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giovedì 2 maggio 2013

Contro l'abolizione dell'IMU

Esticazzi?

Insomma signori miei capiamoci un pò. Un pò di teoria facile facile. In uno stato democratico le tasse vanno pagate. Troppi film ambientati in stati medioevali hanno fatto percepire alla gente il significato della parola "tassa" come una cosa iniqua, una cosa sbagliata, una cosa dittatoriale. In Italia la moda è non pagarle. Per questo viene percepito come ladrocinio tutto ciò che non può essere furbescamente aggirato, come l'IMU.

Chi ha deve pagare, chi non ha non deve pagare. Semplice no? Se hai dieci case è giusto che paghi più di colui che ne ha una o che non ne ha nessuna. Corretto? Suppongo di sì, visto che probabilmente se hai dieci case la tassa che ti sto chiedendo è irrisoria rispetto ai tuoi guadagni.

Qui si sta parlando di IMU come se la gente dovesse rinunciare a fare la spesa per poterla pagare. Se ne parla come del vero rilancio dell'economia, perché con tutti quei soldi la gente vivrà meglio e di più. Scherziamo? Chiunque di voi paghi l'IMU sa che non stiamo parlando di una tassa esagerata. Al solito in questi casi si presenta il solito drammone da libro "Cuore": e supponiamo che io, con duro lavoro, sia andato avanti a pane ed acqua, povero me, per pagare il mutuo sulla casa e ora ci devo ancora pagare sopra?! Non ci sto! Rivoluzione! Vaffanculo! Governo ladro di mangioni di merda!

Colui che non vuole pagare l'IMU e le tasse in generale si sente legittimato dalla malversazione e dalla corruzione della politica: "Pensa un pò a loro! Ma cosa sto facendo di male io? Sto solo evadendo un pò! Mamma mia, ma quante palle... Un occhio non si può chiudere?" Una scusa bella e buona. Indipendentemente da questo questa gente l'IMU non lo vorrebbe pagare comunque. Perché per male che il denaro venga speso, il principio del pagamento delle tasse è giusto. Il lavoratore dipendente vede il 52% della propria busta lorda trattenuta. Non può farci niente e non si lamenta. Magari si rende conto che la pressione fiscale è un pò troppo altina, ma tanto le cose stanno in quel modo. Amen. Vuole solo che il suo lavoro non gli venga tolto. Colui che ha una stracazzo di casa, ottenuta in chissà quale modo, non vuole pagare l'IMU??? Ah no. Sono io che non ci sto.

Va poi anche detto che colui che non vorrebbe pagare l'IMU si lamenta poi del fatto che la strada comunale sotto casa è piena di buche. Ora MI INCAZZO. Ma perché all'italiano gliene viene sempre? La RESPONSABILITA' sta sempre altrove? No. Tu hai la casa e l'IMU la paghi. Se hai solo la prima casa potrei anche pensare una forma di morbidezza. Ma se ne hai anche solo due no. Tu l'IMU la devi pagare.

Quindi per me c'è una questione di principio opposta. Perché coloro che pagano l'IMU ne stanno facendo una questione di principio. Io difendo la necessità che le tasse ci siano. E' l'ultimo modo che mi è rimasto a me Stato per tirar su qualcosa in vista di oltre 180 MILIARDI ANNUI EVASI NEL NOSTRO PAESE. E poi capiamoci. Se anche tolgo l'IMU per far contento il popolino i soldi li prendo da qualche altra parte, ne puoi star certo. Per poi sentirmi dire che non dovrei aumentare le tasse altrove. Cazzo ma mi ci porti! Tu popolo mi evadi. Non mi paghi l'IMU. E te ne viene ancora? Ma fottiti.

Quindi secondo voi in questo paese il problema più grave è la presenza dell'IMU? MA ANDIAMO!

Se paghi migliaia di euro di IMU all'anno tu gli immobili CE LI HAI. Non vedo perché non dovresti pagarla, visto che li sto vistosamente togliendo a chi può permettersi di perderne qualcuno per il bene comune.

Anzi no avete ragione voi. Togliamo l'IMU. A tutti. Perché é iniquo che la gente paghi su un suo possesso immobile. Poi chiudiamo le scuole. Perché tanto di professorini servi delle banche ne abbiamo anche troppi. Poi andiamo in un magico mondo dove mancano le cose (perché il mondo è proprio stronzo) e la colpa è comunque mia, come Stato. Non tua, povero cittadino onesto costretto a pagare le tasse che per fortuna si è ribellato e non me le ha pagate.

Tutta questa gente che gira con le maschere di V per Vendetta mi sta sul cazzo. I magici mondi idealisti crollano sotto il peso della realtà ragazzi: siete un branco di sfigati che non ha idea di che cosa sia una vera rivoluzione. Nemmeno io. Ma io almeno so che Heidi era una fattona che si faceva le canne. Vi ha mai salutato una capretta??? Quando ne vedete una fatemi un fischio.

La mia è una forma di materialismo. Il mondo capitalisco occidentale funziona così. Probabilmente funziona anche male, ma ho smesso di scrivere post impegnati filosoficamente.

Concludo e ribadisco il concetto. In Italia colui che non paga le tasse si permette di non pagarle e di sentirsi nel giusto per l'uso sbagliato che ritiene se ne faccia. In una democrazia pagare le tasse è giusto. Non le vorrebbe pagare comunque, state sereni.






venerdì 30 novembre 2012

Un paese ridicolo: solidarietà a Sallusti

Scusate, so che il titolo è forte ma provate a leggere fino in fondo.

In questi giorni il direttore di un importante quotidiano nazionale si trova agli arresti domiciliari per un articolo pubblicato cinque anni fa sotto pseudonimo da un giornalista della testata di cui era responsabile. Sto parlando di Alessandro Sallusti e della sua condanna per diffamazione aggravata e omesso controllo.


I fatti sono raccontati molto chiaramente su questa pagina del Corriere, ma li riassumo: una ragazzina di tredici anni finisce ricoverata in neurologia per esaurimento nervoso in seguito a un aborto. Di mezzo c'è anche una decisione del giudice dei minori che, dopo aver sentito la bambina ed essersi assicurato che entrambi i genitori (separati) fossero informati, autorizza l'operazione. Il caso monta sui giornali e Libero pubblica un commento molto tagliente, in cui ricostruisce in maniera falsa e tendenziosa i fatti e infine emette il giudizio:
«Se ci fosse la pena di morte, se mai fosse applicabile, questo sarebbe il caso. Al padre, alla madre, al dottore e al giudice»
Il tutto firmato Dreyfus. Quando un articolo è pubblicato sotto pseudonimi o addirittura non è firmato, ne risponde direttamente il direttore editoriale. Il giudice in questione se la prende (giustamente) e querela per diffamazione il direttore di Libero, ovvero Alessandro Sallusti.

Tra una doverosa querela per diffamazione, alla quale è giusto ricorrere se il giornalista invece di informare DISinforma, e una condanna a 14 MESI DI RECLUSIONE in via definitiva c'è tutto il mio sdegno e disappunto! Non sono esperto di giurisprudenza italiana, non mi sono informato sulle leggi che regolamentano la libertà di espressione e la deontologia giornalistica all'estero, però non ho dubbi: dovrebbero esistere pene alternative per reati di questo tipo, come sanzioni personali o alla testata di appartenenza, provvedimenti disciplinari dell'albo di categoria, radiazioni, servizi sociali o articoli riparatori. 

Detesto il modo di agire del direttore Sallusti, penso sia un pessimo giornalista e sono spesso in forte contrasto con le sue idee politiche ma, per coerenza, non posso tacere di fronte a questa vicenda.

I giornalisti non possono scrivere quello che pare a loro, nell'impunità, ma allo stesso modo non è giusto che rischino il carcere se commettono errori (con o senza dolo) o se esprimono opinioni anche forti. Mi auguro che il parlamento che subentrerà a questo saprà porre rimedio a questa situazione ingiusta e ipocrita.

Altrimenti sarò costretto ad esprimere ancora la mia solidarietà a gente come Sallusti!

ps: segue il video della dichiarazione alla Camera dell'onorevole Renato Farina datata 27 settembre in cui ammette la paternità dell'articolo incriminato e chiede pubblicamente scusa al giudice per aver scritto il falso.

lunedì 10 settembre 2012

Analisi di una puntata: Piazza pulita del 06/09/2012


L'altro giorno ho seguito Piazza pulita, tema: il Movimento 5 Stelle e la democrazia interna.

Tutti avrete sentito parlare del famoso fuorionda di Favia, riportato in quella trasmissione, ma non voglio parlare di questo.

Qui sotto il video dell'intera puntata



Da 1h 23m 11s a 1h 36m 45s, ci sono tre interventi che secondo me inquadrano piuttosto bene la faccenda.

Il primo è l'intervento del professor Carlo Galli:
Condivido in pieno quando dice che i cittadini che votano Grillo non sono antipolitici, anzi, sono interessati alla politica quanto quelli che votano i partiti tradizionali.
Ancora mi è piaciuto quando, analizzando il consenso ricevuto da movimenti populisti che indicano vie di uscita alle crisi in maniera demagogica, sopperendo così all'inettitudine dei partiti, dice "a volte le cose vanno bene a volte molto male". E' vero e va tenuto ben fermo in mente.

Successivamente è il turno di Francesco Boccia, deputato PD.
Mi ha un po' infastidito il modo col quale ha scansato e non ha risposto alla domanda di Formigli.
Gli ha chiesto se fosse d'accordo che se la politica attuasse alcune delle cose su cui fa leva Grillo, riduzione numero dei parlamentari, privilegi, numero massimo di legislature, probabilmente arginerebbe il potere del M5S (argomentazioni, comunque, già sostenute da Renzi)
Risposta: "si parla poco di ciò che vuole il Movimento 5 Stelle, ad esempio la fuoriuscita dall'Euro."
Chissà come mai ha svicolato.. E comunque anche questo è un tema da tenere in considerazione (cioè l'analisi delle proposte del m5s)

Segue l'intervento di Mentana.
Secondo me ha centrato il punto: da un lato abbiamo una politica classica, di stampo novecenteco, dall'altro un movimento che raccoglie consensi tra le persone che non parlano piu la lingua novecentesca.
Se da un lato il dibattito è sempre stato "destra o sinistra", "libertà o uguaglianza", dall'altro i temi sono "democrazia dal basso", "legalità", "finanziamenti in politica".
C'è una lingua nuova che la politica classica non riesce (o non vuole) parlare.

Infine Telese critica i modi grilleschi, i toni violenti, e distruttivi
Io credo che se da un lato è vero che per farti notare devi alzare la voce, è anche vero che una volta che ti sei fatto notare puoi anche abbassare il tiro e darti una calmata.

Insomma, un fenomeno complesso, quello del M5S, non ancora chiaro, un po' fumoso.
Da un lato potenzialmente pericoloso, dall'altro potenziale molla per un radicale cambiamento dello scenario politico, cosa alquanto auspicabile.



venerdì 11 febbraio 2011

Il seme dell'odio

Cari amici,
io non ce la faccio più. Siamo alla fine dei giorni. Come siamo giunti a questo punto? Proverò a spiegarvelo con le mie solite osservazioni che sembrano piombate dall'alto.

Un giorno qualcuno si è svegliato e ha pensato la parola "democrazia". Come tutti sapranno la parola ha origine greca e significa "potere del popolo". Dopo alterne vicende si è giunti ad ottenere che i cittadini eleggessero tramite voto i propri rappresentanti politici, organizzati in un ente di nome Parlamento. Dopo i primi tempi si è ottenuto anche il suffragio universale, il voto per tutti, con un ovvio limite d'età. Chi lo ha ottenuto aveva una giusta idea in testa. Come al solito uomini poco pratici come me hanno costruito i loro bei castelli validi in teoria. Ma la specie umana è debole, poco adatta a uniformarsi alle idee dei grandi uomini.

Gli uomini poco pratici di cui sopra non avevano considerato una variabile valida oggi come allora. Anzi più valida oggi di allora. Il voto è MANIPOLABILE. Non parlo di mitra all'interno delle urne: questo tipo di problemi li lascio a chi ha più competenza di me. L'avvento dei grandi mezzi di informazione, Internet escluso, dove le informazioni alla fine delle fini arrivano a chi desidera che gli arrivino, ha incrementato il peso di questa variabile. Notate come sto ancora cercando di salvare la dignità della nostra specie reputando le cause di tanti problemi a qualcosa di esterno. A questo punto mettiamo in croce gli idealisti del suffragio universale? No.

Perciò si pianta il seme dell'odio. L'odio per una razza umana incapace, nel suo complesso, anche solo di usare il buonsenso, sul quale almeno qualche tempo fa si poteva fare affidamento. Che fare? Volete davvero arrivi a dover selezionare chi può votare e chi no? E chi sono io per deciderlo? Se qualcun'altro decidesse che io non posso me la prenderei. E allora? Cosa devo fare? Non posso del resto rimanere ostaggio di una massa di persone mosse da ignoranza, malafede o interessi propri. Come facciamo? Sarò destinato tutta la vita ad essere dalla parte sbagliata perchè sono circondato da una massa di crotalocefali?

Dov'è Platone? Lui era un pò autoritario, lo ammetto, ma nella sua "Repubblica", da sano uomo di teoria, arrivò ad un concetto molto semplice: al potere i sapienti, i filosofi, coloro che conoscevano il Bene, l'Idea delle Idee, che consente l'esistenza di tutte le altre e le illumina.

Democrazia oggi. Cos'è? La legge del più forte, dove chi la pensa in modo diverso è in un ghetto, deriso, umiliato, preso per il culo o ignorato. La democrazia, devo averlo già scritto, non è il migliore dei mondi possibili. Non lo è. Lo sarebbe se tutti gli uomini, o la maggior parte, fossero abbastanza coscienti della RESPONSABILITA' che un concetto come questo comporta. Ma gli uomini non sono ancora (e forse non lo saranno mai) a questo stadio. Quali alternative reali allora? Datemi ancora qualche anno, forse un paio di decenni, e vedrete che se ne renderanno conto tutti: non siamo strutturalmente adatti alla democrazia. Il sistema capitalistico occidentale sta fallendo. Non vedo soluzioni. La Storia qualche suggerimento me lo da: tornare indietro, attraversare ancora, ancora, e ancora, uno stadio di negazione superiore, sperando che questa volta lo slancio positivo successivo porti un pò più in là. Ma questo slancio positivo non lo vedremo noi, cari amici, che saremo già stati divorati dalle leggi del Tempo e della Storia, ma forse i nostri figli. A noi è toccato il periodo di negazione. Prepariamoci al peggio e rimbocchiamoci le maniche.

Datemi un re, datemi un dittatore, datemi qualcuno che si comporti come il signor B. ma che almeno non possa giustificarsi con l'appoggio del popolo. Torniamo al vecchio schema dell'ingiustizia, datemi un "cattivo" oggettivo, perchè lottare contro chi si crede o è stato addestrato a credersi nel giusto, i miei pari, coloro che hanno votato, è troppo difficile.

Il vostro corrispondente dall'Emilia infiammato

giovedì 6 maggio 2010

A 90 davanti a Casa Pound per coerenza

Questo articolo trovato adesso adesso sul sito di Repubblica mi ha mandato, manco a dirlo, in bestia.

http://www.repubblica.it/politica/2010/05/06/news/manifestazioni-ottobre-3864314/

Lo avete letto?
Il succo è che una frangia di studenti neofascisti che si fa chiamare "Blocco Studentesco" vogliono la possibilità di manifestare a Roma in favore dell'elezione dei loro rappresentanti degli studenti. A sinistra c'è chi difende il loro punto di vista in nome del diritto a manifestare.

Ecco cosa penso io.

Io non temo di passare per uno che si sente in una posizione di superiorità per le mie idee politiche. Io me ne fotto della correttezza. Intollerante quanto volete... Ma NON, ripeto NON, dovrebbe essere consentito a esponenti che rievocano un passato vergognoso di manifestare in difesa delle proprie "idee". Ma accetto che per questa strada, se tutti fossero inflessibili come me, avremmo una mancanza di diritti da tutte le parti, la mia compresa. Perciò me ne sto e accettiamo che il diritto di manifestare possa essere esercitato anche da coloro che la parola "diritto" non la conoscono e la utilizzano solo per portare avanti i loro riti antidemocratici. Tanto, ormai, manifestano tutti. Manifesta chi ne ha motivo, come coloro che perdono il posto di lavoro ingiustamente. Ma manifestano anche i pidiellini che si sono sentiti defraudati della loro lista (contro chi poi...). Manifestano tutti. Anzi... Verrebbe da dire che si manifesta troppo per le cose più futili e si manifesta troppo poco per le cose importanti. Lo strumento di coloro che in passato non avevano voce e si riunivano in piazza per sentirsi più forti di fronte al potere è diventato appannaggio di chiunque. Non vedo l'ora di vedere in piazza re e regine... Quindi consentiamo di manifestare anche agli esponenti di Casa Pound via!

MA...

Questo non deve passare come un diritto. Deve passare quasi come una concessione a un bambino troppo capriccioso. Per questo disprezzo esponenti della cultura e giornalisti che difendono un diritto a manifestare che sa un pò di pagina da libro di filosofia, appoggiando gli stessi che, se potessero, negherebbero tutti i diritti facendo prevalere come unica legge quella del più forte.

Non consentiamo, per l'eccessiva coerenza con l'idea di sinistra, diritti a coloro che, al posto nostro, non ce li concederebbero. Non prendiamo la strada pericolosa di credere che non chiederebbero sempre di più. Basta con la paura di apparire superiori. Basta con la pacatezza. Basta con la voglia di apparire coerenti a tutti i costi. Il clima politico è ormai troppo surriscaldato. Possibile che un'idea, che pure io ho, si spinga con tanta naturalezza verso la propria negazione? E' il pericolo di tutte le democrazie: "Diritti per tutti, anche per i nemici della democrazia stessa". Questo purtroppo è un difetto strutturale...

Io non chiedo una repressione assoluta dei nemici della democrazia (i crociati della coerenza si indignerebbero e mi vedrebbero come un nemico della loro democrazia del "Diamo un posto a tutti così nessuno mi attacca").

Però non diamo loro il culo in nome del nostro ideale.