mercoledì 15 maggio 2013
La Cina secondo Lore...
mercoledì 6 marzo 2013
Internet: veicolo di Verità Suprema?
Internet. Come se non potessero esistere forme sottili di manipolazione tramite di esso. E' molto diversa dalla televisione, che ormai nessuno di noi praticamente guarda più. Ma attenzione a farlo passare come l'unico veicolo tramite cui si trasmette la Verità Suprema. Risparmiatevi la lettura dei commenti per il vostro bene.
venerdì 31 agosto 2012
venerdì 18 maggio 2012
Declino architettonico
Non so motivare questa brama di guardare delle mura in rovina, ma ne subisco volentieri il fascino sia dal vivo (certi scorci nei vicoli regalano grandi emozioni) che da internet. Ho anche aggiunto sulla pagina Città fantasma in Italia di Wikipedia l'alpeggio abbandonato di Formentara, dove andavo con mia nonna da piccolo.
Le foto sopra, ad esempio, sono prese da un post del Post, Detroit in rovina, che documenta le condizioni in cui versano molti edifici della città in seguito al fallimento dell'industria e al conseguente dimezzamento dei suoi abitanti. E' una storia triste, per carità, ma ho guardato le foto come si guarda un Van Gogh originale.
Vi propongo anche le foto molto suggestive (magari anche un po' fotoshoppate...) ad opera del fotografo Jim Lo Scalzo di Salton Sea, città della California morta a causa degli scarichi agricoli tossici che hanno contaminato l'acqua del lago su cui nasceva.
La domanda è: è una mania soltanta mia?
giovedì 10 maggio 2012
Un po' di chiarezza
Vorrei focalizzarmi invece sull'aspetto giornalistico della notizia, che mi ha profondamente indignato. Il giornalista Pasqua Marco, di Repubblica, ha scritto un articolo in grado di competere solo coi suoi colleghi del Giornale, in quanto a tecniche di cattiva informazione. Il titolo: "I capi gay sarebbero un problema [educativo]". E a seguire altri vari virgolettati presi da un documento online che, secondo lui, "dovrebbero essere le prime linee-guida ufficiali per i capi di tutta Italia". E il lettore che non conosce da vicino l'associazione non può che pensare: hai capito sti scout, più integralisti del papa!
Due precisazioni basteranno ad inquadrare diversamente la questione:
- il documento citato dal "giornalista" non contiene affatto le linee guida dell'associazione (che non esistono) bensì, come si evince già dal titolo, "Atti del seminario di studio organizzato dalla redazione di Scout-Proposta educativa"; al convegno organizzato dalla rivista dei capi scout hanno partecipato due psicoterapeuti (uno scout e una no) e un prete scout;
- i virgolettati trascritti nell'articolo sono stati accuratamente selezionati dal "giornalista" all'interno del documento di quarantotto (48) pagine: appartengono al pensiero del prete, che tra i relatori è sicuramente quello che ha espresso le posizioni più tradizionalistiche.
Ogni sintesi forzata o attribuzione agli atti del convegno della natura di linee guida è impropria e fuorviante [...] Invitiamo tutti a leggere e ad approfondire gli atti del convegno con cui il 12 novembre scorso abbiamo avviato una riflessione aperta e non discriminatoria sul temama Repubblica (col solito mitttico Pasqua) ha rilanciato con un nuovo articolo dal titolone "Omosessualità: scout divisi sulle linee guida". Per entrambi gli articoli non sono stati permessi i commenti dei lettori.
Questa vicenda ci insegna a non abbassare la guardia, mai, nemmeno coi quotidiani che si credono seri, quando ci rapportiamo col mondo dell'informazione.
Vorrei anche aggiungere, così come curiosità, che sul sito di Repubblica da giorni è possibile scaricare tutti i nuovi mp3 delle intercettazioni di Ruby (audio18, audio19...), con ogni ulteriore dettaglio su statuine di Priapo, burlesque e travestimenti da suora: che sia questa la nuova linea editoriale del giornale? Scoop costruiti su misura e pettegolezzi da guardoni dello spioncino?Meditiamo.....
mercoledì 22 febbraio 2012
Solidarietà al procuratore Caselli
Stando all'articolo di Repubblica, un centinaio di manifestanti siglati No-Tav ha guerrigliato per strada con la polizia, rompendo vetri e tirando anche una bomba carta. Infine, non contenti, hanno pensato bene di scrivere su vari palazzi e sulla statua di piazza Corvetto"Caselli Boia", "Caselli boia speriamo che tu muoia", "morte ai re"(?), "no tav liberi", così che possiamo ricordarci bene della loro orgogliosa intolleranza.
In questi giorni i NoTav sono particolarmente agitati per gli arresti di manifestanti accusati di lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale nei boschi della Val di Susa. Tra questi c'è il genovese Gabriele Filippi. E Caselli è proprio il pm che ha chiesto questi arresti, oltre ad essere il magistrato che ha combattuto contro il terrorismo delle Br e contro le organizzazioni mafiose.
Io non conosco le dinamiche degli scontri in Val di Susa, né i dettagli dei mandati d'arresto dei manifestanti. Non ho un'opinione chiara sulla costruzione dell'alta velocità, in quanto questione molto tecnica sulla quale si sente e si legge tutto e il contrario di tutto. Mi sento solidale col movimento NoTav perché apprezzo il loro attaccamento alla terra e riconosco importante la loro richiesta di essere coinvolti nelle decisioni: non sono uno che derubrica la questione ad un semplice problema di egoismo locale.
Però non sopporto i manifestanti violenti,non posso appoggiare chi contesta l'operato di qualcuno divulgando in rete minacce più o meno velate e
men che meno apprezzo chi si affretta a legittimare questi "resistenti" con la scusa che viviamo in uno stato repressivo che non ascolta la volontà popolare.
Li considero tanto fascisti quanto i poliziotti dal manganello facile che pretendono tanto di osteggiare.
Ecco perché mi trovo pienamente d'accordo con gli articoli di Peter Gomez e Filippo Rossi sul Fatto:
Il movimento deve poi ricordare che agli arrestati per la guerriglia della scorsa estate non sono stati contestati reati associativi, ma solo specifici episodi di violenza. Un evidente segnale di come la procura di Torino non punti a criminalizzare il dissenso. Non capirlo non è solo sbagliato. È stupido. [Gomez]Solidarietà al magistrato è stata espressa da Libera attraverso un comunicato in cui si difende la persona impegnata da anni nella lotta alla mafia e si denuncia l'intolleranza con cui ha preso forma la contestazione.
Intendiamoci, tutto legittimo. E, paradossalmente, molto positivo per un sistema democratico che si deve abituare a dar voce a chiunque, senza limiti, senza vincoli. Però non è possibile che quel chiunque continui a spacciarsi per quel che non è. Non è sopportabile che si continui a spacciare, con fare orwelliano, la violenza per non-violenza, le minacce (“Caselli boia speriamo che tu muoia”) per libertà di pensiero, il ricatto per dibattito democratico, la bugia per la verità, la guerra per la pace. [Rossi]
Per concludere vi rimanderei alla lettura del post di Giovanni Fontana, "Prigionieri del loro stesso fascismo", che espone sempre benissimo le sue idee.
venerdì 10 febbraio 2012
Immagini yemenite
Questa la foto vincitrice del World Press Photo 2011: una donna yemenita che conforta un parente ferito, immortalata dal fotografo Samuel Aranda. Qui la pagina di Repubblica dove ho letto la notizia, in cui si possono vedere altre foto vincitrici di premi minori.
giovedì 2 febbraio 2012
Identikit di un evasore
A corollario dell'argomento, aggiungo il link al Buongiorno di Gramellini, della serie "la professione del vicino è quella che evade di più".
martedì 24 gennaio 2012
Tempo di bilanci..
Certo, ho le mie scusanti: ho cambiato casa, ho il computer pieno di virus, lavoro... ma vabbè si potrebbe fare di più! Comunque, quando leggo qualcosa che mi piacerebbe pubblicare lo metto da parte, passano le settimane e rimane sempre lì. Voi direte: cestinalo! Invece no, questa volta vi beccate una lettura dei primi di gennaio.
Pisapia e de Magistris hanno incarnato una rivoluzione culturale nel contesto politico nazionale che ha infuocato gli animi della sinistra: oggi ripenso a quei giorni con entusiasmo e mi chiedo quanto rimanga nei fatti di quella bellissima esperienza di partecipazione popolare.
Ho trovato quindi interessanti questi articoli sui due sindaci della rivoluzione arancione.
Thomas Mackinson sul Fatto riporta i successi di Pisapia e getta le prime ombre su de Magistris.
Sempre sul Fatto Vincenzo Iurillo fa un bilancio non troppo positivo sull'operato del sindaco campano, soffermandosi sull'ultima clamorosa vicenda della sostituzione di Raphael Rossi alla guida dell'azienda che gestisce i rifiuti di Napoli.
Ludovico Bessegato sul Post ci descrive i suoi primi sei mesi a Milano con Pisapia.
Infine, l'intervista rilasciata dal sindaco milanese a Repubblica, in cui parte la sfida per la conquista della regione seguendo la scia del successo delle comunali.
martedì 15 novembre 2011
Caccia alle zebre
No, questo non è un post di animalisti! Stiamo parlando dell’avvenuta certificazione del fallimento delle strisce pedonali nelle affollate strade occidentali. Già perché da diversi studi emerge che le zebre urbane non siano riuscite a proteggere il pedone dalla furia dei mezzi a motore.
In un articolo di Repubblica Michele Smargiassi e Francesca Caruso interpretano il motivo del fallimento nel fatto che le strisce non sarebbero un’infrastruttura che protegge il pedone dai veicoli ma al contrario una gabbia in cui limitare la libera circolazione dei bipedi della strada. E allora oltre Manica hanno deciso che sua Maestà the Queen le lascerà lentamente sbiadire, preferendo alle zebre i più premurosi panda crossing (segnalati da dossi e luci intermittenti) e pelican crossing (semafori a richiesta del pedone). Solo una zebra sopravviverà alla moria: quella di Abbey Road, sulla quale quarant’anni fa si fecero riprendere i Beatles per la celebre copertina dell’omonimo disco.
In alcuni paesini dell’Olanda addirittura pare che abbiano avviato una sperimentazione in cui la strada è un unico grande marciapiede e sono le macchine a dover chiedere il passaggio ai pedoni… forse solo gli olandesi possono riuscire a convivere con un sistema così anarchico!!
E in Italia? Beh, forse in questo momento non è il caso di chiedere una seria discussione parlamentare sul tema della sicurezza zebrata, ma sappiate che le statistiche parlano di quasi due pedoni uccisi al giorno. Come disse Beppe Grillo:
"Chi rispetta le regole si fida, chi non le rispetta li uccide".
martedì 8 novembre 2011
Martedì 8 novembre 2011
Riassumo gli eventi politici degli ultimi venti giorni circa con questo titolo di Repubblica.it, che delinea con grande efficacia la difficoltà che oggi si trova ad affrontare il premier B.
Sarà un refuso di Repubblica o una testuale trascrizione del Senatur?
giovedì 22 settembre 2011
Berlusconi nel mondo

Pubblico il link ad una galleria di Repubblica che contiene una raccolta di vignette satiriche straniere sulla gestione di B della crisi italiana.
domenica 18 settembre 2011
Pedalando si suona
giovedì 15 settembre 2011
Meno cinque al voto Onu

"avrebbe accesso alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aja
e a quella penale internazionale, con la facoltà di denunciare Israele per le
sue eventuali azioni come forza di occupazione. Potrebbe usufruire delle
istituzioni finanziarie, economiche e commerciali. Potrebbe soprattutto esigere
di trattare alla pari con lo Stato di Israele, non più nel quadro del Quartetto
(Usa, Russia, Europa, Onu), ma in quello dell'Onu e sulla base delle
risoluzioni."
Il giornalista conclude l'articolo riassumendo la condizione attuale dei palestinesi sparsi in quel piccolo lembo di terra sul Mediterraneo:
"Le forze centrifughe e la storia hanno frantumato negli anni la Palestina
in cinque zone o entità. La prima dell'elenco può essere Gaza, abitata da un
milione di uomini e donne che vivono come in un limbo rispetto al resto dei
palestinesi. Un limbo non facile, sotto l'autorità intollerante di Hamas, e in
una società più islamista, più tradizionalista ed esclusa dal crescente
benessere di cui gode la Cisgordania. Isolata, Gaza è rivolta all'Egitto.
Seconda zona o entità la West Bank, la Cisgiordania. Là vivono due milioni e
seicentomila palestinesi, governati dall'Organizzazione per la Liberazione della
Palestina (Olp), oggetto di indulgenza da parte di Israele, i cui soldati
occupano una larga porzione del territorio. Una certa sicurezza e un evidente
progresso economico hanno creato una stabilità che ha favorito uno status quo,
da non pochi osservatori definito prerivoluzionario. Pur godendo di una
situazione favorevole rispetto a quella dei connazionali di Gaza, i palestinesi
della West Bank non si sentono garantiti da uno stato di diritto. Restano
cittadini sotto un'occupazione straniera e non nutrono grande fiducia nei loro
corrotti amministratori dell'Olp.La terza entità palestinese vive a Gerusalemme
Est e conta trecentomila uomini e donne. Circa il 38 per cento della
popolazione. Gli abitanti non sono cittadini israeliani, ma residenti permanenti
costretti a temere notte e giorno la perdita del diritto di residenza. Le
barriere imposte nella vita quotidiana aumentano il senso di precarietà. Essi
pagano le tasse allo Stato israeliano e usufruiscono, in tono minore, dei
diritti all'assistenza sanitaria e alla scuola. In questo sono favoriti rispetto
ai palestinesi della West Bank. La quarta entità è la più numerosa. Conta cinque
milioni di uomini e donne registrati come profughi. Vivono in cinquantotto
campi, diventati grossi borghi, in Giordania, in Siria, in Libano, nella West
Bank e a Gaza. Sognano il ritorno in una patria che non c'è più o che è stata
dimezzata. Il riconoscimento formale dello Stato palestinese riaccenderà molte
speranze.La quinta e ultima entità palestinese conta un milione e trecentomila
persone, con la nazionalità israeliana. Come creare un comun denominatore di
interessi e di aspirazioni in un popolo frantumato e represso resta un problema.
Ma certo la nascita di uno Stato formalmente riconosciuto susciterà emozioni e
rianimerà progetti e ideali."
martedì 13 settembre 2011
Andiamo in Palestina?
Segnalo questo interessante itinerario di viaggio in Palestina a cura di "Viaggi di Repubblica", alla scoperta della Gerusalemme piu' nascosta e sfortunata.
Citta' antichissime, con una storia affascinante e tormentata, non ancora invase dall'ondata globalizzatrice che uniforma.
lunedì 5 settembre 2011
Che aria tira
[...] la profonda differenza rispetto alla stagione di Tangentopoli.
Allora, mentre crollava il Muro, insieme alla Prima Repubblica, era diffusa la
convinzione che ci attendeva un futuro migliore. Che il cambiamento avrebbe
fatto bene [...] Inoltre, in quegli anni erano presenti soggetti e riferimenti
importanti [...]. Oggi non è così. Dietro alla crisi si stenta a vedere la luce.
Il Movimento invisibile e reticolare, emerso nei mesi scorsi, ha espresso una
domanda di cambiamento, fin qui ancora in attesa di rappresentanza. Mi pare
difficile che possa venire soddisfatta dai nomi che circolano in questi tempi.
giovedì 1 settembre 2011
Politi sui privilegi ecclesiastici - versione aggiornata!
Resta comunque valido l'invito a leggere l'articolo di Politi.
Interessante articolo di Marco Politi, il vaticanista di Repubblica, che commenta la risposta dell'Avvenire alle critiche ricevute da vari settori dell'opinione pubblica a proposito dei patrimoni della chiesa cattolica.
Da una parte, senza dubbio, c'è l'esagerazione nei toni di qualcuno che vorrebbe imputare il debito italiano ai privilegi che si godono oltre Tevere. Ma dall'altra c'è uno stato vaticano che è libero di gestire in maniera del tutto autonoma e segreta le proprie proprietà in Italia, e che può godere di smisurati privilegi fiscali, leggi otto per mille ed esenzione dell'ici.
Dove sta la ragione? Politi ha una opinione molto chiara e lineare, per quanto mi riguarda: invece di ridurre la questione a puro vittimismo nei confronti di quei cattivoni dei radicali e di certa stampa, Avvenire potrebbe rispondere alle perplessità di buon senso circa la destinazione finale di tutti questi contributi e benefici, in una parola trasparenza. Altri atteggiamenti (quelli che finora sono stati condotti dalle gerarchie ecclesiastiche) riflettono uno scappare di fronte alle proprie responsabilità.
lunedì 22 agosto 2011
Marrazzo si confessa
Per chi fosse interessato ai risvolti umani della vicenda politico-giudiziaria dei trans di via Gradoli che nel 2009 costarono le dimissioni al governatore del Lazio, qualche giorno fa Concita De Gregorio ha pubblicato un'intervista a Piero Marrazzo.
Il giornalista ha rilasciato alcune dichiarazioni molto personali a quasi due anni di distanza dallo scandalo che lo coinvolse. Io, che a suo tempo avevo giudicato molto negativamente Marrazzo per la sua condotta morale di politico (si vedano i miei commenti a questo nostro post del 2010), l'ho trovato interessante perché lontano dalle solite interviste dirilasciate da uomini pubblici che recitano più o meno "Sì è vero ho fatto una cazzata ma Tizio e Caio l'hanno fatta molto più grossa".
E soprattutto mi colpisce l'autoanalisi della sua debolezza:
"Io non sono omosessuale. Non ne faccio un vanto, ma non lo sono. [...] Dai transessuali cercavo un sollievo legato alla loro femminilità. Il fatto che abbiano attributi maschili è irrilevante nel rapporto, almeno nel mio caso. Non importa, non c'è scambio su quel piano. È il loro comportamento, non la loro fisicità, quello che le rende desiderabili.".E confesso di essere rimasto un po' affascinato dall'immagine dell'uomo di potere che, colto in fragranza, si fa da parte e si ritira in convento a meditare sulla sua "crisi di mezza età":
"A Montecassino ho ripreso in mano due libri, le confessioni di Sant'Agostino e l'autobiografia di Simenon. Il primo mi ha aiutato a capire che se hai conosciuto il male non devi più nasconderti, devi continuare a guardarlo in faccia. Nella vita di Simenon mi interessava il tema dei sensi di colpa di un padre. Ecco, sono ripartito da questo"
Che sia sincero o meno non posso saperlo, forse il tempo saprà dimostrare quanto sia autentica la sua voglia di rivalsa, la sua volontà di lucido superamento del fatto, però intanto mi bastano le pubbliche scuse nei confronti dei suoi elettori.
Non capisco infine chi, come Maria Luisa Agnese sul Corriere, critica Marrazzo di esaltare la donna muta che ascolta il suo uomo senza interloquire: mi sembra un po' esagerato leggere nelle confessioni pubbliche di un uomo in difficoltà un attacco all'emancipazione femminile! E voi cosa ne pensate?
lunedì 1 agosto 2011
Link - 1 Agosto
- È morto Giuseppe D'Avanzo, uno dei giornalisti più famosi e bravi di Repubblica. Il ricordo di Ezio Mauro, il tributo di Wil e, manco a dirlo, il colpo di genio del Giornale che lo chiama "l'uomo del gossip". Da leggere i commenti sotto dei lettori del Giornale, disgustosi;
- Gilioli sul menù del ristorante dei parlamentari, francamente imbarazzante;
- per gli amici che partono per Tallin: c'è passato in Vespa anche Paolo, ecco i suoi racconti;
- Spinoza sulla Norvegia (e su Amy Whinehouse);
- foto da Big Picture, sull'ultima parte del Tour de France, sull'ultimo atterraggio dello Shuttle e sulla difficile situazione nel corno d'Africa.








