per tutti: sono gli eletti e i loro stretti collaboratori. In questi mesi trascorsi nel gruppo l’assemblea non ha deciso nulla di rilevante dal punto di vista politico. Sono gli eletti Favia e De Franceschi che assumono in totale autonomia qualsiasi decisione politica a nome del Movimento. Quando ho chiesto di discutere in assemblea di alcune problematiche, come il finanziamento dato alla fine di luglio dalla Commissaria Cancellieri alle scuole private a Bologna, l’adesione alla manifestazione in difesa della scuola pubblica indetta a Reggio Emilia il nove ottobre scorso, la discussione sull’eventuale nomina alla presidenza della Commissione Pari Opportunità in Regione di Silvia Noè, l’accordo di Pomigliano e la necessità di assumere una posizione politica in difesa dei lavoratori, non ho mai ricevuto risposta. Formalmente non rispondono, lasciano decadere, non ne parlano, così possono fingere di essere tutti d’accordo, così possono coesistere nel movimento posizioni spesso contrapposte, intanto gli “eletti” decidono per tutti, perché loro sono i “portavoce” del Movimento. Bell’esempio di democrazia! Ieri sera l’ultima “farsa”: i Consiglieri Regionali in assemblea pubblica hanno presentato un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi in Regione, hanno “rimesso il proprio mandato nelle mani dei cittadini”, quindi c’è stata una votazione al fine di confermare o meno la “fiducia” a Favia e a De Franceschi. Nessuna possibilità di porre domande ai Consiglieri, di discutere veramente su ciò che è stato o non è stato fatto. Una votazione plebiscitaria, ad alzata di mano, nella peggiore tradizione dei peggiori partiti. Uno “spot di propaganda”, non uno strumento di democrazia, una “trasparenza” di facciata. Un’autoesaltazione del proprio operato e una continua denigrazione di ciò che fanno “tutti gli altri”, questo è stato, in una povertà di contenuti e progetti reali davvero impressionante. Stupefacente scoprire, tra l’altro, che il denaro proveniente dagli stipendi regionali dei Consiglieri ( l’Assemblea ha deciso per loro un compenso di 2500 euro mensili ) non viene gestito dal Movimento stesso, ma dai Consiglieri che trattengono l’importo dovuto nei loro conti correnti personali! E questo sarebbe un approccio nuovo alla politica?

Per non parlare della chiusura totale che mostrano rispetto a tutte le altre realtà culturali presenti a Bologna. Nessun confronto e nessuna alleanza, questo a prescindere da possibili convergenze, perché solo loro sono portatori della “verità” grillina. Intanto, per le prossime comunali questo Movimento così aperto alla società civile, così diverso dagli altri partiti avrà un candidato sindaco alle prossime amministrative autocandidatosi e scelto da chi? Dagli elettori che lo indicano in base ad un programma? No, scelto nel chiuso dell’assemblea degli attivi, e solo da chi risulta essere attivo alla data del 30 settembre 2010, scelto quindi da poche persone nella peggior tradizione dei partiti. Criticano i partiti, non accorgendosi però di essere ancor peggio degli stessi, perché non vi è alcuna reale democrazia all’interno. E chi “osa” far presente certe incoerenze viene visto immediatamente come un “nemico”, qualcuno da isolare. E così vanno avanti senza prendere mai alcuna posizione chiara, convinti come sono che tanto saranno premiati elettoralmente in ogni caso: gli elettori voteranno sulla base di quello che dice a livello nazionale Grillo, il voto di protesta continuerà ad esserci e solo questo conta. Lo stesso atteggiamento in fondo che ha la Lega: parlare facile, per slogan comprensibili ed efficaci,nient’altro. Far credere che vi sia un programma nazionale condiviso, far credere che il movimento rappresenti una novità, una possibilità di riscatto del Paese,parlare alla “pancia” delle persone, glissare su tematiche qualificanti perché una posizione chiara allontanerebbe qualcuno: l’importante è prendere voti da tutti, da destra e da sinistra perché loro sono “sopra” volano “alti”. Parole prive di un reale significato, solo vuoti slogan di propaganda: come la Lega appunto.

Povertà culturale, intellettuale, politica. Inaccettabile quando da movimento di protesta si decide di entrare nelle Istituzioni, si decide di proporsi come forza che deve amministrare le città, le regioni e forse domani il Paese. Per farlo bisogna avere delle idee, occorre avere il coraggio di assumere posizioni politiche, di fare scelte chiare, condivise non solo dagli “eletti” ma dal Movimento intero e soprattutto uscire dalla facile ottica della protesta e degli slogan ad effetto, occorre occuparsi dei problemi reali dei cittadini e prendere posizioni chiare esponendo le proprie idee e cercando di aumentare il consenso per questo più’ che per le invettive contro gli altri. 

Per questi motivi lascio il Movimento, per la mancanza totale di democrazia all’interno, per la povertà di contenuti. Lascio il Movimento perché non voglio rendermi complice dell’inganno che stanno perpetuando verso gli elettori : a parole sostengono il programma nazionale di Grillo, nei fatti approfittano del suo carisma per ottenere facili voti di protesta ed iniziare la propria personale “scalata” alle Istituzioni. Non ci sto. I partiti non mi piacciono, ma il Movimento non è ciò che appare: non c’è democrazia all’interno, non ci sono idee che non siano quelle “facili” e scontate che la stragrande maggioranza delle persone può condividere, non c’è un progetto serio di società, solo slogan.

Un Movimento a parole di tutti, nei fatti solo di pochi.

Monica Fontanelli