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mercoledì 6 marzo 2013

Sotto la cenere

Incendio Città della Scienza - Napoli
Foto LaPresse/Cantile dal post.it
Da giorni ormai si parla solo di politica nazionale: parlamento in attesa di insediarsi: cosa farà Grillo, come reagirà il PD, chi sarà incaricato da Napolitano, chi saranno i presidenti di camera e senato, chi il presidente della repubblica, perché il Pdl se ne sta zitto zitto.

Ieri però è successo un fatto di una gravità eccezionale che rischia di essere derubricato ad evento di cronaca regionale mentre dal mio punto di vista ha un valore simbolico ben più ampio. 
Città della Scienza di Napoli è stata distrutta quasi completamente da un incendio devastante.
Chiunque sia stato e per qualsiasi motivo l'abbia fatto, non ha solo provocato venti milioni di euro di danni alla struttura fisica, ma ha anche sottratto un altro motivo di speranza ai tanti napoletani che lottano quotidianamente contro il degrado della loro città.
Ne scrive Roberto Saviano su Repubblica:

Bagnoli, Italsider, Città della scienza: territorio chiave per capire il Mezzogiorno.
L'Italsider era stato il sogno di riscatto, l'idea che attraverso l'industrializzazione si potesse rilanciare il sud Italia, emanciparlo, costruire una classe operaia che acquisisse consapevolezza politica. Così un luogo meraviglioso venne trasformato in un'immensa fabbrica.
Ma Bagnoli per le nuove generazioni non è l'Italsider: è il contrario. È un'area da salvare anche dai fallimenti di una sinistra finita sotto le macerie del muro di Berlino. Il sogno della Città della scienza sembrava essere stato realizzato perché la sua costruzione aveva sottratto quell'area alla speculazione edilizia.

martedì 24 gennaio 2012

Tempo di bilanci..

Le mie promesse da marinaio di scrivere più spesso sono per ora del tutto disattese: avrò scritto sì e no tre miseri post.
Certo, ho le mie scusanti: ho cambiato casa, ho il computer pieno di virus, lavoro... ma vabbè si potrebbe fare di più! Comunque, quando leggo qualcosa che mi piacerebbe pubblicare lo metto da parte, passano le settimane e rimane sempre lì. Voi direte: cestinalo! Invece no, questa volta vi beccate una lettura dei primi di gennaio.

Pisapia e de Magistris hanno incarnato una rivoluzione culturale nel contesto politico nazionale che ha infuocato gli animi della sinistra: oggi ripenso a quei giorni con entusiasmo e mi chiedo quanto rimanga nei fatti di quella bellissima esperienza di partecipazione popolare.
Ho trovato quindi interessanti questi articoli sui due sindaci della rivoluzione arancione.

Thomas Mackinson sul Fatto riporta i successi di Pisapia e getta le prime ombre su de Magistris.
Sempre sul Fatto Vincenzo Iurillo fa un bilancio non troppo positivo sull'operato del sindaco campano, soffermandosi sull'ultima clamorosa vicenda della sostituzione di Raphael Rossi alla guida dell'azienda che gestisce i rifiuti di Napoli.
Ludovico Bessegato sul Post ci descrive i suoi primi sei mesi a Milano con Pisapia.

Infine, l'intervista rilasciata dal sindaco milanese a Repubblica, in cui parte la sfida per la conquista della regione seguendo la scia del successo delle comunali.

martedì 31 maggio 2011

Ogni promessa è debito


28 Aprile 2011, Clemente Mastella a Radio2:

«Se Luigi De Magistris va al ballottaggio mi suicido, ma non ci arriverà, non si è mai visto un magistrato che arriva a fare il sindaco di una grande città». Parole di Clemente Mastella ai microfoni del programma di Radio2 «Un Giorno da Pecora». Che cosa farebbe per evitare questa possibilità? «Spero proprio che non accadrà – ha ribadito Mastella -, io mi sono candidato proprio per far si che non accada». I sondaggi la danno tra l'1 e il 2%, non proprio un grande risultato». Ma a quanto pensa di arrivare? «Io sarei di soddisfatto di arrivare tra il 3,5% e il 4%», ha concluso Mastella.


lunedì 30 maggio 2011

Ho paura




Ore 15.01, i titoloni di Repubblica e il Fatto infondono sicurezza e ottimismo, quando invece la partita è appena iniziata!
Che fare? Che pensare?? E se i ciellini di Milano avessere dichiarato il falso all'uscita dalle urne per farci rosicare di più durante questo lungo pomeriggio?

Mi hanno invitato ad un pranzo a qualche isolato di distanza, penso che andrò. Ci sarà internet là? E se sì, ogni quanto potrò controllare le evoluzioni dei risultati?
Che passione.

Ezio Mauro ha scritto che in ogni caso l'Italia sarà diversa dopo questo voto. Io invece dico più in un caso che in un altro.

Mi preparo ad uscire con il titolone del Giornale in mente:
Speriamo che non porti sfiga!