martedì 12 giugno 2012

L'obiettivo educativo


L'altra mattina sentivo l'intervento di un'ascoltatrice di RadioTre lamentarsi della scomparsa dalle materie scolastiche dell'ora di educazione civica. Secondo lei (ma è una tesi che ho già sentito altre volte da altre persone) questa scelta ha contribuito fortemente a far crescere le nuove generazioni senza un senso civico capace di trasmettere il valore del bene comune.

Questa storia non mi convince. E' chiaro che sia la famiglia a giocare il ruolo fondamentale nell'educazione di un bambino poi ragazzo, nel bene e nel male, ma al secondo posto io metterei la scuola, dunque trovo intelligente interrogarsi su come renderla un luogo di educazione oltre che di istruzione. Ma l'educazione civica è uno strumento al passo coi tempi?

Certo, finché a un bambino delle elementari la maestra insegna l'importanza di non gettare i rifiuti per terra, o fare la differenziata, ecc, non si può che essere favorevoli. Ma già nell'età delle scuole medie quanto resta di queste "lezioni del cittadino modello"? Mi viene in mente il mio libro di educazione civica, di cui ricordo solo un unico argomento: l'educazione stradale. Per me era divertente capire come muoversi correttamente per strada perché mi vedevo a guidare l'agognato cinquantino e pazienza se si trattava solo di immaginazione: mi faceva sentire grande.


Casualmente nello stesso giorno mi sono trovato a leggere un post di Amedeo Balbi (vecchia conoscenza del Vpostulato) nel quale propone un approccio scientifico al problema:
...per essere buoni cittadini, nelle scuole si dovrebbe insegnare a saper leggere una statistica, a valutare le grandezze, a interpretare un grafico, a non scambiare una correlazione con un rapporto di causa-effetto, a capire cosa significa davvero fare una previsione, a ragionare in modo quantitativo, a valutare le incertezze, a soppesare le prove, a selezionare le ipotesi, a interpretare i fatti in modo obiettivo, ad analizzare logicamente un’affermazione, a saper formulare le proprie idee in modo logico, a capire se una domanda è ben posta – potrei continuare a lungo ma credo si sia capito il punto.
Sono pienamente d'accordo con Balbi: insegnare ad essere buoni cittadini non può più limitarsi all'impartire la buona educazione, deve diventare il passare un bagaglio culturale che permetta al ragazzo che cresce di essere autonomo nel farsi una propria opinione per sapersi districare nella sua vita adulta. L'obiettivo educativo deve diventare la formazione di un cittadino che sappia partecipare attivamente alle decisioni della propria società.

6 commenti:

  1. sono d'accordo..
    leggendo il tuo post mi è tornato anche in mente che a scuola un'ora alla settimana era dedicata alla religione CATTOLICA.. si poteva chiedere l'esonero, ok, ma porco giuda, dico io: se uno vuole approfondire tematiche religiose ci sono MOLTE strutture religiose fatte apposta, perchè bisogna utilizzare le ore della scuola dello stato italiano (laico).. certo sarebbe molto educativo e importante un'ora dedicata alla "storia delle religioni", ma tutte, non solo quella cattolica.
    magari lezioni tenute da antropologi o sociologi..
    certamente aiuterebbe a capire meglio fin da subito le altre culture, delle quali, stringi stringi, non ne sappiamo molto.
    tra l'altro quella dell'ora di religione mi pare fosse stata introdotta dalla riforma Gentile dopo i patti lateranensi, negli anni 20...

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  2. Per la verità a me ad educazione civica insegnavano che ruolo avevano le varie cariche dello stato, come si legiferava, cos'è il parlamento eccetera.. Insomma, a grandi linee come funzionava la macchina statale.. Prima d'ora immaginavo che per tutti fosse così..

    Mi sembra una discussione un po' priva di significato.. Immagino che il bambino o ragazzino a cui si insegna di non buttare le cartacce per terra non sia lo stesso a cui si insegna a ragionare in modo quantitativo (??) o ad analizzare le ipotesi (???)..

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    1. Invece sì, cavoli, proprio al ragazzino che non ha una famiglia solida alle spalle bisognerebbe insegnare a sapersi destreggiare da solo, usando la propria testa. No? Credo che un merito del sistema Italia sia stato proprio quello di garantire a tutti un'alta formazione di base, attraverso le scuole elementari e medie. Ai tempi dei miei le scuole medie erano differenziate: c'erano quelle per chi avrebbe proseguito gli studi e l'avviamente per andare a lavorare a 14 anni. Poi si è superato questa concezione e da una quarantina di anni, almeno, siamo tutti sotto lo stesso programma scolastico fino ai 14 anni. Questo, salvo casi limite di insegnanti incompetenti o simili, lo considero una garanzia di equità sociale, di pari opportunità tra classi.

      ps: hai ragione, forse anche a me insegnavano le leggi, hai ragione, ma allora quello non è forse un po' presto per un bambino delle elementari. Io dico: nell'ottica di far sviluppare una persona capace di essere autonoma, ammoderniamo questo strumento dell'educazione civica, avviciniamolo al mondo di oggi.

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  3. Allora... Per quanto riguarda le lezioni di religione la mia esperienza personale è stata un pò atipica: alle medie avevo Don Marco, che per quanto ricordo portava confronti con le altre religioni senza, ovviamente, poter scendere più di tanto nell'aspetto storico.

    Alle superiori all'inizio avevamo una buona fanciulla con la quale parlavamo di problemi di cronaca (il che mi sembrava più che altro una lezione di giornalismo, un datatissimo "aiutiamo i giovani nel buio dell'adolescenza"). Più tardi avevamo un obiettore di coscienza, esponente della cosiddetta (ho poi scoperto dopo) "teologia della liberazione", una rilettura del messaggio cristiano in chiave politica, contro le multinazionali e in difesa del Terzo Mondo, con alcuni interessantissimi link all'aspetto storico, sociologico, filosofico della religione cristiana (vi scriverò un post in merito). Era stato in Brasile e aveva trovato sua moglie laggiù (non stiamo insomma parlando solo di un accademico). A tutti gli effetti erano lezioni di economia politica e sociologia.

    Se dovunque si trattasse di questo ben venga!

    Io sono d'accordo con Lore, ma propongo una soluzione diversa. Io credo nella scuola come ambiente educativo, non solo come distributore di cultura. Ma oggi ormai gli input esterni, di qualunque genere, superano in quantità quelli interni classici della famiglia e della scuola. Insomma... Di certo non abbiamo persone così nulle dal punto di vista critico solo perché manca l'educazione civica!!!

    Ai bambini delle elementari e delle medie si insegnino i vecchi schemi anni Novanta: la raccolta differenziata, la pace ecc ecc. Non si può fare di più. Al ragazzo delle superiori non serve una lezione di "lettura grafici", ma lo sviluppo di capacità critica. Per questo l'insegnante di storia e filosofia (se la seconda è prevista) è il più importante di tutti in questo senso. Quindi non serve il reintegro di chissà quali ore diverse dalle presenti, basterebbe sfruttare bene quelle che già ci sono.

    Concludo. Il mio professore di storia (grande Graziano Bottioni!) ha impostato tutta la prima lezione proprio su questo, sul fatto che la storia non può essere insegnata in modo oggettivo e che ognuno riporta i fatti con sfumature diverse a seconda di chi è. Subito dopo ci ha detto che dovevamo soppesare tutte le sue affermazioni a partire dalle sue palesi convinzioni politiche e che avrebbe avuto piacere si discutesse.

    A quel punto ci sono i fatti. Ma la Storia è la modalità in cui li riportiamo. Ecco. Bisogna sviluppare la capacità di analizzare quella modalità e criticarla in modo corretto, usando l'unico strumento atto a questo scopo: la cultura.

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  4. Sull'ora di religione (illegalmente cattolica) sfondate una porta aperta! Come pure la storia del crocifisso in aula... ma si sa che spesso in Italia le questioni che dovrebbero essere logiche diventano estenuanti battaglie ideologiche.
    Del resto io, da buon finto intellettuale di sinistra, religione non l'ho fatta a scuola, me ne uscivo prima alla facciazza della sfigata di turno mandata dalla curia.

    Che dire: uniamo l'ora di religione e quella di educazione civica e facciamole diventare un misto di quanto è stato detto fin qui: fondamentali del diritto e dell'economia, interpretazione di una statistica, discussioni su temi caldi, etica, religioni vicine e lontane, mondialità.

    Sì, io lascerei qualcosa di simile e non delegherei alla professoressa di storia e filosofia...

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  5. http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/09/25/Profumo-rivedere-programmi-ora-religione_7526716.html

    Di certo il ministro Profumo ha fatto tali dichiarazioni dopo aver letto questo post! :)

    Da notare le argomentazioni di spessore e di alto livello dell'esponente della Lega Nord

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