Circa un mese fa, l’uscita della Fornero a
proposito dei giovani: troppo “choosy” nella scelta lavorativa, cioe’ troppo
schizzinosi. La frase aveva scaturito parecchia indignazione nel mondo
giovanile anche perché, andando indietro nel tempo, questa ne seguiva altre che
avevano già esasperato i toni, tutte provenienti dal governo dei tecnici:
sfigato chi si laurea a 28 anni, sprovveduto chi ancora aspira al posto fisso
per il proprio futuro lavorativo.
Personalmente, io non sento di unirmi al coro
degli indignati ma devo dire che questa volta il motivo che ha dato luogo
all’esternazione della Fornero non l’ho proprio capito. Negli altri casi, le
affermazioni dei tecnici su giovani, laurea e lavoro erano state avventate e
forse poco diplomatiche ma secondo me andavano a battere una strada che poteva
effettivamente portare qualcosa. Insomma, è sicuramente vero che tra i laureati
a 28 anni ci sono pure storie di gente che lavorava per pagarsi gli studi o ha
avuto difficoltà di ogni genere, ma ce ne sono anche parecchi che ci hanno solo
messo molto più tempo. E, se è pur vero che la mancanza di un contratto a tempo
indeterminato ti preclude la possibilità
di vivere una vita al pieno delle possibilità, è altresì vero che, a diciotto
anni, maneggiare per ottenere un posto fisso in comune “perché non si fa un
cazzo e non te lo possono togliere” è un estremo da estirpare. In questa
direzione, qualche frecciatina come quelle che erano state lanciate non faceva
certo male.
Il choosy della Fornero, invece, mi sembra del
tutto campato per aria. Questo articolo del Fatto conferma in cifre quello che
chiunque di noi già sa, cioè che, in Italia, la maggior parte della gente che
si laurea in una qualunque disciplina, poi finisce a fare tutt’altro nella
vita. Segno che così choosy i giovani non sono. Segno anche che il sistema
universitario italiano fa schifo, o almeno fanno schifo la sua capacità di
interagire ed adattarsi al mondo del lavoro. E fanno schifo anche i criteri di
trasparenza che vengono adottati nel presentare il binomio università -
prospettive lavorative ai giovani liceali. La realtà – per me – è che i giovani
dovrebbero essere molto più choosy di quanto nono siano stati fin’ora e
dovrebbero cercare di esserlo molto prima dell’inserimento lavorativo, cioè
appena finiscono le scuole superiori.
Dovrebbero essere choosy nello scegliere l’università oppure nel
decidere se sceglierla. In tanti
altri paesi del mondo le cose sono molto più chiare: ci sono università
migliori e università peggiori e , per ciascuna materia, si sa fin da subito
quanto, il decidere di cimentarsi con l’una piuttosto che con l’altra, possa o
meno precludere determinate prospettive lavorative. In Italia no. Istruzione di
alto livello per tutti, pazienza se a ventisei anni, laureato in lettere,
scopri che – per fare il commesso – allora avresti preferito impiegare questi
anni per imparare a fare l’elettricista e costruirti una professione. La realtà
è che, se vogliono costruirsi un futuro, i giovani italiani dovrebbero imparare
a snobbare le università di provincia e le materie fini a se stesse, riempire
la valigia e andarsi a misurare con istituti di sicuro valore, siano questi in
Italia o all’estero, oppure mollare i libri e buttarsi fin da subito su una
professione seria.
Ma il choosy della Fornero, non è solo questo.
Letto in altri termini è anche una provocazione nei confronti dei giovani ad
opera di una delle rappresentanti della generazione che ha maggiormente contribuito
a devastare il mondo universitario. Non parlo tanto del fatto che lady Fornero
ora sia al governo ma del suo ruolo precedente a quello attuale, cioè quello di
professoressa universitaria. La Fornero appartiene alla generazione di docenti che
ha sfasciato l’università attuale, con la sua sciatteria e la sua pigrizia. Ordinari
che hanno passato gli ultimi vent’anni dedicando molto più tempo a tentar di
imbastire truffe mascherate da corsi universitari che a produrre ricerca. Gente
incapace di capire il fatto che, in mezzo a università e mondo del lavoro, non
ci può essere il vuoto e interessata unicamente a promuovere – con mezzi
subdoli - i propri corsi di laurea, allo scopo di ottenere iscrizioni e quindi
fondi. Gente che non è mai in ufficio e che non fa nulla e si lamenta quando
non ottiene il posticipo del pensionamento. Gente da anni a capo della
principale macchina produci disoccupati che esista e che non si vergogna ad andare in giro adire idiozie sul come dovrebbe funzionare il mondo. Gente che, per anni, ha bandito concorsi di assunzione in cui una buona raccomandazione interna contava piu' di pubblicazioni e collaborazioni internazionali. Gente che non producearticoli, non va a convegni, non fa nulla, perché il divano di casa è troppo
comodo. E’ chiaro che non sono tutti così e che tantomeno lo è la Fornero. Ma è
altrettanto chiaro che se noi ci meritiamo un choosy, tanti di loro si
meriterebbero un calcio nel culo.
Chiudo linkando un post fantastico che ho
trovato su un blog che non conoscevo e che tratta lo stesso tema: mi raccomando
leggetevelo tutto – commenti compresi – perche’ ne vale la pena!





















