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martedì 10 settembre 2013

Ghigliolo terre libere!

Dopo qualche settimana di assenza dal VP (chiedo venia!), torno a parlare di mafie e antimafie raccontando di beni sequestrati e confiscati e del loro riutilizzo sociale.

A dispetto della sua immagine di tranquilla provincia sul mar Ligure, lo spezzino "vanta" un cospicuo numero di aziende, case e terreni confiscati alla criminalità organizzata: come si può leggere sul sito dell'agenzia nazionale che li gestisce (ANBSC), in tutta la Liguria i beni confiscati sono 58, di cui 22 in provincia di Spezia e 25 nel genovese, mentre sono solo sei nell'imperiese e cinque nel savonese.
Lo scopo dell'agenzia nazionale è quello di garantire una rapida riassegnazione del bene confiscato in via definitiva ad enti ed associazioni per un riutilizzo sociale dello stesso: in questo modo oltre all'aiuto concreto ad associazioni di volontariato il bene diventa simbolo di riscatto davanti a tutta la popolazione.

Questo è quello che la politica ha legiferato per contrastare le mafie. Poi c'è la società civile, il cosiddetto volontariato: Libera, l'associazione fondata da don Luigi Ciotti che da quindici anni si batte per mantenere alta l'attenzione sui fenomeni mafiosi, promuovendo una cultura di legalità e giustizia e raccontando le storie delle tante vittime delle mafie. Una delle principali caratteristiche di Libera è quella di essere associazione di associazioni, favorendo così il dialogo e la collaborazione fra le più diverse realtà associative del territorio in cui opera.

Il coordinamento provinciale spezzino di Libera si è fatto carico dell'urgenza di assegnare i beni confiscati della nostra zona ed ha avviato un serie di incontri mirati per individuare soggetti interessati. Così "Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII" e "Consorzio Cometa", due realtà che da anni si occupano di accoglienza e recupero nei confronti di persone con disagio sociale, hanno messo insieme le loro peculiarità ed avanzato una "manifestazione d'interesse" per una villa con piscina e annessi terreni per più di 2 ettari sulle colline sarzanesi.


Il progetto si chiama "Ghigliolo Terre Libere" e prevede la costruzione di una realtà che possa dare risposte concrete a forme conclamate di disagio, creando attività, percorsi di apprendimento, conoscenza e condivisione.
In particolare la proposta prevede l’inserimento di una famiglia delle comunità che si occupi dell'accoglienza e della coltivazione dei terreni intorno alla struttura.
A lungo termine, poi, potrebbe nascere una vera e propria cooperativa sociale che si occupi di commercializzare i prodotti sotto il marchio di LiberaTerra, che danni vende prodotti da terre confiscate alle mafie.
A margine, ma non meno importante, la villa dovrebbe diventare punto di accoglienza di pellegrini della via Francigena o di gruppi giovanili di passaggio, luogo di ritrovo per associazioni locali, in generale una struttura aperta al territorio in cui avviare progetti formativi con le scuole o altri enti.

La palla passa ora in mano all'agenzia nazionale, che dovrà esprimersi sull'assegnazione: inutile dire che mi auguro non ci siano intoppi e che si possa presto vedere messo in pratica il progetto Ghigliolo Terre Libere!

mercoledì 17 luglio 2013

Riparte il futuro #2

A febbraio avevo raccontato di un'iniziativa per elezioni politiche 2013 chiamata "Riparte il futuro".

Avendo a suo tempo sottoscritto l'appello mi arrivano periodicamente gli aggiornamenti via email sul destino di questa iniziativa, che aveva al primo punto la modifica della norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416ter), ovvero "l'estensione della perseguibilità dello scambio elettorale politico mafioso non solo alla dazione di denaro ma anche all’altra utilità (incarichi, appalti, informazioni)".


Nel frattempo si è costituito un intergruppo parlamentare che ha elaborato una proposta di legge in questo senso: ieri, 16 luglio, la Camera ha votato all'unanimità (503 favorevoli e 127 assenti) questa riforma. Mi piace riportare le parole di don Ciotti, da vent'anni impegnato nell'avventura di Libera contro le mafie e la corruzione:
«L’approvazione del nuovo 416ter sullo scambio elettorale politico-mafioso è, sotto tre diversi aspetti, un piccolo ma significativo passo avanti.L’aspetto tecnico: la norma finalmente estende la perseguibilità del reato, oltre che allo scambio di denaro, ad altre “utilità”.L’aspetto culturale: viene implicitamente riconosciuto che la corruzione è un problema di democrazia, di vuoto di diritti colmati con la sottocultura della raccomandazione, del favore, del privilegio, dell’abuso.L’aspetto sociale e politico: è il frutto di una collaborazione fra la società responsabile – gli oltre 270mila cittadini che hanno firmato la petizione della Campagna Riparte il Futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele per un più serio contrasto alla corruzione – e quella parte di politica seria che ne ha accolto e promosso l’appello.Si tratta ora di procedere su questa strada, perché i passi da fare sono ancora molti. Con una certezza: che quando si uniscono le forze – e ciascuno, nel suo ambito, fa la sua parte – si costruisce cambiamento. È sempre il ‘noi’ che vince».

Ora manca il passaggio del voto al Senato, per questo viene promossa una nuova raccolta firme per chiedere al presidente Grasso di mettere in calendario la votazione prima della fine estate, visto il clima politico di "leggera" instabilità. Se vi va, leggete e firmate!

venerdì 15 febbraio 2013

Riparte il futuro

In questo blog si è parlato varie di volte di quanto in definitiva il problema della corruzione dovrebbe essere centrale nei dibattiti elettorali delle prossime politiche.
victor-hugo

A questo proposito vorrei pubblicizzare l'iniziativa di Libera e gruppo Abele: insieme hanno scritto una dichiarazione di intenti contro la corruzione da far sottoscrivere ai candidati al parlamento. Si chiama "Senza corruzione - Riparte il futuro" e comprende cinque impegni concreti:

  1. Inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità”
  2. Pubblicare il proprio Curriculum Vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti
  3. Dichiarare la propria situazione giudiziaria e quindi eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato
  4. Pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale
  5. Dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari

La petizione può essere firmata sia da candidati che da comuni cittadini: è chiaro che più firme raccoglierà, maggiore sarà la visibilità e più peso avrà negli ultimi giorni di campagna elettorale, quindi: firmate! Aggiungo l'appello di don Luigi Ciotti:
“Firmiamo per non essere cittadini a intermittenza che rispondono soltanto in momenti di grande emotività . Dobbiamo metterci in gioco noi e chiedere di mettersi in gioco a chi si è candidato per creare insieme un nuovo patto. La lotta alla corruzione – e non solo alla corruzione – ha bisogno di graffiare le coscienze degli uni e degli altri in modo chiaro, pulito e trasparente. È un atto di democrazia”.
Pubblico infine una lista aggiornata al 12 febbraio (qui la lista aggiornata) dei candidati liguri che hanno sottoscritto. Ma che strano, mi sembra che manchino un paio di partitini.....

CANDIDATI ADERENTI

FARE PER FERMARE IL DECLINO
Massimo Allegro, Marco Beltrami, Umberto Borrelli, Federico Diomeda, Guido Gambardella, Flavio Marchiano

FLI
Riccardo Roffo
MOVIMENTO 5 STELLE
Lucio Mezzone

PD
Lorenzo Basso, Massimo Caleo, Anna Giacobbe, Michela Marcone, Raffaella Mariani, Luca Pastorino, Marco Russo

RIVOLUZIONE CIVILEAurora Rondini
SCELTA CIVICA

Maria Rosa Biggi

SEL
Franco Bertini, Vito Cani, Sandro Cum, Celeste Costantino, Nicola Isetta, Francesca Marzadori

UDC
Fabrizio Ghione

CANDIDATI IN VIA DI ADESIONE (che non hanno inviato il curriculum vitae)

FARE PER FERMARE IL DECLINO
Gabriella Cabras

PD
Donatella Albano, Carla Olivari, Roberta Pinotti, Mario Tullo

RIVOLUZIONE CIVILE

Davide Ghiglione

SCELTA CIVICA:
 
Simonetta Saveri

SEL
Angelo Chiaramonte, Franco Moregola, Carla Nattero, Stefano Quaranta, Antonello Sotgiu

domenica 27 maggio 2012

Due film brutti da vedere


E' la prima recensione di film che scrivo, e in una volte sola ne propongo due, in questo periodo di memoria per le vittime della mafia e alla luce dei recenti scandali interni della Chiesa e dello IOR



Il primo è "Un eroe borghese" diretto da Michele Placido e tratto dall'omonimo libro di Corrado Stajano.




Il film non è niente di che:  girato male,  tagliato male, le ambientazioni e le luci sono solo a tratti buone, e in generale il taglio televisivo dà la sensazione di essere piu di fronte ad una produzione in stile soap opera (beh forse ora esagero) che di fronte ad una pellicola cinematografica.


Insomma, un brutto film.


Direte voi, "e allora che lo consigli a fare?"
Per la storia che racconta,  che probabilmente non è conosciuta come meriterebbe: narra infatti gli ultimi anni di vita di Giorgio Ambrosoli, protagonista del film, il quale fu investito del ruolo di commissario liquidatore unico della Banca Privata di Michele Sindona (che, tra l'altro appare anche in una delle scene iniziali di "Il Divo)


 Piano piano (ma neanche troppo) Ambrosoli viene abbandonato dalle istituzioni e dalle autorità , dato che, svolgendo il suo lavoro in maniera onesta, fa venire a galla una serie di connessioni e intrecci tra mafia, stato, chiesa cattolica (informazioni che poi, pare, abbiano accelerato la scoperta della P2)

Alla fine Ambrosoli viene ucciso sotto casa sua, al suo funerale non parteciperà alcun esponente delle istituzioni.




L'altro film proposto è "I banchieri di Dio".


Se "Un eroe borghese" non è un bel film, "I banchieri di Dio" è  peggio.
Narra vicende parallele a quelle dell'altro film proposto ma si spinge oltre.



Ricostruisce credo fedelmente gli intrecci di quegli anni tra stato, mafia, chiesa cattolica, P2, servizi segreti : la crisi del Banco Ambrosiano, le tangenti a esponenti di Stato, la scoperta della P2 di Licio Gelli, gli strani rapporti con Sindona e lo IOR.


(Credo che la ricostruzione sia fedele non perchè conosca particolarmente bene questa parte della storia italiana, ma perchè la produzione è stata seguita dalla magistratura, che ha controllato non venissero riportate false informazioni)


Anche in questo caso il film si conclude con una morte, quella di Calvi, trovato impiccato sotto un ponte a Londra con in tasca dei mattoni e 15 mila dollari.


 

Un periodo oscuro e ancora misterioso descritto da questi due film, probabilmente non all'altezza del tema trattato, ma, tutto sommato, da vedere.


martedì 30 agosto 2011

Vent'anni senza Libero Grassi


"Caro estortore
Volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al 'Geometra Anzalone' e diremo no a tutti quelli come lui".


Con queste parole l'imprenditore Libero Grassi sul giornale di Sicilia denunciò quella mafia che gli chiese il pizzo, il 10 gennaio 1991. Lasciato solo dalla società civile e dalle istituzioni che non supportarono il suo gesto coraggioso, venne ucciso con tre proiettili la mattina del 29 agosto di venti anni fa: i sicari gli spararono alle spalle, senza guardarlo in faccia.

Cosa è rimasto dopo vent'anni? Ancora una volta, a raccogliere la testimonianza di un onesto cittadino con fatti concreti è un'associazione non governativa, "AddioPizzo", che si propone di sostenere quei commercianti che si ribellano ai meccanismi mafiosi e di emarginare gli imprenditori collusi. Tra le azioni dell'associazione c'è l'utilizzo del consumo critico, che invita i consum-attori a boicottare quei prodotti provenienti da aziende con un comportamento poco limpido.

Interessante l'intervista sull'Espresso alla moglie di Libero Grassi, Pina, ancora attiva e impegnata nella lotta alla criminalità organizzata in Sicilia.

Da rivedere l'intervista di Michele Santoro a Libero Grassi pochi mesi prima dell'assassinio, che Santoro poi ritrasmise nella serata contro la mafia a reti unificate condotta in coppia con Costanzo.

martedì 19 luglio 2011

Diciannove anni

Oggi 19 luglio si celebrano i diciannove anni dall'assassinio di Borsellino in via D'Amelio.
Vi propongo un post di Flavio Tranquillo pubblicato sul fattoquotidiano.it:
"Il 19 luglio si celebra tutti i giorni".

Articolo sincero e stimolante.

giovedì 28 aprile 2011

Cos'ha combinato Ciancimino?

Oggi vorrei riassumere l'ultima puntata del settimanale "Passaparola" di Travaglio sull'arresto di Massimo Ciancimino. Davvero molto interessante ma capisco bene che QUARANTA MINUTI di parole in video non siano proprio fruibili facilmente. Cosi spero di fare un servizio utile e gradito.
Saro' moolto piu' sintetico, evitando di riportare nomi e date, per chi e' interessato a vedere il video integrale, eccolo qui:



Spero di non commettere errori gravi, nel caso commentate.

Massimo Ciancimino e' figlio dell'ex sindaco democristiano di Palermo don Vito Ciancimino. E' chiamato a rispondere di alcune sue dichiarazioni dal pool di magistrati di Palermo che stanno indagando sui rapporti fra lo Stato e la mafia. Da due o tre anni si reca in procura per consegnare documenti del padre che ritiene utili ai fini delle indagini.
Primo punto su cui fare chiarezza: NON e' un PENTITO. E' indagato per aver diciamo cosi frequentato ambienti mafiosi (suo padre e compari) ma questo non c'entra col suo ruolo di persona informata dei fatti.
Le sue parole hanno creato grandi scandali perche' ha tirato in ballo personaggi importanti come politici magistrati ed esponenti della polizia, parlando dei loro rapporti col padre mafioso e coi corleonesi Riina e Provenzano. Anche Berlusconi e Dell'Utri sono stati nominati.
Forse cio' di cui ha fatto piu' discutere e' la sua accusa a Gianni De Gennaro di collusione con la mafia.

Due settimane fa e' stato arrestato. Perche'?
Ciancimino junior ha consegnato (dice sempre Travaglio) una cinquantina di documenti del padre alla procura che sono stati dichiarati autentici dopo le dovute perizie calligrafiche, ovvero che la polizia scientifica aveva riconosciuto che la calligrafia era proprio di Ciancimino padre.
Fra questi documenti c'e' anche quello che costituisce il fondamento delle accuse di Ciancimino a De Gennaro: un foglio su cui Ciancimino junior ha scritto sotto dettatura del padre una serie di nomi di collusi con la mafia, e sul quale compare anche una freccia che rimanda alla scritta "De Gennaro". Ciancimino spiega la freccia come un'aggiunta del padre all'elenco gia' scritto: afferma proprio di aver visto il padre prendere la penna e aggiungere quel nome. Tutto riscontrato dalla scientifica: effettivamente la calligrafia della freccia e del nome "De Gennaro" e' di don Vito.
Poi, c'e' un poi. Ciancimino junior porta in procura un documento del tutto inutile, su cui il padre aveva scritto come appunto il nome del magistrato Di Gennaro, ma sbaglia a scriverlo e scrive "De Gennaro". E indovinate un po': la scientifica scopre che quella scritta casuale e' stata fotoshoppata da qualcuno sul foglio con la freccia. Ecco quindi il motivo dell'arresto, nel momento in cui Ciancimino junior se ne stava andando in vacanza in Francia.

C'e' una precisazione da fare, ovviamente: non e' che con questa scoperta crolla l'indagine sui rapporti stato-mafia, che fra i vari contributi ha anche quello delle dichiarazioni di Ciancimino junior, bensi crolla l'immagine di Ciancimino stesso, che ha portato in procura un documento falso, tra l'altro dichiarando di crederlo autentico ("ho visto mio padre aggiungere all'elenco dei nomi anche quello di De Gennaro).
E Travaglio articola un dubbio inquietante: prima ancora di chiedersi chi ha contraffatto il documento, perche' Ciancimino si e' comportato in questo modo, portando la prova della falsita' del suo documento? E' pazzo e vuol farsi mettere in carcere? O forse qualcuno vuole obbligarlo a fare crollare la sua credibilita' come persona informata dei fatti?
Boh.
Infine c'e' un altro elemento inquietante. Una volta arrestato Ciancimino dichiara di essere spaventato perche' qualche giorno prima ha trovato una bomba nel suo giardino e per non allarmare i familiari l'ha annaffiata con dell'acqua e poi l'ha nascosta. I poliziotti vanno a controllare e trovano tutto come dichiarato. Chi l'ha messa la bomba? Perche'? Perche' Ciancimino non l'ha immediatamente denunciata, rischiando invece di far saltare in aria il palazzo con la sua famiglia?
Ari boh.


E ovviamente quel gran giornalista che e' Ferrara Giuliano non ha perso l'occasione per gridare allo scandalo: Ingroia ha dovuto arrestare il "suo" Ciancimino, quindi ha fallito la sua impresa di screditare i politici, e' un magistrato incompetente che tende a calunniare il prossimo senza nessun ritegno. Siamo davvero alle acrobazie giornalistiche: invece di avere la prova (se ne avessimo mai sentito il bisogno) che cio' che dichiara Ciancimino e' vagliato dai magistrati e non tutto viene preso per vero, interpretiamo l'arresto come una sconfitta per il pool di Palermo.
E ovviamente come la conferma che Santoro (che aveva intervistato Ciancimino in prima serataad Annozero) e' un fazioso macchinatore, come se non dovessero costituire notizia giornalistica le dichiarazioni spontanee del figlio di un ex politico siciliano di spicco colluso con la mafia.


sabato 20 novembre 2010

Link – 20 Novembre

  • Prima pagina del Giornale contro Saviano, si commenta da sola;
  • Non solo Saviano viene attaccato dal Giornale: tutti quelli che in qualche modo possono creare problemi a Berlusconi finiscono in prima pagina. Quindi dopo lo sfogo di ieri, Mara Carfagna viene trattata come una bimba capricciosa e finisce direttamente nelle prime pagine del Giornale e di Libero, con relativo articolo che le ricorda che anche lei ha scheletri nell’armadio;
  • Articolo di Gad Lerner sui giornalisti di destra in tv;
  • Grande post di Leonardo: Belusconi è ricattabile?
  • Spinoza.it sul governo e la mafia;
  • Gli ultimi due post di Big Picture: manifestazioni in giro per il mondo e la meravigliosa galleria sul National Geographic Contest.

giovedì 9 settembre 2010

Mettiamo le sveglie

Fermati un momento per Angelo Vassallo

FERMATI UN MOMENTO per ANGELO VASSALLO
Venerdì 10 alle ore 10:30 in punto
ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo

Perchè l'hanno ucciso con nove colpi di pistola, ad Acciaroli.
Perchè era un uomo e un sindaco con la schiena dritta.
Perchè alle 11 lo seppelliscono, ma non vogliamo che seppelliscano i suoi sogni.
Perchè non potremo essere lì, ma vogliamo che la sua famiglia senta forte il nostro abbraccio.
Perchè dal minuto dopo continueremo il nostro impegno con più forza
Perchè così abbiamo imparato ad onorare la memoria delle vittime innocenti delle mafie.

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

lunedì 30 agosto 2010

Baciamo le mani



Da segnalare una intervista di Panorama al ministro Maroni, su Panorama, che oltre a tessere le lodi del governo e fare domande scomode ("Ministro, l’avrebbe mai detto una trentina d’anni fa, quando aderì alla Lega, il partito del Nord, che sarebbe diventato una speranza per il Sud?"), fa posare il ministro con la coppola in testa. Questo il commento di Luca Sofri:
La copertina di Panorama col ministro dell’Interno che si è “travestito” da mafioso è una cosa impensabile in un paese con un po’ di rispetto per se stesso e per la propria tragedia, e al tempo stesso del tutto normale in questo paese. Adesso immaginatevi un Obama travestito da bin Laden che dalla copertina di Time dice sorridendo “attento a te, Osama”. È difficile smettere di essere un paese di pagliacci fino a che si è un paese di pagliacci.

sabato 17 luglio 2010

Link - 17 Luglio

(Dopo una lunga pausa torno a scrivere qualcosa sul blog, è un periodo pieno di impegni per tutti noi del Quinto Postulato!)

  • Gramellini su "Cesare", nome tanto di moda in questi giorni;
  • Due articoli da Non Leggere Questo Blog, il primo sulle dimissioni di Brancher, il secondo sul rapporto stato-mafia;
  • Dieci prove contro la teoria darwiniana, perché noi siamo per il creazionismo;
  • Ultimi articoli e foto dai mondiali: Gad Lerner sulla Germania, Francesco Costa su Capdevilla, Alessandro Capriccioli sul figlio di Del Bosque, il post di Big Picture con tante foto della fase finale;
  • Sempre da Big Picture, foto sull'arrivo dell'estate.

sabato 17 aprile 2010

Link - 17 Aprile

  • Grandissimo post di Leonardo, uno dei miei preferiti;
  • Per la serie "Informazione Utile", editoriale del Giornale sul fatto che Marchionne si metta sempre un maglione negli incontri ufficiali e mai una cravatta;
  • Lettera di Saviano in risposta a Berlusconi dopo la critica a chi parla di mafia, facendo cattiva pubblicità all'Italia. E commento di Gramellini nel suo "Buongiorno";
  • Foto sull'eruzione del vulcano in Islanda, dal solito Big Picture del Boston.com.

mercoledì 3 febbraio 2010

Il legittimo impedimento ad ascoltare i pentiti

Due belle notizie, fresche di repubblica.it, che ti fanno iniziare la giornata con gioia a pacchi!
La prima sull'approvazione del legittimo impedimento.
Le secondo sulla legge "anti-pentiti".

E` necessario sapere cosa sta succedendo in parlamento.