lunedì 21 gennaio 2013

Siete tutti matti


Come riporta questa galleria fotografica della Stampa, nei giorni scorsi qualche centinaio di persone ha manifestato contro Obama per le sue dichiarazioni forti sulle armi: questi signori (e signore) si sono presentate in piazza con al seguito i fucili preferiti per rivendicare il diritto costituzionale alla difesa personale sancito dal secondo emendamento.

Il motto "Le persone uccidono, non le armi" mi ha lasciato allibito. Avendolo sempre sentito riferito solo ad alcune razze canine più aggressive e non ad oggetti costruiti dall'uomo per offendere mi sono chiesto: forse anche le armi hanno un'anima?

PS: ricordo che gli USA sono il paese più potente del mondo.

10 commenti:

  1. Con il PS a cosa volevi alludere?

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    1. Post Scriptum. Sovente si abbrevia con PS....

      ah aha ah faccio sgarare!
      Come a cosa volevo alludere??? Al fatto che non sto parlando di una manifestazione di simpatizzanti talebani nel centro di Kabul, ma ad abitanti della nazione più "importante" del mondo.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Beh, considerando che simili uscite provengono da un popolo che ritiene l'omicidio meno grave dellaa menzogna io non mi stupisco per niente. Ma proprio per niente.

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  3. Sia chiaro, meno grave per alcuni aspetti, ma pur sempre meno grave...

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  4. Ad esempio? Non mi viene in mente...

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    1. Io pensavo ai casi Nixon e Clinton, che sono abbastanza emblematici in questo senso. Per esempio, per quanto si dica che Nixon sia stato costretto dimettersi a seguito dello scandalo Watergate, ho letto che in realtà il motivo delle sue dimissioni fu dovuto principalmente al successivo cover-up, il tentativo di fermare le indagini esercitando pressioni sull'FBI attraverso la CIA...ebbene quando fu quando tale magagna venne scoperta, e non prima, la popolarità dell'ex presidente calò ANCHE fra i suoi sostenitori, e non tanto per il fatto in sè, ma per il suo significato ideologico, perché l'uomo più importante d'America aveva osato mentire alla nazione...

      Ora, non dico che in questo non ci sia nulla di deprecabile e che Nixon avrebbe dovuto cavarsela, ma credo che in una qualunque altra nazione le cose sarebbero andate diversamente.
      Comunque si parla sempre di un falso pronunciato per coprire un illecito ai danni dello stato, caso a noi decisamente più comprensibile rispetto, invece, a ciò che accade con Clinton.

      Con lui, infatti, l'impeachement scattò per via di un comportamento legato alla sua vita privata, ad un fatto prettamente personale e di natura decisamente non politica. Clinton fu costretto a dimettersi per aver negato pubblicamente la relazione amorosa con Monica Lewinsky, solo e soltanto per questo, cosa che decisamente qui in Italia non si potrebbe mai verificare.

      Ora, forse io sono stato un po' troppo enfatico nel mio primo commento, e d'altronde non sono un politiologo, ma mi pare che questi due casi possiedano comunque un certo interesse perlomeno dal punto di vista sociologico...parere mio però...

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    2. Potrei benissimo sbagliare...

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  5. Beh, non c'è dubbio che il caso di Clinton sia emblematico del valore che gli USA danno alle parole dei propri uomini pubblici, ma forse io lo considererei un pregio: sempre meglio così che non l'andazzo italiano fatto di smentite e controsmentite! Non credi?

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  6. Sì sì infatti, come ogni cosa può essere considerata sotto molti punti di vista...

    Da una parte la considerazione e la conseguente fiducia che il popolo americano dà ai suoi leader è lodevole, ma solo nella misura in cui non sfiora il fanatismo e l'idolatria ( fenomeni da cui gli Usa non sembrano essere per nulla immuni).

    Certamente, a confronto con l'Italia, un'ideologia del genere si dimostra moooolto superioreo perché crea un'opinione pubblica più compatta e meno dispersiva; ma
    nonostante tutto non riesco a non guardare all'ambiente politico americano, intriso di moralismo e di un certo puritanesimo, senza una certa diffidenza,

    Ripeto però, sempre meglio dell'Italia...ma di gran lunga.

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