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domenica 5 dicembre 2010

Link - 5 Dicembre

  • Edizione di Libero di Sabato 4 Dicembre 2010, gentilmente "riassunta" dal blog Nonleggerlo;
  • Commento di un giornalista del Sole 24 Ore riportato da Luca Sofri, su Wikileaks e i suoi scoop;
  • Bellissimo riassunto sul Post della carriera politica di Franco Frattini;
  • Alessandro Capriccioli riporta in "auge" un video di qualche anno fa e di assoluto valore, sia per la canzone, sia per i cantanti... imperdibile!
  • L'ultimo elenco di Vieni Via con Me, letto da Fazio a Che Tempo che Fa, dove si è scoperto che il capostruttura di Raitre Mazzetti è stato sospeso perché il programma è finito in ritardo di due minuti e mezzo;
  • Documentario splendido su due mercati a Bangkok, uno con un treno che passa in mezzo e l'altro sul fiume;
  • Da Big Picture, foto sulle nevicate in giro per il mondo.

giovedì 2 dicembre 2010

Link – 2 Dicembre

  • Ivan Scalfarotto e Luca Sofri sul caso Wikileaks;
  • Interessante e criticabile post di Odifreddi sulla riforma Gelmini e sulle manifestazioni di questi giorni;
  • Una triste storia raccontata da Gilioli;
  • La morte di Monicelli: la riflessione di Giovanni Fontana, il post di Spinoza e una bella intervista al regista pubblicata da Matteo Bordone;
  • Video ben fatto e molto interessante sullo sviluppo del benessere in 200 nazioni negli ultimi 200 anni;
  • Gianni Mura parla del Barcellona come una delle migliori squadre di sempre, vista la mia non celata passione per questa squadre, non posso che condividere!
  • Infine, tre gallerie fotografiche da Big Picture: la guerra al narcotraffico in Brasile, i 50 anni dall’elezione di Kennedy in America (sono bellissime queste foto degli anni ‘60) e infine un calendario dell’Avvento con una foto al giorno del telescopio Hubble.

sabato 20 novembre 2010

Newsweek e il Tg2

Prima di iniziare, una citazione per il sito in cui ho appreso la notizia: il Post. A me piace sempre più, quando è partito ero scettico sui contenuti e la possibile durata di un progetto del genere, invece rimane sempre molto interessante, d’ampio respiro, e soprattutto da spazio a molte voci: da Civati a Facci, da Scalfarotto a Mantellini, e soprattutto il direttore Luca Sofri, sempre illuminante con i suoi commenti mai estremisti, populisti o di parte.

Tornando all’argomento del post, ho letto sul Post (perdonate la ripetizione) un articolo riguardo a questo servizio del Tg2:

Il Tg2 parla del numero del Newsweek (uno dei più importanti settimanali americani di politica e società) della seconda settimana di Novembre, nella cui copertina c’è scritto: “Il problema che Berlusconi ha con le donne”. In piccolo c’è poi scritto: “la sua cultura da harem sta minando l’economia italiana e il suo stesso governo”. All’interno sono presenti due articoli durissimi contro Berlusconi e l’Italia.

Il primo, scritto dalla corrispondente dall’Italia Barbie Nadeau, scrittrice e giornalista per molte altre testate internazionali, è dedicato al maschilismo della società e della politica italiane. Il titolo è Il problema delle donne italiane. Inizia con una foto di Berlusconi che “guarda” la nuotatrice Federica Pellegrini. Grazie alla traduzione del Post, cito anche una parte di questo lungo articolo (troppo lungo, io non sono riuscito a leggerlo tutto in inglese), in cui viene citato Striscia la Notizia come esempio di tipico stile italiano, in cui la donna, maltrattata dall’uomo, è vista come un oggetto.

Un’intera generazione è cresciuta in una società in cui una specie di porno in versione soft e umiliante è considerato un di più accettabile di ogni programma di news quotidiano. Sono passati ventitré anni da quando Canale 5 di Berlusconi ha introdotto Striscia la Notizia, con le sue donne voluttuose dette veline – letteralmente, “brandelli di carta” – che sfilano negli intermezzi della trasmissione. Oggi, le showgirl non solo compaiono in tutti i canali ma alcune sono perfino al governo, nominate da Berlusconi. Alcuni sondaggi dicono che le giovani italiane preferiscono diventare veline ben retribuite piuttosto che medici, avvocati o imprenditori. Ma per Berlusconi l’idea di una forza lavoro femminile educata sembra essere più una barzelletta che la chiave per il successo economico. È stato lui che ha nominato una ex showgirl, Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità. I suoi calendari in topless sono ancora appesi nei corridoi più nascosti del Parlamento italiano. Ma nonostante lei faccia discorsi promuovendo «parità di diritti e di dignità» per le donne,  Berlusconi resta indifferente.

È chiaro che chi sostituirà Berlusconi – qualora dovesse accadere – indebolirà questo collegamento tossico tra politica, media e discriminazione di genere. Ma richiederà a tutti gli italiani, di entrambi i sessi, di riprogrammare il loro modo di pensare se davvero si vuole sperare che ci siano dei progressi. E non basterà soltanto cambiare canale.

 

Il secondo articolo è invece a cura di Jacopo Barigazzi, collaboratore del settimanale (il Post precisa che nè lui nè il settimanale americano sono notoriamente di centrosinistra). Il titolo è Silvio in ribasso: gli ultimi scandali sessuali sono il minimo tra tutti i suoi problemi, e racconta il declino della maggioranza berlusconiana e i disastri italiani soprattutto sul piano dell’economia, partendo dal caso Pompei (il crollo di un edificio a Pompei, con il ministro Bondi che esclude ogni colpa del suo ministero):

Questo è il modo di lavorare del governo italiano. Nessuna responsabilità, nessuna vergogna, nessuna attenzione verso un paese fatiscente. Oggi l’economia è quasi congelata nel tempo, come le rovine ricoperte di cenere di Pompei. Per vent’anni l’Italia non ha praticamente avuto nessuna crescita, ma nessuno accetta di essere accusato per questo. L’ultimo affair di Berlusconi è stato tanto stupido quanto salace. Ruby dice di avere mentito al premier sulla sua età e di non avere mai avuto rapporti sessuali con il vecchio satiro. Ma mentre queste narrazioni di lussuria un tempo servivano per rafforzare la reputazione di virilità del primo ministro, questa volta sembra che abbiano lasciato l’impressione opposta.

 

Dopo due attacchi così diretti a Berlusconi e alla società italiana e maschilista (del fatto che siano condivisibili o no non me ne occupo qui), il Newsweek ha pubblicato sul sito, non sulla versione stampata, una galleria fotografica con le foto di dieci donne italiane importanti nel mondo, con questa presentazione:

Non tutte le donne italiane sono celebrate semplicemente per il loro seno o per la loro abilità a preparare un bel pranzo della domenica. Mentre i titoli, almeno recentemente, hanno ritratto le donne italiane come personaggi poco vestiti in televisione, come escort o come modelle teenager appartenenti al partito di Silvio Berlusconi, il paese ha una ricca storia di donne contro gli stereotipi che hanno avuto successo in diversi campi. In questa galleria solo alcuni esempi tra le più importanti e influenti donne d’Italia del passato e del presente.

Come scrive il Post, per quanto la severità dell’attacco di uno dei più noti e autorevoli settimanali del mondo sia certamente una notizia, si può legittimamente sostenere che ci siano cose più importanti e che quindi non ci sia spazio per occuparsene nel corso di un telegiornale. E siamo talmente abituati al pressapochismo e alla superficialità dei telegiornali italiani da non nutrire grandi aspettative sul loro interesse per quanto scritto nientemeno che da Newsweek: peggio ancora se si tratta di articoli così inappellabilmente critici nei confronti di Silvio Berlusconi, uno che sulla RAI esercita qualche influenza.

Invece, contro ogni aspettativa, il Tg2 si è occupato di ciò che ha scritto il Newsweek, ma come? mostrando nelle immagini la copertina di Newsweek, leggendo il titolo sbagliato “Le ragazze di Berlusconi” e passando subito alla galleria fotografica online senza citare il contenuto degli articoli. Sul finale la mette poi sul politico, ma solo per citare Sonia Ghandi e Carla Bruni. Si tratta quindi di un servizio falso che prende in giro gli italiani, la loro intelligenza e il Newsweek. Un’altra ottima figura per l’Italia. Fortunatamente, il Tg2 ha una così bassa visibilità e credibilità che in pochi si sono accorti di questo obbrobrio.

Ma ora arriva il bello. Il direttore del Tg2 Mario Orfeo, invece di fare italianamente finta di niente si è premurato di rispondere al Post, giustificando l’ingiustificabile:

Caro Luca (Sofri, direttore del Post), in merito al vostro articolo sul Tg2 che spiega Newsweek sull’Italia qualche precisazione/considerazione: mi pare che già fare quel servizio, e farlo egregiamente come ha fatto Tommaso Ricci, serviva a segnalare un’anomalia e non a ripulire una versione come sostenete voi (non mi pare ieri di averlo visto su altri tg). Non abbiamo citato letteralmente il titolo “Il problema con le ragazze di Berlusconi” ma l’abbiamo fatto vedere diffusamente, cosa che in televisione -- mi insegni -- ha la stessa (o maggiore) efficacia delle parole, infine il taglio del servizio non voleva essere prettamente politico tanto che sviluppava solo una parte degli articoli del settimanale americano e per questo era collocato in chiusura del telegiornale, voleva essere piuttosto la sottolineatura dell’importanza delle donne italiane riconosciuta anche in America mentre qui da noi si parla più o solo di noemi e ruby. Ma nonostante ciò la presentazione -- il lancio in termine tecnico -- del conduttore che vi deve essere sfuggito diceva così: “Sulle pagine del settimanale americano Newsweek un articolo molto critico sul presidente del consiglio Berlusconi tesse l’elogio di alcune famose donne italiane”.

Luca Sofri ha prontamente risposto:

Caro Mario Orfeo, sei gentile a scriverci e a dare la tua versione. Non posso fare a meno di notare alcune cose. Non capisco quale “anomalia” fosse segnalata dal servizio, né capisco l’uso dell’avverbio “egregiamente”. Non mi pare un primato quello di avere battuto altri tg su una notizia inesistente (gli americani che apprezzano Sofia Loren e Carla Bruni è una notizia?). Ti confesso che non credo che la stranezza della parziale citazione del titolo di copertina sia compensata da pochi secondi di visione del testo in inglese. Voglio essere del tutto sincero con te: neanche una macchina della verità applicata all’autore del servizio mi convincerebbe che quell’omissione si spieghi così. La tua tesi sull’immagine che ha maggiore efficacia delle parole è strana: implicherebbe che Saviano sarebbe stato più efficace l’altra sera tacendo e mostrando invece dei cartelli con il suo testo scritto, per esempio.
Proseguo nel dare attenzione a ciò che dici: che “il taglio del servizio non volesse essere prettamente politico” è ciò su cui siamo completamente d’accordo, appunto. Ma dire che “sviluppava solo una parte degli articoli del settimanale” è troppa grazia: non ne sviluppava neanche uno, dedicandosi invece solo a una fotogallery del sito di Newsweek, ovvero a niente che sia contenuto nella copia del giornale che era mostrata dal servizio. Il quale giornale, invece parlava solamente del trattamento riservato dal berlusconismo politico e televisivo alle donne. Sulla presentazione del conduttore hai ragione, ma lascio ai lettori di decidere quanto questo dettaglio ribalti il loro giudizio.
Guarda, noi non pretendiamo di dirti se nel tuo telegiornale debba avere più spazio l’opinione internazionale sul nostro governo e sulla nostra cultura maschilista o piuttosto una rinnovata ammirazione per il fascino di Anna Magnani: fai tu. Ma è proprio per stima nei tuoi confronti che non crediamo sia una scelta libera. Buon lavoro, Luca Sofri.

Infine, la contro-risposta di Mario Orfeo:

caro Luca, brevissima controreplica che prego di estendere ai lettori del Post: rispetto la tua risposta come l’opinione espressa nell'articolo anche se non la condividevo e ho cercato di spiegarne le ragioni. Discutere e confrontarsi è il sale della democrazia, non mi sottraggo come hai visto. Ma con la stessa stima che io ho nei tuoi confronti devo pensare che quell’ultima riga sulla libertà ti deve essere proprio scappata dal computer (per qualche riflesso pavloviano?). Le mie scelte -- giuste o sbagliate -- sono tutte libere. Puoi giurarci. Mario Orfeo.

Apprezzo il coraggio di provare a giustificare un articolo del genere, ma sicuramente avrebbe fatto meglio ad ammettere che effettivamente il servizio era approssimativo ed incorretto. La risposta di Sofri invece è meravigliosamente chiara e cortese, non a caso Orfeo nella contro-risposta non entra nel merito e si attacca solamente all’ultima e pungente affermazione di Sofri.

lunedì 30 agosto 2010

Baciamo le mani



Da segnalare una intervista di Panorama al ministro Maroni, su Panorama, che oltre a tessere le lodi del governo e fare domande scomode ("Ministro, l’avrebbe mai detto una trentina d’anni fa, quando aderì alla Lega, il partito del Nord, che sarebbe diventato una speranza per il Sud?"), fa posare il ministro con la coppola in testa. Questo il commento di Luca Sofri:
La copertina di Panorama col ministro dell’Interno che si è “travestito” da mafioso è una cosa impensabile in un paese con un po’ di rispetto per se stesso e per la propria tragedia, e al tempo stesso del tutto normale in questo paese. Adesso immaginatevi un Obama travestito da bin Laden che dalla copertina di Time dice sorridendo “attento a te, Osama”. È difficile smettere di essere un paese di pagliacci fino a che si è un paese di pagliacci.

martedì 22 giugno 2010

Link - 22 Giugno

  • Dal Giornale, intervista al ministro della difesa Larussa che giustifica l'ingiustificabile (a mio parere): l'acquisto di aerei e navi militari, armi e simili per la modica cifra di 29 miliardi di euro;
  • Commento di Pippo Civati ad un'intervista di Lunardi in cui dice che non c'è niente di male ad avere favori da imprenditori;
  • Dal blog Metilparaben, post su un'illuminata intervista al vescovo emerito di Senigallia, Monsignor Odo Fusi Pecci (ma il nome qual'è??) sull'omosessualità;
  • Post di Spinoza sulle intercettazioni;
  • Francesco Costa su Rai e Mondiali;
  • Foto dal Golfo del Messico, due mesi dopo l'inizio del disastro ambientale;
  • Infine, da Luca Sofri apprendo della morte di Manute Bol, giocatore di Basket e non solo: qui la sua storia.

giovedì 20 maggio 2010

Se Questo è un Ministro

Il ministro della difesa Ignazio Benito Maria La Russa è notoriamente uno scatenato tifoso interista, e nel tifo della sua squadra del cuore ci mette la stessa passione che impiega nel difendere chi ama o le cose in cui crede.
Dopo la vittoria di domenica contro il Siena, e la conseguente vittoria dello scudetto da parte dell'Inter, il ministro tifoso ne è uscito con queste affermazioni:

Sono qui a casa con i miei figli, e gli amici dei miei figli, abbiamo già messo le bandiere fuori dalle finestre, quella nerazzurra, accanto al tricolore.
Vergogna al Siena però: ha giocato per la Roma.
Una squadra retrocessa cerca di vincere per un punto in più ma il Siena ha giocato per far vincere la Roma.



Qui c'è l'articolo del Messaggero da cui ho preso la frase.

Già di per se, è di dubbio gusto che un ministro si lasci andare ad affermazioni del genere. Per carità, niente di grave, però sarebbe carino se i ministri evitassero di creare polemiche per ogni cosa... vabbè, la notizia non è questa, la notizia è che, dopo aver fatto arrabbiare i tifosi di Roma, Siena, e addirittura il altri componenti del Pdl, il ministro La Russa si è sentito in dovere di fare un comunicato, nel giorno in cui sono stati uccisi due militari italiani in Afghanistan di cui lui in qualità di ministro della difesa è responsabile. Questo è il comunicato:

(ANSA) – ROMA, 17 MAG – Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, “nel rispetto dei tragici avvenimenti che hanno coinvolto oggi i nostri militari in Afghanistan” ritiene opportuno “non entrare nella polemica nata dalle dichiarazioni da lui rilasciate al termine della partita Siena-Inter”, ma, attraverso l’ufficio stampa, precisa che si aspettava dal Siena “un atteggiamento più propositivo”. Il senso delle dichiarazioni di ieri, sottolinea l’uffucio stampa del ministro, “era che dal Siena, già retrocesso, fosse lecito aspettarsi un atteggiamento più propositivo alla ricerca di una vittoria che avrebbe dato lustro al suo campionato. Invece il Siena ha solo inutilmente cercato uno sterile ed inutile zero a zero con un ‘catenaccione’ vecchia maniera, quasi che l’importante fosse ostacolare l’Inter anziché cercare un risultato di prestigio per se stesso. Al contrario il Chievo, sia a Milano la scorsa settimana che ieri con la Roma, ha giocato alla ricerca di una vittoria che, quando non vi sono problemi di classifica, dovrebbe essere l’obiettivo di tutti. Anche della squadra di Mezzaroma”. L’ufficio stampa sottolinea infine come il ministro La Russa “sia ieri al termine della partita, sia nei giorni scorsi, abbia sempre rivolto alla Roma sinceri complimenti per l’ottimo campionato disputato e abbia dichiarato alla Gazzetta dello Sport la sua preferenza per Francesco Totti come miglior giocatore italiano”.

Prima di tutto, il ministro in pieno stile Berlusconi nega ciò che ha affermato due giorni prima dandogli un'interpretazione ridicola, ma il vero problema è un altro, e lo lascio spiegare a Luca Sofri che lo dice molto meglio di come direi io:

Non c’è dubbio che la contraddizione spesso ipocrita che si registra in Italia tra momenti di lutto solenne e regimi quotidiani di tarallucci e vino sia spesso insopportabile. Non c’è dubbio che si passi da una cialtronesca superficialità a un improvviso battersi il petto e prendersi sul serio che non ha nessuna credibilità. E non c’è dubbio che nei giorni in cui dei militari italiani muoiono in guerra questa contraddizione e questa ipocrisia raggiungano i massimi livelli.
Ma la precisazione che ieri il Ministro della Difesa La Russa non è tanto un esempio di maggior concretezza su questo piano, quanto un caso spettacolare di maldestria mediatica, insensibilità politica e ignoranza del proprio ruolo. Sarebbe altrettanto sopra le righe e trombone scatenare indignazioni strumentali contro la mancanza di tatto del ministro, o urlare “vergogna”: il punto è un altro. Il punto è che molti ruoli di grande responsabilità in Italia sono affidati a uomini capaci di fare, nella giornata di ieri, una cosa così: non è questione di vergogna, è questione di inettitudine.

lunedì 18 gennaio 2010

Link - 17 Gennaio

venerdì 15 gennaio 2010