sabato 24 settembre 2011

Fuori dal tunnel

















Che il nostro ministro della ricerca e dell'istruzione sia totalmente inopportuna a coprire il suo ruolo in quanto stupida non c'erano dubbi, ma oggi si è superata:
Ufficio Stampa 
Roma, 23 settembre 2011 
Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini 
"La scoperta del Cern di Ginevra e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza." 
Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Fino a qui ci siamo.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.
Una vittoria? E perché? Era una gara a chi riusciva a superarla per primo, come andare sulla luna?
Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.
Il tunnel?!? Ma come fai a dire che tra Ginevra e il Gran Sasso c'è un tunnel?? Qui non ci sono scuse, se da ministro italiano dici una cosa del genere non puoi che essere una stupida, soprattutto se citi degli ignoti finanziamenti italiani per la costruzione di questo fantomatico tunnel.
Inoltre, oggi l'Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l'anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante". 
Mi chiedo poi come sia possibile che nessuno dell'ufficio stampa si sia reso conto della castroneria sesquipedale (per citare Bartocci), e soprattutto perché nessuno lo abbia modificato visto che oramai ne 
parla tutto il web.

Sempre più allibito.

venerdì 23 settembre 2011

Veloce come la luce?





Proprio nelle ore in cui una pioggia di detriti potrebbe cadere sulla Liguria, mentre centinaia di tunisini sono riaccompagnati a casa in preda alla smania leghista di nascondere tutto sotto il tappeto, e mentre io stesso aspetto che il mio algoritmo in Matlab dia un qualche risultato, si rende nota la seguente scoperta scientifica: esperimenti del Cern di Ginevra hanno dimostrato che i neutrini viaggiano piu` veloci della luce.

Proprio sapendo di andare a toccare un tabu` della fisica moderna, il team di scienziati del Cern e dell'Infn guidato dall'italiano Antonio Ereditato ha cercato di verificare per tre anni questa sorprendente scoperta, ripetendo l'esperimento sotterraneo, ed ora chiede ad altri scienziati di verificare a loro volta

Le conseguenze? Devastanti, inimmaginabili, una vera rivoluzione! Si tratterebbe della prima vera confutazione della relativita` di Einstein, la cui equazione E=mc2 pone come costante c la velocita` della luce....

Attendiamo aggiornamenti.

giovedì 22 settembre 2011

Berlusconi nel mondo

Inserisci linkPubblico il link ad una galleria di Repubblica che contiene una raccolta di vignette satiriche straniere sulla gestione di B della crisi italiana.

mercoledì 21 settembre 2011

Oggettive difficoltà

Mi sono letto l’intervista del Corriere a Luisella Costamagna, l’ultima trombata della Tv: fino ad agosto conduceva “In Onda” con quel furbetto di Telese, da qualche giorno è stata sostituita da Nicola Porro, vice direttore di un quotidiano innominabile… Non entro nel merito della faccenda, non mi sono informato. Mi ha fatto sorridere una frecciatina della “bella Luisella” al “piccolo e nero Telese”, che vi trascrivo:

image A proposito di abitino, spesso in trasmissione Telese le faceva complimenti sul suo aspetto fisico: «la bella Luisella», «l'affascinante Luisella»... E lei si infastidiva.
«Perché ridurre tutto all'aspetto fisico può risultare screditante. Dopodiché non era solo fastidio, ma anche oggettiva difficoltà a ricambiare il complimento. Comunque basta con Telese, appartiene a una vita precedente. Mi interessa quello che verrà».

lunedì 19 settembre 2011

Berlusconi, indirettamente

Scrivo per stemperare il nervosismo che mi è venuto guardando una mezz'ora della trasmissione di Lerner, su La 7. Si parlava di Berlusconi ma non è direttamente di lui che vorrei discutere. Il discorso riguarda Berlusconi ma indirettamente.

Il nervosismo mi è montato a seguito di un discorso fatto da due studentesse che erano tra il pubblico e che sono state intervistate modello santoro per far capire quello che è il punto di vista dei giovani sulla faccenda e su quali siano le conseguenze "ambientali" o sociali che la faccenda crea (domande del tipo: "Quanto vi sembra che conti la bellezza tra i vostri coetanei?").

Il succo del discorso delle due è stato che Berlusconi - con questi fatti ma ancor prima con i trent'anni di televisione - ha creato un tale clima per cui i giovani - incerti nella loro giovane età - cadono vittime di situazioni spiacevoli in cui alla fine si prostituiscono (in senso letterale ma anche non) a questi orchi cattivi che sono costantemente in agguato. Ancor più, la crisi e la mancanza di
lavoro attuale fanno sì che questi poverini - deboli e incerti, che forse ancora non sanno bene distinguere il giusto dallo sbagliato - si trovino ad accettare compromessi che altrimenti non avrebbero accettato. Insomma, la sostanza è: berlusconi colpevole due volte (nei fatti attuali e nel mondo che ha creato), vittime le povere ragazze.

Quello che mi fa incazzare è questo eterno salvagente nel quale noi (?) giovani pretendiamo di vivere. E non è un discorso soltanto legato a questo fatto ma che rivedo in una valanga di altre situazioni. Personalmente - se mi guardo indietro - mi sento responsabile nel bene e nel male di ogni minimo fatto che ha riguardato la mia vita. Non voglio negare che l'ambiente in cui sono cresciuto (televisivo o familiare) non possa avermi influenzato ma è stato un fatto esattamente uguale al fatto di essere nato in Italia piuttosto che in mezzo all'amazzonia. Uno lo accetta per buono e quello che è è, e da allora ognuno fa quello che vuole e quello che riesce.

Esempi: noi matematici usciamo dall'università e ci lamentiamo che non si trova il lavoro tagliato esattamente su ciò che uno ha studiato.. Lo sapevamo anche prima che non c'era.. Cazzi nostri! Gente che rimane in università o che vuole insegnare a scuola nonostante sia chiaro che prospettive non ce n'è solo perchè quello è il lavoro che ti piace fare: e se piacesse vendere sabbia nel deserto?! Sono d'accordo che il fatto che non ci sia lavoro in quei settori è un sintomo di un mondo che va a rotoli ma nella realtà microscopica di ognuno di noi non conta! Le nuove matricole in università: sono sempre di più ma le percentuali di gente che passa gli esami devono rimanere sempre le stesse a discapito del livello.. Ma perchè?! A me per primo dispiace vedere uno che ce la potrebbe fare ma studia poco e non passa l'esame ma fa parte del gioco..

Le ragazze di B. sono delle prostitute che miravano a favori. Punto e basta. C'è poco da giudicare: si sono giocate le carte che hanno voluto e consapevolmente.. farle passare a vittime per cause ambientali è pazzesco.. E la stessa cosa vale per noi: ognuno è artefice del proprio destino, nel bene e nel male e se ne prende la responsabilità..

domenica 18 settembre 2011

... ... ... ... ... ... ...

Cari amici...
No dai! Per me questa (già nota per il "passerottino") è una pagata dalla sinistra per screditare Berlusconi. Non può essere vera dai... Sembra It in versione "nonna vampira" (Ho imparato a mettere i video, siiiii!!!!)



P.S. Sinistrati?

Pedalando si suona

Per la gioia di Doson (trova il tempo nella tua densissima vita per pubblicare tu un post davvero interessante), uno dei due finti intellettuali (di sinistra) pubblica il video di una curiosa iniziativa in campo di sostenibilità ambientale svoltasi al porto antico di Genova: una sperimentazione? una provocazione? una trovata da finti intellettuali ecologisti?

sabato 17 settembre 2011

Olocausto e revisionismo storico



Cari amici

è con enorme difficoltà che mi accingo a scrivere questo post. Ispirato dal post di ieri notte mi sono messo ad indagare più del solito.

L'esperimento Milgram porta immediatamente ad una riflessione coinvolgente la pagina nera del secolo scorso: l'Olocausto, un ragionato sterminio di molte vite umane, perpetrato da esseri umani che eseguivano degli ordini, con la coscienza a posto. Probabilmente non si è scritto mai abbastanza sulle responsabilità collettive di un simile evento storico. Ma ora voglio concentrarmi sull'esperienza quotidiana di una guardia di Auschwitz. L'esecutore materiale di simili atrocità delega la propria responsabilità ad altri ("E' giusto così, non può essere altrimenti, bla bla bla"). Ma è tutto qui? Non si tratta, come scrivevo nel post precedente, di una eccessiva attitudine a fare il male al prossimo? La violenza gratuita, fisica e psicologica, è solo un preliminare necessario, volto a spersonalizzare la vittima?


Non abbiamo la cultura e la mentalità del tempo per penetrare dentro a questo mistero. E più il tempo passa, più si tende a dimenticare. Io sono convinto che il Novecento, a livello puramente accademico, con l'avvento della psicoanalisi, sia stato il primo secolo che ha preso coscienza del lato oscuro dell'uomo. Di genocidi, di violenze immani, su ampia e piccola scala, di sottili modi per disumanizzare le persone, la Storia è piena. Ma l'esperienza del Novecento ha in più il fatto di averlo riconosciuto. Ebbene questa ondata di consapevolezza si sta affievolendo. Quindi se vogliamo dare risposte a queste domande ora (e forse è già tardi) o mai più.

Io non sono d'accordo con chi ritiene che questo tipo di domande è meglio lasciarle dove stanno o che non hanno risposta. Indagare, chiarire, capire, può servire a impedire il ritorno di queste follie. Mi sono reso conto solo dopo averla scritta della fondamentale ipocrisia della frase precedente: in qualche luogo, in questo momento, sta certamente avvenendo qualcosa di innominabile per le nostre menti vincitrici e fiduciose nelle possibilità della ragione. E non escludo che non sia opera di un singolo quel che accade, ma di una approvata volontà generale.

Giungo alla parte difficile da scrivere. Io sono contrario a qualsiasi forma di revisionismo storico coinvolgente il nazismo: troppe volte si sbandiera il revisionismo storico come un'inversione totale o un occultamento della verità dei fatti. C'è chi scrive che troppe sono le esagerazioni uscite dal processo di Norimberga, le cose visibilmente impossibili, le incoerenze. E allora? Se invece che sei milioni di ebrei ne fossero stati uccisi la metà, la responsabilità storica ne verrebbe in qualche modo diminuita? Come quelli che sbandierano i morti di Stalin per far impallidire quelli di Hitler... Tenete conto che, per me, tutte le stime di questo tipo andrebbero aumentate almeno del 25%, perchè Dio solo sa, senza documentazione precisa, che cosa è accaduto laggiù.



Eppure c'è un fatto fastidioso. Molto fastidioso. Andando su internet (e senza ovviamente finire in siti apertamente revisionisti o, peggio, negazionisti) si ha la sensazione che non si possa scavare più di tanto sulla faccenda. La verità è una, la mia, perchè ho vinto. C'è una urtante tendenza a screditare sistematicamente chiunque abbia dato pareri leggermente discordanti o chi cerca di studiare più a fondo l'accaduto senza partire dall'assioma che alcune cose non si possono contraddire. Un conto è ascoltare un negazionista. Un conto è continuare ad indagare ciò che è successo.

Il link tra le due parti del post è questa: è come se la parte ragionevole, la nostra, che ha sconfitto il nazismo, abbia un bisogno smodato di demonizzare, per non ammettere che alcune istanze, alcune ombre e (in certi casi) alcune pratiche quotidiane (penso alla tortura in ambienti militari occidentalissimi) ci appartengono e sono parte di noi.



Intendiamoci. Il nazismo è stata una follia collettiva che, in quelle dimensioni e in quel modo, è unica nel suo genere e andava estirpata con tutta l'ideologia ignorante che lo muoveva. Ma, in un senso più ampio, sembra l'enfatizzazione, la realizzazione storica di un moto violento proprio dell'uomo. E' l'organizzazione di esso che deve fare paura, non l'esistenza del moto stesso. Ho la sensazione che qui si stia ignorando questo. E proprio QUI che risiede il pericolo di una riorganizzazione, nel continuare ad ignorare chi siamo e di cosa siamo capaci in peggio. Perciò sono contrario al revisionismo storico senza postulati, ma non alla possibilità di scavare ancora su ciò che è accaduto: non si tratta di deresponsabilizzare i colpevoli, si tratta di umanizzarli e ricavarne insegnamenti per il futuro.

L'esperimento Milgram e la natura umana

Cari amici...
Torno finalmente alla serietà. Una chiaccherata con un amico mi ha fatto conoscere un esperimento sociologico che mi ha sconvolto.

Nel 1961 lo psicologo Milgram mise in atto un esperimento volto a spiegare il comportamento di un individuo sottoposto ad una autorità. Venne costituito un campione di esseri umani maschi tra i 20 e i 50 anni, di varia estrazione, con degli annunci; scopo fittizio: partecipare dietro compenso ad un esperimento sulla memoria e l'apprendimento.
Il partecipante (P) veniva messo in una stanza con l'esaminatore (E), che poneva domande ad un suo complice (C) posto in una stanza attigua, collegato alla prima da cavi elettrici. Ad ogni errore di C, il partecipante P (ignaro del fattto che C è d'accordo con E) avrebbe dovuto premere uno dei trenta interruttori, in ordine crescente di voltaggio, davanti a sè, sottoponendo C ad una scarica punitiva (dai 15V di base ai 450 finali, decisamente pericolosi). La stanza attigua nell'esperimento iniziale non era visibile, ma organizzata in modo che P potesse sentire le risposte ed eventuali grida o implorazioni provenienti dall'altra parte (architettate da C). L'esaminatore E esortava il partecipante P a continuare nonostante tutto, presentando la cosa come necessaria. Il 62,5% dei partecipanti non si oppose per giungere sino alla scossa finale.

Mutando le condizioni dell'esperimento mutano anche i dati: impedendo a P di sentire le grida fittizie del complice, la percentuale si alza al 65%; consentendo inoltre di vedere (a quel punto C dovrebbe simulare bene) oltre che di ascoltare, la percentuale si abbassa al 40% (percentuale un pò altina mi sembra...).

Al di là dello scetticismo che mi prende nel considerare propriamente scientifiche queste speculazioni, la cosa mi ha turbato non poco: cosa si dimostra? Si dimostra che far giungere un individuo ad uno stato eteronomico (stato in cui non ci si ritiene più responsabili delle proprie azioni, ma si delega la responsabilità all'autorità che ce le ordina) non è poi così difficile. E che riteniamo un'azione (aggressiva gratuita) ragionevole o no, necessaria oppure no, dipendentemente dal contesto in cui ci troviamo.

Un fattore non indifferente in questo momento mi appare la componente del controllo, del potere che si ha su un altro essere vivente. A partire da questo esperimento si fanno facili paralleli con il celebre esperimento del '71 del "carcere di Stanford", in cui ad un gruppo di studenti consenzienti si affidarono i ruoli di secondini e carcerati e la situazione degenerò in episodi di violenza e disumanità inaudite (credo siano stati ispirati anche alcuni film da questo e dai meccanismi di definizione di un gruppo sociale codificato in contrasto con un altro). Dove vanno a finire le nostre pretese di umanità, a fronte di episodi di follia collettiva come il nazismo o gli abusi di guerra? Cosa è più naturale?

Consentitemi un parallelo audace. Il sesso è una delle manifestazioni più primitive e naturali dell'essere umano. Pensiamo a quanta importanza ha il controllo e il gioco delle parti in una componente così spontanea della nostra vita (dal punto di vista puramente meccanico, l'atto stesso è una forma di controllo dell'uomo sulla donna; non è un caso che certe violenze destino notevole stupore se perpetrate da una donna). Pensiamo a quanto, in alcuni casi patologici, il fulcro risieda proprio nel controllo del corpo, delle sensazioni altrui.

Cosa siamo? Io, come ben sapete, credo nell'enorme potenzialità positiva dell'essere umano, che per me è più di un animale. Ma ciò che è più profondo, più inconfessabile, più nascosto, non sarà diverso dall'idea comune che abbiamo? Il pericolo c'è. Vedete... La cosa che mi turba (e dovrebbe turbare anche voi, oppure inizio a preoccuparmi) è che qui non si tratta di sopravvivenza. Studi di ogni sorta dimostrano che in situazioni estreme il sostrato sociale tende a sfilacciarsi e la morale a indebolirsi (si pensi al cannibalismo forzato). E fin qui... Ma quando si tratta di situazioni del tutto normali, la violenza gratuita come si spiega? Sono tutti pazzi? Penso per esempio alle angherie di certi esponenti della polizia (ricordo il G8). No. Il problema risiede nella sconfortante capacità dell'individuo di deresponsabilizzarsi che porta, talvolta, a disumanizzare, oggettivizzare un altro individuo per consentire al peggio di sè di esprimersi. Sono inquietato...

Cosa ne pensate? Se volete andate pure al di là dell'esperimento in sè e riflettete su episodi vicini e lontani di potere esercitato al di là dei limiti: vedrete che anche senza Milgram alcuni dubbi potevano venirci.

venerdì 16 settembre 2011

Le manovre economiche evitabili

Per farmi perdonare dai deliri odierni con il famoso "corrispondente dall'Emilia", consiglio la lettura di questo post di Vladimiro Giacche' che pubblicizza il libro "Soldi rubati" di Nunzia Penelope:



"una sorta di viaggio nei gironi infernali dell’illegalità economica
all’italiana."



Evasione fiscale, lavoro nero, corruzione, riciclaggio, truffe varie... sicuramente un ottimo acquisto per chi passa da una libreria!

Dedicato ai fondatori...

Che R-I-D-E-R-E!
In questo link si parla di voi!!!
http://www.ledieci.net/oggetti-i-dieci-accessori-di-un-vero-finto-intellettuale-214.html

Vediamo chi vince... Marcherò con una L e una B per la gara. Se segue il punto interrogativo si è in dubbio.

E' una lista delle dieci cose fondamentali da fare o da avere per essere un FINTO INTELLETTUALE! Una breve rassegna con sunto:

10) MOLESKINE (L): questione di orgoglio per i predecessori che l'hanno usata; palesarsi in fervente scrittura in pubblico;
9) GIORNALE NELLA TASCA POSTERIORE (L): indizio che si è una persona interessante ed informata, spesso si tratta del Fatto Quotidiano;
8) LE CLARKS: radical chic, ma non potrei dire molto altro... Non me la sento di dare punteggio a nessuno dei due; potrei beatamente sostituirle con le BIRKENSTOCK e otterrei un punto per ciascuno (L,B);
7) VINILE: qui sfortunatamente i due partecipanti non danno soddisfazioni, essendo dotato chi di mp3 e chi di iPhone; ma che Vinicio sia un guru per entrambi come descritto non se ne può dubitare;
6) TABACCO (L,B): le sigarette sono così convenzionali... Vuoi mettere?
5) TOPPE OVALI SUI GOMITI DELLA GIACCA (L?): non ne sono sicuro... Ma i sospetti sono più che fondati!
4) BICICLETTA (L): rigorosamente con il portapacchi, che permette talvolta di sfoggiare altri oggetti da finto intellettuale; denota impegno ecologico;
3) IL MAC (B): decisamente senza bisogno di commenti;
2) IL LIBRO (giusto): presentarsi in pubblico con il libro giusto per essere osservati è uno dei particolari più difficili; entrambi ne sembrano esenti, ma solo perchè il fatto di apparire TROPPO intellettuali enfatizzerebbe le altre componenti o minerebbe la loro capacità di accoppiamento, di solito molto alta, dati i particolari di cui sopra; a B. darebbe un'aura inchiavabile che non soppeserebbe l'uso del tabacco;
1) LA REFLEX (B!!!): passare per artisti perchè si fotografano posaceneri, mazzi di carte gettate a caso ed altre insulsaggini, è un'esigenza quasi fisica; l'ironia a questo punto si spreca!!!One, batti un cinque amico! Speriamo di averli fatti arrabbiare... Ballets se levi il post dimostri ancora una volta tutta la tua pochezza in fatto di dialettica; almeno Lore sembra aver iniziato ad autoironizzare su alcune cose... Dando 1/2 punto al ? e punto pieno altrimenti abbiamo:

Lore VS Ballets: 5 1/2 - 4

Esito scontato direte. Ma Ballets secondo me volendo recupera un pò perchè compare nella top three!


Vediamo cosa accade. Aspetto veleno e confronto...

giovedì 15 settembre 2011

Meno cinque al voto Onu



Martedi 20 settembre, a distanza di sessantaquattro anni dalla nascita di Israele, verra' presentata all'Onu la candidatura dello stato indipendente di Palestina. Salvo sviluppi dell'ultimora. Infatti se la candidatura dovesse essere effettivamente messa ai voti passarebbe con ampia maggioranza tra i 192 stati. E allora perche' la Palestina non dovrebbe farsi avanti?


Beh, c'e' di mezzo una trattativa diplomatica degli USA che sta cercando di convincere l'OLP (Organizzazione di Liberazione della Palestina) a rinunciare, pena il blocco degli aiuti economici verso la Cis-Giordania. Motivo di facciata? Un processo di pace non puo' avvenire per mezzo di atti unilaterali (ovviamente questo principio vale solo per i palestinesi, gli israeliani possono unilateralizzare tutto quello che vogliono!!). In realta' e' Israele a fare pressioni agli Stati Uniti per evitare che la causa palestinese prenda una piega diversa da quella attuale, scrive infatti Bernardo Valli su Repubblica che con il riconoscimento dell'Onu lo stato di Palestina

"avrebbe accesso alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aja
e a quella penale internazionale, con la facoltà di denunciare Israele per le
sue eventuali azioni come forza di occupazione. Potrebbe usufruire delle
istituzioni finanziarie, economiche e commerciali. Potrebbe soprattutto esigere
di trattare alla pari con lo Stato di Israele, non più nel quadro del Quartetto
(Usa, Russia, Europa, Onu), ma in quello dell'Onu e sulla base delle
risoluzioni."

Una grande rivoluzione e' in atto in Medio Oriente (Siria, Egitto, Tunisia, Libia) e questo ulteriore tassello non farebbe che aggiungere benzina sul fuoco del cambiamento.

Il giornalista conclude l'articolo riassumendo la condizione attuale dei palestinesi sparsi in quel piccolo lembo di terra sul Mediterraneo:

"Le forze centrifughe e la storia hanno frantumato negli anni la Palestina
in cinque zone o entità. La prima dell'elenco può essere Gaza, abitata da un
milione di uomini e donne che vivono come in un limbo rispetto al resto dei
palestinesi. Un limbo non facile, sotto l'autorità intollerante di Hamas, e in
una società più islamista, più tradizionalista ed esclusa dal crescente
benessere di cui gode la Cisgordania. Isolata, Gaza è rivolta all'Egitto.
Seconda zona o entità la West Bank, la Cisgiordania. Là vivono due milioni e
seicentomila palestinesi, governati dall'Organizzazione per la Liberazione della
Palestina (Olp), oggetto di indulgenza da parte di Israele, i cui soldati
occupano una larga porzione del territorio. Una certa sicurezza e un evidente
progresso economico hanno creato una stabilità che ha favorito uno status quo,
da non pochi osservatori definito prerivoluzionario. Pur godendo di una
situazione favorevole rispetto a quella dei connazionali di Gaza, i palestinesi
della West Bank non si sentono garantiti da uno stato di diritto. Restano
cittadini sotto un'occupazione straniera e non nutrono grande fiducia nei loro
corrotti amministratori dell'Olp.La terza entità palestinese vive a Gerusalemme
Est e conta trecentomila uomini e donne. Circa il 38 per cento della
popolazione. Gli abitanti non sono cittadini israeliani, ma residenti permanenti
costretti a temere notte e giorno la perdita del diritto di residenza. Le
barriere imposte nella vita quotidiana aumentano il senso di precarietà. Essi
pagano le tasse allo Stato israeliano e usufruiscono, in tono minore, dei
diritti all'assistenza sanitaria e alla scuola. In questo sono favoriti rispetto
ai palestinesi della West Bank. La quarta entità è la più numerosa. Conta cinque
milioni di uomini e donne registrati come profughi. Vivono in cinquantotto
campi, diventati grossi borghi, in Giordania, in Siria, in Libano, nella West
Bank e a Gaza. Sognano il ritorno in una patria che non c'è più o che è stata
dimezzata. Il riconoscimento formale dello Stato palestinese riaccenderà molte
speranze.La quinta e ultima entità palestinese conta un milione e trecentomila
persone, con la nazionalità israeliana. Come creare un comun denominatore di
interessi e di aspirazioni in un popolo frantumato e represso resta un problema.
Ma certo la nascita di uno Stato formalmente riconosciuto susciterà emozioni e
rianimerà progetti e ideali."



martedì 13 settembre 2011

Andiamo in Palestina?

01PortaDiDamasco Segnalo questo interessante itinerario di viaggio in Palestina a cura di "Viaggi di Repubblica", alla scoperta della Gerusalemme piu' nascosta e sfortunata.

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Citta' antichissime, con una storia affascinante e tormentata, non ancora invase dall'ondata globalizzatrice che uniforma.

art_gerusalemme02

sabato 10 settembre 2011

La notte bianca con Edipo

Per una cena interessante

in un contesto meraviglioso

preludio di una divertente notte bianca

tn

Codesta sera,

notte bianca genovese,

la mia compagnia "La Pinguicola sulle Vigne"

ed io

vi delizieremo con una

prova in costume dell'Edipo Re

che nei prossimi mesi porteremo negli anfiteatri romani della Liguria e del basso Piemonte.

 

Non esistono orario o luogo precisi,

ma il chiaro intento di farlo prima del tramonto (ma passate le ore 20) nella zona di via Balbi alta:

piazzetta San Carlo (salendo verso Principe sulla sinistra dopo palazzo Reale)

o

piazza Truogoli di Santa Brigida (ancora più in su, sulla sinistra, sotto l'arco).

 

Ovviamente "ingresso" libero

ed "uscita" soggetta ad ostentazione di un cappello per le

gentili

offerte.

Non perdetevi questa anteprima mondiale.

 

http://pinguicolateatro.blogspot.com/

martedì 6 settembre 2011

Giochi di parole


L'hanno scritto davvero, quelli di Libero.

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UPDATE: l'hanno cambiato: "Il governo aumenterà l'Iva per non fare i tagli".