venerdì 14 febbraio 2014

Italia stai serena

Io dico che non ci siamo, non ci siamo.

Settimane di stallo, di dichiarazioni pubbliche in politichese, di dico non dico ma poi ritratto per non aver mai detto quello che avete capito, manovre di palazzo, incredibili giravolte per finire con un bel .... Renzi che si inerpica sulla poltrona di palazzo Chigi!

1994-2014: Berlusconi, Dini, Prodi, D'Alema, Amato, Monti, Letta, Renzi: otto persone diverse diventano presidente del consiglio, solo due elette. E' la novità che avanza?

martedì 4 febbraio 2014

Posti nuovi e altri

Metti caso che nei vicoli di Genova ci sia qualcuno che ama il palcoscenico.
Metti caso che questo qualcuno vi abbia dedicato la vita intera, anima voce e corpo.
E metti caso che questa persona non abbia perso negli anni la passione per le arti sceniche. Insegnando alle nuove generazioni la tecnica e l'arte.

Il posto è una chiesetta sconsacrata e soppalcata in vico Tana, centro storico, uno spazio suggestivo dove riportare vita.
Lo chiamano Studio d'Arti Sceniche, al suo interno bambini, ragazzi e adulti trovano spazio e tempo per immergersi nella magia del teatro.

L'attore sa recitare ovunque, nelle stradine di paese come nei grandi palcoscenici delle metropoli, ma ha bisogno di un posto da dove partire e dove ritornare a posare la sua valigia...
Da dieci anni lo studio d'arti sceniche rappresenta tutto questo per un manipolo di attori e amanti del teatro a Genova.

Questa non è pubblicità per promuovere la nostra residenza artistica, è un tributo ad un luogo che presto non sarà più nelle disponibilità di noi attori e delle nostre valigie.
Percorreremo altre strade, calcheremo altri palcoscenici, ma al nostro rientro non avremo quel posto dove ricaricarci e preparare nuovi spettacoli.


Per salutare lo studio d'arti sceniche, appuntamento sabato sera, 8 febbraio 2014, alle ore 20:30 per lo spettacolo “Max at work – operazione trasloco”. 

domenica 2 febbraio 2014

"Mi sento destrizzato!"-"PD?"-"No, no, proprio destrizzato!"

Pensavo che tutti coloro che parlano con me (grillini, ex berluschini e quelli che avrebbero votato Civati ma non ci sono andati, quelli del, quando Bersani perse, "se ci fosse stato Renzi...", per i quali ora che c'è non va bene... Del resto le vegane col cane a cui puntano loro li prendono per molli se dicono di votare PD. Quello che vota PD non può darlo bene, è teorema...) mi guardano e mi dicono, in merito a Renzi e al PD: "Beh, questi non saranno mica di sinistra?! Che ne pensi di Renzi?" (sorrisino da "uomo di sinistra come sei dovresti essere irritato da questa degenerazione del tuo PD...") Questo post vuole essere la risposta definitiva a queste futilità.

Queste persone pensano di ferire la mia sensibilità politica con queste inutili provocazioni. La sinistra che ho in mente io (cioè niente comunisti [specie se figli di papà], niente arcobalenini spruzzanti lubrificante, niente problematiche contro i preti, niente battaglie appassionate contro lo Stato, niente difese della Palestina a caso, niente commoventi storie di migranti perché lo eravamo anche noi, niente animali, niente abbracci agli alberi) non è probabilmente mai esistita né mai esisterà. Qualcuno cioè che rappresenti il lavoratore in modo serio e competente senza diventare una macchietta alla Peppone. Uno stato di diritto ma anche di DOVERE. Un mondo dove le persone dei ceti più bassi vengano riconosciute come esistenti e tutelate da logiche sotterranee oramai consolidate ("Fattura?" "Sì, grazie" "Allora sono cento in più"), dai soprusi, dalle difficoltà economiche. Un mondo dove chi ha paga e chi evade perde ciò che ha. Un mondo dove esistano sufficienti risorse e competenze per dare assistenza sociale, pensioni, cultura, dove si cementifichino ulteriormente diritti ormai fragili (ferie, permessi, mutua, numero di ore di lavoro, riconoscimento dello straordinario, sciopero, norme di sicurezza, contratti equi, garanzia del posto di lavoro), un mondo scevro da ogni logica esclusivamente capitalistica ma che prenda coscienza del capitalismo come di un dato oramai di fatto, come condizione necessaria per l'esistenza della democrazia.

Avrete, io credo, notato una punta di eccesso in alcune righe precedenti. Ebbene sto proponendo una "sinistra destrizzata"? Troppa decisione? Troppa fermezza? Troppo ordine? Allora forse ci siamo capiti male, tutti male. Forse NON sono un uomo di sinistra. Esticazzi? Guardate che non ho più vent'anni... E allora posso votare PD senza complessi, non trovate? Del resto se oggigiorno la sinistra è rappresentata dallo squadrismo grillino io sono orgogliosamente NON di sinistra.

Quanta crema depilatoria è più corretto utilizzare per non sembrare un Hobbit? Votiamolo online! Siamo trentamila, ma questa è la volontà del popolo italiano.

Ho scoperto di essere intollerante. Forse voi lo sapevate già. Ma sì, lo sapevo pure io. Intollerante da morire. Ho rinunciato ad un partito che rappresenti esattamente le mie istanze più profonde, perché irrealizzabili senza un rinnovamento culturale. Mi dovrò accontentare di contrastare cosa decisamente NON voglio.

In particolare auspico una cancellazione totale di tutte le istanze frammentarie che dilaniano il nostro Paese. Le "minoranze". Per rappresentare le istanze di coloro che odiano gli elefanti rosa saranno sufficienti piccole associazioni locali e nazionali fuori dal Parlamento. Richiederei all'elettore di scegliere: A oppure B. Fai tu. Se vuoi puoi anche stare a casa, ma poi te ne stai da chi esce vincitore in ogni caso. E magari la volta dopo ci pensi. Nel nostro Paese esisterebbero comunque falangi di diverso orientamento all'interno sia di A che di B, assicurando la varietà politica necessaria. Ma se vuoi fare politica devi scegliere: o A o B. Fuori tutti i movimenti antiparlamentaristi, di tutti i generi, colorati e non. Richiederei in particolare un controllo estensivo sulla Rete (va oramai di moda scriverla con l'iniziale maiuscola) che consenta la libertà di espressione (quindi anche il circolare di informazioni scomode), ma non consenta più, perché sono comodamente seduto a casa, di esprimere le istanze più basse della mia natura ("troia", "puttana", "la stupro io", "Augias servo del potere"). Con un opportuno controllo nemmeno questo post, forse, sarebbe scrivibile. Ma siamo in tempi in cui il popolo è bene che si esprima. Lo faccio anche io.

Coloro che per stuzzicarmi mi chiedono "Ma cosa ne pensi di Renzi nel tuo PD?", con tanto di "Ma tu non eri il proletario? Sei solo un servo. E il PD è peggio del PDL" (con quell'eco, in alcuni casi, di un "Io ho votato Berlusconi e ho sbagliato, ma il PD proprio no, piuttosto Grillo!") mi fanno salire la voglia di piantarla una volta per tutte con questa storia della sinistra. Guardate, non ne posso più. E' in atto una mutazione in drago sputafuoco. Chi mi conosce SA che cosa significa.

L'espressione "sinistra destrizzata" inizia a piacermi. Dove quel "destrizzata" denota semplicemente quella fermezza e quella necessità di senso dello Stato che stiamo dimenticando per strada nel fare le cose e, soprattutto, la mia preoccupante tendenza ad essere intollerante. Ma proprio qui arriva il punto: SAREBBE SBAGLIATO se un uomo come me portasse le sue idee in Parlamento. Io non sono NESSUNO. Non è che solo perché posso scrivere in Rete allora posso scrivere quel che mi pare. La Rete non è espressione di libertà, consente solo all'uomo comune di sentirsi importante e di sperare che le sue opinioni possano essere condivise da altri.

Ed ecco perché Tommi ha ragione: io tutto volevo tranne che sentirmi dire "Legge elettorale comunista, non ci ha consultato!" Che la faccia B., che è così bravo in tutto. Se vince io non so cosa farci. Ma non sarà stato un PD "poco giovane", "legato a valori morti", "di sinistra", a perdere o a regalargli la vittoria. Sarà stata una destrina indecisa a perdere e saranno stati milioni di capre a votarlo, non io. Che ci posso fare io? Facciamola con lui la legge elettorale e vinca chi vinca. Ma di nuovo sentirmi dare del PM comunista NO.

Quindi Renzi non è il nuovo B. E' un uomo di sinistra? No. Realizzerà il mondo che ho in mente io? No. E' un uomo che esprimerà le esigenze della mia classe sociale? No. Ma non è un nuovo B. Inoltre se dovessi tentare di rispondere alle stesse domande con il grillismo sarebbero sempre tre no. E visto che a me piace servire, probabilmente voterò PD, DI NUOVO. Senza orgoglio, beninteso.

Il vostro servo della Kasta




sabato 1 febbraio 2014

Il Fatto e gli Italiani all'estero

Premessa: riconosco che - per quanto scriva sempre più raramente - il criticare il Fatto Quotidiano sia una delle mie attività preferite sul blog. E' una mia fissa.

Allora, è uscito un articolo giorni fa sugli italiani all'estero che descriveva le reali abitudini dei nostri connazionali oltreconfine, appunto. Cioè anche le mie. Mi sono quindi sentito chiamato in causa, ho dato un'occhiata e qui dico la mia.

L'articolo tenta di descrivere in maniera caricaturale il prototipo dell'italiano iper critico con qualunque cosa accada in italia e che - non potendone più di vivere nel nostro paese per colpa di Berlusconi e tutti i suoi effetti collaterali - se ne va all'estero. Quell'italiano che - dovunque sia finito - non riesce comunque a staccarsi dalla sua italianità nelle sue buone e cattive caratteristiche e che non riuscirà mai davvero ad ambientarsi in un ambiente estraneo ma che - ogni volta che torna a casa per le feste - non la finisce mai di rinfacciare ai connazionali quanto tutto vada bene oltre confine e quanto tutto invece vada male a casa loro. Il classico tipo che irriterebbe chiunque.

Ora, posto che il profilo dell'italiano afflitto e lamentevole del tipo che cosa ci rimaniamo a fare in italia? ma inerte e incapace di alcun tipo di iniziativa seria a mio modo di vedere corrisponde proprio a una buona fetta dei lettori del Fatto (ma lasciamo stare, è una caricatura pure questa), l'articolo vuole essere ironico e non va troppo preso sul serio. Per quanto lo faccia male e in maniera grossolana, personifica tutte le cattive caratteristiche che chi più o chi meno, chi cervello, chi no, tutti noi italiani all'estero abbiamo e che ci portiamo dietro quando torniamo a casa, talvolta irritando i nostri connazionali. Un giochino simpatico, volto a dar voce e immagine a quel senso di fastidio che qualche volta alcuni atteggiamenti degli italiani in fuga possono suscitare in chi invece se ne sta bello e buono a casa.

Il giochino non è riuscito gran che perché - oggettivamente - l'articolo è talmente mal scritto che l'ironia la si coglie poco e male e molti hanno finito per sentirsi offesi. Per primi i lettori del Fatto con una miriade di commenti, poi anche altri con articoli o lettere qua e là ad esempio, rispondendo magari punto su punto all'aticolo.

La morale è: impariamo a leggere meglio (noi) e a scrivere meglio (loro). E a indignarci di meno per cose insignificanti. Oppure, semplicemente, smettiamo di leggere il Fatto se questo è il tenore di quello che propone quotidianamente.

Saluti dalla Francia (ah qui sì che si sta bene!!).

mercoledì 29 gennaio 2014

Ecco perchè secondo me Renzi fa bene a cercare B.




Su Matteo Renzi se ne sentono di tutti i colori: è un arrivista, un vanesio, uno che mira solo al potere, un despota, ma, soprattutto, si dice che sia un "nuovo Berlusconi".


Premetto che NON ho votato Renzi alle primarie tuttavia molte di queste accuse mi sembrano infondate, qualunquiste e pretestuose.

Dire che Renzi sia il "nuovo Berlusconi" è una frase un po' strana.
Diciamo che, dal mio punto di vista, Renzi ha la stessa capacità di B. di entusiasmare, di ammaliare, di emozionare. E' un comunicatore, un trascinatore di folle. La differenza è che Renzi non ha un impero mediatico ne imprese da tutelare (quindi niente conflitto di interessi).. Inoltre (almeno per il momento) pare non abbia legami di alcun tipo con la mafia.
Non sono due cose da poco.
Quindi Renzi = B. ? Cazzata (secondo me)

Ora in questi giorni si parla spesso del fatto che il neo-segretario del PD abbia messo ai vertici della lista delle consultazioni per la riforma elettorale il partito proprio di B. , la neo rinata Forza Italia.
Si imputa a Renzi il grande torto ed affronto nel cercare il confronto col nemico storico, ormai decaduto dalla carica di senatore, dandogli nuovamente potere e visibilità in un momento in cui (politicamente parlando) sembra spacciato.
Ancora cazzate (sempre secondo me)

Quante volte B. è stato considerato finito e poi è ritornato a galla meglio di prima? La sua tecnica all'opposizione è sempre stata questa: restare nell'ombra senza prendere posizioni eclatanti, bello tranquillo, facendo si che il vuoto politico della sua proposta passi inosservato, fino al momento della campagna elettorale, quando si scatena con le sue cagate sui comunisti e le toghe rosse.
Ha fatto così nel 2008, nel 2013. E ha funzionato.

Renzi ora si rivolge a lui per primo per siglare un accordo politico su una delle riforme più importanti che porterà a termine questo governo. E fa bene, per due motivi:

1) Stana B. e i suoi dalla tranquilla alcova di nullità in cui sono soliti rintanarsi quando sono all'opposizione, inchidandoli alle proprie responsablità di seconda forza politica del paese

2)  Manda un messaggio molto forte all'elettorato di centro destra: se avesse escluso il secondo partito del paese da questa trattativa, avrebbe implicitamente fatto l'errore che i dirigendi del PD hanno fatto prima di lui, cioè delegittimare totalmente il voto di milioni di concittadini, che, seppur hanno fatto una scelta diversa vanno rispettati.

Concludo dicendo che, a parer mio, dopo la mossa di Renzi, non solo B. e i suoi sono stati “riabilitati”, ma sono stati proprio indeboliti.
Le varie dichiarazioni di B. successive al primo incontro dimostrano inequivocabilmente come tutta l'area FI inizi a sentire il fiato sul collo.


PS = per la serie "la madre delle facce da culo è sempre incinta" ecco cosa ne pensa Salvini, Lega Nord, della proposta sulla legge elettorale.


mercoledì 15 gennaio 2014

Energia - La Luna, i cinesi e la fusione nucleare


Quando si parla di energia nucleare spesso si commette l'errore di confondere i processi di fissione nucleare, [quelli che stanno alla base del funzionamento delle tante vituperate centrali nucleari attuali di seconda generazione, ma anche di quelle meno vituperate di terza e le (forse) future centrali di quarta generazione] con la fusione nucleare

La fusione nucleare è un altra cosa: mentre nella fissione un atomo pesante (uranio o plutonio) viene "spaccato" in più particelle (radioattive: ecco da dove nascono le famigerate scorie nucleari), nel caso di fusione nucleare atomi leggeri vengono uniti in uno più pesante che, a differenza dei sottoprodotti di fissione, non sono radioattivi.
Con il processo di fusione nucleare il prodotto ultimo è elio.
Il combustibile fusibile da utilizzare può variare, ma allo stato attuale quelli più indicati sono isotopi dell'idrogeno e/o un isotopo dell'elio, il cosìdetto elio-3.

La fusione nucleare è un processo fortemente esotermico. La produzione specifica di energia è veramente enorme, e se si trovasse il modo di sfruttarla potremmo dire addio a tutte le centrali a carbone, idroelettriche, fotovoltaiche.
Il problema legato alla produzione dell'energia sarebbe un brutto ricordo, e non rimarrebbero nient'altro che impianti che bruciano idrogeno (isotopi di idrogeno in realtà) e sputano fuori elio.
Zero scorie, tanta energia.

Ovviamente ci sono alcuni problemi molto seri: gli isotopi sopra citati, il "combustibile fusibile" è raro e costoso. Per l' estrazione di quantità significative di H-2, H-3 o di He-3 la spesa energetica e quindi economica è davvero elevata.

Inoltre ci sono problemi tecnici dovuti al fatto che l'energia prodotta è davvero enorme. Durante il processo di fusione nucleare si viene a creare plasma a temperature di milioni di gradi (non uno scherzo riuscire a costruire impianti che riescano a far fronte a tanta energia)

Come disse qualcuno, se è vero che i processi di fusione nucleare sono gli stessi che avvengono nel nucleo del Sole, riprodurre la fusione artificialmente è come riprodurre un piccolo Sole sulla Terra. Il problema è creare la scatola per contenerlo.


Ci sono diversi reattori funzionanti, tuttavia l'energia spesa per "contenere" questo plasma è superiore all'energia prodotta (cioè, i reattori attuali sono in perdita).
Progetto promettente è l' ITER, in via di realizzazione nel sud della Francia, ma ancora molta strada resta da percorrere.
Insomma, la sorgente assoluta e definitiva, la panacea di tutti i mali energetici, il Sacro Graal delle energie rinnovabili non è affatto a portata di mano.


Però...

Leggendo il titolo uno potrebbe chiedersi "cosa c'entrano i cinesi? e la Luna?"

Ebbene, pare che la Cina abbia avviato un progetto spaziale piuttosto importante (tra l'altro, giusto il mese scorso hanno fatto atterrare un robot sulla superficie lunare, non accadeva dal 1976) che prevede, in futuro, l'installazione di basi per l'estrazione proprio dell'elio-3 dalle rocce lunari, ricche del prezioso isotopo.


Come dicevamo, ancora non si è trovato il modo di costruire un impianto attivo (cioè che produca più energia di quanta ne consumi), ma la relativa abbondanza della materia prima sarebbe già un buon passo avanti.

Viene da chiedersi se i cinesi vorranno spartire con gli altri stati ciò che estrarranno dalla superfcie lunare (mica è loro la Luna), a questo proposito ho scoperto che ai tempi della guerra fredda era stato stipulato questo trattato.
Non ho capito se la Cina lo abbia sottoscritto, ma secondo me, qualora dovessero effettivamente mettere in pratica il progetto, dubito lo osserveranno. Tanto quale altra nazione ha la forza di imporsi? (e comunque prima magari dovrebbe sottoscrivere quello sui diritti umani)


Concludo con una breve lista di link e curiosità a riguardo:
  • L'Italia possiede un suo reattore sperimentale, in funzione dal 1990, chiamato FTU.
  • L'Italia tempo fa aveva avviato un progetto per la realizzazione di un altro reattore per la fusione, dal nome IGNITOR (il cui sito web è probabilmente uno dei più orrendi mai realizzati). La mancanza di fondi ha, caso strano, bloccato tutto, ma, grazie a San Silvio, nel 2010 è stato firmato un accordo con la Russia per realizzare un prototipo a casa loro.
  •  Nel 1983 anche Topolino ha avuto a che fare con la fusione nucleare. In  questa storia lui ed il fido Gancio andavano nello spazio e recuperavano un reattore Tokamak.
  • Si sta studiando il modo di sopperire al problema del contenimento del plasma facendo avvenire i processi di fusione a bassa temperatura, la cosidetta "fusione fredda". Ma questa è tutta un altra storia.
  • Consigliata la visione di questo bel film di fantascienza del 2009, Moon,  che parla esattamente di una colonia lunare per l'estrazione proprio dell'elio-3. Qua sotto il trailer



lunedì 30 dicembre 2013

Contra Reporters sans frontieres

Ciao a tutti, lo so che manco da un sacco ma bando a ciance e giustificazioni! Guardate un po' questa pubblicità che ho appena visto sulla tv francese:



Ora, probabilmente molti di voi commenteranno che noi italiani ci facciamo la solita figura di merda, che ce la siamo meritata, eccetera, eccetera. Messi sullo stesso piano di Corea, Siria, Cina, Zimbabwe!

Per me invece sono tutte balle e mi sono francamente rotto le palle di vedere come all'estero veniamo trattati con senso di superiorità per quel che riguarda la libertà d'informazione. Non saremo il paradiso in terra - abbiamo tanti problemi, ovviamente - ma metterci alla pari di Siria o Corea è scandaloso. Senza contare poi il finire cinquantasettesimi  in queste pseudo classifiche che questo pseudo ente (lo stesso che ha finanziato la pubblicità di cui sopra) continua ogni anno a pubblicare per me è al limite del ridicolo. Cinquantasettesimi dopo per esempio Niger, Botswana, Samoa, Malta: faccio notare che tutta Samoa ha un quarto della popolazione di Genova (e che se la cerco su google, la sua pagina wikipedia viene dopo quella di Samoa divani!).. Siamo meno liberi di un paese il cui quotidiano più importante ha una tiratura paragonabile a quella del Nuovo Levante! E' davvero difficile non sbottare quando persino gente che viene dal nordafrica (senza offesa, è solo che mi è capitato!) ti parla con la presunzione di chi proviene da un paese più moderno e liberale del tuo! Mi sono rotto le palle: avremo pure un'informazione schiava dei potenti ma - personalmente - trovo ancora più affidabile lo Studio Aperto delle 18 e 20 con i suoi culi e tette e con Mario Giordano che ti fa i sermoni che ciò che esce dalle penne di sti arroganti, ciechi, presuntuosi reporters sans frontieres. E scusate lo sfogo.

giovedì 12 dicembre 2013

Scatolette di tonno ruggenti

Carissimi
giusto due pensieri, maturati in questi mesi di latitanza, alle fermate degli autubus, nei supermercati, agli sportelli, nei bar, nelle peggiori bettole di Genova, nelle università, nelle strade, nei taxi (tutti grillini i tassisti, lo sapevate?).

Vi capita mai di fare sogni ad occhi aperti? A me capita spesso. Nei pensieri più scontati di delirio di onnipotenza mi immagino come Napoleone, con una corona di alloro, durante una processione in Piazza della Vittoria, su un palco sotto l'Arco di Trionfo. Nei momenti più originali mi immagino invece il mio nome su una targhetta in una piazza qualunque della città, tra 50 anni, perché sarò uno dei primi martiri dello squadrismo grillino.

Il popolo non ha quasi mai ragione. Anzi ha quasi sempre torto. Le piccole menti di tutte quelle personcine striscianti nella massa sono troppo deboli e troppo prive di cervello. E difatti leggono post di facile fruizione pieni di bold.

Io ho capito bene chi sono questi qui: amanti del chaos, menefreghisti, giovani idealisti con i soldi, giovani idealisti senza soldi, sognatori rivoluzionari, tipici qualunquisti all'italiana, complottisti, antieuropeisti, persone piene di livore perché, poiché non l'hanno potuto mettere nel culo a qualcuno, si sono convinti che qualcuno lo stia mettendo in culo a loro, i lamentini, per i quali se il bus non arriva, se nevica, se c'è coda alla cassa, allo sportello o al tabacchino, è certamente colpa del fatto che l'Italia è retta da incompetenti. D'altronde sarà ben colpa di qualcuno se non ho lavoro o se quello che ho mi fa cagare? Mia? NOOOOOOOOOOOOO!!! Colpa dei politici, cazzo! Colpa di quegli sporchi ladri accattoni che stanno a Roma!

Se Berlusconi è decaduto è merito loro. Se in Parlamento per sbaglio si fa qualcosa di buono è merito loro oppure, alternativamente, se qualcosa di buono esce da altri, allora si poteva fare meglio, o è solo un cumulo di bugie, o esiste sempre qualcosa da ribattere, correggere, emendare. Se oggi c'è il sole è merito loro.

Io ragazzi sto maturando molta, molta, MOLTA più insofferenza per questi qui che per i berlusconiani. Del resto il mio non è mai stato un odio verso coloro che votavano Berlusconi. Il mio era un odio generalizzato verso questi virus della democrazia, verso i voti manipolabili, la stupidità e la credulità. Per caso beccavo anche coloro che votavano Berlusconi. E ora mi ritrovo ad avercela con il M5S, chissà come mai. Sarà perché ora che il berlusconismo è terminato non sapevo più, come i grillini, con chi prendermela.

Parlano di lotta per l'esistenza e altre romantiche cazzate appassionate che piacciono tanto al pubblico. Non sono i primi e non saranno gli ultimi a parlare di queste cose. Mi conforta sapere che tutti coloro che lo hanno fatto prima sono stati sconfitti dalla Storia.

Non mi stancherò mai di ripeterlo. Io sono per lo STATO. Lo vorrei meno bugiardo, truffaldino ed inefficiente. Ma MAI MAI MAI MAI penserò che la soluzione sarebbe che a reggere le redini dello Stato ci andassi io, che è il sogno segreto di questi qui.

Dostoevsky scrisse che se avesse scoperto che la verità era lontana dal Cristo, egli avrebbe scelto Cristo lo stesso. Ebbene se io scoprissi che la verità è con il M5S, continuerei comunque ad avversarlo, perché se questi sono i modi, i luoghi e i laghi attraverso cui si esprime io non ci sto. Che prendano il potere e che mi chiudano la bocca, avrò una piazza a mio nome. Sempre grande è il piacere di usare il loro mezzo di comunicazione prediletto, veicolo di verità divina, per contrastarli. Per fortuna non ho che quattro lettori, diventerebbero grillini seduta stante.

QUARANTAMILA in Piazza della Vittoria qualche giorno fa. Che esercito! Duecentocinquantamila ne aspettavano. Mah. I numeri sono sempre stati un pò un'opinione. FLOP. Ecco che cosa è stato. Un FLOP. Flop, flop, flop, flop. Mentre tre milioni erano gli ingenui che andavano alle primarie del PD domenica, su cui attendo ad esprimermi.

Non ho mai dimenticato e mai dimenticherò la scatoletta di tonno pinne gialle che doveva essere profanata in modi indicibili. E' ancora lì, piena di olio, di tonno grasso che continua a colare. Dovevate dirlo se vi serviva l'apriscatole. Ce ne sono di economici, anche su Internet.

Per chi non lo avesse capito, questo era un modo per mostrare come sia facile scrivere un post pieno di rabbia a caso.

L'ultima volta che ho scritto un post mi sono beccato del serpente velenoso. Ora vediamo che cosa esce.


sabato 30 novembre 2013

Sfida TV per le primarie PD 2013: il punto del Tommi






Siccome tra una settimana circa ci saranno le primarie del PD, siccome se ne parla poco, sicuramente meno di quanto se ne è parlato l'anno scorso, e siccome volevo fare un post con un titolo figo ("il punto del Tommi", stile "il punto di Paolo Pagliaro") ho cercato di raccogliere un po le idee sul confronto TV andato in onda su "Sky" e su "Cielo" del digitale terrestre ieri sera.

  • Sky ha messo su un sistema di sondaggio in diretta con i telespettatori che potevano votare da casa con domanda "chi ti sta convincendo di più"... come se lo scopo ultimo fosse appunto quello di convincere una platea di polli (almeno, io l'ho letta così, ma, si sa, io sono un polemico a prescindere)
  • Però c'era il sistema "fact-checking" (quanto ci piacciono le sigle inglesi a noi), grazie al quale eventuali cagate o cose parzialmente non vere dette da qualcuno venivano sbugiardate in diretta, chiedendone giustificazione al diretto interessato. 
  • Sull'appoggio al governo Letta, Civati è l'unica voce fuori dal coro cioè vorrebbe ritornare alle urne per eleggere un governo politico e ribadisce ancora una volta che l'impianto delle larghe intese così com'è stato fatto non ha funzionato e non funzionerà. Gli altri due sostengono che gli alfaniani staranno buoni buoni e quindi il governo può proseguire  
  • Sulle privatizzazioni, tutti e tre abbastanza elusivi (vabbè avevano poco tempo), comunque Renzi è per privatizzare con criterio (non come con Telecom.. e ha ragione), Cuperlo è per un ritorno ad una maggiore presenza dello Stato nei servizi. Civati non l'ho capito molto, ma credo sia più orientato più verso un servizio di tipo pubblico.
  • Cuperlo ha tirato in ballo più volte il "senso della sinistra", una sorta di elogio dei valori ideali che il PD dovrebbe incarnare, concentrandosi molto sul tema del lavoro. In questo ricordava un pò Bersani (strano)
  • Alla richiesta di dichiarare il proprio reddito e le proprietà possedute, Civati e Cuperlo mi sono sembrati un po' in imbarazzo a dover dichiarare che percepiscono ottomila euro al mese come parlamentari.
  • Sulla questione omosessuali, unioni, affidi, Civati è quello che ha le idee più chiare: matrimoni egualitari, e affidamento a coppie omosessuali. Dritto al punto e senza tanti complimenti.
  • Renzi ha candidamente ammesso di essere più cauto sull'argomento, tuttavia si dice aperto ad un sistema di unioni alla tedesca. Nauseante la parte finale dove sviolinava il dramma reale di una coppia lesbo di sua conoscenza
  • Cuperlo pessimo su questo tema: un minuto e trenta in cui sostanzialmente ha svicolato. Quaquaraquà.
  • Renzi ha fatto una riflessione sul fatto che in Italia siamo orgogliosi solo del nostro passato, mentre invece bisogna credere in noi stessi per guardare con orgoglio al futuro. Mi ricordava un po' Crozza mentre lo imita, però questo discorso aveva un retrogusto nazionalista che ho apprezzato (vedi post precedente)
  • sulla legge elettorale l'unico che mi è parso chiaro e deciso è stato Civati: ritorno alla legge elettorale precedente con modifiche del caso. Gli altri due hanno tirato in ballo la struttura dello Stato, con un duelletto Cuperlo Renzi il quale, alla domanda "matteo, garantisci che se vinci il nostro paese rimarrà una repubblica parlamentare e non andrà verso il presidenzialismo?" ha dribblato abilmente la domanda.   
  • Da quello che ho capito a queste primarie parteciperà molta meno gente che non a quelle dell'anno scorso: i candidati parlavano di due milioni (contro tre dell'anno scorso). Sondaggi recenti abbassano questo valore ad un milione e mezzo.
  • Il sottoscritto andrà a votare. Per chi? 


giovedì 14 novembre 2013

Italia VS Europa


a due mesi (quasi) dal mio ultimo post, a piu di un mese dall'ultimo post sul blog, ecco che torno a scrivere, mosso da un rigurgito nazionalista.

durante il cazzeggio notturno, causato dalla mia insonnia leggendaria, ecco in cosa sono incappato




A curare e produrre questo crogiuolo di stereotipi e malcostumi (oltretutto in buona parte inventati di sana pianta.. come dire, ovviamente dei malcostumi ce li abbiamo, però meglio inventarsene anche altri, così da tirarci ulteriormente merda addosso) è tale Bruno Bozzetto , fumettista a me sconosciuto prima di ora, ma che pare abbia avuto un certo seguito mondiale.

Questo tipo sembra anche piuttosto in gamba, possibile che abbia partorito una puttanata del genere?
E poi mi chiedo... se l'Italia ti fa tanto schifo, e pare proprio che tu abbia i contatti giusti, perchè non te ne sei andato in qualche altro paese più civile, invece di rimanere qua e sputare sul piatto in cui mangi??

Bah


mercoledì 9 ottobre 2013

La bellezza e i suoi limiti

[Chiedo venia per l'autopromozione ma qualche volta bisogna pure parlare di sé]

Per il Festival della Scienza 2013 ho curato uno spettacolo teatrale sulla matematica dal titolo "La bellezza e i suoi limiti".


Ma insomma: a tutto c'è un limite! … o forse non è proprio così? Probabilmente non tutti sanno che questa parola, in matematica, ha un significato preciso: il limite è uno strumento utile per indagare il comportamento di fenomeni d’interesse nell’infinitamente grande (l’infinito!) e nell’infinitamente piccolo (l’infinitesimo!). Sul concetto di limite si basa la teoria del Calcolo Infinitesimale, che nel corso di oltre venti secoli ha impegnato la mente di decine e decine di pensatori. Uno scapestrato fool shakespeariano coinvolge gli spettatori in un viaggio attraverso la storia del calcolo infinitesimale, dai pitagorici ai giorni nostri, tra verità matematiche, speculazioni filosofiche e aneddoti vari. Fino a scoprire che questi concetti, incubo di generazioni di studenti, appartengono alle nostre quotidianità e possiedono un fascino a cui è difficile resistere.


Gli spettacoli si svolgeranno dal 25 ottobre al 3 novembre coi seguenti orari:
venerdì e sabato 9:00, 10:30, 12:00, 21:00
domenica 18:00

Bisogna prenotare, con una e-mail o un sms o una telefonata a me, perché il numero dei posti è limitato!

Il luogo è sempre lo stesso che molti di voi già conoscono: 
lo "Studio d'arti sceniche" di vico Tana 16r, sede della "Pinguicola sulle Vigne", la nostra 
associazione culturale. 
Da via Balbi, prendete salita Santa Brigida e prima della porta sulla scalinata trovate sulla sinistra una piazzetta, che è proprio vico Tana!

Qui trovate il programma ufficiale del Festival!

lunedì 30 settembre 2013

Quanto conta davvero


Questo è il primo lunedì post crisi di governo, il banco di prova a livello economico dove si misureranno gli effetti dell'ennesimo colpo di coda di quella parte politica (per fortuna, in questo caso, più circoscritta del previsto) sintetizzabile nella pletora di schiavi ancora una volta pronti a tutto per guadagnarsi un posto al sole, anzi un posto nello sguardo del grande capo (che poi, per loro, è un po la stessa cosa)

Chiaramente manco a dirlo questa ennesima, sfibrante crisi politica ha avuto l'effetto previsto: spread su, borse giù.



Ma questo evento come viene percepito dagli altri?

L'atmosfera che c'era nei giorni scorsi era quella che l'Italia sia destinata a tornare "osservato speciale", che tutta l'Europa ed il mondo guardino alle nostre beghe interne con interesse e preoccupazione, dato che (questo siamo stati abituati a credere) da ciò che succede nel nostro orticello dipendono in qualche modo le sorti di parte delle economie mondiali.

Ebbene, forse questo era ciò che effettivamente succedeva fino a due o tre anni fa.

A quanto pare, a giudicare dalle testate dei principali quotidiani on line europei ed extra oceanici (Financial Times, Le Monde, Le Figaro, The New York Times, Bild, Die Welt) le cose non stanno proprio così.

Non che abbia passato tutta la mattina a spulciare tutti i siti dei quotidiani di tutto il mondo, ma sono rimasto stupito del fatto che l'unico articolo in main page per quanto riguarda la crisi italiana, tra i quotidiani poc'anzi citati, si può trovare su El Paìs, in tutte le altre testate ho trovato qualche articolo marginale, nelle sezioni relative all'economia.

Ma proprio pochi, in particolare su Le Figaro troviamo scritto

Le sentiment des experts du Figaro Bourse: cette nouvelle crise ne justifie pas de s’inquiéter outre mesure sur l’évolution des marchés. À cet égard, les discussions sur la recherche d’un compromis au Congrès américain entre démocrates et républicains, sur le Budget fédéral des États-Unis et le plafond de la dette fédérale constituent un sujet de préoccupation autrement plus important pour les marchés financiers mondiaux.

Dunque, non conosco il francese ma più o meno credo si possa tradurre in

L'opinione degli esperti di economia di Le Figaro: questa nuova crisi non giustifica un'inquietudine oltre misura per quanto riguarda l'andamento dei mercati. A questo riguardo, le discussioni sulla ricerca di un compromesso al Congresso americano tra democratici e repubblicani sul bilancio federale degli US  e sul tetto del debito federale costituisce un soggetto di preoccupazione molto più importante per i mercati finanziari mondiali

Insomma, non illudiamoci di essere ancora vicini al centro del mondo.
Il nostro apparato politico fa acqua da tutte le parti, le finanze pubbliche sono al collasso, siamo l'unico paese dell'Eurozona ancora in recessione, la nostra borsa ha perso il 55% negli ultimi anni.

L'ennesima estenuante crisi di governo nostrana credo sia percepita come un'altra guerra tra poveri che si consuma in un paese, ormai, sempre più di periferia.


giovedì 19 settembre 2013

Gramellini: "Non video più"


La prima volta che lo sentii gridare Forza Italia al riparo di una siepe di finti libri rilegati in pelle, ero preoccupato ma incuriosito. Ancora non sapevo che il set era stato montato in un cantiere: se la telecamera avesse allargato l’inquadratura, avremmo scoperto che la scrivania si affacciava su un cumulo profetico di macerie. Quell’uomo d’affari uscito da un telefilm degli Anni Ottanta rappresentava la novità, la sorpresa, per molti la speranza. Ma quando di lì a qualche mese lo rividi arringare il popolo da una videocassetta, lo stupore aveva già ceduto alla delusione. Il terzo filmato produsse sconforto, il quarto fastidio. Non ricordo quando il fastidio si sia trasformato in noia. Io e i suoi video siamo invecchiati insieme: a me cadevano i capelli che crescevano a lui, nella mia libreria i volumi cambiavano mentre nella sua erano sempre gli stessi, miracolosamente intonsi. Logore, invece, le parole: promesse e minacce, sempre più vaghe. Sempre meno riusciva a farmi sorridere e spaventare, alternando la maschera tragica con quella comica sullo sfondo di arredamenti barocchi e bandieroni pomposi.   Ora è tornato a Forza Italia, ma i suoi proclami mi rimbalzano addosso come palline di pongo scagliate da una fionda sfibrata. Vedo le rughe infittirsi, le labbra spezzarsi al pari della voce. Sento parole d’amore che sprizzano livore. Dovrebbe farmi paura e invece non mi fa neanche pena. Solo tanta tristezza: per lui, per me, per noi che da vent’anni scandiamo il tempo delle nostre vite con i videomessaggi di un tizio che ha sostituito la politica con l’epica dei fatti suoi. 
["Buongiorno" di M. Gramellini, 19 settembre 2013] 

domenica 15 settembre 2013

Dato il posto in cui ci troviamo

Un suggerimento per la serata di martedì.
Claudio Bagnasco, il mio maestro di scrittura creativa, ha scritto un nuovo libro, da cui prende il titolo questo post. Si tratta di una raccolta di racconti raccolti al carcere di Marassi. E martedì 17 settembre alle 17.45 lo presenterà al palazzo della Meridiana di Genova.

Concludo il breve post con il trailer del libro (non sapevo che esistessero!!!), a martedì!

martedì 10 settembre 2013

Ghigliolo terre libere!

Dopo qualche settimana di assenza dal VP (chiedo venia!), torno a parlare di mafie e antimafie raccontando di beni sequestrati e confiscati e del loro riutilizzo sociale.

A dispetto della sua immagine di tranquilla provincia sul mar Ligure, lo spezzino "vanta" un cospicuo numero di aziende, case e terreni confiscati alla criminalità organizzata: come si può leggere sul sito dell'agenzia nazionale che li gestisce (ANBSC), in tutta la Liguria i beni confiscati sono 58, di cui 22 in provincia di Spezia e 25 nel genovese, mentre sono solo sei nell'imperiese e cinque nel savonese.
Lo scopo dell'agenzia nazionale è quello di garantire una rapida riassegnazione del bene confiscato in via definitiva ad enti ed associazioni per un riutilizzo sociale dello stesso: in questo modo oltre all'aiuto concreto ad associazioni di volontariato il bene diventa simbolo di riscatto davanti a tutta la popolazione.

Questo è quello che la politica ha legiferato per contrastare le mafie. Poi c'è la società civile, il cosiddetto volontariato: Libera, l'associazione fondata da don Luigi Ciotti che da quindici anni si batte per mantenere alta l'attenzione sui fenomeni mafiosi, promuovendo una cultura di legalità e giustizia e raccontando le storie delle tante vittime delle mafie. Una delle principali caratteristiche di Libera è quella di essere associazione di associazioni, favorendo così il dialogo e la collaborazione fra le più diverse realtà associative del territorio in cui opera.

Il coordinamento provinciale spezzino di Libera si è fatto carico dell'urgenza di assegnare i beni confiscati della nostra zona ed ha avviato un serie di incontri mirati per individuare soggetti interessati. Così "Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII" e "Consorzio Cometa", due realtà che da anni si occupano di accoglienza e recupero nei confronti di persone con disagio sociale, hanno messo insieme le loro peculiarità ed avanzato una "manifestazione d'interesse" per una villa con piscina e annessi terreni per più di 2 ettari sulle colline sarzanesi.


Il progetto si chiama "Ghigliolo Terre Libere" e prevede la costruzione di una realtà che possa dare risposte concrete a forme conclamate di disagio, creando attività, percorsi di apprendimento, conoscenza e condivisione.
In particolare la proposta prevede l’inserimento di una famiglia delle comunità che si occupi dell'accoglienza e della coltivazione dei terreni intorno alla struttura.
A lungo termine, poi, potrebbe nascere una vera e propria cooperativa sociale che si occupi di commercializzare i prodotti sotto il marchio di LiberaTerra, che danni vende prodotti da terre confiscate alle mafie.
A margine, ma non meno importante, la villa dovrebbe diventare punto di accoglienza di pellegrini della via Francigena o di gruppi giovanili di passaggio, luogo di ritrovo per associazioni locali, in generale una struttura aperta al territorio in cui avviare progetti formativi con le scuole o altri enti.

La palla passa ora in mano all'agenzia nazionale, che dovrà esprimersi sull'assegnazione: inutile dire che mi auguro non ci siano intoppi e che si possa presto vedere messo in pratica il progetto Ghigliolo Terre Libere!