Partiamo dalla cosa più importante: i soldi. Avevo scritto che in
generale qui gli stipendi sono più alti rispetto all'Italia (ed effettivamente
è così) ma bisogna stare attenti ad alcune piccole differenze che esistono tra
i due paesi per ciò che riguarda il regime fiscale. In generale, un contratto
di prima assunzione in un'azienda IT di questa zona ha un lordo non di poco
superiore ai trenta mila euro annui a cui poi si aggiungono alcuni bonus tipo
rimborso spesa giornaliero che possono variare tra i 5 e i 15 euro al giorno.
Una prima differenza con l'Italia è nel concetto di "netto": infatti, a parità di lordo, in Francia la cifra che vi viene
accreditata ogni mese sul conto è più alta di quella che vi darebbero
nel nostro paese. In altre parole, in Francia, dal lordo viene mensilmente sottratta una parte
minore in tasse rispetto a quanto accade in Italia. C'è un però, e qui sta il
punto: mentre in Italia, per ciò che riguarda un lavoratore dipendente, il
netto è il netto e non ci sono ulteriori prelievi legati al reddito, in
Francia, invece, un 23% del lordo viene prelevato dalla busta mese per mese mentre circa un
8% (percentuale che aumenta all'aumentare del reddito) deve essere conguagliato, una volta l'anno,
dal contribuente allo Stato in occasione della dichiarazione dei redditi (in
pratica, ogni anno vi parte un po' meno di una mensilità "netta"). Attenti,
quindi, a non farvi abbindolare da netti alti che però giocano sulla differenza
che c'è nel concetto di netto tra Francia e Italia: prendete il lordo che vi
propongono, sottraetene circa un trenta per cento (a meno che il vostro lordo
non superi i 40 milla e in tal caso fate il calcolo per esempio qui) e confrontate il netto vero
e proprio con quello che avreste in Italia! sabato 22 dicembre 2012
Lavoro e vita in costa azzurra
Partiamo dalla cosa più importante: i soldi. Avevo scritto che in
generale qui gli stipendi sono più alti rispetto all'Italia (ed effettivamente
è così) ma bisogna stare attenti ad alcune piccole differenze che esistono tra
i due paesi per ciò che riguarda il regime fiscale. In generale, un contratto
di prima assunzione in un'azienda IT di questa zona ha un lordo non di poco
superiore ai trenta mila euro annui a cui poi si aggiungono alcuni bonus tipo
rimborso spesa giornaliero che possono variare tra i 5 e i 15 euro al giorno.
Una prima differenza con l'Italia è nel concetto di "netto": infatti, a parità di lordo, in Francia la cifra che vi viene
accreditata ogni mese sul conto è più alta di quella che vi darebbero
nel nostro paese. In altre parole, in Francia, dal lordo viene mensilmente sottratta una parte
minore in tasse rispetto a quanto accade in Italia. C'è un però, e qui sta il
punto: mentre in Italia, per ciò che riguarda un lavoratore dipendente, il
netto è il netto e non ci sono ulteriori prelievi legati al reddito, in
Francia, invece, un 23% del lordo viene prelevato dalla busta mese per mese mentre circa un
8% (percentuale che aumenta all'aumentare del reddito) deve essere conguagliato, una volta l'anno,
dal contribuente allo Stato in occasione della dichiarazione dei redditi (in
pratica, ogni anno vi parte un po' meno di una mensilità "netta"). Attenti,
quindi, a non farvi abbindolare da netti alti che però giocano sulla differenza
che c'è nel concetto di netto tra Francia e Italia: prendete il lordo che vi
propongono, sottraetene circa un trenta per cento (a meno che il vostro lordo
non superi i 40 milla e in tal caso fate il calcolo per esempio qui) e confrontate il netto vero
e proprio con quello che avreste in Italia! giovedì 22 novembre 2012
Choosy, un mese dopo
Personalmente, io non sento di unirmi al coro
degli indignati ma devo dire che questa volta il motivo che ha dato luogo
all’esternazione della Fornero non l’ho proprio capito. Negli altri casi, le
affermazioni dei tecnici su giovani, laurea e lavoro erano state avventate e
forse poco diplomatiche ma secondo me andavano a battere una strada che poteva
effettivamente portare qualcosa. Insomma, è sicuramente vero che tra i laureati
a 28 anni ci sono pure storie di gente che lavorava per pagarsi gli studi o ha
avuto difficoltà di ogni genere, ma ce ne sono anche parecchi che ci hanno solo
messo molto più tempo. E, se è pur vero che la mancanza di un contratto a tempo
indeterminato ti preclude la possibilità
di vivere una vita al pieno delle possibilità, è altresì vero che, a diciotto
anni, maneggiare per ottenere un posto fisso in comune “perché non si fa un
cazzo e non te lo possono togliere” è un estremo da estirpare. In questa
direzione, qualche frecciatina come quelle che erano state lanciate non faceva
certo male.mercoledì 31 ottobre 2012
Lavorare vicino a casa ma oltreconfine
Siccome mi e' capitato piuttosto spesso di scrivere sul blog di lavoro, prospettive per i neolaureati e non solo, non posso non spendere qualche riga a descrivere l'esperienza lavorativa che ho appena cominciato in Francia.Usciti dall'Universita' di Genova (ma non solo da questa) pochi di noi sanno che oltre alle mecche lavorative di Torino ma soprattutto Milano, esiste almeno un'altra realta' a portata di mano: quella di Sophia Antipolis. Sophia Antipolis e' un'area collocata in Costa Azzurra, pochi chilometri dietro le citta' di Nizza, Antibes e Cannes (cioe' a circa due ore d'autostrada da Genova): non e' propriamente una citta' ma un agglomerato di aziende e di servizi ai lavoratori di tali aziende, i quali risiedono principalmente nei tre centri che ho elencato prima ma che passano la loro giornata lavorativa qui. Le aziende presenti in quest'area hanno come denominatore comune quello di essere aziende tecnologiche: spaziano dall'ambito puramente informatico a quello elettronico e delle telecomunicazioni, a quello farmaceutico e delle biotecnologie. Insomma, il paradiso lavorativo del laureato in materie scientifiche. Non mancano universita' e istituti di ricerca: l'INRIA (il CNR francese - senza offesa per i francesi) ha una sede importante sul posto e interagisce con alcune delle aziende che hanno sede qui.
L'azienda piu' importante con sede a Sophia Antipolis e' Amadeus, una multinazionale che si occupa di fornire software in ambito turistico: per dare un'idea delle dimensioni, questa sola azienda da' lavoro a piu' di 4000 dipendenti nella sola sede situata nel sud della Francia. In generale, gli stipendi sono molto piu' alti che in Italia e, se anche il costo della vita e' comunque piu' caro rispetto che da noi (parlo di Genova ma non di Milano), il bilancio rimane nettamente in attivo. Le assunzioni sono continue anche se la concorrenza e' piuttosto alta: Amadeus, per esempio, ha come politica quella di assumere gente da tutte le parti della Francia e del Mondo, privilegiando i curriculum migliori in termini di diplomi, voti ed esperienze maturate, a prescindere dal fatto che questi non siano molto legati al lavoro che ti propongono. Il flusso di assunzioni e' cosi' intenso da essere in parte gestito da aziende di consulenza che svolgono il mero ruolo di cacciatori di teste per Amadeus: scovano curriculum su Monster o su altri motori di ricerca e poi li segnalano ad Amadeus. Nel caso questi dia l'ok, loro li assumono spedendoli a lavorare li' e ricavandoci immagino un bel po' di soldi. Io stesso - a quanto ho capito - riceverei un premio se segnalassi alla mia azienda di consulenza il profilo di qualcuno che dopo la trafila del colloquio venisse assunto (quindi, se siete interessati..).Continua qui.
lunedì 7 maggio 2012
Attualità
giovedì 29 marzo 2012
L'Università del precariato
martedì 28 febbraio 2012
Varie: Bartocci, gol/ non gol, Torino e Savona
1) Questo articolo, il cui testo tale e quale ho letto su repubblica, in cui Odifreddi recensisce l'ultimo libro divulgativo di Bartocci.. E' divertente perchè, oltre a recensire l'opera recensisce anche un po' l'autore definendolo "uomo di multiforme ingegno" e "umanista rinascimentale".. Personalmente, al di là del piacere di leggere che il lavoro di divulgazione di qualcuno dei prof genovesi ha un'eco di scala nazionale, leggendo recensioni come queste scopro sempre quanto mi senta distante da tematiche e aneddoti trattati.. Non è un po' maniacale continuare a fare le pulci ai greci e alla loro geometria?
2) Gli strascichi di Milan - Juve che vanno ben al di là del calcio giocato. Un telecronista (Pellegatti) che insulta deliberatamente l'allenatore della Juve durante la sua telecronaca su Mediaset Premium. E le dichiarazioni di Buffon il quale, con infinita onestà, dice che se anche fosse stato sicuro che il gol di Muntari (palla respinta dalle mani del portiere abbondantemente oltre la linea) era effttivamente gol mai sarebbe andato dall'arbitro a confessarlo. Polverone di reazioni ipocrite, prima tra tutte quella del capo degli arbitri Nicchi che dice che uno può pensarlo ma non dirlo, in particolare se è capitano della nazionale.. Io sono per Buffon e condivido quello che dice De Rossi: salvare una palla oltre la riga non è segnare di mano o tuffarsi in area senza essere neppure sfiorati.. Sono due scorrettezze ben diverse: la prima fa parte delle dinamichde di gioco mentre nelle altre c'è dolo.. Considerazione finale: Buffon fa il giocatore e non l'arbitro. L'arbitro c'è apposta per fare l'arbitro.
3) Due cose che non sapevo e in cui mi sono imbattuto a Torino. Il teleriscaldamento che qui è parecchio diffuso e che pare essereuna buona idea se associato a termovalorizzatori. E i corsi tenuti dall'università di torino per studenti lavoratori: pare (non sono riuscito a trovare un sito che ne parlasse) che, oltre a dispense ben organizzate per ogni corso di studi, ti forniscano anche i filmati delle lezioni svolte e la possibilità di dare esami di sabato.
martedì 4 ottobre 2011
Il Fatto e l'Unige
DeepestBlue:
Premetto che riconosco la situazione drammatica nella quale versano miseramente l’Università e la Ricerca in Italia, e che ritengo significativo (e poco confortante) il fenomeno della ‘fuga di cervelli’ all’estero. Tuttavia rimango colpito da quanto leggo in questo articolo, soprattutto perchè scritto da una redazione che (fino ad oggi) ritenevo scrupolosa e affidabile nella ricerca e nella verifica delle informazioni.
BASTA DIGITARE SU GOOGLE I NOMI FERRUCCIO SANSA E STEFANO BRIZZOLARA PER CAPIRE CHE PROBABILMENTE QUESTO ARTICOLO NON BRILLA PER OBIETTIVITà: NONOSTANTE IN ITALIA IL PROBLEMA DELLA RICERCA E DELL’UNIVERSITà ESISTA ECCOME, RITENGO POCO FELICE L’ESEMPIO RIPORTATO. PIù CHE UNA DENUNCIA MI SEMBRA IL FAVORE DI UN GIORNALISTA AD UN AMICO, TIPICAMENTE ITAIANO.
Sono un ingegnere laureato nel dipartimento (storico e riconosciuto in tutto il mondo) dove Brizzolara era tenutario di alcuni corsi di laurea e frasi del tipo “alla sua università dedicava dodici oredi lavoro al giorno, dalla mattina a notte fonda (…) Senza troppi sabati e domeniche, passava le giornate con gli studenti” mi hanno colpito nel profondo.
Sì, perchè ogni volta che io (come tutti gli altri studenti) l’ho cercato per questioni ordinarie (spiegazioni, esercitazioni, etc.) mi sono trovato di fronte ad un fantasma: non era mai in ufficio e quando c’era era frettoloso perchè c’erano schiere di studenti assiepati alla porta (che come me lo aspettavano da settimane). Mi chiedo se si possa davvero dire che “Stefano punta tutto sulla ‘sua’ Facoltà” ma il fatto che esista “L’affermato studio del padre” mi offre probabilmente una definitiva chiave di lettura.
Per quanto riguarda il ricorso al Tar, trovo scandaloso che sia stato lui a presentarlo dopo essere stato escluso dalla graduatoria del concorso in favore di persone davvero dedicate alla didattica e alla ricerca, davvero disponibili nei confronti degli studenti, che davvero dedicano (e da molto tempo) quotidianamente la vita all’Università, la LORO Università.
Trovo infine patetiche alcune considerazioni dell’articolo: faccio proprio fatica ad avere compassione di un povero ricercatore (?) che “…amen se a fine mese si portava a casa uno stipendio che bastava appena per campare” che festeggia con gli amici in “una casa affacciata sul mare da cui si vede tutta Genova” la sua partenza verso le Americhe per la quale dovrà a malincuore rinunciare alla sua “barca ormeggiata in porto per le gite della domenica”.
Fino ad oggi ho considerato il Fatto Quotidiano come un punto di riferimento per l’informazione, sempre in grado di fornire un punto di vista lucido, completo e imparziale di ciò che descrive. Da oggi mi vedo costretto a rivedere questo pensiero.
fabiofi:
Interessante. C’é anche da dire che l’articolo è molto impreciso su altri aspetti. Brizzolara, che è certamente un ottimo ricercatore, non è professore al MIT, ma solo visiting professor al MIT (cioé un ospite, come tanti), per un anno massimo due. Non è stato chiamato “per chiara fama”, ma ha applicato e la sua applicazione è stata supportata da un professore del MIT. Inoltre Brizzolara risulta ancora oggi ricercatore dell’Università di Genova (al database del Miur). Immagino (ma è una supposizione) che abbia preso un anno sabbatico, e se questo è il caso allora riceve ancora lo stipendio dall’Università di Genova. In ogni caso, se tra un anno il MIT non lo assumerà come professore, potrà tornare in Italia trovando il suo posto intatto. Peraltro è vero che ha perso un concorso di associato, ma in precedenza non è stato trattato malissimo, ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2000 e ha vinto (candidato unico) il concorso da ricercatore nel 2001. non male. Capisco che abbia fatto un ricorso, immagino giustamente, per un concorso da associato perso, ma insomma trattare così un’università che continua a tenergli il posto mentre è in visiting al MIT mi sembra un tantinello poco elegante. Peraltro, pur essendo certamente molto bravo (ma l’ingegneria navale non è il mio campo e quindi potrei non valutare correttamente), a oggi su Scopus risultano a suo nome 8 articoli su rivista e 8 proceedings di congressi. In tutto 5 citazioni. Come molti altri ricercatori italiani in ingegneria navale (dati Scopus) in Italia. Il problema naturalmente non è lui (ripeto certamente molto bravo), ma il giornalista che ha approfittato per scrivere un pezzo pieno di errori e lacrimevole. Come lettore mi aspetteri un rigore molto maggiore nel controllo delle fonti da parte dei giornalisti del Fatto, anche se conoscenti di lunga data dell’intervistato.mercoledì 18 maggio 2011
La biblioteca più vasta della Liguria

Credo che siano in pochi a saperlo, come spesso accade per le tante meraviglie nascoste del centro storico della mia città di adozione, ma i dodicimila metri quadrati in stile Liberty dell'ex hotel Colombia a Principe appena ristrutturati ospiteranno la nuova biblioteca dell'università di Genova. Sarà la più grande biblioteca regionale mai aperta, almeno a detta della redazione genovese di Repubblica.
martedì 29 marzo 2011
Ricercare all'estero
Una bella testimonianza, l'ennesima, di come siano distanti le mentalita' italiane da quelle inglesi in materia di ricerca, universita', selezione della classe dirigente e non solo.
Dite che devo rimanere qui??
giovedì 2 dicembre 2010
Link – 2 Dicembre
- Ivan Scalfarotto e Luca Sofri sul caso Wikileaks;
- Interessante e criticabile post di Odifreddi sulla riforma Gelmini e sulle manifestazioni di questi giorni;
- Una triste storia raccontata da Gilioli;
- La morte di Monicelli: la riflessione di Giovanni Fontana, il post di Spinoza e una bella intervista al regista pubblicata da Matteo Bordone;
- Video ben fatto e molto interessante sullo sviluppo del benessere in 200 nazioni negli ultimi 200 anni;
- Gianni Mura parla del Barcellona come una delle migliori squadre di sempre, vista la mia non celata passione per questa squadre, non posso che condividere!
- Infine, tre gallerie fotografiche da Big Picture: la guerra al narcotraffico in Brasile, i 50 anni dall’elezione di Kennedy in America (sono bellissime queste foto degli anni ‘60) e infine un calendario dell’Avvento con una foto al giorno del telescopio Hubble.
O cosi o pomi
martedì 16 novembre 2010
Università & Tremonti
mercoledì 21 aprile 2010
Associazione studenti africani
Due ragazzi di colore sono passati cinque minuti fa nella stanza dottorandi 210.
Dichiarano di raccogliere fondi per una "associazione studenti africani".
Però a quanto pare la prima hit di google con questa stringa parla di truffa.
http://blog.panorama.it/italia/2009/02/11/associazione-studenti-africani-la-truffa-e-servita/
Appena glielo abbiamo detto sono andati via...
Dal momento che ormai si presentano ogni anno con buona cadenza e oso pensare che non si presentino soltanto a matematica, mi è sembrata buona cosa farne pubblicità sul blog. (E poi questo blog era così equo e solidale che non sono riuscito a resistere alla tentazione di buttar lì un po' di cattivi sentimenti..).