Visualizzazione post con etichetta fatto quotidiano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fatto quotidiano. Mostra tutti i post

venerdì 14 febbraio 2014

Italia stai serena

Io dico che non ci siamo, non ci siamo.

Settimane di stallo, di dichiarazioni pubbliche in politichese, di dico non dico ma poi ritratto per non aver mai detto quello che avete capito, manovre di palazzo, incredibili giravolte per finire con un bel .... Renzi che si inerpica sulla poltrona di palazzo Chigi!

1994-2014: Berlusconi, Dini, Prodi, D'Alema, Amato, Monti, Letta, Renzi: otto persone diverse diventano presidente del consiglio, solo due elette. E' la novità che avanza?

sabato 1 febbraio 2014

Il Fatto e gli Italiani all'estero

Premessa: riconosco che - per quanto scriva sempre più raramente - il criticare il Fatto Quotidiano sia una delle mie attività preferite sul blog. E' una mia fissa.

Allora, è uscito un articolo giorni fa sugli italiani all'estero che descriveva le reali abitudini dei nostri connazionali oltreconfine, appunto. Cioè anche le mie. Mi sono quindi sentito chiamato in causa, ho dato un'occhiata e qui dico la mia.

L'articolo tenta di descrivere in maniera caricaturale il prototipo dell'italiano iper critico con qualunque cosa accada in italia e che - non potendone più di vivere nel nostro paese per colpa di Berlusconi e tutti i suoi effetti collaterali - se ne va all'estero. Quell'italiano che - dovunque sia finito - non riesce comunque a staccarsi dalla sua italianità nelle sue buone e cattive caratteristiche e che non riuscirà mai davvero ad ambientarsi in un ambiente estraneo ma che - ogni volta che torna a casa per le feste - non la finisce mai di rinfacciare ai connazionali quanto tutto vada bene oltre confine e quanto tutto invece vada male a casa loro. Il classico tipo che irriterebbe chiunque.

Ora, posto che il profilo dell'italiano afflitto e lamentevole del tipo che cosa ci rimaniamo a fare in italia? ma inerte e incapace di alcun tipo di iniziativa seria a mio modo di vedere corrisponde proprio a una buona fetta dei lettori del Fatto (ma lasciamo stare, è una caricatura pure questa), l'articolo vuole essere ironico e non va troppo preso sul serio. Per quanto lo faccia male e in maniera grossolana, personifica tutte le cattive caratteristiche che chi più o chi meno, chi cervello, chi no, tutti noi italiani all'estero abbiamo e che ci portiamo dietro quando torniamo a casa, talvolta irritando i nostri connazionali. Un giochino simpatico, volto a dar voce e immagine a quel senso di fastidio che qualche volta alcuni atteggiamenti degli italiani in fuga possono suscitare in chi invece se ne sta bello e buono a casa.

Il giochino non è riuscito gran che perché - oggettivamente - l'articolo è talmente mal scritto che l'ironia la si coglie poco e male e molti hanno finito per sentirsi offesi. Per primi i lettori del Fatto con una miriade di commenti, poi anche altri con articoli o lettere qua e  ad esempio, rispondendo magari punto su punto all'aticolo.

La morale è: impariamo a leggere meglio (noi) e a scrivere meglio (loro). E a indignarci di meno per cose insignificanti. Oppure, semplicemente, smettiamo di leggere il Fatto se questo è il tenore di quello che propone quotidianamente.

Saluti dalla Francia (ah qui sì che si sta bene!!).

sabato 23 febbraio 2013

Sono tutti uguali?

Trovo mille e più motivi per dissentire con chi dice che "sono tutti uguali".

Alla vigilia delle elezioni ne propongo uno, l'ennesimo esempio di politica trash: certi livelli secondo me si raggiungono solo dalla bande di "Pdl & friends".
Possiamo discutere quando vogliamo sul fatto che il PD non è di sinistra, asseconda i cattolici, è pronto ad allinearsi all'agenda Monti, ma dire che sono uguali ai figuri del Premiato Popolo delle Libertà, questo no!

Video del Fatto Quotidiano.

venerdì 21 settembre 2012

Frasi, immagini e commenti


Volevo scrivere un post con un elenco di link, ma siccome Balletz ha il copyright allora ho pensato di ripiegare su un post con varie notizie, ma siccome il copyright stavolta ce l' ha Doson faccio un misto delle due, così vi attaccate!

  • Dall'articolo dell'altro giorno del Fatto, sul rapporto tra ambiente e fonti rinnovabili 
"Un alluvione di pale che ha conquistato tutto il sud. Loro in cima alle montagne, i pannelli fotovoltaici in terra. Creste d’acciaio in aria, e in basso silicio al posto degli ulivi, come in Salento, silicio invece degli agrumi, come in Calabria. Silicio e non pomodori, o vitigni, o alberi."
Siccome non c'è piu qualche grande nemico pubblico da abbattere pare che il Fatto si sia accorto che le FER non sono la panacea di tutti i mali (meglio tardi che mai) ,in perfetta coerenza con la linea tenuta durante il periodo referendario dell'anno scorso..
Il tono misto drammatico-indignato (che mi irrita da matti), ancora una volta, è usato per affrontare in maniera emotiva questioni tecniche che di emotivo hanno ben poco. La scontatezza di buona parte dell'articolo  fa il resto ..

  • Da un post (tratto dal Post) di Filippo Zuliani 


L'articolo non è recentissimo, ma è un'ottima analisi a tutto tondo di alcune fonti energetiche. In particolare è impressionante il divario tra costo del solare fotovoltaico e le altre fonti. Non so se oggi le cose siano cambiate (nel caso non credo di molto), però anche a quei tempi ricordo che in molti millantavano l'imminente raggiungimento della grid-parity per il fotovoltaico. Come oggi del resto.

  •  Da un album della National Geographic


Questa foto, che ritrae la scia dello Shuttle fotografata da una donna che era a bordo di un aereo di linea, è stata l'immagine del mio desktop per mesi.
Però credevo fosse un fake, e invece l'altro giorno ho scoperto che non è così!
Foto vecchiotte, ma uniche nel loro genere!

  • Dal libro "Breve trattato sulla decrescita serena" di Serge Latouche
"Sempre di più, la domanda si sposta dai beni di grande utilità ai beni di grande futilità. Elemento essenziale del circolo vizioso e suicida della crescita illimitata, la pubblicità, che costituisce il secondo bilancio mondiale dopo gli armamenti, è incredibilmente vorace: 103 miliardi di euro negli Stati Uniti nel 2003, 15 in Francia. Nel 2004 le imprese francesi hanno investito 31.2 miliardi di euro in comunicazione (cioè il 2 per cento del PIL e 3 volte il deficit della previdenza sociale francese)"
Questo passaggio mi è venuto in mente l'eltro giorno, quando ho rivisto una vecchia pubblicità televisiva che ai tempi era molto famosa, ma che, come è normale in mezzo ad un bombardamento mediatico frenetico, avevo dimenticato.
Si può non essere d'accordo con Latouche, però secondo me è inopinabile il fatto che lo sforzo (in termini di capitali economici ma anche di risorse umane) impiegato per instillare la necessità di cose per lo più superflue sia paradossale.



All'inizio avevo dedicato addirittura un intero post a questo soggetto, veramente fuori di testa (pazzesco il salto al min 1.10) poi ho pensato che forse stesse meglio all'interno di una piccola raccolta..



Io non sono vegetariano o vegano, alla fine, credo, la natura è natura, e una necessità come quella alimentare non è giusto sia soppressa dalla ragione.
Però non mi spiego come nel 2012 possano esserci ancora i circhi.
Al di la di questa singola vicenda, quando vedo queste gabbie in lontananza con all'interno una serie di animali esotici, o ancora peggio quando penso alla corrida spagnola immagino un futuro in cui penseremo a questo periodo alla stessa maniera di come oggi noi pensiamo all'epoca di Roma antica ed allo strano modo di divertirsi che avevano, ammazzando persone umane nelle arene.

Alla prossima..


venerdì 8 giugno 2012

Link - 8 giugno

  • Il segretario del PD Bersani ha detto che si faranno le primarie. E Renzi, con un'intervista al Foglio, si candida;
  • complottismo all'italiana: ieri si è scoperto che l'attentato a Brindisi è stato fatto  probabilmente per vendetta personale da una singola persona, non da mafia, anarchici, servizi segreti o sette giudo-pluto-massoniche. Michele Brambilla su la Stampa fa un riepilogo di tutto quello che è stato detto subito dopo l'attentato;
  • Luca Telese lascia il Fatto Quotidiano, per fondare un nuovo giornale e soprattutto perché non è più d'accordo con la linea editoriale (distruttiva e non costruttiva) del giornale. Qui l'intervista del Corriere a Telese, e qui il "saluto" del Fatto (che non si smentisce mai), con tweet di risposta;
  • il Buongiorno di Gramellini, sulla dissolvenza della casta;
  • è di qualche giorno fa la notizia di Berlusconi che prima dice che dobbiamo uscire dall'Euro e poi smentisce: il riassunto su Nonleggerlo;
  • quarant'anni fa, durante la guerra del Vietnam, fu scattata una delle foto più famose della storia (vincitrice anche del premio Pulitzer): il Post racconta la sua storia;
  • un'altra storia di quarant'anni fa: la prigione di Stanford, il più celebre esperimento di psicologia sociale di sempre, una delle storie più interessanti che ho letto ultimamente;
  • foto da Big Picture su transito di Venere davanti al sole, giubileo della regina Elisabetta e biciclette.

domenica 18 marzo 2012

Clooney e il manifestare

L'arresto di Clooney ispira in maniera indiretta questo post. Non scriverò del Sudan (anche se probabilmente ve ne sarebbe più motivo) ma di arresti e manifestazioni o, più in generale, di manifestazioni che creano disagi e delle relative conseguenze.

Partiamo da alcuni fatti: è chiaro che la maggior parte dei diritti di lavoratori e non solo sono stati ottenuti tramite manifestazioni e che la manifestazione è una delle espressioni più naturali e più salutari di una democrazia. Ma è chiaro anche che la curva che descrive la risonanza data dai media alle idee ispiratrici di una manifestazione al variare del disagio che questa crea al cittadino è una parabola. E che fare un po' di casino riuscendo a fermarsi al momento gusto può essere un efficace modo per far sì che ciò che volevi esprimere arrivi alle orecchie di un gran numero di persone: per esempio, occupare una stazione per mezz'ora può far scrivere di te e delle idee che esprimi sui giornali quando, non facendolo, nessuno ti avrebbe dedicato due parole in croce; però, contemporaneamente, bruciando auto e cassonetti rischi che l'eco del casino che hai combinato superi di gran lunga quello dei temi che ti interessava portare.

L'arresto di Clooney mi ha riportato alla mente la notizia di qualche mese fa in cui, a New York, la polizia aveva reagito a manifestanti che bloccavano il ponte di Brooklyn caricandoli a centinaia su pullman per portarli in commissariato per poi processarli per il disagio che avevano creato.

Le notizie di fermi in conseguenza a manifestazioni pacifiche suscitano sempre un po' di apprensione ma la verità è che una manifestazione è pacifica non soltanto quando non vengono commesse violenze o bruciati cassonetti ma anche quando non vengono occupati binari o autostrade o, in generale, quando non vengono commessi reati. Bloccare una stazione, una strada o un ponte è una violenza che pochi commettono a danno di molti e, di conseguenza, coloro che la mettono in atto dovrebbero pagarne le conseguenze.

La sensazione è che in Italia ciò non accada mai. In generale, la polizia si limita a far sfollare o a contenere in modo che la manifestazione non degeneri in un qualcosa di più violento, fermando qualcuno (pochi e a campione) soltanto quando ci sono degli scontri con le forze dell'ordine. Alle volte questo accade per mancanza di mezzi o organizzazione o per opportunità: rischio di far montare la tensione e peggiorare le cose e magari farci una figura di merda o anche solo voglia di evitare di tirar su eventuali polveroni polemici del giorno dopo. Il problema, però, è che continuando placidamente a tollerare, l'occupare stazioni o autostrade sta diventando un'abitudine non sanzionata se non quasi un diritto, quando si è in tanti a protestare.

In questo (per me pessimo) articolo del Fatto, il giornalista si sente migliore dell'umanità di prima classe freccia rossa che inveisce malamente contro i manifestanti notav che hanno bloccato la linea su cui transitavano e implicitamente giustifica gli unici stanno effettivamente commettendo un reato, cioè quelli che bloccano la linea. Lui scopre di stare dalla parte giusta dell'Italia, tra quelli che amano il proprio paese, cioè non tra quelli che si incazzano (seppur in modo poco ortodosso) perchè per l'ennesima volta i loro diritti sono violati. Per me sbaglia, perchè il lamentarsi di questa gente è conseguenza della tolleranza o solidarietà che quelli come lui hanno nei confronti di chi, per far valere i propri diritti, calpesta quelli altrui. Impunemente.

mercoledì 22 febbraio 2012

Solidarietà al procuratore Caselli

Oggi mi sono decisamente incazzato leggendo la notizia delle contestazioni al procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli avvenute ieri a Genova durante il suo intervento a palazzo Tursi.
Stando all'articolo di Repubblica, un centinaio di manifestanti siglati No-Tav ha guerrigliato per strada con la polizia, rompendo vetri e tirando anche una bomba carta. Infine, non contenti, hanno pensato bene di scrivere su vari palazzi e sulla statua di piazza Corvetto
"Caselli Boia", "Caselli boia speriamo che tu muoia", "morte ai re"(?), "no tav liberi", così che possiamo ricordarci bene della loro orgogliosa intolleranza.

In questi giorni i NoTav sono particolarmente agitati per gli arresti di manifestanti accusati di lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale nei boschi della Val di Susa. Tra questi c'è il genovese Gabriele Filippi. E Caselli è proprio il pm che ha chiesto questi arresti, oltre ad essere il magistrato che ha combattuto contro il terrorismo delle Br e contro le organizzazioni mafiose.

Io non conosco le dinamiche degli scontri in Val di Susa, né i dettagli dei mandati d'arresto dei manifestanti. Non ho un'opinione chiara sulla costruzione dell'alta velocità, in quanto questione molto tecnica sulla quale si sente e si legge tutto e il contrario di tutto. Mi sento solidale col movimento NoTav perché apprezzo il loro attaccamento alla terra e riconosco importante la loro richiesta di essere coinvolti nelle decisioni: non sono uno che derubrica la questione ad un semplice problema di egoismo locale.

Però non sopporto i manifestanti violenti,
non posso appoggiare chi contesta l'operato di qualcuno divulgando in rete minacce più o meno velate e
men che meno apprezzo chi si affretta a legittimare questi "resistenti" con la scusa che viviamo in uno stato repressivo che non ascolta la volontà popolare.
Li considero tanto fascisti quanto i poliziotti dal manganello facile che pretendono tanto di osteggiare.

Ecco perché mi trovo pienamente d'accordo con gli articoli di Peter Gomez e Filippo Rossi sul Fatto:
Il movimento deve poi ricordare che agli arrestati per la guerriglia della scorsa estate non sono stati contestati reati associativi, ma solo specifici episodi di violenza. Un evidente segnale di come la procura di Torino non punti a criminalizzare il dissenso. Non capirlo non è solo sbagliato. È stupido. [Gomez]

Intendiamoci, tutto legittimo. E, paradossalmente, molto positivo per un sistema democratico che si deve abituare a dar voce a chiunque, senza limiti, senza vincoli. Però non è possibile che quel chiunque continui a spacciarsi per quel che non è. Non è sopportabile che si continui a spacciare, con fare orwelliano, la violenza per non-violenza, le minacce (“Caselli boia speriamo che tu muoia”) per libertà di pensiero, il ricatto per dibattito democratico, la bugia per la verità, la guerra per la pace. [Rossi]
Solidarietà al magistrato è stata espressa da Libera attraverso un comunicato in cui si difende la persona impegnata da anni nella lotta alla mafia e si denuncia l'intolleranza con cui ha preso forma la contestazione.

Per concludere vi rimanderei alla lettura del post di Giovanni Fontana, "Prigionieri del loro stesso fascismo", che espone sempre benissimo le sue idee.

martedì 24 gennaio 2012

Tempo di bilanci..

Le mie promesse da marinaio di scrivere più spesso sono per ora del tutto disattese: avrò scritto sì e no tre miseri post.
Certo, ho le mie scusanti: ho cambiato casa, ho il computer pieno di virus, lavoro... ma vabbè si potrebbe fare di più! Comunque, quando leggo qualcosa che mi piacerebbe pubblicare lo metto da parte, passano le settimane e rimane sempre lì. Voi direte: cestinalo! Invece no, questa volta vi beccate una lettura dei primi di gennaio.

Pisapia e de Magistris hanno incarnato una rivoluzione culturale nel contesto politico nazionale che ha infuocato gli animi della sinistra: oggi ripenso a quei giorni con entusiasmo e mi chiedo quanto rimanga nei fatti di quella bellissima esperienza di partecipazione popolare.
Ho trovato quindi interessanti questi articoli sui due sindaci della rivoluzione arancione.

Thomas Mackinson sul Fatto riporta i successi di Pisapia e getta le prime ombre su de Magistris.
Sempre sul Fatto Vincenzo Iurillo fa un bilancio non troppo positivo sull'operato del sindaco campano, soffermandosi sull'ultima clamorosa vicenda della sostituzione di Raphael Rossi alla guida dell'azienda che gestisce i rifiuti di Napoli.
Ludovico Bessegato sul Post ci descrive i suoi primi sei mesi a Milano con Pisapia.

Infine, l'intervista rilasciata dal sindaco milanese a Repubblica, in cui parte la sfida per la conquista della regione seguendo la scia del successo delle comunali.

lunedì 2 gennaio 2012

La lucidità di Massimo Fini

Come primo post dell'anno ho scelto un articolo di Massimo Fini dal titolo "Meglio tedeschi che italiani": ottimismo a colazione, come cantava qualcuno.
Sostanzialmente il giornalista sostiene che il basso profilo scelto da B in questa fase Montiana altro non sia che la sua strategia per un rientro al governo come salvatore della patria: la sua immagine di puttaniere mafioso e non all'altezza del ruolo verrebbe così ripulita dalla scelta di farsi da parte per sostenere un governo tecnico imposto dalla Germania. Già, perché B ora smentisce le indiscrezioni sull'ingerenza tedesca, ma quanto ci metterebbe in campagna elettorale a smentire la sua smentita, dichiarandosi vittima di un golpe ordito dalla C.I. (per gli amici Angela Merkel)??
Fini conclude così: "In ogni caso io preferisco un’Europa governata dai tedeschi a un’Italia governata dagli italiani". Sono un eversivo se mi trovo completamente d'accordo con questa dichiarazione? Sono un anti-italiano se penso che i tedeschi abbiano il sacrosanto diritto di lamentarsi delle nostre italianissime buffonate? E, soprattutto, sono l'unico che non si è indignato con Sarkozy dopo aver visto come se la rideva di gusto con la Merkel alla domanda sull'Italia??
Intendiamoci, amo l'Italia, in un certo senso potrei definirmi un patriota, e di conseguenza rido a mia volta della rigida mentalità tedesca e odio l'arroganza francese, ma un conto è l'attaccamento alla terra e un conto è l'onestà intellettuale di riconoscere i propri errori: o sono io che sono pazzo?

giovedì 17 novembre 2011

Link del 17 novembre 2011

Non sono impazzito, non ho improvvisamente dimenticato che Link è una rubrica del fondatore Ballets e non è carino rubargliela… ma ormai le abbiamo tentate tutte per farlo tornare a scrivere sulla sua creatura, ho creduto di provare quest’ultima carta, non sia mai che funzioni!

Che dire? L’ultima volta che ai lettori pervenne un suo post (con conseguente ovvio incremento esponenziale delle visite) fu il 6 ottobre… in quell’occasione il nostro si rattristava della prematura scomparsa del creatore di Apple. E’ vero, lo ammetto: nessuno di noi è stato tenero con quel post, ma Ballets non te la prendere, siamo amici come prima, sentiti di nuovo libero di sfogare i tuoi sentimenti più intimi su questo blog, noi lo apprezzeremo comunque!!!

Quindi, dicevo all’inizio, tento quest’ultima carta per convincerlo: mi approprio di una sua rubrica per pubblicare link a me graditi e spero di suscitare così un misto tra gelosia e orgoglio tale da fargli scattare la scintilla del blogger.

  • articolo del Fatto sulla grave situazione della pesca del tonno rosso: non tutti sanno che l’Italia rischia di pagare un’altissima multa alla UE perché non porta avanti con la dovuta determinazione i controlli sulla pesca clandestina;
  • post di Andrea Scanzi sui suoi “Mi piace Non mi piace” del nuovo governo Monti;
  • articolo di Beppe Giulietti sulla probabile chiusura del museo della memoria a Sant’Anna di Stazzema, paese dell’eccidio nazista del ‘44: il governo non l’ha inserito nella lista degli enti che riceveranno il contributo ministeriale, di conseguenza lunedì 20 potrebbe chiudere i battenti;
  • dopo un paio di settimane di polemiche che ancora non si sono placate, la sindaco di Genova Marta Vincenzi scrive una lettera ai concittadini per spiegare la sua posizione di sindaco di una città alluvionata.

Il-Governo-Monti-ecco-i-ministri-638x425  luca-balletti

venerdì 16 settembre 2011

Le manovre economiche evitabili

Per farmi perdonare dai deliri odierni con il famoso "corrispondente dall'Emilia", consiglio la lettura di questo post di Vladimiro Giacche' che pubblicizza il libro "Soldi rubati" di Nunzia Penelope:



"una sorta di viaggio nei gironi infernali dell’illegalità economica
all’italiana."



Evasione fiscale, lavoro nero, corruzione, riciclaggio, truffe varie... sicuramente un ottimo acquisto per chi passa da una libreria!

sabato 3 settembre 2011

Il Partito Del…

index

Massì, dai, oggi mi sento ispirato per aggiungere un po' di merda al buon nome (?) del PD.
Guardate, non lo faccio con cattiveria, credetemi: nonostante il mio cuore batta molto a sinistra, una sinistra estrema ed estremamente idealista, la mia ragione mi spinge sempre a tornare coi piedi per terra per cui io mi accontenterei tranquillamente di votare un partito di centro-sinistra anziché un partito di sinistra. Ve lo garantisco! Alla fine trovo che farsi contaminare, uscire dallo stretto delle proprie idee per trovare una mediazione con chi la pensa diversamente sia anche una sfida interessante! Altrimenti che presunzione!!


Però... ci vorrebbe un partito di centro-sinistra PRESENTABILE.


bersani"Ohibò, ragassi, ma siam passi!??" direbbe il caro Pier Luigi de noantri. "Partito Presentabile? Mica ci chiamiam PP, noi siam democratici, noi ci chiamiam PD, cioè Partito Del!".
Mi scusi, segretario, cosa vuol dire "partito del"?
"Partito Del, vuol dire che dopo puoi Inserisci linkmetterci la parola che più ti piace! Partito del popolo, Partito dei PapaBoys, Partito della Fiom, Partito dello smacchiamento dei giaguari... eccetera eccetera, mica posso stare qui a dirteli tutti. Scegli tu quello che vuoi e noi ce Inserisci linklo mettiamo!"
Chiedo scusa, onorevole, questo significa che potrebbe essere anche Partito delle Libertà?
"Massì, ma certo, che domande: quello è già quotatissimo tra il nostro gruppo dirigente!!"


Sono davvero sconfortato, l'indecisione regna sovrana i n questo paese di merda (non è un insulto, ma una dichiarazione del presidente del consiglio NON SMENTITA!!!). Indecisione tra il governo nel varare la manovra, indecisione tra l'opposizione (e indovinate chi è il principale partito di opposizione??) nel contrastare lo scempio di questa maggioranza e cercare di riprendere in mano le redini.
Ho apprezzato l'intervista a Renzi, su Repubblica, che sta sui coglioni a tutti ma a me continua a sembrare -quantomeno- sincero, concreto, innovativo. Il sindaco di Firenze parla chiaro di questione morale, di riforme dei partiti e dell'Italia, di primarie, ecc.
Da tenere presente l'articolo di Claudio Cerasa sul Foglio, che fa notare come Renzi non possa candidarsi alle primarie del centro-sinistra in quanto lo statuto del suo partito obbliga a presentare come unico candidato il segretario (ad esempio, questa è una norma dello statuto del PD, quindi dovrebbe essere chiaro che il PD la vorrà rispettare, ovvero il PD sosterrà Bersani: voi l'avevate capito?).
Luca Telese dal FattoQuotidiano è stato la scintilla che mi ha spinto a concepire questo post: ecco la sua analisi sulle non scelte del PD.
Infine un post di Dino Amenduni, sempre sul blog del Fatto, che ci porta un po' di sano ottimismo, gggiovane e spensierato!


Torniamo a casa e riprendiamoci sta Italia!

giovedì 1 settembre 2011

Politi sui privilegi ecclesiastici - versione aggiornata!

Come mi ha fatto notare un nostro lettore, Andrea, ci sono delle imprecisioni nel mio post. Nella sezione Commenti potete approfondire la tematica.
Resta comunque valido l'invito a leggere l'articolo di Politi.


Interessante articolo di Marco Politi, il vaticanista di Repubblica, che commenta la risposta dell'Avvenire alle critiche ricevute da vari settori dell'opinione pubblica a proposito dei patrimoni della chiesa cattolica.

Da una parte, senza dubbio, c'è l'esagerazione nei toni di qualcuno che vorrebbe imputare il debito italiano ai privilegi che si godono oltre Tevere. Ma dall'altra c'è uno stato vaticano che è libero di gestire in maniera del tutto autonoma e segreta le proprie proprietà in Italia, e che può godere di smisurati privilegi fiscali, leggi otto per mille ed esenzione dell'ici.

Dove sta la ragione? Politi ha una opinione molto chiara e lineare, per quanto mi riguarda: invece di ridurre la questione a puro vittimismo nei confronti di quei cattivoni dei radicali e di certa stampa, Avvenire potrebbe rispondere alle perplessità di buon senso circa la destinazione finale di tutti questi contributi e benefici, in una parola trasparenza. Altri atteggiamenti (quelli che finora sono stati condotti dalle gerarchie ecclesiastiche) riflettono uno scappare di fronte alle proprie responsabilità.

mercoledì 20 luglio 2011

20 luglio 2011, il decennale

Sono passati dieci anni dall'inizio del G8 di Genova. Dieci anni di ricordi, di recriminazioni, di processi giudiziari e politici, di accuse e di memorie.


Dieci anni fa, il 20 luglio, io avevo quindici anni e stavo volando su un aereo per Malpensa, di ritorno dalla Finlandia. Ricordo che in autostrada apprendemmo dall'autoradio la notizia dei disordini e quella della morte di Giuliani. In tutti questi anni ho avuto sensazioni sempre molto contrastanti sull'uccisione di quel ragazzo improvvisatosi violento: la pieta' per chi muore cosi giovane di una morte cosi inutile, la condanna per chi indossa un passamontagna e armato di estintore assalta una camionetta dei Carabinieri, la rabbia per un disegno politico che ha voluto che i disordini si verificassero, che gli abusi venissero compiuti e che e' riuscito a lanciare un messaggio chiaro ai manifestanti: prima l'ordine alle nostre condizioni, poi la vostra vita.

Dopo appena tre anni sono andato ad abitare in una casa a cinquanta metri da piazza Alimonda e cosi quel pezzo di strada tra la chiesa e il bar Lino e' divenuto pure familiare.


Alle celebrazioni ci questo luglio dieci anni dopo ci voglio essere per ricordare quei giorni della storia repubblicana in cui la democrazia e' stata sospesa, le certezze sono state smontate, i crimini si sono ribaltati. E per contribuire a dimostrare che chi chiede di poter celebrare oggi quel G8 non lo fara' per vendetta, ma per coscienza civile.

Questa e' la mia opinione.


Vi consiglio tre letture:

"Quel sangue sull'asfalto che dieci anni non cancellano", articolo di Marco Neirotti sulla Stampa con una cronaca di quei giorni.

"Genova 2001 e l'anno che cambio' tutto", post di Alberto Puliafito sul fattoquotidiano.it con la sua interpretazione di quell'evento.

Infine un articolo di Repubblica che rilancia l'allarme di Magistratura Democratica sul rischio imminente che gli imputati per le violenze sui manifestanti alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto possano avvalersi della prescrizione.

martedì 19 luglio 2011

Diciannove anni

Oggi 19 luglio si celebrano i diciannove anni dall'assassinio di Borsellino in via D'Amelio.
Vi propongo un post di Flavio Tranquillo pubblicato sul fattoquotidiano.it:
"Il 19 luglio si celebra tutti i giorni".

Articolo sincero e stimolante.

venerdì 15 luglio 2011

Aggiornamenti dalla Palestina 2°

C'è una novità dal Medio Oriente: la Lega Araba, inaspettatamente, ha dichiarato che in qualità di membro delle Nazioni Unite sosterrà il riconoscimento del nuovo stato di Palestina all'Assemblea Generale di settembre.
Pare sia stato proprio il nuovo segretario generale dell'organizzazione Nabil el Arabi a prendere di petto la situazione, decidendo il no ad un negoziato con Israele che metta in dubbio il ritorno ai confini del 1967. Dunque la Lega Araba si schiera senza ambiguità affianco ad Abbas, leader dell'Autorità Nazionale Palestinese, che sulla richiesta di riconoscimento all'Onu ha dichiarato:
“non è una manovra tattica ma una scelta politica presa alla luce del sole che solo un negoziato di pace che partisse su nuove basi potrebbe cambiare”
Così la palla passa nuovamente nelle mani di Usa e Israele: come ho già scritto nei post precedenti, la grande sfida di Obama è appena cominciata: come riuscirà a gestire la situazione tra Netanyahu, Fatah e Hamas e tutto il subbuglio della primavera araba?
Nella foto, Arabi e il ministro Frattini

Notizie prese dal Fatto e da Euronews.

giovedì 14 luglio 2011

Ci è o ci Fa(tto)???

Rimango spiacevolmente colpito questa mattina dal titolone di apertura del fattoquotidiano.it, mio principale canale di informazione online:
Potrebbe sembrare il nome di un romanzo noir di scarsa originalità. Oppure un libro per bambini sulle avventure di un gruppo di amici alla scoperta di una casa abbandonata.
E' il titolo di un articolo giornalistico. Ok, allora dovrebbe per lo meno contenere scoop sensazionali, con tanto di prove su corpi di reato. Invece, vi assicuro che non è così.

L'articolo parte dall'esposto presentato in procura dal fotografo Zappadu per un presunto abuso edilizio documentato da centinaia di fotografie sugli interni della villa, che gli sarebbero state recapitate da anonimi. Il pezzo di Elena Rosselli parla di:
Un miscuglio di elementi che si richiamano all'occultismo, ma soprattutto letti, divani e vasche che fanno pensare a un'alcova
E ancora:
[Gli ambienti fotografati sono..., ndr] Una sorta di via di mezzo tra un club per scambisti (si vedono pure un letto, un divano a forma di bocca e una grande vasca per idromassaggi di gruppo), e un tempio pagano o massonico.
Apperò, attenzione attenzione: da questa sensazionale inchiesta del Fatto emerge che B potrebbe avere un debole per P2, lusso e giochi erotici: sensazionale!

Mi rincresce oltremodo (per non dire che mi fa cadere le balle) che il Fatto rincorra questo genere di notizie da Novella2000, per non dire da metodo Mesiano di Mattino5.
Nell'Italia del 2011, chi ancora non ha capito che cosa combina nel tempo libero il nostro president, non è una persona da convincere: è un irriducibile. Non vedo quindi il motivo per insistere su questi temi.
Inoltre, quando si tira in ballo il privato, o lo si fa perché c'è di mezzo un'analisi profonda del soggetto in questione (e rimando a quanto scritto sopra, sappiamo ormai tutto su B e le sue sconvenienze, basta così grazie!) oppure perché c'è di mezzo un reato (prostituzione? magari minorile? voli di stato ingiustificati? ecc) oppure perché c'è dietro un discorso di opportunità (le imprudenze di B rendono un presidente del consiglio ricattabile da signorine che entrano nelle sue dimore senza alcun controllo).

Tutto il resto è spazzatura! Tutto il resto è cercare le calze turchese al giudice Mesiano!
Ci bastano gli insuperabili Sallusti, Santanché, Belpietro e Feltri per leggere questo genere di notizie, non abbiamo bisogno che il Fatto gli faccia concorrenza!

Sono giorni in cui l'Italia sta rischiando fortissimo, stretta tra una manovra che peserà molto sulle persone e le regole di una finanza impazzita: la gente ha bisogno di leggere concretezze su questi temi: e allora mi chiedo perché tanta importanza ad una notizia fuffa come questa?


Invierò questa riflessione anche alla redazione del Fatto, sicuro di ottenere una risposta che posterò sul QuintoPostulato.
Alla prossima!

lunedì 11 luglio 2011

B e i suoi domestici

Travaglio ci racconta la sua versione (che immagino sia come sempre quella basata sui fatti, opinioni personali a parte) della vicenda Lodo Mondadori e risarcimento CIR.
Come al solito, mi pare dia molto poco spazio di manovra ai difensori del perseguitato B.

martedì 5 luglio 2011

Sei proprio un ambientalista!

Non possiamo nascondere che a volte questa espressione passa come un insulto: dare dell'ambientalista a qualcuno equivale nel migliore dei casi a giudicarlo come utopista, se non proprio stupido, o addirittura appartenente ad una lobby che si nasconde dietro il marchio della difesa della natura.
Un caso su tutti? La costruzione di grandi opere di infrastruttura, ad esempio la cosiddetta Gronda genovese: per i proponenti significa liberare il centro cittadino dal traffico, ridurre i tempi di percorrenza dei collegamenti levante-ponente riducendo conseguentemente l'inquinamento dovuto alle auto ferme ai semafori; per altri, significa speculazioni edilizie, espropri, distruzione di nuovi ettari di natura, ecc.
Chi ha ragione? Boh, impossibile dare un giudizio generale pro o contro gli ambientalisti, ma mi permetto di dire che effettivamente spesso gli ambientalisti passano per idealisti poco informati che lottano per mantenere lo status quo. E le ultime apparizioni televisive prima dei referendum non hanno fatto che rafforzare questo stereotipo. E' sicuramente una questione di forma, ma forse anche di sostanza: chi si presenta ai dibattiti a parlare di tutela dell'ambiente viene quasi sempre messo al palo dai dati di ingegneri o tecnici che invece in quel momento perorano la causa del progresso: le reazioni sono il cambiare discorso o il chiamare in causa la bellezza di un bosco incontaminato, con scarsi ritorni pratici.

Perche' vi parlo di tutto cio', oggi? Perche'mi interessava accostare due post del Fatto che parlano proprio di questi temi.

Il primo e' di Diego Marani e s'intitola "Animally correct": in sintesi l'autore punta a dimostrare quanto sia pericolosa la deriva degli ambientalisti e vegetariani o vegani che si schierano a difesa degli animali, rischiando di creare un paradiso animale dove l'uomo adamitico puo' solo sottomettersi all'ordine della natura.
Mio nonno, che gli animali li allevava per mangiarli, mi ha insegnato ad ucciderli. Nei suoi gesti duri c’era rispetto per l’animale, costretto a morire e c’era pietà per l’uomo, costretto a non sapere. Quando si sviscera un coniglio, molto più che quando si agita uno striscione, si percepisce il mistero della vita. Nel bestiario da cartone animato degli animalisti presto le zanzare tigre potranno rivolgersi a un tribunale penale internazionale per crimini contro l’insetticità e ci sarà chi adotta una colonia di Escherichia coli. A distanza però.
Si puo' tranquillamente replicare al signor Marani che il suo post manca totalmente di realismo: quanto siamo distanti, infatti, oggi, dal paradiso animale? Quanto sono tutelati gli animali durante il processo alimentare che li porta sulla nostra tavola? E' davvero cosi romantico e rispettoso ammassare aragoste dentro le vasche dei ristoranti in attesa di bollirle vive? O inchiodare le zampe delle oche a terra per farle ingrassare al massimo? O costringere a pochi metri quadrati l'esistenza di una gallina per farle semplicemente produrre uova? O continuare la pesca del tonno rosso nonostante i continui allarmi estinzione?
E' davvero cosi incomprensibile la ragione per cui qualcuno non ci sta, si ribella scegliendo di non consumare carne o prodotti alimentari ottenuti con questi metodi nazisti?

Ancora piu' grave poi chi addirittura infrange la legge a tutela dell'ambiente semplicemente per compiacere il palato o il portafoglio. E parlo ad esempio di chi continua a pescare, vendere o comprare i datteri di mare, nonostante dal 1988 ci sia una legge che ne vieta il consumo: questi molluschi crescono all'interno della roccia e per pescarli bisogna armarsi di scalpello e martello provocando cosi la distruzione del litorale e la conseguente desertificazione della costa. Tra l'altro nell'articolo linkato si parla della presenza di pesca di frodo anche nel parco delle Cinque Terre.

A fronte di tutto cio', mi sento tranquillo quando qualcuno si professa ambientalista, pur riconoscendo i limiti che ho scritto sopra.


Il secondo post e' di Fabio Balocco, e s'intitola "La difficile coerenza dell'ambientalista".
L’ambientalismo è simile al matrimonio. Nell’uno e nell’altro è necessario scendere a compromessi
Mi trovo d'accordo con l'autore, infatti quello della coerenza e' un difficilissimo esercizio su cui tutti coloro che compione delle scelte etiche o morali devono misurarsi.
Tre slip in cotone che costano tre euro quanto dureranno? E’ forse meglio comprare degli slip di marca perché durano di più? Ma sarà poi vero che durano di più? E poi ancora: è etico finanziare la pubblicità? E poi ancora ed ancora. Il cotone: la sua coltivazione è la seconda fonte di inquinamento agricolo al mondo. Slip di cotone bio? Vi sfido a trovarli sui banchi dei mercatini… Insomma, un bel casino.
Queste domande se le fa chi persegue un ideale, ma anche chi quell'ideale lo combatte: lo sport preferito dai mangia-ambientalisti e' quello di fare le pulci ai loro nemici, cercando delle prove di incoerenza che sviliscano la loro decisione.
"Ah, non mangi la carne? E allora perche' mangi il pesce?", oppure "Ah, sei vegana? E allora perche' mangi il miele delle api?". Trovo queste obiezioni particolarmente assurde, perche' puntano mettere ognuno sullo stesso piano cancellando le differenze tra chi si impegna per una causa e chi invece quella causa non la condivide neppure.


Concludo invitando tutti noi ad essere consumatori attenti e responsabili e linkando una guida al consumo del pesce edita da SlowFood: buon appetito!

sabato 2 luglio 2011

Guð blessi Ísland

Che scandalo la deriva che abbiamo preso noi pseudo-scrittori del povero QuintoPostulato... il blog non è aggiornato da quasi due settimane!

Pubblico l'anteprima di un documentario sulla reazione dell'Islanda alla crisi finanziaria che ha fatto fallire il paese: "Guð blessi Ísland", ovvero "God bless Island" (sì, era intuibile!).
Pare che da questa tragedia il popolo islandese si stia riscattando a forza di proteste pacifiche, democrazia e larga partecipazione.
Tutte utopie per l'Italia.

Qui il post del Fatto da cui ho preso la notizia. Sotto il trailer.




Intanto i miei amici greci, disperati, mi parlano di una situazione sull'orlo della guerra civile.