mercoledì 27 febbraio 2013

Una vita fa



‎"Siamo di gran lunga il primo partito, e questo vuol dire che siamo compresi. Perche' a differenza di quello li' che urla [Grillo, n.d.R.], noi ci guardiamo in faccia, noi facciamo le primarie, noi stiamo tra la gente."

Pierluigi Bersani, 22 febbraio 2013

[Grazie a Bruno per la segnalazione]

martedì 26 febbraio 2013

Identikit del berlusconiano - temptative


Non li vedi sul bus, non li incontri al bar, non li incontri per le strade. Quando parli di politica loro non ci sono mai o, se ci sono, si guardano bene dall'intervenire. Pero' al momento opportuno escono fuori e danno il loro voto a B. La gente vota ancora Berlusconi e, quindi, i berlusconiani esistono. Anche se non li vedi e non li senti. Ma chi sono?

In queste ore se ne sentono e scrivono tante. A sentire il popolino (e.g. facebook), le categorie piu' gettonate sono le seguenti: evasori incalliti in attesa del primo condono utile, pensionati rincoglioniti in coda alle poste per il rimborso dell'IMU, decerebrati con addosso la maglia di Balotelli, borghesotti snob su fiammanti SUV, puttanieri, trafficoni, eccetera, eccetera.

Per me non e' cosi'. O non solo cosi'. Su un trenta per cento puo' darsi pure che un 5-6 sia ascrivibile alle categorie sopra citate, ma rimangono fuori tanti altri italiani. E allora gli altri chi sono? La chiave di lettura e' questa: il fatto che la sinistra non sia riuscita a vincere davvero neppure questa volta dimostra che la maggior parte della popolazione italiana appartiene filosoficamente al centrodestra. Piuttosto che vedere Vendola & co. al governo il 20-25% degli italiani preferisce votare un pagliaccio e una banda di banditi. Niente di personale contro Vendola ma, evidentemente, la sinistra italiana (o, meglio, questa sinistra perche' probabilmente con Renzi sarebbe stato diverso) viene associata dalla maggioranza degli italiani ai tanti cliche' ancora attuali: sindacati oltranzisti e irragionevoli, al weekend lungo che ogni dipendente di trenitalia si concede ogni mese, a migliaia di dipendenti pubblici a libro paga ma senza una vera occupazione utile, a "bella ciao", alle patrimoniali, ad uno stato inquisitore e avido, al futile idealismo sinistroide, alla presunzione di essere intellettualmente migliori, alla festa dell'unita', eccetera, eccetera. Ne ho messe insieme tante, probabilmente sbagliando su alcune, ma se Berlusconi rievoca lo spettro del comunismo ogni volta che deve parlare di Bersani, mica lo fa a caso: nell'immaginario degli italiani la sinistra attuale e' ancora troppo legata alle icone e alle lotte di un passato che per molti e' sbagliato e finche' non tronchera' di netto spostando il suo asse piu' a destra non convincera' mai quel dieci per cento di elettori che le servirebbero per imporsi una volta per tutte in maniera inequivocabile. Se scegliera' di restare quella che e' perdera' ancora, ancora e ancora.

I berlusconiani non parlano e non si fanno vedere perche' esistono ma, contemporaneamente, non esistono. In questi anni di berlusconiani fieri ne devono essere rimasti davvero pochi; e quelli sani di mente sono ancora meno. Gli altri sono tutta gente che non e' berlusconiana 364 giorni su 365 ma che contemporaneamente non vuole un governo pd, per come il pd si presenta oggi. Non parlano nei bus perche'  se li incontri di giovedi', quel giovedi' non sono berlusconiani e sono schifati tanto quanto te. Diventano berlusconiani il weekend delle elezioni, un giorno e mezzo su 365: un voto dato a chi per loro e' comunque meno peggio degli altri. Nella speranza che un giorno si presenti qualcuno di serio a rappresentare pure loro.

Nonostante tutto

Elezioni 2013
Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.
Il voto a B è sconcertante, l'ennesima puntata di un incubo che sembra non finire mai.
Può darsi che sia stato troppo ottimista a pensare che il Pd avrebbe rimesso a posto le cose, può darsi che abbia ragione chi ha riposto la fiducia in Grillo e compagnia bella. Non posso che augurarmelo.

Per chi ne avesse bisogno come me, affido a De Gregori il compito della leccata di ferite: nonostante tutto, io ci credo ancora.


sabato 23 febbraio 2013

Sono tutti uguali?

Trovo mille e più motivi per dissentire con chi dice che "sono tutti uguali".

Alla vigilia delle elezioni ne propongo uno, l'ennesimo esempio di politica trash: certi livelli secondo me si raggiungono solo dalla bande di "Pdl & friends".
Possiamo discutere quando vogliamo sul fatto che il PD non è di sinistra, asseconda i cattolici, è pronto ad allinearsi all'agenda Monti, ma dire che sono uguali ai figuri del Premiato Popolo delle Libertà, questo no!

Video del Fatto Quotidiano.

Meno uno: chi voto?

Sono schifato da questa campagna elettorale, e con questo so di non dire nulla di originale.
In questi giorni, perciò, ho evitato le prime notizie dei quotidiani ("X ha offeso Y", "Y ha detto male di Z", "Z corteggia X", "X chiude la porta in faccia a Z", "Y propone la grande coalizione", "Y smentisce la grande coalizione", "Z candida nonna Papera alla presidenza della Repubblica", "Intervista shock di Z: io sono nonna Papera!", ecc ecc ecc).


Quello che invece ho fatto è dare un'occhiata ai programmi dei partiti che mi interessano di più. Zzzzzzzzz.
Quando mi sono risvegliato ho tratto alcune conclusioni che mi aiuteranno a decidere per domenica e lunedì e ho pensato di condividerle col Vpostulato.
L'unico programma che ho letto integralmente è quello di Rivoluzione Civile, il nuovo scintillante partito del (forse ex) magistrato Ingroia. Ho scelto proprio quello perché idealmente è l'area politica in cui mi riconosco di più. Idealmente, appunto.
Poi ho letto un documento del PD molto generico che io avevo capito fosse il programma vero e proprio, invece ho poi scoperto essere "il programma dei democratici e progressisti", una sorta di linea guida più dettagliata della carte degli intenti ma meno di un programma politico. E notare bene che sulla copertina c'è scritto grande: "programma". Le proposte in dettaglio sono invece contenute in qualche infografica (che vanno tanto di moda oggi....) e in una serie di articoli aggiornati di volta in volta sui diversi argomenti. Il risultato di questa scelta è una gran fatica per chi, come me, vorrebbe farsi un'idea degli obiettivi in poco tempo.
Infine ho scoperto con grande sorpresa che nel programma di Grillo manca tutta quell'inutile sbrodolata di parole tipo "l'Italia sta attraversando un periodo..", "il nostro partito è impegnato da anni su..": va dritto dritto alla sostanza, cioè argomento per argomento snocciola gli obiettivi e tanti saluti. E' inutile, sarei un grillino sfegatato se non ci fosse di mezzo Grillo: non ho letto il documento in quanto sono sicuro che non lo voterò.


E' stata un'attività molto impegnativa, ho preso appunti e sono arrivato alle seguenti conclusioni:

  1. quasi tutti dimenticano spesso di indicare dove troveranno i fondi per realizzare le promesse; nello specifico direi che il PD promette meno, comunque;
  2. mi sono concentrato sul tema del lavoro, che mi sembra centrale in questo momento storico:
    • L'unica proposta comune a PD e Rivoluzione Civile (largamente condivisibile) è la riforma per la rappresentanza dei lavoratori nelle aziende.
    • Del PD mi piace il contrasto alla precarietà perseguito detassando le aziende che assumono a tempo indeterminato e una riforma del sistema fiscale per le imprese attingendo i fondi dai grandi patrimoni finanziari.
    • Non condivido con RC il ripristino di articolo 18 e abolizione dell'articolo 8: so di dire una bestemmia per gli ambienti sindacali, ma secondo me tornare alle vecchie logiche di tutela degli indeterminati non è la strada giusta. Il mondo è cambiato, è giusto che anche le contrattazioni lavoratori-imprenditori cambino. RC parla anche di stabilizzazione di tutti i precari della scuola, cancellazione precarietà e redditi minimi per giovani e assegni di maternità: bello, ma con quali soldi?
    • Entrambi i partiti promettono generici investimenti nella ricerca...
  3. trovo ingenuo il capitolo Europa del PD: integrazione fra i popoli verso la costituzione economica e politica degli stati uniti d'Europa. Con lo stesso obiettivo RC ci va giù ben più pesante: Tobin tax, BCE compratore di ultima istanza per gli stati in difficoltà, separazione fra banche di credito e di investimento, audit europeo sul debito pubblico, rinegoziazione del fiscal compact, creazione di un indicatore di benessere sociale e ambientale da alternare ad altri indicatori economici come PIL, ecc. Insomma tanta bella roba contro il liberismo che ci ha portato fino all'orlo del baratro. L'aspetto che più mi preoccupa del governo PD (o peggio, PD-Monti) è questo: cosa avrà il coraggio di cambiare in un settore marcio che però tiene ancora in mano le sorti del mondo?
  4. tra gli altri punti metto in risalto:
    • superamento della legge 40 su fecondazione assistita (il PD ci va più cauto chiaramente)
    • cittadinanza italiana a figli di immigrati nati in Italia (PD e RC)
    • legge contro l'omofobia e riconoscimento coppie di fatto (RC chiede anche matrimonio e adozione per coppie gay)
  5. quello che di grave manca secondo me al PD è un capitolo sulla politica estera: non si parla di guerre, non si parla di cooperazione internazionale, niente di niente. Anche qui, cosa hanno intenzione di combinarci i nostri democratici una volta (si spera) al governo??

Bene -per modo di dire-: dopo queste letture l'ago della mia bilancia penderebbe in direzione RC, più incisiva, più radicale, più di sinistra. Ma non dimentico che RC è il partito cartonato di Ingroia, ottimo magistrato che ha deciso di scendere/salire/passare in politica con nobilissime intenzioni ma con una forma davvero poco convincente. Dichiarare che se non venisse eletto se ne tornerebbe a fare il magistrato è come dire “se non mi fate giocare me ne vado”: cosa fa, aspetta cinque anni e riprende aspettativa? La politica è una cosa seria, non si può farla ad intermittenza per quattro mesi ogni cinque anni. E poi non dimentico da chi è composto questo fantomatico partito: Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Verdi. E questo sarebbe rinnovamento?!? E come pensano di andare d’accordo essendosi messi insieme a due mesi dal voto senza uno statuto chiaro, senza assemblee programmatiche, con un leader che ha già dichiarato che se ne tornerà da dove era venuto? Questa operazione l’abbiamo già vista: si chiamava Sinistra Arcobaleno. No no no, non ci siamo, per me tanto basta per negargli il voto.

Allora PD? Boh, ognuno tragga le proprie conclusioni, io mi riservo ancora di andare a leggere i curricula dei candidati in lista in Liguria, spero di trovare conferme. Voi, mi raccomando, votate bene!

venerdì 22 febbraio 2013

Contro il Movimento 5 Stelle. Anzi no... Contro il MoVimento 5 Stelle.


Carissimi
sono tornato.

Credevo non mi sarei mai dovuto preoccupare del M5S. Ora ho paura.

Ho visto piazze riempirsi. Molte, troppe persone lasciarsi invaghire dal vuoto. Per questo ho deciso di dire la mia. Il M5S è una deformazione perversa di ciò che dovrebbe essere la partecipazione politica popolare. Abbraccio parola per parola L'AMACA di qualche giorno fa di Michele Serra.

Inizio con una delle mie supponenti analisi dell'elettore medio del M5S.

Anzitutto c'è colui la cui più profonda analisi politica era "Sono tutti uguali", spinto da un italianissimo desiderio di scazzo e polemica, verso tutti e verso tutto. Un pò preso male di essere giudicato come colui che non andava a votare o che votava a caso, il nostro amico ha finalmente trovato un partito da abbracciare. Non sa bene di cosa si sta parlando. Non sa bene cosa significhino le espressioni "lavoro" o "stato sociale", cose troppo difficili o troppo pesanti da inserire in un discorso durante una serata tra amici. Espressioni addirittura noiose, di troppo difficile soluzione. "Ma perché rovinarci la serata?" Da questa schiera provengono coloro che postano su Facebook insulsi post anticasta, che osannano "V per Vendetta" come un capolavoro del cinema. I complottisti, coloro per cui c'è sempre qualcuno nell'ombra, coloro per cui mai nulla è chiaro, coloro che hanno scambiato l'informazione di cose che nessuno sa per impegno politico. Coloro che per il solo fatto di avere una connessione Internet si sentono informati. Coloro per cui la cultura è un concentrato di espressioni facili e qualunquiste. I militanti. Quelli del "Tutti devono sapere". Quelli che inserendo nei discorsi delle percentuali o la parola "finanziamenti" hanno già capito tutto. Quelli per cui c'è sempre un nemico più in alto.

Poi viene tutta la schiera dei delusi del PDL. Io ne conosco. Persone che vedono i comunisti e la parola "sinistra" come un concentrato di froci, luridi manifestanti con i cani e inutili rammolliti sognatori, persone che non cambieranno mai idea. Persone che devono pulirsi la coscienza senza saperlo e che allo scopo li vogliono "tutti a casa". Per essi avevo compassione e disgusto prima, il mio sentimento non muta.

Poi vengono i delusi dal PD. Il PD per alcuni è un pò per piccoli catechisti un pò inquadrati. E' proprio peggio che votare PDL. Sarà mica una sinistra questa?! Non ci siamo. Serve un segnale. Scombiniamo un pò le carte. Dopotutto il caos è divertente!!!

Poi c'è invece tutta una schiera di persone che si sono interessate di politica, hanno sempre un pò boicottato i partiti tradizionali e le distinzioni troppo nette tra destra e sinistra. Sono coloro che hanno votato IDV per esempio. Oppure ex leghisti, profanati nell'ideale iniziale ma che hanno riletto il sogno neroniano di vedere Roma bruciare sulle parole appassionate di un comico.

Ci sono poi i giovani, coloro che per la prima volta si accostano al voto. Votare qualcuno di tradizionale è da sfigati, c'è poco da fare. A diciotto anni non so nulla di politica. Ma questo qui sembra gridare cose giuste. E FB è tappezzato di gente che ne parla. Mah, vediamo un pò...

Insomma lo votano TUTTI. Qui risiede la mia prima grande critica. Non mi si dica che l'elettorato di un partito non conta. Conta eccome. Qui c'è di tutto. Qui c'è una accozzaglia di persone mosse dallo scontento, dalla rabbia, dal malumore, NON dalle idee. Come se l'assenza di una distinzione netta tra le idee fosse ormai un vanto. Da quando è stato scoperto il potere delle masse si è cercato un modo per manovrarle, per indurle a pensare tutte insieme la stessa cosa. Già è stato fatto. Senza andare ancora più indietro, il "vento del cambiamento" è già stato professato da Forza Italia nel clima dissestato del '94. Abbiamo visto che cosa è accaduto. Da quando in questo paese essere in diecimila a pensare che una bottiglia verde sia rossa la fa diventare EFFETTIVAMENTE rossa, dobbiamo preoccuparci di temere anche le masse, come se non avessimo già abbastanza problemi. Esiste una porco dio di verità oggettiva, quella determinata dai FATTI, non mi stancherò mai di ripeterlo.

In secondo luogo critico il fatto che non esista confronto, come con i berlusconiani. Hanno ragione loro e basta. C'è sempre qualcosa che non sai. Sei uno che non si informa. E' IMPOSSIBILE non essere d'accordo con i contenuti o con la loro impostazione. "Hai paura del cambiamento". Se viene mossa una qualunque critica al M5S non c'è nulla di vero, sono solo le CASTE che se la stanno prendendo, che hanno paura, che li temono perché si sentono "circondate". Guardate questa foto. Una logica teatralizzante, quasi operistica, utilizzata anche in paesi diversi dal nostro qualche tempo fa.

In terzo luogo. Io il loro programma l'ho letto. Tutto. Una quindicina di pagine vaghe. Programma tanto osannato per la sua brevità. Supponiamo che ivi si legga una cosa A dotata di buonsenso. Da NESSUNA PARTE c'è la speranza di sapere COME si pensa di effettuare la cosa A. Ci sono molti modi per fare una cosa giusta, anche modi sbagliati. Quindi mi si chiede di votare a scatola chiusa. Userò un'espressione a loro tanto cara. Vaffanculo. Lo stile è lo stesso del PDL. Aggressività, assenza di scambio, urla, caciaronate. Su Internet intervenire in un loro blog con una critica costruttiva è avere la certezza di essere insultati. In questo Bersani, con la sua pacatezza scambiata per cattolicissima alienazione dalla sinistra, ha tutta la mia stima.

Critico inoltre la tendenza dei grillini ad accumunare i due schieramenti, PD e PDL. Per me il secondo sarà sempre peggio del primo. In ogni caso. Notate come, ultimamente, Grillo non si scagli contro il PDL. Ben sapeva che non avrebbe mai convinto più di tanto gli ex frequentatori di Arcore. Ha preferito rovinare quel poco di dignità che una finta sinistra si era faticosamente creata.

Infine c'è da dire che ancora non sappiamo chi saranno i nostri rappresentanti grillini in Parlamento. Non che con gli altri abbiamo molta più chiarezza, ma va sottolineato come il M5S abbia sempre fatto di questo uno dei suoi cavalli di battaglia. Chi cazzo sono questi? Chi c'è dietro? Ricordate anche che i "professori" non sapranno nulla della vita vera, ma questo non implica l'equazione "gente del popolo=gente competente". Anzi.

Concludo. Ammetto che la classe politica ha pesanti responsabilità per la situazione odierna. Non nego che forse mi farebbe piacere avere una decina di grillini in Parlamento. Dieci. Non CINQUANTA. Non abbastanza da avere quell'instabilità costante che ci fa apparire agli occhi dell'Europa e del mondo quello che siamo: un paese ingovernabile in cui la cultura è uscita dal retro ridendo.

Volete sapere come va a finire? Non importa chi vincerà. Il M5S sarà all'opposizione. Se, come prevedo, vincerà la coalizione di centro sinistra in modo risicato, il M5S sarà affiancato al PDL a prendersela con quei poveretti che hanno ereditato questo triste paese in rovina. Sarà impossibile lavorare, io lo so. E ancora PER LA CENTESIMA VOLTA si potrà dire che la sinistra non ha saputo fare un cazzo.

Come sempre alla fine di questi miei post mi prende la voglia di scagliare anatemi. Maledico questo popolo, che ha avuto la stupidità di abbandonare un imbonitore per mettersi nelle mani di un altro.

Povr'Italia...

Ora ci sono in giro magliette con su scritto "Io non ho votato Berlusconi". Tra dieci anni ci saranno quelle con su scritto "Io non ho votato M5S". E io avrò l'orgoglio di indossarla.


martedì 19 febbraio 2013

Un Oscar o un master?

Visto che Doson non ne parla... ne parlo io attraverso il Buongiorno di Gramellini di oggi: geniale!
Mi rendo conto che queste siano piccole cose in confronto ai temi importanti, ma ho in serbo un post molto carico sui programmi elettorali: aspettate e vedrete [spero].

Scrivere per criticare Giannino essere troppo facile. Uno che fondare un partito che parlare come la Mamie di «Via col vento» («Fare per fermare il declino») avere bisogno di tanto affetto e comprensione. Perciò io non capire perché, a una settimana dal voto, l’economista Luigi Zingales fare cagnara per fermare il Giannino, dopo avere scoperto che lui millantare un master di economia all’università di Chicago. 
Giannino avere fatto l’incauta affermazione in tv, non per truffare il destino ma per titillare il suo ego smisuratino: nelle immagini essere possibile vedere come lui abbassare la voce e storcere gli occhi e la bocca mentre pronunciare le parole «master all’università di Chicago». In realtà Giannino essere andato a Chicago in vacanza per imparare rudimenti della lingua inglese: to make to stop the decline. (In inglese non usare il doppio infinito, ma questo imparare solo nel secondo master). 
Come milioni di altri italiani davanti alla moglie o a Equitalia, Giannino non inventare completamente la realtà: solo un po’ migliorare. Per lui il master di Chicago essere come fiore all’occhiello delle sue giacche color formigoni: un apostrofo rosa fra le parole «me amare». Certo, in Germania due ministri essersi dimessi per laurea taroccata. Ma io dire: con tutti i guai e i cialtroni che noi avere, essere questo il problema? Bugie assomigliare a omeopatia: in piccole dosi aiutare a difendersi dalle grandi. Ieri il primo a dare del bugiardo a Giannino essere stato uno che per fermare il proprio declino avere fatto votare dal Parlamento che Ruby essere la nipote di Mubarak.
 

lunedì 18 febbraio 2013

Oscar della stupidità

In velocità, sul mio beniamino del momento (questione master esclusa - da chiarire).

Qualche giorno fa, Sallusti in editoriale alla Boffo su Giannino: piccolo uomo, chi lo conosce lo evita. Non contento, rincara la dose via radio alla Zanzara la sera stessa: bizzarro, stravagante, non sa nemmeno far di conto, eccetera.

La sera dopo, invece, faccia a faccia Giannino - Sallusti a Otto e mezzo: le rese dei conti sono sempre belle ma qui - per argomenti e stile - non serve neppure l'arbitro per stabilire chi sia davvero il vincitore.



P.S.




venerdì 15 febbraio 2013

Riparte il futuro

In questo blog si è parlato varie di volte di quanto in definitiva il problema della corruzione dovrebbe essere centrale nei dibattiti elettorali delle prossime politiche.
victor-hugo

A questo proposito vorrei pubblicizzare l'iniziativa di Libera e gruppo Abele: insieme hanno scritto una dichiarazione di intenti contro la corruzione da far sottoscrivere ai candidati al parlamento. Si chiama "Senza corruzione - Riparte il futuro" e comprende cinque impegni concreti:

  1. Inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità”
  2. Pubblicare il proprio Curriculum Vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti
  3. Dichiarare la propria situazione giudiziaria e quindi eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato
  4. Pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale
  5. Dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari

La petizione può essere firmata sia da candidati che da comuni cittadini: è chiaro che più firme raccoglierà, maggiore sarà la visibilità e più peso avrà negli ultimi giorni di campagna elettorale, quindi: firmate! Aggiungo l'appello di don Luigi Ciotti:
“Firmiamo per non essere cittadini a intermittenza che rispondono soltanto in momenti di grande emotività . Dobbiamo metterci in gioco noi e chiedere di mettersi in gioco a chi si è candidato per creare insieme un nuovo patto. La lotta alla corruzione – e non solo alla corruzione – ha bisogno di graffiare le coscienze degli uni e degli altri in modo chiaro, pulito e trasparente. È un atto di democrazia”.
Pubblico infine una lista aggiornata al 12 febbraio (qui la lista aggiornata) dei candidati liguri che hanno sottoscritto. Ma che strano, mi sembra che manchino un paio di partitini.....

CANDIDATI ADERENTI

FARE PER FERMARE IL DECLINO
Massimo Allegro, Marco Beltrami, Umberto Borrelli, Federico Diomeda, Guido Gambardella, Flavio Marchiano

FLI
Riccardo Roffo
MOVIMENTO 5 STELLE
Lucio Mezzone

PD
Lorenzo Basso, Massimo Caleo, Anna Giacobbe, Michela Marcone, Raffaella Mariani, Luca Pastorino, Marco Russo

RIVOLUZIONE CIVILEAurora Rondini
SCELTA CIVICA

Maria Rosa Biggi

SEL
Franco Bertini, Vito Cani, Sandro Cum, Celeste Costantino, Nicola Isetta, Francesca Marzadori

UDC
Fabrizio Ghione

CANDIDATI IN VIA DI ADESIONE (che non hanno inviato il curriculum vitae)

FARE PER FERMARE IL DECLINO
Gabriella Cabras

PD
Donatella Albano, Carla Olivari, Roberta Pinotti, Mario Tullo

RIVOLUZIONE CIVILE

Davide Ghiglione

SCELTA CIVICA:
 
Simonetta Saveri

SEL
Angelo Chiaramonte, Franco Moregola, Carla Nattero, Stefano Quaranta, Antonello Sotgiu

mercoledì 13 febbraio 2013

Beh, allora preferivo Dell'Utri

Antonio Razzi, quarto in Abruzzo per il Senato della Repubblica.
P.S. Il volo Pescara-Zurigo e' stato ovviamente cancellato dopo qualche mese per mancanza di passeggeri.

lunedì 11 febbraio 2013

giovedì 7 febbraio 2013

Energia: cogenerazione e teleriscaldamento


Ogni tanto, parlando di temi ambientali ed energetici, spunta fuori la parola "cogenerazione"





il VP ancora una volta si addentra nei meandri della tecnologia per cercare di capire meglio in cosa consiste, e per rendere l'argomento più fruibile lo fa  rispondendo ad alcune semplici domande:


Cos è la cogenerazione?

è la pratica energetica per la quale si produce simultaneamente calore ed energia elettrica


E' conveniente dal punto di vista ambientale? e perchè?

è molto conveniente per diversi motivi. Da un punto di vista "tecnico" , per produrre energia elettrica in maniera convenzionale (energia termoelettrica) bisogna PER FORZA "buttare via" una parte del calore.. se brucio del carbone ottenendo 100 unità di energia termica, mediamente 30 / 35 unità termiche vengono convertite in energia elettrica, le restanti 65/ 70 vengono cedute all'ambiente (disperse).
La cogenerazione è la pratica che consiste nel recuperare quel calore e renderlo disponibile per, ad esempio, riscaldamento, acqua calda sanitaria, ecc.. o anche per altri scopi industriali.


Come siamo messi in Italia?

Non siamo messi malaccio, rispetto al resto d'Europa.. qui e qui si può notare come a livello di medie grosse industrie sia piuttosto sfruttata, come pratica.
In particolare, nel secondo link si può notare che, nonostante siamo lievemente al di sotto della media europea per quanto riguarda la frazione cogenerata percentuale, siamo il terzo paese d'Europa in termini assoluti.


Quali sono le prospettive future?

Certamente il settore civile è un ENORME bacino, potenzialmente cogenerabile.
La cogenerazione in ambito civile avrebbe dei grossissimi vantaggi: basti pensare che per produrre acqua calda sanitaria a 60 gradi, generalmente viene bruciato gas in caldaie convenzionali, dove le temperature di fiamma superano i 1000 gradi. A livello termodinamico, siccome il "valore" delle sorgenti termiche è proporzionale alla loro temperatura, tutto ciò consiste in un grande spreco


In cosa consisterebbe la cogenerazione domestica?

Consisterebbe nell' utilizzo di speciali caldaie cogenerative negli edifici, che andrebbero a sostituire le normali caldaie centralizzate. In questa maniera nel momento in cui il palazzo richiede calore, viene generata contemporaneamente energia elettrica per alimentare il palazzo stesso o alimentare la rete...in buona sostanza si interpone un anello energetico tra sorgente ad alta temperatura (fiamma data dalla combustione del gas) e utenza a bassa temperatura (acqua calda sanitaria)



Come mai la cogenerazione domestica non è ancora molto diffusa?

ancora una volta la parola chiave è "economia".. In questo momento non si ha ancora la convenienza economica per un intervento di questo tipo, se non per complessi residenziali "grossi" (ossia con un numero di unità abitative superiore a 180 / 200).
Per quanto riguarda i palazzi "piccoli" (si parla comunque del centinaio di unità abitative) in questo documento è riportato uno studio preliminare di massima condotto dall'UniGe che indica chiaramente che la convenienza economica va in senso opposto alla convenienza energetica.


Cosa si può fare per far si che la cogenerazione domestica prenda piede?

In questo quadro le normative ed i sistemi di incentivazione giocano / giocherebbero un ruolo importante, ma, ancora una volta,  dire con esattezza come siamo messi e cosa ci sarebbe da fare, per un non addetto ai lavori come me, risulta pressochè impossibile
Va detto, tuttavia, che da tempo la questione è al vaglio di direttive europee, almeno stando a questo articolo (il quale mette in evidenza, tra le altre cose, che l'Italia, anche in questo settore, non è affatto il fanalino di coda)


E cos è il teleriscaldamento?

il teleriscaldamento è la pratica secondo la quale si produce calore in un solo punto distribuendolo a distanza (quindi una sola centrale termica per un intero quartiere o più)


E' conveniente a livello ambientale? e perchè?

E' conveniente per due motivi: innanzitutto si può procedere come descritto sopra, cioè recuperare il calore da una centrale termoelettrica (e di fatto è ciò che viene fatto).. Quindi cogenerazione centralizzata (anzichè distribuita, come precedentemente illustrato)
Inoltre in questo modo si va incontro al cosìdetto effetto scala per il quale per produrre 100 è meglio UNA centrale da 100 anzichè due da 50.


Quali sono i limiti di questa tecnologia?

I limiti sono di due tipi:
a livello tecnico, la trasmissione del fluido vettore caldo avviene mediante tubi interrati, che, per quanto siano coibentati, introducono nel ciclo considerevoli perdite termiche
a livello economico questa pratica è enormemente onerosa: basti pensare che i costi per la messa in opera delle linee di trasmissione del calore sono superiori al milione di euro a km..
Non a caso (che io sappia) non ci sono molti impianti di teleriscaldamento in via di costruzione.
Quelli esistenti sono stati realizzati di fatto ormai piu di vent'anni fa, quando le normative in merito erano ben diverse


Un esempio di impianto?

QUESTO!  La centrale cogenerativa di teleriscaldamento di Sampierdarena, che serve la Fiumara, Campi e San Begnino






Ma quindi è meglio una cogenerazione di tipo distribuita (cogenerazione domestica) oppure centralizzata (cogenerazione e teleriscaldamento)?

Difficile rispondere, ma forse la prima ha più potenziale.

Se da un lato, come già detto, il teleriscaldamento permette di ottenere prestazioni migliori, ( per il già citato effetto scala ma anche per il fatto che l'utenza è moolto piu vasta, quindi "inerzie di utenza" piu elevate il che si traduce nella possibilità di far funzionare l'impianto in maniera piu regolare ), dall'altro è anche vero che le perdite che si hanno durante la trasmissione del calore potrebbero essere superiori.

Inoltre, inutile negarlo, si sta andando sempre di più verso verso la decentralizzazione della produzione energetica, e, come già scritto in almeno un altro post, gli impianti che riescono a vincere la sfida del mercato dell'energia sono quelli piccoli e reattivi.

Infine, i costi di installazione sono inferiori, ed anche i tempi di realizzazione..



sabato 2 febbraio 2013

Invito al boicottaggio mediatico


[ Un piccolo sfogo personale riguardo alla piega che sta prendendo la campagna elettorale ]

nella mia (ormai ex) casa a Genova non avevo la televisione, percui il dibattito elettorale lo stavo seguendo via internet e sui giornali.

arrivato a La Spezia, mi sono guardato un TG, dove ho appreso che gli ultimi sondaggi danno uno scarto di 5 (CINQUE!) punti tra le coalizioni di centro destra e centro sinistra, dopodichè ho messo "Otto e mezzo" dove, indovinate un po, si discuteva del fatto se l'acquisto di Balotelli da parte del Milan potesse influenzare gli esiti elettorali..
Un intera puntata su questo..

Al di la che secondo me la risposta è si, la domanda che mi viene è: ragazzi, di cosa stiamo parlando??

Pur di parlare di Berlusconi è evidente che ci si attacca a qualunque cosa, ed è proprio questo che lo sta facendo rimontare..

85 ore in TV per Berlusconi, 80 per Monti, 30 (TRENTA) per il centrosinistra..

Ok passi che nelle sue reti padronali si faccia fare le interviste da 40 min senza contradditorio (che comunque è uno scandalo che grida vendetta) ma che anche nelle altre reti si giochi al suo stesso gioco è inaudito..

Se va avanti così finisce come nel 2006.. E' un incubo..
Ma come tutti gli incubi, secondo me c'è una speranza: chiudere gli occhi e non guardare piu il mostro (che in questo caso non è la persona, bensì le trasmissioni che gli fanno pubblicità)

Se lui stesso ha detto "smettete di leggere i giornali" io dico "smettiamo di guardare trasmissioni che, alla fine, gli fanno pubblicità.. anche se tenute da persone notoriamente antiberlusconiane"

Far calare l'interesse mediatico ormai è l'ultima speranza, perchè, dopo tutto quello che è successo, nella mia idea di politica il PdL non dovrebbe prendere piu del 5%, e invece non è così, e il motivo è che, nel bene e nel male, si continui a parlare di lui

E' ovvio che di cose da scrivere ce ne sarebbero, su tutti, TUTTI gli aspetti politici e non del PdL e del suo capo, però così facendo continuiamo ad alimentare l'interesse e a far pubblicità.

Del resto chi le cose le vuol capire le ha già capite da molti anni, gli altri continuino pure a farsi prendere per il culo, cazzi loro

Con questo non scriverò più di Berlusconi e del suo partito-fantasma, che avevo già definito un esoscheletro vuoto.

Iniziamo a dar loro il peso che meritano, basta giocare al loro gioco

Ignoriamoli


DAYS, the cross movie...


... ovvero la prima serie web girata con possibilità di visualizzazione interattiva. Ricordate i vecchi librogame? Ecco, il concetto è lo stesso, ma la scelta su come proseguire la storia avviene tramite i click del proprio mouse: ad ogni bivio si può scegliere quale dei protagonisti seguire per andare avanti.

E' stata Fiorenza, la mia vicina di casa (che nella serie interpreta Myrta), a sponsorizzarmi questo progetto studiato appositamente per il web. Esiste già una prima stagione girata sotto la regia di Flavio Parenti e autoprodotta, ma per andare avanti il gruppo ha bisogno di sponsor, per cui sono stato invitato a guardare, pubblicizzare e commentare nella sezione di youtube.

Che dire? A me sembra un'idea geniale e mi chiedo come sia possibile che nessuno ci avesse ancora provato: complimenti quindi!
Ho già visto due volte la prima stagione, non nel senso che l'ho rivista ma che l'ho seguita con due percorsi differenti. E le possibilità sono molte di più, piano piano me le girerò tutte...

Quindi guardate, cliccate i mi piace, twittate e, in generale, condividete!